venerdì 1 giugno 2007

SATAY DI POLLO ALLA MIA MANIERA

Questa ricetta si ispira agli spiedini di pollo con salsa alle arachidi che si mangiano in Indonesia.
A noi piacevano molto e ho provato a prepararli in versione spezzatino di pollo.
Naturalmente gli spiedini sono diversi, ma questa ricetta incontra comunque sempre il favore degli ospiti, inoltre è di una semplicità infinita, oltre ad avere quel non so che che fa "festa"


















Ingredienti per 4/6 persone:

un petto di pollo intero (meglio se grosso)
due cucchiaiate di crema di mandorle bio (va bene anche fatta in casa)
una cipolla tritata
uno spicchio di aglio (facoltativo),
un pezzo di zenzero grande come una noce,
6 cucchiai di latte di cocco o di mandorla
il succo di mezzo limone
sale e pepe a piacere,
1 o 2 peperoncini Thai affettati finemente (facoltativi ma ci vorrebbero)
una spruzzata di saké o anche di brandy (facoltativo)
Procedimento:

Affettare la cipolla sottilmente e farla saltare in padella con poco olio, dopo poco unire l'aglio e o zenzero tritati. Una volta imbiondita la cipolla, aggiungere il petto di pollo tagliato a dadini e far rosolare il tutto.
Quando il pollo è ben scottato e a mezza cottura, aggiungere la spruzzata di saké far evaporare e unire due belle cucchiaiate colme di burro di mandorle, mescolare bene e allungare il tutto con 6 cucchiaiate del latte prescelto, questo serve a legare e a fare una bella cremina. Aggiungere il succo di limone, mescolare, spegnere e condire con il trito di peperoncino fresco e a piacere con una spolverata di parte verde di cipollotto tritata.
Questo piatto può anche attendere un pochino e può anche essere riscaldato, ma in questo caso sarà utile aggiungere un pochino di acqua per evitare che la salsina diventi troppo densa e nel caso lo vogliate preparare in anticipo, occorre far attenzione a tenere la cottura del pollo un po' indietro, in modo da evitare che diventi secco e stopposo una volta riscaldato.

Nella versione originale viene accompagnato con del riso, ma si presta molto bene ad essere accompagnato da cavolfiore tritato a "riso" e leggermente stufato, deve rimanere piuttosto al dente.

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