martedì 29 settembre 2015

CONSUMARE GRASSI SANI - IL GHEE

Prima di tutto cos'è il ghee? si tratta semplicemente di burro chiarificato, cioè burro che viene fuso a bassa temperatura, schiumato e filtrato in modo da ottenere un prodotto del tutto privo di caseina e di lattosio.  Si trova nei supermercati e nei negozi di prodotti bio, occorre usare un prodotto bio da animali allevati a pascolo in quanto il tenore di betacarotene e di acido butirrico sono maggiori.
E' un prodotto particolarmente stabile al calore, si usa da secoli, la tradizione ayurvedica lo considera un prodotto sacro, medicinale, deprativo e nutriente.



- Il Ghee è privo di lattosio, proprio grazie al procedimento usato per ottenerlo, quindi è adatto a chi è intollerante al lattosio

- E' privo di caseina, chiamata in causa da chi è intollerante ai latticini, attenzione tuttavia a chi è allergico al latte, conviene acquistare un prodotto che garantisca la assoluta assenza di tracce di caseina e lattosio, se invece siete solo intolleranti probabilmente tollererete dei residui in traccia di lattosio e caseina (possibili se lo preparate in casa)

- E' stabile in cottura alle alte temperature (250°) e questo ne fa un prodotto adatto anche alla frittura (per quanto friggere non sia un sistema di cottura ideale, visto che è molto piu' sano cuocere a bassa temperatura)

- Si tratta di un grasso saturo, tanto demonizzato negli anni passati; recenti studi hanno dimostrato che il consumo di grassi saturi  non è collegato all'aumento di patologie cardiocircolatorie (questo non vuol dire che ci possiamo ingozzare di salumi naturalmente, solo che il burro non fa poi così male come sembrava)  

- Contiene elevate dosi di Betacarotene (Vit. A) che è una vitamina liposolubile quindi si concentra maggiormente nella parte grassa del latte.  Naturalmente parlo sempre di animali allevati a pascolo.

- E' la miglior fonte alimentare di CLA (acido linoleico coniugato) e questo lo rende particolarmente biodisponibile. Il CLA coadiuva la perdita di peso e ha effetti protettivi nei confronti di alcune forme di tumori. 

- Aiuta a combattere l'infiammazione sia intestinale che tissutale

- Fornisce anche altre vitamine come  K2 che aiuta a fissare la vitamina D e a trasportare il calcio nelle cellule, e anche vit. A e D

- Come detto sopra è la miglior fonte alimentare di acido Butirrico, essenziale per la depurazione del fegato, aiuta il sistema immunitario e recenti studi suggeriscono che possa contribuire a migliorare la sindrome da intestino irritabile, infatti viene anche prodotto da alcuni batteri intestinali buoni.

Come usarlo:

Mai eccedere, come per tutto, 10 - 15 gr al mattino aiuteranno il fegato.  Puo' essere usate sia a crudo che a cotto, darà uno splendido aroma ai cibi e proprio perché in qualche modo è "concentrato" ne occorrerà meno che se usaste del burro normale.  Il sapore è ottimo, la conservabilità lunghissima.  Ricordo che mia nonna usava fondere il burro che comprava sfuso dai margari a San Front in Piemonte, verso fine estate, eliminava la schiuma e le impurità e lo conservava in grandi barattoli, anche a temperatura ambiente.  In pratica si preparava una sua versione del ghee, anche se lei ci aggiungeva anche un pizzico di sale.  Il sapore di quel burro fuso solidificato mi rimarrà sempre nel cuore.
 


lunedì 28 settembre 2015

PANE DI FARINA DI COCCO



Per fare questo pane occorre la farina di cocco vera, quella sgrassata, fine, non il cocco rapé, si trova nei negozi di cibi bio oppure in rete.

Lavorare con la farina di cocco vuol dire usare parecchie uova, in compenso si usa relativamente poca farina paragonata alla farina bianca normale.  Le uova sono indispensabili per creare l'adesione dei componenti e non possono essere sostituite con i semi di lino o simili perché non funzionerebbe.
Di conseguenza non è una ricetta adatta ai vegani.

Ingredienti (per uno stampo da plum cake classico)

90 gr. di farina di cocco
80 gr. di olio di cocco o di burro chiarificato fuso (se usate olio di cocco enfatizzerete il sapore, con il burro lo alleggerite un po')
6 uova intere
2 cucchiai di farina di arrow root (maranta) serve per avere una maggiore morbidezza
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci bio (non vanigliato)
Scaldare il forno a 180 gradi
In una terrina capiente, sbattere le uova con l’olio di cocco o il burro fuso raffreddato
In una seconda terrina mescolare la farina di cocco setacciata con la farina di arrow root, il lievito e il sale
Unire gli ingredienti secchi al composto di uova e burro mescolando fino ad eliminare tutti i possibili grumi.
Lasciare il composto 5 minuti nella terrina per permettere alla farina di cocco di gonfiarsi, l’impasto dovrebbe addensare un pochino, si ottiene un composto sbricioloso che ricorda un po’ la pasta frolla ma più morbido.
Ungere uno stampo da plum cake con un po’ di olio di cocco (in alternativa foderare con carta forno) versare il composto e livellarlo un po’ con un cucchiaio.


Infornare 35 – 40 minuti (in funzione del vostro forno) deve diventare dorato in superficie e uno stecchino piantato nel centro deve uscire pulito e asciutto
Non lievita tantissimo, rimarrà abbastanza basso e compatto ma ha un sapore delizioso, rimane piuttosto friabile, quindi non è adatto a fare dei panini, ma è perfetto in accompagnamento al pasto o come pane tostato  una volta tagliato a fette.



 Questa è una ricetta base che puo' facilmente essere modificata per farne un pane dolce aggiungendo ingredienti a piacere come uvetta o gocce di cioccolato oppure anche solo delle bacche di cacao spezzate e il dolcificante che preferite.  Nel caso si voglia aggiungere del cacao direi di non superare il cucchiaio di cacao crudo e di valutare se sia il caso di aggiungere poca acqua.

 Ricetta adatta alla Paleo o alla Fmd F3

sabato 19 settembre 2015

BICCHIERINI DI CREMA DI PEPERONI GIALLI

Questa ricetta si presta ad essere consumata con l'aperitivo, io l'ho servita in bicchierini mono dose, ma puo' benissimo essere spalmata su dei crostini rustici, è molto delicata e piacevole.

Ingredienti:



3 Peperoni gialli grigliati in forno (circa 400 gr di polpa pulita)
100 gr. di farina di mandorle o di mandorle spellate e poi tritate finemente
Mezzo cucchiaino di sale o q.b.
¼ di spicchio di aglio (solo per avere un leggero aroma)
4 – 5 foglie di prezzemolo
Un cucchiaio di succo di limone
Un cucchiaio di yogurt greco

Procedimento:
 
Frullare tutti gli ingredienti nel robot da cucina fino ad ottenere una crema omogenea.
Servirla a piacere in bicchierini mono porzione con sopra un cucchiaino abbondante di yogurt greco e magari dei filini di erba cipollina


 Per chi si chiedesse cosa sono i bicchierini del piano di sopra, si tratta di semplice crema di tonno e carciofini.
 

TORTA DI MELE E MANDORLE - GLUTEN FREE

Ho sperimentato questa ricetta venerdì sera per la cena in Villa (in bianco) a Cumiana, volevo una torta buona ma senza usare la farina e questa devo dire che ha centrato decisamente il bersaglio.  E' stata apprezzata da tutti, indipendentemente dal fatto che non contenesse farina.


Ingredienti

- 4 mele bio, meglio se hanno la buccia rossa e non troppo farinose, ma il colore non è tassativo,  io ho usato delle mele golden visto che il mio giardino offriva quelle. E' importante che siano bio perché si devono usare con la buccia.
- 1,5 cups di farina di mandorle
- 1 cup di farina di tapioca
- 1/4 di cup di farina di cocco (quella sgrassata non il cocco grattugiato, deve essere vera farina)
- 6 uova
- 1/4 di cup di burro, o di ghee, o di olio di cocco,
- 1/2 cup di miele integrale (credo che anche una dose minore sia ampiamente sufficiente)
- 1,5 cucchiaini di lievito per dolci
- 1/4 di cucchiaino di sale
- 1 pizzico di vaniglia in polvere naturale

Procedimento

Sciogliere il burro in un tegamino, unire il miele e il sale, mescolare bene, non scaldare troppo il tutto serve solo che sia tiepido.  In una terrina capiente, sbattere le uova con una frusta,  unire il composto burro e miele tiepido e la vaniglia.  In un secondo contenitore, mescolare le farine con il lievito quindi aggiungerle al composto liquido.

Imburrare uno stampo a cerniera, infarinarlo con un cucchiaio di farina di tapioca ben distribuito sul fondo e sui lati.  Versare nello stampo il composto.

A questo punto dobbiamo aggiungere le mele, è possibile semplicemente tagliare delle mele a fettine e accavallarle sulla torta, oppure fare come ho fatto io, in questo caso è imperativo avere mele bio, che dovranno essere tagliate con una mandolina molto sottilmente (occorre fare delle prove, le fettine devono essere abbastanza sottili da poter essere arrotolate facilmente, se non lo sono abbastanza le fettine si rompono).
Avvolgere le fettine di mela a rotolino una dopo l'altra, accavallandole un pochino, fino ad ottenere una rosa che sarà leggermente infilata nell'impasto. Proseguire in questo modo fino a coprire tutto l'impasto con le rose di mela. Conviene affettare un quarto di mela per volta e arrotolare le fette prima di affettare il quarto successivo, in questo modo le mele scuriscono meno, anche perché non dobbiamo immergere le fettine nel succo di limone per non renderle troppo umide.


Una volta decorata la torta completamente, infornarla a 180° per circa 30 - 35 minuti, fino a che uno stecchino infilzato al centro non esca pulito.
Sfornare e lasciar intiepidire la torta prima di sganciare lo stampo, trasferire quindi la torta su un piatto da portata. Spolverare a piacere con un cucchiaio di zucchero a velo.



Questa ricetta è senza glutine, adatta alla dieta Paleo, puo' essere rivisitata facilmente per renderla Fmd, è sufficiente sostituire il burro con dell'olio di cocco e il miele con 1/3 di cup di xilitolo e diventa adatta alla F3, in questo caso una torta sono circa 8 porzioni.  





giovedì 17 settembre 2015

DIP CREOLO ALLA POLPA DI GRANCHIO

Questa è una ricetta cajun, tipica della Louisiana, si tratta di una crema nella quale so possono intingere delle verdure ma che nasce per accompagnare pane tostato, meglio se a base di lievito madre.

La dose è parecchio abbondante quindi puo' facilmente essere dimezzata

Ingredienti:

- almeno 2 scatole di polpa di granchio, sostituibile con surimi al granchio (vedi foto in fondo) se ne trova un tipo che va molto bene in barattolo di plastica nel reparto freschi, vicino al salmone affumicato, (in questo caso un barattolo è sufficiente), in alternativa si potrebbe fare con dei gamberetti.
- una confezione di formaggio cremoso (tipo filadelfia) grande, io ne ho usato un tipo biologico
- mezzo bicchiere di yogurt greco
- mezzo bicchiere di maionese fatta in casa
- 1 cucchiaino di wasabi in polvere o di rafano (opzionale)
- il succo di mezzo limone
- 1 peperoncino thai fresco (4 cm) privato dei semi o in alternativa un pizzicone di peperoncino in polvere
- 1 cipollotto rosso con tutta la parte verde
- 1 pizzico di aglio in polvere (facoltativo)
- 1 pizzico di cipolla in polvere (facoltativo)

Procedimento

Mettere la polpa di granchio, il surimi (scolato dall'acqua di conservazione) o i gamberetti cotti, nel robot da cucina e tritare, unire la confezione di formaggio, lo yogurt greco e la maionese e frullare per amalgamare il tutto, condire con il wasabi o il rafano, il peperoncino, l'aglio e la cipolla e il succo di limone,  mescolare molto bene, assaggiare e regolare di sale.

Tritare il cipollotto tenendo da parte un po' di verde del cipollottoe, mescolare il cipollotto al composto, versare il tutto in una ciotola di servizio, decorare con il cipollotto restante tritato

Come si vede dalla foto ho ottenuto una ciotola piuttosto grande, sufficiente per almeno 8 persone






VICHYSSOISE - la zuppa fredda della Cena in Bianco - ma anche calda

La Vichyssoise è una tipica vellutata che si consuma fredda, a base di porri e patate. 
Nome altisonante per una semplicissima e deliziosa zuppa.  Questa è la versione originale, ma  adesso tutte le vellutate che si consumano fredde, anche a base di altre verdure, vengono denominate Vichyssoises.

Questa è la ricetta che ho usato per la Cena in Bianco di Torino, era perfetta fredda viste le altissime temperature che c'erano, ma conto riproporla per la Cena in Villa (sempre in bianco) che si terrà a Cumiana venerdì 18 settembre, date le temperature autunnali che abbiamo in Piemonte, questa volta, commettendo un sacrilegio, la proporro' calda, e vi assicuro che anche calda è una vera delizia.

Dose per 6 persone

300 gr. di porri, solo la parte bianca (conservare la parte verde per altre preparazioni)
600 gr. di papate bio adatte al puré
1,5 litri di acqua
30 gr. di burro
1 cucchiaino di sale (o a piacere)
panna da cucina (un cucchiaio grande)
erba cipollina
Panna montata (facoltativa per la decorazione)

Procedimento:

tagliare il bianco dei porri a pezzetti e farli sudare (devono diventare trasparenti senza colorire) con il burro.  Io ho usato il Bimby/Thermomix quindi ho tritato velocemente i porri, ho aggiunto il burro e ho fatto stufare per 5-6 minuti a temperatura varoma, vel. 4 spatolando per portare tutti i porri verso il basso.
Aggiungere l'acqua e il sale, tagliare le patate a tocchetti e aggiungerle, 10 minuti vel. 4 a 100 gradi.
Controllare la cottura delle patate, devono essere ben cotte, se occorre prolungare la cottura qualche altro minuto.   Frullare il composto 30 secondi a vel. progressiva fino a 10. Unire il cucchiaio di panna, assaggiare, regolare eventualmente di sale.
Passare la vellutata in un colino per eliminare eventuali filamenti residui, deve essere perfettamente liscia.

A questo punto la vera Vichyssoise è pronta, è sufficiente lasciarla raffreddare completamente e passarla in frigorifero, si serve fredda decorata con erba cipollina tritata e volendo con una quenelle di panna montata depositata direttamente sul piatto.

Se la si vuole usare calda come farò io Venerdì, si puo' lasciar raffreddare e riscaldare al momento, decorare con erba cipollina volendo all'ultimo momento aggiungere ancora un pochino di panna.

Non avendo fatto la foto (eravamo tutti sconvolti dal caldo) vi metto questa presa dalla rete che rende molto bene l'idea





martedì 15 settembre 2015

Parliamo di olio essenziale di Lavanda - il Lavandino


Conosciamo tutti l'olio essenziale di lavanda, ma quello che pochi sanno è che ci sono vari tipi di lavanda, con caratteristiche diverse, sia per quanto riguarda il profumo che per gli usi.

I vari tipi di lavanda si riconoscono dal loro nome latino ma si trovano anche con altri nomi quindi cerchiamo di capire meglio come riconoscerle

- Lavandula angustifolia (Lavanda vera, lavanda officinale, lavanda fine)
- Lavandula spica (Lavanda latifoglia, lavanda selvatica)
- Lavandula stoechade (lavanda marittima, Lavanda farfalla)
- Lavandula hybrida (Lavandino, lavanda burnatii) si tratta di un ibrido naturale tra la lavanda angustifoglia e la latifoglia.

Approfondiamo un po' le caratteristiche e gli usi dell'olio essenziale di Lavandino per iniziare.

Si tratta di un olio essenziale da avere nel proprio kit di sopravvivenza, serve a passare meglio l'autunno e l'inverno e a migliorare l'umore.

5 sono i suoi usi principali:

1) effetti benefici per le vie respiratorie

Per il raffreddore, laringite, bronchite e sinusite:
diffuso puro negli ambienti eliminerà i virus, alcune gocce nel fazzoletto da respirare profondamente. E anche possibile mescolare 50 gocce di olio essenziale con 50 ml di olio vegetale (a piacere, va benissimo un olio alimentare leggero come quello di semi di vinacciolo) e massaggiare la pianta dei piedi o la schiena 

2) Effetti benefici sui dolori anche di vecchia data

Contratture, reumatismi: massaggiare le zone dolenti con il seguente preparato: 100 gocce di olio essenziale di lavandino in 50 ml di olio vegetale a scelta

3) Effetti benefici sull'umore

olio essenziale calmante, tranquillizzante, consigliato per riequilibrare il sistema nervoso, alcune gocce su un fazzoletto da respirare o meglio da diffondere negli ambienti in caso di nervosità, angoscia, emotività eccessiva, ansietà, insonnia, irritabilità, affaticamento intellettivo, stress

4) Effetti benefici per la pelle

Ustioni leggere, mescolare al 50% con olio vegetale e applicare poche gocce sulla pelle scottata, lo stesso per le scottature da sole (anche per quelle degli sciatori in inverno)

Eczema, 100 gocce di olio essenziale di lavandino in 100 ml di olio vegetale di albicocca (noto olio secco) da applicare sulla pelle rovinata

5) Effetti benefici per palpitazioni, ipertensione, (in diffusione nell'aria), 

6) Effetti benefici su mal di testa ed emicranie: massaggiando le tempie con olio essenziale diluito al 50% in olio vegetale.

Precauzioni d'uso:
in genere l'olio essenziale di lavanda è tra i piu' sicuri, da raramente problemi anche non diluito, ma in gravidanza e nei bambini sotto i 3 anni, va usato sotto controllo medico o di un aromaterapeuta di fiducia.

Per la diffusione meglio usare un diffusore a freddo evitando di usare diffusori con la candela che riscaldano e possono rovinare l'olio essenziale compromettendone i benefici.  In commercio se ne trovano di vario tipo, semplici e a ultrasuoni, vanno tutti bene, la scelta dipenderà dai gusti individuali.
Io ne uso uno come questo nella foto, che è a secco, si mettono e goccine di olio essenziale nell'ampolla, si collega alla corrente e in breve si sprigiona la diffusione, simile agli apparecchi per aerosol, ma con in piu' un gioco di luci colorate appena accennato.

  
Uso anche un apparecchio simile a questo che diffonde a umido, si mette dell'acqua nella ciotola e le gocce direttamente sull'acqua, non scalda l'olio essenziale, e anche questo ha dei giochi luminosi leggermente piu' appariscenti, ma sempre delicati.

giovedì 10 settembre 2015

FRITTELLE DI ZUCCHINE GLUTEN FREE



4 belle zucchine
1 cucchiaino di sale grosso
1 cipollotto con tutta la parte verde tritato
3 uova
½ cup di farina di cocco sgrassata

Tagliare le zucchine grossolanamente e metterle nel boccale del bimby con il cucchiaino di sale grosso, tritare le zucchine cercando di non spappolarle del tutto, 2 secondi a vel. 7 per 3 volte, spatolando i bordi ogni volta.
Mettere le zucchine in un colino a maglia fitta abbastanza capiente, o in alternativa in un colapasta foderato di tela e far colare le zucchine per una decina di minuti, mescolando ogni tanto e schiacciandole con una forchetta (recuperare il succo di zucchine che può servire per una minestra.
Travasare le zucchine scolate in una terrina con le 3 uova sbattute e il cipollotto tritato,  unire ½ cup di farina di cocco sgrassata mescolare bene e lasciar riposare 5 minuti, si noterà che la farina di cocco assorbe l’umidità e l’impasto tenderà a compattarsi.



Mettere a scaldare una padella con olio di cocco o di oliva, o se avete una padella molto antiaderente, si possono fare anche a secco.  Con l’aiuto di un contenitore da ¼ di cup, porzionare le frittelle e posarle nella padella allargandole leggermente con un cucchiaio e cuocerle bene da una parte.  Attenzione le frittelle a questo stadio sono ancora molto fragili, occorre attenzione e delicatezza per girarle, meglio non fare i bordi troppo sottili e dorarle un po' scurette, usare una spatola e una forchetta per girarle, una volta girate si compatteranno molto di piu'.



Con questa dose ho ottenuto circa 12 frittelle 
Possono essere consumate così come escono dalla padella oppure condite con una salsa fatta con yogurt al naturale (meglio quello greco bio oppure intero bio un po' colato per addensarlo), salato e condito con erba cipollina tritata fresca.

Questa ricetta è senza glutine e senza latticini, si presta sia alla FMD F3 (se cotte in olio) oppure F1 se fatte solo nella padella antiaderente (sarebbero circa 3-4 porzioni) e anche alla PALEO.