lunedì 30 ottobre 2017

UOVA SODE COTTE NELLA INSTANT POT

Sperimento che dovevo fare, visto che tutti dicono che vengono benissimo



Ingredienti :

uova, io di galline razzolanti, tante quante ne volete cuocere, pare che si possano anche mettere su più strati, io ne ho cotte solo 6

1 tazza di acqua

Procedimento:

mettere la tazza d’acqua nella pentola, aggiungere il cestello e posarci sopra le uova.
Chiudere, verificare che la valvola sia chiusa
Impostare Steam, adjust, less, 5 minuti
La pentola metterà una decina di minuti (la mia ne ha impiegati 8) ad entrare in pressione, poi inizierà il conto alla rovescia, al fischio, spegnere, lasciare uscire il vapore in modo naturale per 5 minuti (mettere un timer sul cell), poi azionare l’uscita rapida aprendo la valvola.
Aprire la pentola e mettere subile le uova in un bagno di acqua fredda



Risultato:

Uova che si pelano piuttosto facilmente (cosa fondamentale a mio parere) non ho avuto scoppi, solo un uovo ha avuto il guscio incrinato, ma senza rovinare l’uovo. 
Importante la regolazione a “less” perché se si cuoce su “High” le uova con il guscio sottile potrebbero scoppiare più facilmente. In genere mi capita anche con la cottura classica nel pentolino visto che io uso galline razzolanti e i gusci non sono sempre spessissimi. Invece con questo sistema non ho avuto problemi. Albumi completamente cotti e tuorli sodi al punto giusto e senza venature verdastre, quindi la cottura perfetta per l’uovo sodo.
Se si desiderano uova con il tuorlo un po’ meno cotto, occorre ridurre il tempo a 4 o 3 minuti.





sabato 28 ottobre 2017

FRITTELLE DI CAVOLFIORE SENZA GLUTINE

Oggi ho cotto a vapore nella IP del cavolfiore tagliato a grossi ciuffi, le indicazioni dicevano di cuocerlo 2 - 3 minuti (naturalmente prima la pentola deve entrare in pressione e poi inizia il conto alla rovescia, poi rilascio rapido del vapore. Ho preferito usare 2 minuti e non 3.
Contrariamente alle mie aspettative, il cavolfiore era ben cotto, e non al dente come speravo, non si disfaceva, ma non era adatto per esempio ad essere usato per farci un'insalata perché mescolandolo si sarebbe parzialmente disfatto.  Ho quindi pensato di usarlo per fare delle frittelle, il cavolo si riusciva ancora a maneggiare senza distruggerlo e con la pastella prende consistenza.  Il risultato è stato molto gradevole, solo che le dosi sono abbastanza approssimative perché sono andata ad occhio.

 Quello che si vede nella foto è l'ultima frittella rimasta ed è in una coppetta di circa 10 cm.


Ingredienti per circa 4 porzioni:

1 cavolfiore medio, cotto a vapore cercando di non cuocerlo eccessivamente.
3 uova di galline razzolanti
ca. 1 bicchiere di latte di mandorla fatto in casa e non dolcificato
1/2 cucchiaino di sale
ca. 1 bicchiere di farina di manioca (non tapioca, che è solo l'amido, ma farina di tutto il tubero)
2-3 cucchiai di olio EVO

Procedimento:

Preparare la pastella sbattendo le uova per bene, quindi aggiungere il latte, il sale e poi la farina di manioca, meglio procedere per gradi, fino ad ottenere una consistenza simile a metà strada tra le crèpes e i pancakes per capirci.  Quindi densa ma fluida.

Tagliare a pezzettoni i ciuffi di cavolfiore, immergerli nella pastella girandoli bene, scolare l'eccesso di pastella e friggere a fuoco vivace, in una padella larga con un paio di cucchiai di olio EVO 
Far dorare da un lato, poi con una forchetta rigirare i ciuffi diverse volte in modo da dorarli su tutti i lati.  La pastella cuocendo risulta leggera, ma sufficientemente compatta da permettere di maneggiare i cavolfiori senza distruggerli.



venerdì 27 ottobre 2017

BALSAMO CREMA AL MAGNESIO FATTA IN CASA

Ormai tutti sanno che il magnesio è un minerale importante per l'organismo, serve per oltre 300 reazioni chimiche all'interno del corpo, aiuta il rilassamento, combatte gli spasmi muscolari, aiuta nei crampi ecc... 
A causa dell'alimentazione moderna, molti di noi ne siamo carenti, il depauperamento di magnesio nei campi è provocato dalle monoculture.  Una volta si facevano ruotare le coltivazioni e quello che una toglieva al campo, la successiva lo ridava, e così via, ormai questo si fa solo molto raramente, quindi i campi sono diventati molto poveri di magnesio.

 Il magnesio si deposita soprattutto nella parte esterna dei semi, lo troveremo nei cereali integrali ma molto meno in quelli raffinati (sempre che il magnesio ci sia arrivato naturalmente).

Risulta evidente che occorre integrare in qualche modo, generalmente si prende per bocca ma,  l'ingestione di magnesio può dare problematiche intestinali, dose dipendenti e visto che siamo tutti diversi, alcuni lo patiscono più di altri.

Un'altro modo per integrare magnesio è per via cutanea, tramite quello che viene comunemente chiamato olio di magnesio.  L'olio di magnesio non è un olio come il nome fa supporre, ma una soluzione acquosa satura di magnesio, che da una "sensazione" simil oleosa al tatto.
In genere basta spalmarsi questo "olio" sulla cute e l'assorbimento percutaneo è garantito senza disturbi intestinali, e addirittura con un miglior assorbimento, visto che non passa dallo stomaco. Tuttavia, in alcuni casi, soprattutto all'inizio quando non si è abituati, l'olio di magnesio può dare una sensazione di pizzicorio, seguita a volte da secchezza della cute, che potrebbe renderlo fastidioso fino a che non ci si abitua.

Il modo per evitare entrambi i disturbi, è proprio quello di fare un balsamo in crema, che basterà spalmare per esempio sulla schiena per un massaggio che agevolerà il rilassamento prima di dormire. Oppure sulle gambe, in questo caso si agisce anche sul disturbo delle "gambe senza riposo" per esempio, ammesso che la causa del disturbo sia una carenza di magnesio (molto facile).
In pratica basta spalmarlo su gambe e/o braccia prima di andare a dormire, per assorbirlo e approfittare dei suoi benefici.


Quali ingredienti occorrono  per fare questo balsamo:

Acqua minerale naturale o micro filtrata (ne basta poca)
qualche goccia di olio essenziale a piacere, tra quelli rilassanti, come lavanda o mandarino
Attrezzatura:

- 1 frullatore ad immersione
- 1 ciotola o una coppetta
- 1 barattolo da conserve da ca. mezzo litro, con imboccatura larga, (verificare che il frullatore ad immersione ci passi attraverso)
- 1 pentolino piccolo per scaldare  dell'acqua minerale
- 1 pentolino più grande per il bagno maria, in grado di contenere il barattolo di vetro
- 1 o più barattoli con coperchio (dipende dalla dimensione) per conservare il balsamo, vanno bene contenitori di vetro oppure dei barattoli di creme cosmetiche riciclati, che dovranno essere puliti molto bene (io preferisco quelli di vetro che possono andare in lavastoviglie) e poi disinfettati con un po' di alcol da liquori, senza dimenticare i coperchi, sgocciolare l'alcol in eccesso e far evaporare i residui, se occorre usare un pezzo di carta da cucina per assorbire l'eccesso.
- 1 spatola (meglio se piccola) per travasare la crema ottenuta

Dosi:

1/2 tazza di fiocchi di magnesio (1/2 cup o mezza tazza da thé)
3 cucchiai di acqua bollente (minerale naturale)
1/4 di cup di olio di cocco sciolto
3 cucchiai di burro di Karité sciolto (usare i misurini a cucchiaio rasi)
2 cucchiai di cera in perle (usare i misurini a cucchiaio rasi)
20 gocce di O.E. di lavanda o di Mandarino o una combinazione di entrambi

Procedimento:

Prima di iniziare, occorre preparare il posto in cui si lavorerà, deve essere tutto pulitissimo e sterilizzato, io spruzzo un po' di alcol da liquori sul piano di lavoro, sugli utensili (barattoli e frullatore ad immersione, spatola e anche sulle mani.  Mettere uno strato di carta da cucina sul piano di lavoro.

In un tegamino mettere a scaldare dell'acqua minerale naturale, deve essere bollente.
Mettere nella ciotola  la 1/2 tazza di fiocchi di magnesio
Aggiungere nel magnesio 3 cucchiai colmi di acqua bollente e mescolare fino a far sciogliere completamente i fiocchi di magnesio. Quello che si ottiene non è altro che l'Olio di magnesio.

Preparare un bagno maria mettendo dell'acqua (del rubinetto) in un pentolino grande abbastanza per contenere poi il barattolo di vetro.  
Mentre si scalda quest'acqua, approfittare per far fondere un po' di olio di cocco mettendolo in una ciotolina che appoggerete nella pentola che sta scaldando, quando l'olio sarà fuso, misurare 1/4 di cup e travasarlo nel barattolo di vetro, fare lo stesso con il burro di Karité, misurare i 3 cucchiai e aggiungerli all'olio di cocco.  Lasciar l'acqua nel tegamino sul fuoco.
Aggiungere nel barattolo di vetro anche i 2 cucchiai di perle di cera.

Mettere il barattolo di vetro nel bagno maria e lasciar fondere anche la cera d'api, muovendo ogni tanto il barattolo per facilitare la fusione della cera.

Quando tutto il contenuto del barattolo sarà fuso, metterlo da parte per qualche minuto per lasciarlo intiepidire (attenzione non deve raffreddare completamente perché si solidificherebbe, deve solo intiepidire) basterà toccare il barattolo, alla base, se lo potete tenere in mano senza bruciarvi dovrebbe essere intorno ai 40 gradi.
Travasare anche l'olio di magnesio del barattolo contenente gli oli fusi, al contatto col magnesio noterete che gli oli si solidificheranno in parte, non è un problema.
A questo punto si mette il frullatore ad immersione nel barattolo (ecco perché il collo deve essere largo) e si inizia a frullare il tutto molto bene, muovendo il frullatore sui lati e alzandolo e abbassandolo, aggiungere gli oli essenziali prescelti (facoltativi) e continuare a frullare molto bene per incorporare tutti gli ingredienti. 

Si ottengono all'incirca 250 ml di crema, che con l'aiuto della spatolina dovremo travasare nei barattolini preparati in precedenza, non sigillare con il coperchio fintanto che il prodotto non è completamente a temperatura ambiente, per evitare che si formi del vapore acqueo nell'interno del coperchio, questo comprometterebbe la conservazione della crema, in quanto si potrebbe formare della muffa.
Si conserva a temperatura ambiente per un paio di mesi, conviene tenere in frigorifero quello che non si usa subito in modo da allungarne i tempi di conservazione. 

Come usare gli ingredienti anche separatamente:

I fiocchi di magnesio: servono solo per fare l'olio di magnesio, ma durano tantissimo quindi potrete sperimentare anche l'olio di magnesio direttamente sulla cute, magari sulle braccia, si travasa in un boccettino con spruzzatore per praticità, ma occorre filtrarlo attraverso una pezzuola prima di metterlo nella bottiglia spray, perché se dovessero essere rimasti dei fiocchi non del tutto sciolti, potrebbero otturare lo spruzzatore.

L'olio di cocco: si usa facilmente anche in cucina, ha un eccellente punto fumo, io ci ho anche fatto della maionese con olio di cocco fuso freddo, viene eccellente ma va consumata subito perché una volta messa in frigo diventa solida.  Va benissimo come olio struccante, è eccellente come crema corpo o crema notte, non ho dubbi che lo userete sia come cosmetico che per cucinare, magari un bel curry.

Il burro di Karité: si può usare per fare degli impacchi ai capelli, ma anche per fare dei balsami per le labbra.  Ecco una ricetta nella ricetta: mescolare 2 o 3 cucchiaini di burro di Karité con 1/4 di cucchiaino di olio di cocco (tutto intiepidito) a questi aggiungere una o massimo 2 gocce di Olio Essenziale a piacere, meglio se di menta, ma può andare bene anche l'arancio o il limone. 
Attenzione! tutti gli oli essenziali di agrumi sono fotosensibilizzanti, quindi se decidete per questi tipi di oli, il balsamo non sarà adatto all'esposizione al sole, ne in inverno sulla neve, ne in estate al mare. Se lo usate in città non ci saranno problemi. Io quando faccio questo tipo di balsamo per le labbra, aggiungo anche una puntina piccolissima di stevia pura in polvere, in questo modo oltre che profumate le labbra saranno anche dolci.

La cera d'api vergine: Oltre che per preparazioni cosmetiche, potreste usarla per fare delle candele profumate, vi basterà far fondere la cera a bagno maria come spiegato sopra, lasciar intiepidire quel tanto che basta per poter aggiungere gli oli essenziali a scelta, predisporre uno stoppino incerato e travasare il tutto nel barattolo prescelto.  Per queste preparazioni le dosi di oli essenziali da usare sono abbondanti almeno una cinquantina di gocce, potete scegliere i mix che preferite, la parte difficile è avere la cera fusa ma non troppo calda, fintanto che è calda è fluida e si versa bene, ma se è troppo calda tenderà a "bruciare" gli oli essenziali e il profumo si esaurirà rapidamente per via del calore.  Una volta pronta la candela, se non la si usa subito, meglio sigillarla in un sacchettino di plastica per ridurre la dispersione del profumo.  In alternativa agli oli essenziali, in commercio si trovano oli profumati formulati appositamente per profumare le candele, sono molto più persistenti, ma sono del tutto artificiali.  A voi la scelta.










giovedì 26 ottobre 2017

CRACKERS DI QUINOA TOSTATA

Ingredienti per circa 25-30 crackers 
(una teglia piccola, per una teglia grande raddoppiare le dosi)



100 gr di farina di quinoa tostata (una cup ben piena)
20 gr di lievito alimentare in fiocchi
1 albume
1 pizzico di aglio in polvere
½ cucchiaino di rosmarino secco in polvere
½ cucchiaino di sale marino integrale
ca. 125 ml di acqua
1 cucchiaio di olio EVO

Procedimento:

Mettere tutti gli ingredienti, eccetto l’acqua in una terrina e mescolare molto bene.
Aggiungere acqua poco per volta iniziando con 4 cucchiai e aumentando fino a circa 125 ml ma senza esagerare occorre usare solo l’acqua sufficiente per poter ottenere una palla di impasto.

Foderare una teglia piccola con carta forno (io uso il forno piccolo e la sua teglia rettangolare è sufficiente)
appoggiare la palla di impasto sulla teglia e con le mani allargarla man mano cercando di ottenere uno spessore inferiore ai 5 mm. Puo’ essere utile aiutarsi con un secondo foglio di carta forno e con un bicchiere o un qualche altro attrezzo non molto grande che permetta di livellare il più possibile.
Raddrizzare bene i bordi in modo che siano il meno sfrangiati possibile.

Con un coltellino molto affilato o con la rotella della pizza incidere i crackers e con i rebbi di una forchetta forarli tutti.

Infornare a 180 gradi per ca. 15 minuti, essendo l’impasto quasi color cioccolato diventa difficile capire se sono cotti, quindi conviene toccarli, tenendo conto che una volta freddi tendono ad assorbire l'umidità dell'aria quindi meglio che siano ben secchi dal forno se li volete croccanti. Se diventano umidi, perdono la croccantezza ma non sono sgradevoli.

Una volta cotti sfornarli, separarli e metterli a raffreddare su una gratella o su un piatto avendo cura di girarli ogni tanto.

Il sapore è intenso e si adattano come accompagnamento a quei cibi che vanno bene con il pane nero per esempio, quindi il salmone, o l’hoummous tanto per citarne un paio.

mercoledì 25 ottobre 2017

COME E PERCHE' TOSTARE LA FARINA DI QUINOA

La quinoa è un seme considerato un pseudo cereale, che contiene sulla superficie delle saponine, queste saponine oltre ad essere indigeste, hanno un sapore amarognolo.

Quando si usa la quinoa in semi, il sistema per eliminare le saponine è proprio quello di ammollare i semi in abbondante acqua, con un po' di aceto, risciacquando poi copiosamente.  In questo modo perde il sapore amaro.


Quando invece si vuole usare la farina, le saponine purtroppo non sono eliminate prima della macinatura.  Certo si potrebbe ammollare la farina, farla colare e poi seccare il tutto al forno ma è decisamente macchinoso e per nulla pratico. Oppure ottenere farina da quinoa precedentemente ammollata e poi seccata in forno prima di macinarla, ma anche in questo caso è troppo lungo.

Occorre quindi usare un altro sistema, cioè la  tostatura.  Si può sia tostare al forno, metodo un po' più lungo ma che richiede meno attenzione, anche se richiede comunque di mescolare un paio di volte la farina durante il processo, oppure si usa una padella a fondo spesso, meglio se NON antiaderente.
La tostatura andrà ad eliminare una buona parte delle saponine conferendo un aroma un po' nocciolato.

Io uso una delle mie padelle in acciaio pesante, quelle della AMC per capirci, ma penso che qualsiasi padella pesante vada bene.  

Procedimento:

Visto che ci mettiamo all'opera tanto vale tostare un pacchetto intero di farina, non ci vorrà moltissimo tempo, ma occorre lavorare a dosi di circa 100 gr. per volta (una cup) quindi in 5 passate si finisce il pacchetto.

Scaldare bene la padella sulla fiamma media, versarci dentro 100 gr di farina e stenderla bene con un cucchiaio di legno. Dopo circa 30 secondi o poco più iniziare a girare la farina, ripetere diverse volte, per circa 4 - 5 minuti, fino a che tutta la farina sia diventata di un bel colore nocciola, facendo attenzione a non allontanarsi mai per evitare di bruciarla.

Travasare in una terrina e procedere con la dose successiva.  Ci vorrà circa 15 - 20 minuti per tostare tutta una confezione di farina di quinoa da 500 gr.

Una volta tostata, la farina deve raffreddare e si può procedere al suo utilizzo, oppure si può riporre in un barattolo di vetro, pronta per quando lo sarete voi ad utilizzarla.

La mia si sta raffreddando, poi ci farò dei crackers come prima ricetta, ma conto approfondire l'argomento farina di quinoa quindi penso che arriveranno anche altre ricette.

martedì 24 ottobre 2017

ACQUE AROMATIZATE CON LA INSTANT POT

Continuo a sperimentare con la IP, oggi ho provato a fare le acque aromatizzate, in pratica una versione casalinga e molto più intensa delle acque minerali aromatizzate, in genere all'arancia o al limone, che si trovano in estate nei supermercati.



In vantaggio di farle in casa con la IP è che, costi ridicoli a parte, le possibilità sono praticamente senza fine. 

Oltretutto è estremamente facile e si può usare anche frutta che inizia a raggrinzire, naturalmente sana.

Il procedimento è molto semplice, vediamolo:

Ingredienti:

una bella manciata di frutta a piacere, i limiti sono solo la vostra fantasia, ecco alcuni esempi:
- 1 mela + 1 bastone di cannella
-  un pugno di frutti di bosco + buccia di limone
- due pesche + due cucchiai grandi di ribes
- una tazza di chicchi d'uva bianca o rossa o anche mista
- un'arancia e 1 limone (in questo caso meglio sbucciarli e usare il frutto + la buccia esterna senza parte bianca)
- una tazza di fragole + la buccia di un limone
- 1 pesca + 1 pugno di mandorle
- frutta disidratata a piacere: prugne, fichi o uvetta + noci o mandorle

oppure come ho fatto io:

- 4 noccioli di mango con sopra ancora un po' di polpa + 1 pugno di uva bianca sana ma che iniziava a diventare un po' appassita

- Come unico altro ingrediente 1 litro di acqua.

Procedimento:

Mettere l'acqua nella IP, metterci il cestello e se possibile posarci sopra un cestello per la cottura a vapore nel quale mettere la frutta prescelta.
Accentere la IP in manual 5 minuti.

La pentola metterà circa 10 - 15 minuti per andare in pressione, poi inizierà il conto alla rovescia di 5 minuti. Quando suona si può fare il rilascio rapido del vapore, oppure lasciar scaricare lentamente, non fa molta differenza.

Aprire, togliere il cestello con la frutta ed eliminarla (è anche possibile consumarla volendo)
Lasciar raffreddare completamente il liquido.

A questo punto ci sono due possibilità: 

- travasare tutto in sacchetti per i cubetti di ghiaccio e mettere in freezer, si otterranno dei cubetti aromatizzati, non dolcificati, che potranno andare ad aromatizzare bicchieri di acqua naturale

- Mettere il liquido in frigorifero, si conserva 4 - 5 gg, è possibile dolcificarlo oppure no a piacere, ma occorre ricordare che si tratta comunque di un liquido piuttosto concentrato quindi in genere si allunga sempre con altra acqua.  Ecco perché i cubetti di ghiaccio alla fine sono molto pratici.

Quello che ho fatto è risultato molto profumato ma non tanto da dover essere diluito, quindi mi sono limitata a metterci qualche compressina di stevia per dolcificare leggermente e si beve liscio.

Ho letto che di queste acque aromatizzate si possono fare anche versioni con erbe tipo rosmarino, menta e basilico, e i ghiaccioli pare siano perfetti da usare nei cocktail.


Nota: per chi ha il bimby, il cestello piccolo che si usa dentro il boccale si può usare anche nella IP
 





lunedì 23 ottobre 2017

MARMELLATA DI MANGO BIMBY THERMOMIX

Oggi ho preparato la marmellata di mango, ne avevo alcuni che stavano maturando troppo velocemente tutti insieme, quindi ho preferito farci una bella marmellata invece di cercare di mangiarli tutti insieme.



Ingredienti :

- 1 kg di polpa di mango (ca. 5 mango spellati e osso eliminato)
- 350 gr di zucchero di canna o zucchero bianco a piacere, volendo anche zucchero di cocco, ma tende a scurire i cibi e ho preferito usare uno zucchero più chiaro.
- 1 busta di Fruttapec 1 a 3 (si tratta solo di pectina di frutta, non è chimica, e permette di accelerare i tempi di cottura evitando lo scurimento della frutta per eccessiva cottura, inoltre visto che non si deve far evaporare il liquido per addensare si ottiene una dose maggiore di marmellata)
- il succo di 1 bel limone

Procedimento:

Pulire e tagliare i mango a dadoni, io in genere non li sbuccio, tagli una grossa fetta da ogni lato del nocciolo, tenendo la buccia in mano incido la polpa con righe parallele e incrociate, poi giro sottosopra la buccia e i cubetti sono pronti per essere staccati con le dita o con un coltellino. Ripeto anche con la fetta dall’altra parte e infine incido la pelle intorno al nocciolo e con un coltellino la tiro, in genere si toglie tutta in una sola volta. Taglio anche tutta la polpa possibile attaccata all’osso e ripeto fino al completamento dei mango.
Qui trovate un video che mostra come tagliare il mango.

Pesare la polpa dovrebbe essere circa 1 kg
metterla nel bimby, aggiungere la bustina di fruttapec e azionare il bimby, 100 gradi, velocità 3, 12 minuti, con il cestello piccolo posato sul foro.
Quando suona dare una frullata a vel. 7 – 8 per disfare bene la polpa di mango.
Aggiungere lo zucchero, posizionare nuovamente il cestello sul boccale, spremere il limone direttamente nel cestello, in questo modo eventuali semi rimarranno dentro il cestello e il sugo di limone cadrà nel boccale.

Azionare nuovamente l’apparecchio, 6 minuti, vel. 3, 100 gradi.

Quando suona, la marmellata è pronta.

Invasarla in barattoli puliti e sterilizzati, io in genere sterilizzo i barattoli passandoci un goccio di alcol da liquore dentro, mettendo il coperchio e agitando, così sterilizzo anche il coperchio, passo l’alcol da un barattolo all’altro e poi conservo il residuo in un barattolino per usi futuri.
Lascio prima sgocciolare i barattoli ribaltati su un canovaccio, compresi i coperchi, poi li rigiro e lascio evaporare completamente.
Se dovesse rimanere una goccia di alcol in fondo al barattolo, poco male non si sentirà nella preparazione finale.

Versare la marmellata bollente nei barattoli chiudendoli subito e rigirandoli sottosopra, fino a completo raffreddamento, poi rigirarli, se occorre dare una scrollatina per far depositare la marmellata sul fondo del barattolo, sciacquarli da eventuali residui di marmellata, etichettarli e riporli in dispensa.
Si conservano almeno un anno.

Nota: se quando la marmellata è pronta non si è ancora pronti ad invasare, ricordare di far riscaldare nuovamente fino a 100 gradi prima di invasare.


SIMIL TEMPESTINA SENZA GLUTINE NE CEREALI

Sempre alla ricerca di un qualche tipo di simil pastina da usare nelle mie amate minestrine, lo so non sono normale, ma vi assicuro che le mie minestrine sono veramente ottime.



Uso sempre la semola di manioca in questo caso, e viene comunque abbastanza sottile, poco più della semola, sembra del cous cous. Conto approfondire la situazione per vedere se riuscirò ad ottenere una maggior dimensione, più vicina a della pastina vera.

Ingredienti per almeno 6 porzioni

1 cup di semola di manioca (circa una tazza da thé)
1 uovo intero + 1 tuorlo
1 cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi
fino a 2 cucchiai di acqua

Procedimento:

Mettere in un robot da cucina la semola di manioca, aggiungere il lievito alimentare e l’uovo intero e iniziare a frullare, occorre far in modo che tutta la semola si impregni di uovo, meglio passare anche un coltello sui lati del robot per far cadere tutte quello che si compatta e rimane sulle pareti e sul fondo. Aggiungere il tuorlo e ripetere l’operazione, aggiungere un primo cucchiaio di acqua e se occorre anche il secondo, il composto deve rimanere sabbioso, e non si deve compattare eccessivamente, si ottiene una specie di semolino. Allargarlo in un piatto e far seccare anche in frigorifero quello che non si userà in modo da poterlo usare in un secondo tempo. Naturalmente l’avanzo va conservato in frigo e usato rapidamente.

Scaldare del buon brodo, aggiungere 5 – 6 cucchiaiate di prodotto per circa  3 porzioni, ma regolatevi in funzione di come vi piace. Far bollire circa 3 – 4 minuti e servire.
A me è piaciuta parecchio, ci lavorerò su per aumentarne il calibro.


 (sopra il fondo della ciotola in cui si vede meglio la dimensione della pastina)



Nota: la semola di manioca da sola si potrebbe anche usare, ma tende a dare al brodo una consistenza leggermente gelatinosa, perché addensa un po’, invece in questo modo rimane tipo semola e non si ammassa una volta messa nella pentola.


FRITTATENSUPPE ALLA MIA MANIERA E SENZA GLUTINE

La Frittatensuppe è una minestra in brodo, di origine austriaca, in cui al posto della pastina si mettono delle striscioline di frittata/crespelle.
Gli ingredienti variano in funzione di quello che si ha in casa, sia per le frittatine che per il tipo di brodo usato.



In pratica, se si usa un brodo vegetale si punterà su delle tagliatelle di frittata più ricche e saporite, quando si usa del buon brodo di carne si possono anche usare ingredienti meno ricchi.


Questa è la mia versione, senza glutine.

Per il brodo ho sfruttato l’ottimo brodo di pollo preparato in precedenza la cui ricetta trovate qui.

Ingredienti per le tagliatelle di frittata:

3 uova di galline razzolanti
4 foglie di bietola erbetta crude, senza il gambo (si possono usare anche altri erbe come prezzemolo, rosmarino, ecc... dipende dalla fantasia e da quello che si ha in casa)
½ tazza di latte vegetale a piacere o di latte normale
mezzo cucchiaino di sale marino integrale o sale rosa
1 cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi o in alternativa di parmigiano se lo usate (in questo caso meglio anche 2 cucchiai, il lievito ha un sapore più intenso ne basta meno)
1 grattata di noce moscata fresca
¼ di cup di farina di manioca, ca. 30 gr. (sostituisce la farina di grano ma non contiene glutine)
2 cucchiai di olio EVO per friggere

Procedimento:

In un frullatore mettere il latte, le uova e le foglie di bietola tagliate grossolanamente, azionare e frullare bene il composto, aggiungere il sale, la noce moscata, la farina di manioca e il lievito alimentare e frullare nuovamente. Si ottiene un composto verde abbastanza fluido.

Preparare una padellina antiaderente e spennellarla bene con olio EVO, versarci un mestolino di composto e farlo cuocere a fiamma vivace dal primo lato, poi con l’auito di una spatola, girare la frittatina (deve dorare abbastanza se no non si girano facilmente), cuocere anche il secondo lato, basteranno un paio di minuti al massimo e spostare la frittatina in un piatto. Procedere come sopra fino al completo utilizzo del composto, a me sono venute 6 crespelle.



Mentre si cuoce una crespella approfittare per arrotolare su se stessa quella precedente.
Una volta fatte tutte le crespelle e averle arrotolate, depositarle una alla volta su un tagliere e con un coltello affilato tagliarle a striscioline larghe meno di un centimetro.



Disfarle delicatamente.



Mettere il brodo a scaldare in una pentola, quando bolle, aggiungere un cucchiaio di aceto di mele, serve a esaltare il sapore del brodo, quindi aggiungere le tagliatelle, o in alternativa distribuire le tagliatelle nelle singole fondine e versarci sopra il brodo.









domenica 22 ottobre 2017

MUFFINS SENZA GLUTINE MELA CIOCCOLATO

Questa volta al posto della banana ho voluto sperimentare con la salsa di mele, eccezionalmente ho usato un preparato acquistato, una passata di mele biologica in confezione monodose.  Ma prossimamente conto preparare della salsa di mele fatta in casa da sterilizzare.



Ingredienti:

1 cup di farina di mandorla ca. 120 gr.
1 uovo di galline razzolanti
½ cup di salsa di mele cotta ca. 100gr. non dolcificata
2 cucchiai di zucchero di cocco
½ cucchiaino di bicarbonato
¼ di cucchiaino di sale
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
6 cucchiaino bombati di gocce di cioccolato senza glutine

Procedimento:

mettere la farina di mandorla in una terrina, unire la salsa di mele, mescolare, aggiungere lo zucchero e il sale, aggiungere l’uovo, la vaniglia e mescolare molto bene. Unire il bicarbonato e l’aceto, mescolare nuovamente.

Foderare uno stampo da 6 muffins con gli appositi pirottini
versare in ogni contenitore circa 1 cucchiaio e mezzo di composto, distribuire su ogni muffins 1 grosso cucchiaino di gocce di cioccolato e infornare a 180 gradi per 20 minuti ca.



MUFFINS SENZA GLUTINE BANANA ZENZERO CIOCCOLATO

Sto avendo sempre più problemi con il grano, quindi mi devo adeguare e trovare delle soluzioni sane e che non mi diano reazioni avverse, quindi avanti col senza glutine, ma voglio assolutamente evitare i preparati commerciali.  Più avanti risperimenterò con farro e kamut per vedere se e quanto li tollero, in passato erano quelli che mi davano meno problemi, soprattutto per un uso occasionale. Il grano mi sta disturbando anche con un uso occasionale purtroppo.

Questi muffins sono a base di farina di mandorla e hanno il vantaggio di contenere poco zucchero visto che le banane mature sono piuttosto dolci



Ingredienti per 6 muffins:
  
1 uovo di galline razzolanti
3/4 cup di farina di mandorle (ca. 90 gr.)
1 banana matura
2 cucchiai di zucchero di cocco
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aceto di mele
gocce di cioccolato a piacere (circa 1 cucchiaino per muffin)
dadini di zenzero disidratato piccoli 3 o 4 per muffin (cubetti da 1 cm ca)
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia naturale in polvere o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale

Procedimento:

In una terrina media, schiacciare bene la banana con una forchetta, deve diventare praticamente liquida, aggiungere la farina di mandorle, mescolare, poi l’uovo, lo zucchero, il sale, la vaniglia, il bicarbonato e l’aceto, mescolare il tutto molto bene.

Preparare lo stampo da muffins, foderarlo con gli appositi pirottini, versare in ogni contenitore un paio di cucchiai di impasto. Aggiungere in ogni muffin 4 cubetti di zenzero spingendoli un po’, unire anche le gocce di cioccolato e infornare a 180 gradi per circa 20 - 25 minuti





venerdì 20 ottobre 2017

CASTAGNE SECCHE AL VINO E SPEZIE CON LA INSTANT POT

Sempre della serie svuotiamo la dispensa, ho trovato un pacchetto da 250 gr di castagne secche bio da usare e ho pensato a questa ricetta.
 


Ingredienti:

250 gr. di castagne secche
3 bicchieri di vino a piacere, (io ho usato 1 bicchiere di vino pronto per vin brulé e 2 bicchieri di vino bianco marsalato secco)
3/4 di cup di zucchero di cocco, ca. 110-120 gr
½ cucchiaino di vaniglia naturale in polvere (se in estratto 1 cucchiaino)
1 pizzico di sale marino integrale o sale rosa
2 gocce di Olio essenziale di limone (o una grossa buccia di limone biologico)
3 chiodi di garofano

Procedimento:

Mettere le castagne in ammollo in abbondante acqua per almeno 24 ore, io le ho ammollate per 48, avendo cura di cambiarla almeno un paio di volte. Una volta ben ammollate eliminare eventuali residui di pellicine incastrati nelle pieghe delle castagne (si tolgono facilmente).
Una volta pronte le castagne, metterle nella IP assieme al vino e a tutti gli altri ingredienti.
Avviare la pentola in Manual, 20 minuti, facendo attenzione che la valvola di sfiato sia chiusa.

La pentola metterà circa 10-15 minuti ad andare in pressione, poi inizia a contare il tempo, quando suona, spegnere e sfiatare velocemente.
Aprire la pentola e azionare la funzione Sauté per restringere un po’ il sughetto, senza esagerare, deve comunque rimanere abbastanza sugo, con questa dose di zucchero il sugo non viene molto sciropposo e le castagne sono dolci ma non eccessivamente..

AGGIORNAMENTO: nel caso vogliate raddoppiare la dose, i tempi di cottura aumentano, quando le ho rifatte, ho fatto sfiatare e controllato dopo 20 minuti, erano ancora un po' troppo al dente, ho quindi dato altri 20 minuti.  Potrebbe essere dovuto sia alla quantità che al tipo di castagne, vi conviene quindi assaggiare dopo i primi 20 minuti e poi decidere se aumentare i tempi di cottura, tenendo presente che non vengono comunque farinose, ma rimangono leggermente al dente, cotte in questa maniera.

Lasciar intiepidire o raffreddare completamente e servire le castagne accompagnate dal loro sughetto, e volendo esagerare un ciuffo di panna montata.



Possono anche essere usate, in antipasto o fingher food, scolate dal sugo, per accompagnare delle fettine di lardo di Arnard con un filo di miele di castagne, delizioso!


martedì 17 ottobre 2017

PROTEZIONE FARFALLINE NELLA DISPENSA

Come molti sanno sono appassionata di oli essenziali e ho recentemente fatto una nuova scoperta che mi ha veramente entusiasmata.

La lunga estate calda ci ha regalato una fornitura personale di farfalline che spuntano dagli armadi della cucina. Le farfalline purtroppo non si possono del tutto evitare, perché arrivano in casa già all'interno dei cereali, quindi anche in confezioni ben sigillate, succede che con condizioni ambientali propizie le uova presenti si schiudano ed ecco le mefitiche farfalline che svolazzano ovunque.  Naturalmente una buona pulizia degli armadi e l'eliminazione dei cibi contaminati risolve una buona parte del problema, ma basta che una farfallina sia riuscita a depositare le sue uova in un punto poco accessibile e dopo qualche tempo eccole nuovamente che svolazzano.



Conservare in freezer, la farina in particolar modo, aiuta ad evitare che si sviluppino, ma non è sempre possibile mettere tutto nel congelatore, a meno di non possedere congelatori molto grandi.

Insomma ogni tanto ci tocca approfittare della pulizia degli stipetti per andare a caccia, eliminare quel pacchetto di semola finito in fondo dietro a tutto che ha creato il danno e poi si pulisce tutto.

Qualche tempo fa però, ho scoperto un eccellente deterrente, si chiama Olio essenziale di Lemongrass, in pratica la citronella di java, un'erba che si usa nelle ricette orientali, e che ha un gradevole profumo limonoso.

Io uso questo che prendo su amazon, ma si trova anche in erboristeria, in genere preferisco acquistare confezioni grandi di alcuni oli essenziali (costano di meno in dosi da 50 o 100 ml), diciamo che prendo in 100 ml oli come la lavanda, il limone, la menta, la citronella appunto che sono adatti ad essere utilizzati in mille modi.  Naturalmente in erboristeria si trovano solo confezioni da 10 ml, e io prendo quel formato solo per gli oli di cui uso dosi esigue.

Ma torniamo al nostro Olio essenziale di Lemongrass, come lo uso? nel caso delle farfalline è stata una vera scoperta, avevo ripulito un armadietto nel quale ritiriamo biscotti e cose simili, eliminato i colpevoli, pulito tutto per bene, e rimesso dentro le confezioni sane.  Solo che dopo aver chiuso lo sportello per un po', quando l'ho riaperto e visto volare una farfallina e poi dopo poco un'altra, non era normale, ero stata molto attenta. 
Mi è venuto in mente che l'olio di lemongrass, viene usato come anti zanzare, ho quindi preso un batuffolo di cotone che ho imbevuto di O.E. e con questo ho semplicemente strofinato leggermente i lati dell'armadietto all'interno, solo sui bordi.  Con mia grande sorpresa, oltre al profumo di limone (che non da problemi con i cibi) aprendo lo sportello dopo alcune ore ho iniziato a trovare dei cadaveri, 2 o 3 altre farfalline, che probabilmente si erano salvate perchè infilate in qualche punto difficile da raggiungere. Il sistema è stato infallibile, e eliminate quelle, non si sono più viste camole nello stipetto.

Altri usi possibili dell'O.E. di lemongrass sono in diffusione, io ne uso uno a secco, ma sono più difficili da reperire.





In alternativa si trovano diffusori che fanno una leggera umidificazione degli ambienti come questo, ne bastano poche gocce e contrasterete anche le zanzare. 



Naturalmente questo è solo uno dei tanti che si trovano in commercio, si aggunge un po' d'acqua, alcune gocce di olio essenziale a piacere, si accende, e lui si spegne automaticamente quando ha esaurito il tempo prefissato o è finita l'acqua (dipende dai modelli)


Attenzione, i diffusori che scaldano gli oli, come per esempio le coppette con la candela non vanno bene, si rischia di lasciar inavvertitamente bruciare l'olio che sprigionerà sostanze nocive.

In alternativa, si possono anche preparare degli spray usando degli spruzzatori tipo quelli da borsetta, che saranno da riempire di vodka (alcol a 35 - 40 gradi) nei quali aggiungere una decina di gocce di O.E. (le dosi variano in funzione della dimensione del flacone e dell'uso che se ne vuol fare)  
Se viene spruzzato in un ambiente (la vodka evaporerà senza lasciare tracce) e le dosi possono essere anche di 25 gocce per 100 ml di vodka. 

Se volete usarlo come anti zanzare da mettere sulla pelle, allora occorre usare un mix di olio, gel di aloe, e vodka e di nuovo su 100 ml totali si possono mettere dalle 15 all 25-30 gocce, ma occorre sempre fare un test di tolleranza, spruzzando un po' di prodotto nell'incavo del gomito. Se non avrete nessuna reazione od arrossamento allora potrete usarlo tranquillamente.  

Mai usare gli Oli essenziali puri sulla pelle.  Solo la lavanda può essere usata pura e in piccole dosi.

lunedì 16 ottobre 2017

BRODO DI POLLO FATTO NELLA INSTANT POT E RELATIVA STERILIZZAZIONE

Dopo aver fatto il Pollo Simil Arrosto, ricetta qui, ho usato il sugo residuo nella pentola, le ossa e gli avanzi di carcassa per fare un eccellente brodo di pollo sempre nella IP.



Non è affatto difficile da fare e devo dire che la resa è notevole.
Il vantaggio di preparare il brodo di ossa nella IP è che si sfruttano molto di più le ossa, che cedono tutte le sostanze nutrizionali.
Quando si usano ossa di pollo o di coniglio il brodo può essere rifatto con le stesse ossa fino a 3 volte di seguito, questo sfrutta tutto e alla fine le ossa diventeranno abbastanza friabili. Naturalmente sto parlando di ossa di polli ruspanti e razzolanti, non di polli allevati in batteria.
(non ho mai provato ancora, ma pare che lo stesso procedimento usando ossa di manzo allevato a erba, si possa ripetere fino a 5 volte)

Ecco quindi come procedere:

Ingredienti:

- una bella carcassa di pollo ottenuta da una precedente lavorazione: pollo arrosto al forno o anche nella IP, è anche possibile usare le ossa residue di cosce e alette sfuse, ma sempre di animali razzolanti.
-1 cucchiaino di sale marino integrale, o di sale rosa
- verdure miste: cipolla, carota e sedano (facoltative)
- Acqua q.b. per coprire bene le ossa ma senza eccedere, indicativamente ho usato circa 2 litri la prima volta e poco più di 1 litro le 2 volte successive.
- 2 cucchiai di aceto di mele

Procedimento:

Recuperare tutti gli avanzi del pollo, se vi sembrano pochi (dipende dalla taglia del volatile) potete anche solo congelarli in un sacchetto gelo e aggiungere man mano ossa fino a che siate pronti per preparare il vostro brodo.
Io non l’ho fatto perché avevo gli avanzi di un grosso pollo da 2,5 kg e ho sfruttato anche il sugo che ha rilasciato in cottura. Per questo motivo non ho aggiunto le verdure.

Mettere le ossa nella IP assieme a tutti gli avanzi e eventuali verdure, aggiungere l’aceto di mele, coprire il tutto con acqua superando di circa 2,5 cm le ossa e chiudere la pentola

Accenderla su Manual 65 minuti, verificare che la valvola di sfiato sia chiusa e lasciare cuocere.
Quando finisce, a seconda del tempo a disposizione potete usare lo sfiato veloce oppure quello lento a piacere, io ho sfiatato velocemente, poi ho filtrato il brodo ottenuto in una pentola normale ma capiente tipo quella per la pasta, ho rimesso le ossa nella pentola e ripetuto il procedimento altre 2 volte consecutive, usando solo un po’ meno acqua, visto che le ossa man mano si assestano di più nella pentola. Ho raccolto di volta in volta il brodo che diventa sempre più chiaro man mano, nella stessa pentola della pasta, e l’ultimo giro, per comodità mia ho lasciato sfiatare autonomamente con la funzione tieni in caldo, ma solo perché dovevo uscire.

Ho quindi filtrato il terzo brodo e unito al resto.

A questo punto ci sono diverse possibilità:

- è possibile sgrassare il brodo mettendo la pentola in frigorifero a raffreddare completamente, il grasso superficiale si solidificherà e potrà essere asportato. Visto che stiamo usando ossa di animali ruspanti il grasso è sano e può essere utilizzato, quindi si può mettere in un barattolo, conservato in frigorifero e usato per iniziare un soffritto per esempio, al posto dell’olio.
- potete evitare di sgrassare completamente, o solo parzialmente piacere, io ho semplicemente prelevato con un mestolo parte del grasso superficiale che ho messo in un barattolo e lasciato il resto nella pentola
- se avete spazio in freezer, potete travasare il brodo in barattoli della misura che preferite e congelate il brodo.
- personalmente non ho molto spazio in frigo perché compro la carne solo ogni tanto quando vado dall’allevatore, quindi ho preferito passare alla sterilizzazione del brodo in modo da conservarlo a temperatura ambiente.

Sterilizzazione con l’Autoclave

Per sterilizzare cibi che (come il brodo) non sono acidi, ne tanto meno dolci come le marmellate, non si può semplicemente far bollire i barattoli in un bagno di acqua, come si fa con le conserve di pomodoro (quelle sono abbastanza acide). Tutte le conserve non acide, non dolci, indipendentemente dal fatto che siano a base di frutta, verdura, carne, pesce o derivati, devono essere TASSATIVAMENTE sterilizzate con un’autoclave. In Italia non si trovano molto facilmente, ma è possibile acquistarle in rete, io la mia l’ho ordinata qualche anno fa in Francia. Solo con la sterilizzazione in autoclave fatta per un tempo adatto al cibo che si sterilizza, e ad una pressione adatta al cibo che si sterilizza, si è al riparo dal rischio di botulino.

Procedimento per sterilizzare il brodo

Io ne ho sterilizzati 3 litri, quindi ecco quello che occorre per farlo:

- Autoclave pulita con la guarnizione sana e in buone condizioni
- 3 barattoli da 1 litro (io ho usato quelli della bormioli) e 3 tappi nuovi
- Brodo

I barattoli devono essere puliti ma non è necessario che siano sterilizzati in quanto la temperatura dell’autoclave sterilizzerà comunque tutto il contenuto.

Mettere la pentola del brodo a scaldare sul fuoco, e portarlo quasi a bollore
Mettere l’autoclave sul fuoco grande, con dentro la sua griglia forata (serve per tenere il contenuto rialzato dal fondo dell’autoclave)
Aggiungere 3 litri di acqua dentro l’autoclave
Mettere i barattoli vuoti dentro l’autoclave, senza il coperchio, così si scalderanno (dobbiamo avere tutti i recipienti caldi prima di riempirli) mettere i coperchi in un contenitore coperti di acqua ben calda.
Quando l’acqua nell’autoclave inizia a bollire, i nostri barattoli saranno caldi, prelevarne uno per volta con l’aiuto di una presina e riempirlo con il brodo caldo fino alle spalle del barattolo, deve rimanere uno spazio sotto il coperchio di circa 2,5 cm. Chiudere con un tappo caldo senza stringere in modo eccessivo, e rimettere il barattolo nell’autoclave, ripetere l’operazione con gli altri barattoli.
I barattoli devono rimanere un po’ distanziati, meglio se non si toccano, in questo modo il vapore all’interno circolerà meglio.
Mettere il coperchio sull’autoclave, sigillare la pentola e aspettare a mettere il tappo sull’uscita del vapore, occorre lasciare che il vapore fuoriesca dal suo foro per circa 10 minuti, poi si mette il tappino e si lascia aumentare la pressione, deve arrivare a 10 sul manometro (corrisponde ad una pressione di 10 libre) una volta raggiunta la temperatura, regolare la fiamma in modo da mantenerla invariata e solo a questo punto si inizia a calcolare 25 minuti.

Trascorso il tempo spegnere il fuoco e lasciare che la pressione si abbassi naturalmente. Quindi aprire l’autoclave con attenzione per evitare sbuffi di vapore sulla pelle o sul viso. Estrarre i barattoli e posarli su una superficie resistente al calore, devono raffreddare naturalmente. Solo dopo il completo raffreddamento verificare che il vuoto nel barattolo sia avvenuto, toccando il coperchio, che deve essere convesso.

Se occorre pulire i barattoli e asciugarli per bene, quindi etichettarli e datarli prima di riporli in dispensa, meglio se in un luogo fresco e scuro. Si conservano per almeno 1 anno.

Note:

Io ho usato dei barattoli da 1 litro, ma è anche possibile usare barattoli da mezzo litro, in questo caso il procedimento è analogo, ma il tempo di sterilizzazione diminuisce di 5 minuti

ATTENZIONE LA PRESSIONE DI STERILIZZAZIONE DIPENDE ANCHE DALL’ALTITUDINE SUL LIVELLO DEL MARE, QUINDI OCCORRE REGOLARE LA PRESSIONE ANCHE IN FUNZIONE DI QUESTO

Altitudine                              Pressione

fino a 300 mt                              10
da 301 mt a 3000 mt                 15 (in realtà si aumenta gradatamente da 10 a 15 ma con 15 si sta sul  sicuro)

Per quanto riguarda i tempi di sterilizzazione, come dicevo dipende da cosa si sterilizza, 20 – 25 minuti in genere vanno bene per frutta, verdura e brodi, ma se si sterilizza carne o pesce allora occorre aumentare i tempi da un minimo di 45 minuti fino anche ad un ora e mezza.

domenica 15 ottobre 2017

ARROSTO DI LONZA DI MAIALE ALLE MELE NELLA INSTANT POT

Avevo visto una ricetta di arrosto di lonza di maiale alle mele su pinterest e sono rimasta folgorata, ho dovuto prima procurarmi il sidro di mele secco, ho scelto un prodotto locale a bassa gradazione, poco più che un succo di mela, ma non troppo dolce.


Ingredienti:

1 pezzo di lonza di maiale non troppo grasso io ne avevo uno che superava 1,5 kg probabilmente 1,8
1 cipolla rossa tritata
2 mele bio detorsolate ma con la buccia
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di erbe di Provenza miste
2 bicchieri di sidro di mele secco
3 cucchiai di olio EVO

Procedimento:

Accendere la pentola su Sauté, versarci l'olio, dorare su tutti i lati il pezzo di lonza, avendo cura di dorare anche i laterali.  Mentre si dora, tagliare le 2 mele in quarti, io ho usato l'apposito attrezzo per detorsolare le mele, praticissimo!
Una volta dorata la lonza, estrarla delicatamente dalla pentola, aggiungere la cipolla tritata, rosolarla velocemente per un paio di minuti, poi unire anche i pezzi di mela e il sidro.
Nel frattempo, salare la lonza e cospargerla per bene da tutti i lati con le erbe di Provenza.
Depositare la carne sul cestello, e calare il tutto nella pentola sopra le mele.
Chiudere la IP, spegnere la funzione Sauté, avviare Manual 22 minuti. La pentola entrerà in pressione, poi inizierà il conto alla rovescia.  Una volta finito, la pentola suona, spegnere e avviare lo sfiato veloce, appena finito aprire ed estrarre l'arrosto con l'aiuto del cestello (attenzione che scotta)
Fare scivolare la lonza su una teglia da forno e passare l'arrosto sotto il Grill per 10 minuti ca.
Mentre si crea la crosticina, frullare il sugo rimasto nella pentola, se occorre legare leggermente aggiungendo un po' di amido di tapioca sciolto in poca acqua, regolare eventualmente di sale e travasare la salsa ottenuta in una salsiera.

Servire l'arrosto accompagnato dalla sua salsa.  

 

Note: 
Il tempo complessivo per questa ricetta è di circa 55 minuti. 
La salsa risulterà abbondante, ho riempito una grossa salsiera da tavola, più 2 barattoli da marmellata
Ma anche l'arrosto era molto grande, oltretutto visto che la cottura risulta perfetta si ottiene un arrosto succoso e non stopposo, che può quindi essere facilmente riscaldato e accompagnato dalla sua salsa.  Comunque anche in caso di salsa in eccesso, può facilmente essere congelata per poter essere aggiunta come condimento anche solo per delle braciole cotte in tegame. 
Per calcolare i tempi di cottura per un arrosto più piccolo, direi di calcolare 7 minuti per ogni mezzo kg, il mio era più grande e ho aggiunto 1 minuto, poi occorre anche calcolare tra 7 e 10 minuti di doratura sotto il grill.