sabato 27 gennaio 2018

PAPPA PER CANE STERILIZZATA IN AUTOCLAVE

Primo esperimento di pappa per Meggie, per averne di pronta quando serve.
Al momento ho una cucciola di 4 mesi e sto cercando di farle delle pappe in casa che siano abbastanza equilibrate, al momento ho deciso di usare barattoli da 500 ml, una dose sufficiente per un pasto, ma si tratta di un cucciolo di border collie, farò delle modifiche man mano che crescerà, soprattutto vorrei aggiungere del calcio e ragionare sulle dosi corrette di proteine. 



Questo è un sistema relativamente veloce per preparare la pappa per il proprio amico a 4 zampe, perché si fa tutto a crudo e la cottura avviene contemporaneamente alla sterilizzazione dei barattoli.
I barattoli devono essere ben puliti, ma non occorre sterilizzarli, proprio perché la sterilizzazione avverrà automaticamente.

Ingredienti per 6 barattoli da 500 ml

2 belle cosce di pollo intere (ca. 900 gr)
2 carote grandi (o zucca o patate dolci a pasta arancione)
¼ di cavolo verza piccolo (o altre verdure verdi a piacere)
12 cucchiai di riso da minestra (piccolo)
Acqua q.b.

Procedimento:

Spellare e disossare le cosce di pollo, mettere da parte ossa e pelle in un tegame, coprire d’acqua e portare a ebollizione per fare un brodo.
Tagliare a dadini la polpa delle cosce, ne ho ottenuta una terrina piccola (di quelle da insalata monoporzione).


Tagliare le carote in 4 nel senso della lunghezza e poi farne dei dadini, non serve sbucciarle, basta lavarle.


Affettare il pezzo di cavolo verza, in alternativa si possono usare dei fagiolini freschi o congelati tagliati a pezzi, o degli spinaci, sia freschi che congelati. Altre verdure possibili sono le patate (senza esagerare) le patate dolci a pasta arancione, la zucca, il sedano. (dipende anche dai gusti del proprio pelosetto)
Distribuire equamente la carne nei barattoli, poi aggiungere le verdure e sopra il tutto 2 cucchiai di riso per barattolo.

Completare i barattoli con il brodo fatto in precedenza, integrando eventualmente con acqua, riempiendo i barattoli fino ca. alla spalla, lasciando 2 dita di spazio libero.


Chiudere i barattoli senza stringere eccessivamente.

Preparare l’autoclave con dentro 3 litri di acqua e 2 cucchiai di aceto.
Mettere i barattoli all’interno, accendere il fuoco, chiudere l’autoclave con il relativo coperchio togliendo il peso dalla valvola.



Portare ad ebollizione, il vapore deve uscire liberamente per almeno 5 minuti, poi posizionare il peso sulla valvola. La pentola entrerà quasi subito in pressione e si alzerà il perno.
Portare la pentola alla pressione desiderata, 10 bar se si vive da 0 a 300 mt sul livello del mare, 15 bar se si vive sopra i 300 mt.
Una volta raggiunta la pressione desiderata, abbassare la fiamma per mantenere la pressione stabile e iniziare a contare il tempo da quel momento.
Sterilizzare per 90 minuti.
Trascorso il tempo, spegnere il fuoco e lasciar scendere la pressione naturalmente. Quando la pressione sarà scesa del tutto il perno scenderà da solo e sarà possibile aprire la pentola.
Estrarre con cautela i barattoli dall’autoclave e posarli su un panno fino a completo raffreddamento. 



Potrebbero continuare a bollire autonomamente per un po’ di tempo, è normale, lasciar raffreddare completamente, poi se occorre, ripulire i barattoli, etichettarli e metterli in dispensa.(In genere se si lascia sufficiente spazio vuoto sotto il tappo i barattoli non si sporcano, nel caso siano stati troppo riempiti, occorre fare molta attenzione a che si sia fatto il vuoto correttamente, poi si puliscono e si ripongono, ma meglio controllarli, perché se dei residui di cibo si fossero insinuati tra il tappo e il bordo del barattolo, potrebbero compromettere il sotto vuoto e portare a rovinare il contenuto del barattolo)
Si conservano fino ad un anno, anche se io uso questo sistema solo per avere la pappa pronta per diversi giorni consecutivi.

Note:
Queste dosi possono essere raddoppiate o anche triplicate a piacere per avere cibo pronto per più tempo. 
Come si vede nella foto, nella mia pentola potrei aggiungere altri due barattoli, che possono stare benissimo uno vicino all'altro, non serve mettere carta o stracci tra i barattoli con questo sistema di sterilizzazione.
I barattoli possono essere messi anche su due strati, mettendo sul primo strato di barattoli un separatore, lo stesso disco forato che si mette sul fondo dell'autoclave, infatti io ne ho ordinato uno supplementare, ma tutto dipende dalla capacità della vostra autoclave.
 

martedì 23 gennaio 2018

SIMIL SCIROPPO D'ACERO E SIMIL ESTRATTO DI ACERO

Navigando navigando ho scoperto che industrialmente, l'aroma di acero si ottiene usando una pianta totalmente diversa, i semi di fieno greco, proprio quello che si usa per la preparazione del curry.
Questa cosa mi ha incuriosito molto visto che alcune persone usano l'estratto di acero per fare un sostituto del famoso sciroppo ad un prezzo inferiore.



Insomma ho deciso che volevo provare a fare anch'io lo sciroppo, solo che non mi andava di usare zucchero bianco, ho quindi deciso di usare lo zucchero di cocco, così ho ottenuto uno sciroppo scuro.

Ma veniamo prima di tutto alla produzione dell'aroma di acero

Ingredienti: 

1/4 di cup di semi di fieno greco
1 tazza di acqua
da 1/2  a 1 tazza di vodka 
1/2 bacca di vaniglia

Procedimento:

Mettere i semi di fieno greco in un barattolo tipo bormioli, almeno da mezzo litro, aggiungere una tazza abbondante di acqua, chiudere e lasciar riposare una notte.

Al mattino, scolare eventuale acqua residua.
La ricetta originale diceva di passare i semi in padella per scaldarli senza farli bruciare (c'è il rischio di alterare l'aroma che verrebbe acido) prima di macinarli grossolanamente, io ho preferito fare una modifica e ho usato il bimby.
Ho quindi messo i semi scolati nel boccale, 5-6 minuti, vel. 3 a 80°, i semi devono sembrare fondi di caffé nella consistenza (non nel colore)
In questo modo scaldiamo i semi per liberare l'olio essenziale ma non li bruciamo, la macinatura aiuterà la fuoriuscita dell'aroma.
Travasare i semi in un barattolo tipo bormioli, aggiungere la mezza bacca di vaniglia aperta, unire una mezza cup di vodka abbondante, chiudere il barattolo senza stringere troppo.

Mettere il cestello nella Instant Pot, aggiungere 1 tazza d'acqua, posare il barattolo sopra il cestello chiudere la pentola e avviarla in manual, high, 30 minuti, rilascio naturale.



Una volta che il vapore si sia esaurito, aprire la pentola e togliere il barattolo che con buona probabilità continuerà a bollire per un po' di tempo ancora all'interno. Lasciarlo raffreddare naturalmente.
I semi di fieno greco assorbono molto liquido, è probabile che ne sia rimasto relativamente poco nel barattolo, integrare altra vodka in modo da coprire i semi di circa 2 dita, chiudere e ritirare il barattolo per almeno una settimana in modo da lasciargli il tempo di amalgamarsi.
L'estratto è pronto, conviene non filtrarlo, almeno per i primi utilizzi, si filtrerà solo quando ne rimarrà poco, per scolare via i semi.  In questo modo il prodotto continuerà a farsi.

Per lo sciroppo di zucchero:

150 gr di zucchero di canna
150 ml di acqua

Scaldare acqua e zucchero in un pentolino fino a completo scioglimento dello zucchero.

Per il SIMIL Sciroppo d'acero:
   
una volta che lo sciroppo di zucchero si è raffreddato, unire 2 cucchiaini rasi di estratto preparato in precedenza, mescolare bene e imbottigliare in bottigliette da 250 ml
Con queste dosi ho ottenuto una bottiglia da 250 ml + ca. 1/3 di bottiglietta.

Questo sciroppo si presta ad essere utilizzato in tutte le preparazioni che prevedano l'uso di sciroppo d'acero naturale, il costo è inferiore, il sapore interessante, lo zucchero di cocco ha un indice glicemico inferiore allo zucchero bianco, ma ha anche un aroma caratteristico che un pochino si sente, ma il risultato è comunque molto piacevole.


 


giovedì 18 gennaio 2018

TORTA DA COLAZIONE TUTTO COMPRESO

In realtà si tratta di una specie di Clafoutis, privo di zucchero aggiunto, che comprende frutta, verdura e proteine, quindi un pasto completo, oltretutto senza latticini, ne cereali, ne glutine.



Ingredienti per una teglia da 23-24 cm

6 uova bio (in alternativa 9 albumi)
2 mele bio (con o senza buccia a piacere, meglio con)
2 patate dolci arancioni (o 1 patata e un pezzo di zucca di pari volume)
¼ di cucchiaino di sale marino integrale o sale rosa
2 cucchiaini di cannella
3 cucchiaiate di uva passa bio o di cranberries o anche di mirtilli essiccati
3 cucchiaiate di noci (35 gr. ca.) spezzettate
2 cucchiai di ghee (o burro, o olio di cocco)
250 ml di latte di cocco denso (1 cup di quello per dolci)

Procedimento:

Sbucciare le patate dolci e/o il pezzo di zucca, tagliarle a fettine e poi a dadini (se usate anche la zucca tenerle separate).
A piacere sbucciare e detorsolare le mele e tagliarle a tocchetti (io le affetto con l’apposito detorsolatore, ottengo 8 fette che poi taglio a pezzetti) tenerle separate
Dare i torsoli al cane
Far fondere in una padella capiente il ghee o l’olio di cocco, versarci i dadini di patata dolce e farli cuocere per ca. 5 minuti a fiamma media, non devono bruciare, eventualmente aggiungere poca acqua, unire quindi la zucca e cuocere il tutto fino a che entrambe le verdure siano al dente ma cotte. 


Spegnere la fiamma, aggiungere nella padella le mele, le noci, l’uvetta (io cranberries), ho anche aggiunto un paio di cucchiaiate di zenzero candito tagliato a dadini per usarlo, ma è facoltativo.
A parte, in una terrina sbattere le uova, aggiungere il sale, la cannella, e il latte di cocco e sbattere molto bene il tutto.

Foderare una teglia con carta forno, unire le uova al composto di frutta e verdura, mescolare bene quindi versare il tutto nella teglia e infornare a 180 gradi per ca. 30 – 40 minuti, dipende dal forno.
E cotto quanto un coltello piantato dentro esce pulito.

Una volta sformato potrebbe esserci un po’ di liquido in superficie, verrà rapidamente riassorbito durante il raffreddamento.

Il risultato è un incrocio tra una torta e un dolce al cucchiaio, leggermente dolce, molto gradevole.



Note:
Volendo è possibile dolcificarlo con poco miele o zucchero di cocco
l’uvetta può essere sostituita con vari tipi di frutti rossi essiccati, si reidrateranno in cottura
E’ possibile aggiungere uno o due cucchiaiate di cacao crudo e volendo della vaniglia naturale, ma non eliminerei la cannella a meno che proprio non vi piaccia.
Le noci possono essere sostituite con qualsiasi tipo di frutta secca, vanno anche bene semi di zucca, pinoli, semi di girasole o pistacchi.
Per i più golosi è possibile aggiungere delle gocce di cioccolato amaro.
Per chi segue la FMD si usano solo gli albumi, si elimina la frutta secca e disidratata, volendo si può compensare, aggiungendo un po’ di xilitolo di betulla, la perdita zuccherina dell’uvetta, Naturalmente la patata dolce va cotta con acqua e non con olio.
Sempre per la FMD 1 porzione equivale ad 1 terzo per la f1



martedì 16 gennaio 2018

TAPENADE DE FICHI SECCHI E OLIVE

Avevo visto questa ricetta tempo fa e mi era rimasta in mente, non sono un amante dei fichi secchi ma l'idea di usarli in una preparazione salata mi ha stuzzicato e avevo una confezione di fichi da usare.


Devo dire che è stata l'occasione per utilizzare diversi avanzi.

Naturalmente quando ho cercato la ricetta originale non la trovavo più, poi sono riuscita a reperirla su un sito americano e ho approfittato per leggere i commenti, alcuni entusiasti, altri meno, ho quindi apportato alcune modifiche approfittando dei miei avanzi.
In particolare la ricetta originale diceva di usare le olive kalamata che hanno un sapore molto intenso, io volevo usare invece delle taggiasche, più adatte a fare una tapenade a mio parere.

Ingredienti per un barattolo da marmellata scarso di Tapenade:

120 gr di fichi secchi
2 cucchiai colmi di olive taggiasche denocciolate
15 olive verdi farcite al peperone (grandi)
1 cucchiaio colmo di aghi di rosmarino fresco
2 cucchiaiate di pomodorini ciliegini secchi sottolio
2 cucchiai di aceto di mele
Olio EVO q.b. (al massimo mezzo bicchiere)

Procedimento:

Ammollare i fichi per una decina di minuti, per sciacquarli bene e per togliere eventuali impurità
Tagliare via il picciolo che in genere è troppo secco
Asciugarli con carta da cucina e affettarli a fette di ca. mezzo centimetro, mettere da parte
Verificare che tutte le olive taggiasche siano prive del nocciolo, a volte alcuni sfuggono
Mettere in un robot da cucina (io ho usato il bimby) prima i fichi e frullarli da soli, i tempi dipendono da quanto sono secchi, i miei erano piuttosto secchini. Aggiungere prima il rosmarino, poi le olive taggiasche, frullare, quindi aggiungere le olive verdi farcite, frullare nuovamente.
Per ultimi aggiungere i pomodorini secchi sott'olio, tritare il tutto, mescolare con una spatola, aggiungere una parte di olio, circa 4 cucchiai, poi unire 2 cucchiai di aceto di mele. Frullare nuovamente il tutto e valutare se si vuole aggiungere altro olio in funzione della consistenza desiderata.
La tapenade è pronta, non dovrebbe essere necessario aggiungere sale visto che sia le olive che i pomodorini sono salati. La dolcezza dei fichi abbinata al salato delle olive da un risultato molto interessante, la nota di aceto non si sente molto ma aiuta a dare equilibrio al prodotto.

Servire su dei crostini per un aperitivo, oppure in abbinamento a dei formaggi, sia freschi che mediamente stagionati.

Si conserva in un barattolo di vetro in frigorifero per diverse settimane
Per una conservazione a più lungo termine conviene sterilizzare i barattoli


CREMA DI LARDO AL ROSMARINO

Ieri ho fatto un giretto da Eataly, storia di vedere i loro saldi.  Naturalmente ho comprato alcune cosette ma una (che non ho comprato) mi ha colpito e ispirato.
La crema di lardo, l'avevo già mangiata tempo fa, al salone del gusto di Torino, una nuvola deliziosa da spalmare sui crostini.  Costosetta per un barattolino piccino!

Insomma, capito su un barattolino di quella cosa e improvvisamente mi viene in mente che io ho il Bimby/Thermomix e che potrei provare a farla in casa!


Acquisto sovente dei fondini di salumi, mio marito ama mangiarli tagliati a dadini piuttosto che a fettine sottili e, guarda caso, avevo in casa un fondino di lardo!  Insomma ecco come ho fatto, e vi assicuro che è delizioso.

Ingredienti a occhio per mezzo vasetto da marmellata di crema di lardo:

1 fondino di lardo alle erbe di  ca. 14 cm di lungo e  3 cm di largo, meglio se privo di venature rosso carico, va bene se leggermente rosato
gli aghi di un rametto di rosmarino fresco di 10 cm

Procedimento:

Per prima cosa tagliare a dadini il fondino (anche se il bimby frulla, serve per emulsionarlo meglio)
Mettere nel boccale gli aghi di rosmarino e iniziare a tritarli a vel. 4, poi sempre con il frullatore in funzione, aggiungere il lardo a dadini un po' per volta, (serve perché gli aghi di rosmarino che si sono attaccati ai bordi del boccale si incorporino man mano nel lardo)
Una volta aggiunti tutti i dadini aumentare gradatamente la velocità fino a vel. 7. 
Aprire il boccale, con una spatola portare il composto verso il fondo e ripetere un paio di volte.
Si creerà una crema morbida, priva di grumi.
Sempre con la spatola dare una bella mescolata per radunare bene tutto, assaggiare per verificare la sapidità, dipenderà dal tipo di lardo, potrebbe essere utile aggiungere qualche pizzico di sale oppure no. 

 Aggiungere a piacere : una macinata di pepe, oppure del peperoncino in polvere, volendo anche poco aglio.  Io ho volevo la versione naturale con solo il rosmarino quindi non ho messo altro.

Si conserva in frigorifero, meglio se sotto vuoto oppure con sopra un filo di olio evo.
Riportarlo a temperatura ambiente prima di servirlo, è perfetto per dei crostini da aperitivo, o spalmato su della focaccia calda.
 

Naturalmente migliore sarà la qualità del vostro lardo e migliore sarà la vostra crema, idealmente è meglio che si tratti di un tipo di lardo non molto salato, meglio dover aggiungere visto che non è possibile toglierlo.



giovedì 11 gennaio 2018

SIMIL STARBUCKS EGG BITES NELLA INSTANT POT

Questa ricetta gira in rete e la volevo provare da un po', si tratta di una versione casalinga delle uova "sous vide" che fanno da Starbucks.


Ingredienti per 14 egg bites

6 uova
70 gr di emmental grattugiato o tagliato a dadini piccoli
150 gr di ricotta
150 gr yogurt greco
1 cucchiaino di sale fino
1 pugnetto di pomodori ciliegino secchi ammollati per una decina di minuti
3 cucchiaiate di pancetta a dadini
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaio di olio evo per ungere gli stampini

Procedimento:

Mettere in un frullatore tutti gli ingredienti eccetto i pomodorini e la pancetta, frullare bene.
Ungere gli stampini con olio EVO con l’aiuto di un pennello, (io ho usato questi insilicone che si possono anche chiudere per conservare in frigorifero). (Si possono usare anche dei ramequin di ceramica o degli stampini singoli di silicone, ma dovrete distribuire il composto in funzione dei vostri stampi e potreste non essere in grado di sovrapporli quindi la ricetta potrebbe essere da dimezzare di conseguenza).

Mettere sul fondo di ogni stampino 4 o 5 pezzettini di pancetta, strizzare bene i pomodorini secchi e tagliarne con una forbice 5 o 6 pezzetti in ogni stampino.


Versare il composto di uova e formaggio distribuendolo equamente e lasciando circa 1 cm di bordo libero. Questa dose è perfetta per i miei stampi in silicone come si può vedere nelle foto.



Coprire ogni stampo con un foglio di carta da cucina e con un foglio di alluminio, la carta da cucina serve per raccogliere eventuale condensa che si formerà sull’alluminio. 
Sigillare bene il tutto.



Mettere mezzo litro di acqua nella pentola, posarci il cestello, metterci i due stampi sovrapposti  cercando di sfalsarli in modo che quello sopra appoggi sulle parti rigide di quello sotto e non sui vuoti.

Cuocere in modalità steam, high, 8 minuti. 
Spegnere, rilascio naturale del vapore (circa 10 minuti)
Aprire la pentola,  estrarre gli stampi con l'aiuto del cestello, togliere l'alluminio e la carta.
Sformare delicatamente quelli che si vogliono usare subito, oppure lasciarli raffreddare, mettere il coperchio e metterli in frigorifero, si conservano per almeno 4 gg .





COTTURA DELLA POLENTA NELLA INSTANT POT

Questo post è soprattutto come promemoria, la Polenta si cucina principalmente in inverno e da una volta all'altra rischio di dimenticare le dosi.




Polenta Taragna

La farina di polenta Taragna è un mix fatto di farina di mais e di farina di grano saraceno, in genere quasi il doppio di grano saraceno in confronto alla farina di mais, comunque si trova già mescolata nei principali punti vendita.
 
Ingredienti per almeno 6-8 porzioni

1 kg di farina di polenta taragna
4 litri di acqua
1 cucchiaio di sale
2 cucchiai di olio evo

Procedimento:

Portare l’acqua quasi a bollore, è possibile farlo sia con la funzione  sauté che in manual 5 minuti. Se si usa la funzione Manual, usare lo sfiato veloce, aprire la pentola, aggiungere il sale e l’olio quindi unire la farina a pioggia mescolando con una frusta. Il composto diventa leggermente denso, chiudere e avviare la pentola con la funzione manual 20 minuti. Alla fine del tempo lasciare passare in keep warm fino al momento di servire.

La polenta taragna si presta sia a condimenti a base di formaggi che a sughi a base di funghi e selvaggina.


Polenta Bramata

La farina di polenta bramata è una farina di mais macinata a grana grossa

Ingredienti per ca. 3-4 porzioni:

2 litri di acqua
500 gr scarsi di farina
1,5 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio EVO

Procedimento:

Portare a bollore l’acqua manual 5 minuti.
Spegnere e sfiatare
Aggiungere il sale e l’olio
Unire la farina mescolando con una frusta,
chiudere la pentola e avviare in manual 20 minuti.

 

Le dosi di acqua in rapporto alla farina sono uguali sia per la taragna che per la bramata, quindi sono propensa a dire che siano dosi adatte alla maggioranza delle farine di polenta in commercio, purché non siano a cottura rapida.

Nelle foto si può vedere la consistenza ottenuta dopo la cottura, inoltre nella prima foto si vede che la farina bramata attacca pochissimo al fondo della pentola, dopo poco si scolla completamente.
Nel caso della farina taragna, si attacca leggermente di più, ma senza mai bruciare e si scolla benissimo con un leggero ammollo, volendo anche con del latte.
 



domenica 7 gennaio 2018

SFORMATO DI PORRI E SALMONE

Nella serie di "Cosa ho cucinato durante le Feste" ecco uno sformato che vale la pena di essere rifatto.

Avevo visto la ricetta nel video di un sito che  con quel filmato, promuoveva il loro libro di ricette, ma non dava le dosi precise e c'erano ingredienti che mi davano dei dubbi, oltretutto leggendo i commenti di chi aveva provato di riprodurre lo sformato, molti dicevano di non essere riusciti o di aver avuto problemi vari in quanto rilasciava troppo liquido.
Insomma, come al solito ho deciso di fare qualche modifica e di sperimentare una mia versione, che può essere declinata anche in versione paleo, senza latticini.



 
Ingredienti per uno sformato della misura di uno stampo da plumcake standard (ca. 6 porzioni)

3 porri di ca. 2 cm di diametro, con tutte le foglie verdi (prevedere che ci saranno degli avanzi)
3 uova
ca. 200 gr di salmone affumicato a fette
ca. 30 gr di parmigiano reggiano (facoltativo per una versione senza latticini)
ca. 30 gr di toma piemontese o di ementhal o fontina (facoltativo per una versione senza latticini)
150 gr di panna liquida (o di latte di cocco denso
sale q.b.
una generosa grattata di noce moscata
burro per ungere + qualche fiocchetto (oppure olio EVO o di cocco)

Procedimento:

Pulire e lavare i porri, tagliare le punte brutte, mantenendo il più possibile di parte verde.
Tagliare da ogni porro circa  20 cm di parte verde  e metterla da parte, 
Tritare finemente la parte bianca di 2 dei 3 porri e metterla in una ciotola. La parte bianca del terzo porro non servirà.
Riprendere le parte verdi dei 3 porri, eliminare i primi 2 strati di foglie che sono più dure, separare tutte le foglie rimanenti, cercando di tenerle integre, dovranno essere lessate intere,  aperte a libro.

Mettere a bollire abbondante acqua leggermente salata con 1 cucchiaino raso di bicarbonato, (per praticità io uso la pastaiola) 
Dopo aver risciacquato le foglie di porro, metterle nel colapasta della pastaiola e calarle nell’acqua bollente, facendo in modo che le foglie siano tutte ben coperte di acqua con l'aiuto di una forchetta.
Cuocerle per circa 5 – 6 minuti.
Preparare un bagno di acqua molto fredda, quando le foglie sono cotte, scolarle e rovesciarle nell’acqua ghiacciata. Questo serve per fermare la cottura e per mantenere il colore acceso delle foglie.
Lasciarle in ammollo per qualche minuto poi scolarle, adesso viene la parte più “difficile”

Preparare un vassoio coperto da uno strato di carta da cucina, prendere le foglie una ad una, aprirle delicatamente a libro e posarle a piatto sulla carta da cucina, in questo modo si asciugheranno e si manterranno in forma. Ricoprire con un secondo strato di carta e ripetere fino all’ultima foglia.

Prendere uno stampo da plum cake, imburrarlo bene e iniziare a mettere le foglie di porro in modo tale che sbordino da entrambi i lati, si possono accavallare sul fondo, ma occorre cercare di far in modo che siano ben disposte sul fondo perché quando sformeremo, la parte sotto sarà quella a vista. Usare soprattutto le foglie più larghe e belle, occorre mettere delle foglie anche sui lati corti dello stampo, visto che richiuderemo tutto come un pacchetto.  Si usano circa le foglie di due porri, ma visto che usiamo soprattutto quelle più belle, ecco perché ne abbiamo cotti 3, le foglie rimanenti potranno essere usate in una frittata.



Coprire il fondo, sopra le foglie, con un bello strato di fettine di salmone affumicato, se occorre ritagliando le fette, con i miei due etti ho fatto circa due strati sovrapposti.



Tagliare a bastoncino il pezzo di toma e posare i bastoncini sul salmone, distribuendoli in modo omogeneo. (ho dimenticato di fotografare il formaggio)

In una ciotola sbattere le uova, unire la panna (a occhio poco meno di un cartoccio da 200 ml), salare leggermente, tenendo conto che sia il formaggio che il salmone sono salati, quindi meglio assaggiare il salmone soprattutto per regolarsi meglio.  Aggiungere una bella grattata di noce moscata, unire i porri tritati, (il terzo porro bianco rimasto non serve), unire il parmigiano, mescolare nuovamente e versare il tutto sopra il salmone e i bastoncini di toma.


Richiudere a pacchetto lo sformato con le foglie che sporgono.
Aggiungere dei fiocchetti di burro sopra e infornare a 180 gradi per 35 – 40 minuti in funzione del forno.



Io ho usato il fornetto piccolo quindi il mio sformato è rimasto un po' più colorito perché più vicino al grill, se si usa un forno normale probabilmente non succede, ma non ha compromesso affatto il risultato.





Lasciar intiepidire leggermente prima di rigirare in un piatto da portata




Si può servire sia caldo che tiepido, io ho spennellato la superficie con un leggero velo di olio per renderlo più lucido e piacevole alla vista.

Una volta tagliato ecco quello che si vede


NOTE:

Se si desidera fare una versione senza latticini, il formaggio può tranquillamente essere omesso e la panna può essere sostituita con del latte di cocco denso.