domenica 26 maggio 2019

BUDINO DI PATATE DOLCI AL CACAO

Chi mi conosce sa che non sono una fan delle patate dolci, anche se quelle arancioni sono sane e ricche di beta carotene.
Ci ho provato più volte con varie ricette ma non mi fanno impazzire, poi sono capitata su una ricetta che le trasformava in budino/crema al cioccolato e ho deciso di riprovare. Naturalmente ho fatto delle varianti, ma era prevedibile, credo che questa versione mi abbia riconciliato con le patate dolci.




Ingredienti per ca. 4 porzioni

2 patate dolci arancioni di taglia media
1/2 cucchiaino di sale 
2 cucchiai colmi di cacao crudo
2 cucchiaini di estratto di vaniglia naturale in rum (ricetta qui
o in  alternativa 1 cucchiaino di vaniglia naturale il polvere
2 cucchiaini di cannella di Ceylon biologica
200 ml di latte di cocco
2 cucchiai di dolcificante a piacere (facoltativo) a scelta tra zucchero di cocco, xilitolo di betulla, miele, sciroppo d'acero, o come ho fatto io un dolcificante a base di eritritolo e monk fruit.

Procedimento:

Prima di tutto occorre lavare le patate dolci e farle cuocere intere, a vapore o in forno.
Io le ho cotte nella Instant Pot: 15 minuti, manual, sul cestello con un bicchiere di acqua sotto.
Una volta cotte, si lasciano intiepidire per poterle maneggiare.

Tagliare a metà le patate e prelevare la polpa interna con un cucchiaio, metterla in un robot, io ho usato il bimby, unire il sale, il cacao, la vaniglia, la cannella, e dare una bella frullata, poi aggiungere il latte di cocco, frullare nuovamente e assaggiare, le patate dolci come lo dice la parola sono già naturalmente zuccherate, dovrete quindi decidere se volete dolcificare ulteriormente.

Il risultato deve essere una crema densa, piacevolmente saporita, ricca di fibre e di beta carotene.
Travasare in barattoli di vetro con coperchio e mettere in frigorifero per almeno un ora prima di consumare.


Questo budino si presta ad essere utilizzato sia come dessert in dosi contenute, che come colazione in dosi maggiori, in quanto soddisfa e apporta sazietà per diverse ore.

La scelta del dolcificante dipende molto da quanto "dietetico" volete il prodotto finito.

Se seguite la Paleo e non avete problemi di peso, un po' di zucchero di cocco, di miele o di sciroppo d'acero andranno benissimo, diversamente dovrete puntare su dolcificanti meno calorici.

Lo xilitolo di betulla è una buona scelta ma ha il difetto di essere a volte mal tollerato a livello intestinale.  Varia molto da persona a persona, alcuni ne tollerano un cucchiaino a porzione altri ne tollerano di più.  L'eritritolo è anche lui uno zucchero di alcol come lo xilitolo, in genere deriva dal mais, ma è meglio tollerato a livello intestinale, quello addizionato con monk fruit risulta più gradevole al sapore di quello addizionato con la stevia, perché non ha il tipico retrogusto della stevia.

Attenzione, ho specificato che ho usato Cannella di Ceylon (Cinnamomum zeylanicum), che è molto differente dalla cannella cassia (Cinnamomum aromaticum)
La  cannella di Ceylon è la vera cannella, è più rara e naturalmente costa di più, ha un colore più chiaro e un sapore molto più delicato.
La Cannella Cassia, oltre alla provenienza cinese è proprio una pianta diversa, costa molto meno, è più scura e ha un sapore molto più pungente, ma soprattutto contiene delle cumarine epatotossiche che la rendono problematica ad alte dosi, ci sono persone che non la tollerano assolutamente.
In commercio nei supermercati si trova principalmente la cannella cinese, proprio perché costa molto meno.  
Io ho comprato della cannella di Ceylon in confezione grande e la divido con alcune amiche perché prendendola in questo modo il costo risulta decisamente inferiore.

Il cacao crudo ha un colore più chiaro del cacao comune, ma ha un sapore molto intenso ed è più ricco di micronutrienti e di magnesio,  meglio non superare le dosi consigliate, è tuttavia possibile usare del cacao comune, si otterra una crema dal colore più intenso, ma con minori qualità.

CREMA DI AGLIO NOVELLO

Questa è una ricetta di Elisabeth Scotto, una fantastica cuoca che ha pubblicato diversi libri.
Visto che mio marito è Monferrino e adora l'aglio ho deciso di provarla e devo dire che l'ha gradita veramente tantissimo.



Ingredienti per circa 1 bicchiere di crema

30 spicchi di aglio novello
1 cucchiaino di sale
5 cucchiai di succo di limone
5 cucchiai di olio EVO delicato

Procedimento:

Per prima cosa sbucciare bene l'aglio, poi mettere a bollire dell'acqua in un tegamino,  quando bolle buttarci dentro gli spicchi di aglio.  Lasciar riprendere il bollore poi contare 3 minuti, senza spegnere il fuoco, prelevare con un mestolo forato gli spicchi e gettarli in una terrina di acqua fredda.
Ripetere l'operazione per 3 volte consecutive, poi scolare definitivamente gli spicchi dall'acqua fredda e farli raffreddare completamente. Asciugarli con carta da cucina.

L'aglio sarà diventato abbastanza tenero.

Mettere gli spicchi in un robot da cucina, assieme al sale, il succo di limone e l'olio.

Frullare molto bene, fino ad ottenere una crema fluida e fine, dall'aspetto di una maionese.



Questa salsa è perfetta per intingere delle verdure crude, il marito ci ha "pucciato" (come si dice da noi) dei gambi di sedano, ma è perfetta anche per condire verdure bollite o grigliate, accompagna anche molto bene il pesce, o per aromatizzare un puré di patate.

Si conserva in frigorifero per una decina di giorni.

giovedì 23 maggio 2019

PATE' DI ALGHE HIJIKI AL SESAMO

Una mia amica mi ha portato delle alghe hijiki, sono alghe che in commercio si trovano secche, sembrano dei bastoncini quasi neri e un po' arricciati.



Hanno parecchie proprietà, contengono minerali e vitamine, e come la maggior parte delle alghe, sono ricche di iodio.  Sono una buona fonte di fibre, aiutano con il colesterolo e sono benefiche per l'intestino. Sono anche una buona fonte di calcio.
Hanno un sapore piacevole e con un retrogusto nocciolato.

Si possono usare sia crude che cotte.

Avevo già provato in passato a fare dei paté di alghe con varietà diverse (ricetta qui),  oggi mi è tornato in mente e e ho deciso di provare anche con le hijiki modificando la ricetta, con un discreto successo direi.

Per usarle da crude, occorre semplicemente metterle in ammollo per circa 15 minuti, e si potranno aggiungere ad insalate o anche a del riso.


Ma veniamo alla ricetta

Ingredienti indicativi per ca. 4 crostini grandi come in foto

2 cucchiai di alghe hijiki secche
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 cucchiaino di sale o q.b.
2 cucchiai di olio evo
una bella grattata di zenzero fresco e un pizzico di aglio in polvere, o un mezzo cucchiaino di crema GG (ricetta qui)
1 cucchiaio di semi di sesamo

Procedimento:

Risciacquare le alghe e metterle in una ciotola ricoperte di acqua per circa 15 minuti, aumenteranno parecchio di volume e schiariranno di colore.
Una volta reidratate, scolarle bene e metterle in un robot da cucina con l'aceto, il sale, l'olio, e dare una prima frullata, aggiungere lo zenzero e l'aglio, e frullare nuovamente. Per finire aggiungere i semi di sesamo e dare ancora una veloce frullata.

Si ottiene una crema granulosa, assaggiare per regolare eventualmente di sale, è possibile aggiungere del peperoncino ma io non l'ho messo.

Spalmare generosamente il composto su crostini a piacere, io ho usato dei crostini senza glutine a base di semi che ho preso in negozio  bio.

mercoledì 1 maggio 2019

CHIPS DI MELANZANA

Dovevo fare una ricetta che richiedeva melanzane sbucciate, e ho approfittato per sperimentare le chips di melanzana, è una ricetta molto semplice che a noi è piaciuta parecchio



E adatta ad un aperitivo o come snack.

Ingredienti:

la buccia di tre melanzane lunghe e panciute
ca. 2 cucchiai di olio evo
sale q.b.
pepe o peperoncino facoltativi

Procedimento:

Sbucciare le melanzane (precedentemente ben pulite) al coltello in strisce non troppo sottili (ma neanche spesse) l'obiettivo è di avere un pochino di polpa che rimane attaccata, senza eccedere.

Mettere le strisce ottenute su una teglia da forno foderata di carta o dell'apposito tappetino in silicone.
condirle con l'olio e il sale, se desiderate è possibile aggiungere del pepe o del peperoncino, io non l'ho fatto. Mescolare con le mani e infornare in forno caldo a 180 gradi.  lasciar asciugare e seccare le melanzane quasi completamente, avendo cura di rigirarle almeno una o due volte.  Il tempo di cottura varierà dallo spessore delle bucce. Ci vorranno almeno 20 minuti prima di girare la prima volta.

Quando le bucce saranno quasi del tutto secche, sono pronte.  Va benissimo che rimangano delle piccole porzioni ancora un po' umide, il sapore sarà solo migliore, ma è importante che la maggior parte sia croccante.

Lasciarle intiepidire e servire immediatamente.  Più sono secche e più a lungo si conservano, se rimangono parzialmente umide, vanno consumate prima perché l'umidità residua andrebbe compromettere la croccantezza.