martedì 14 ottobre 2014

CONSERVE LATTOFERMENTATE

La lattofermentazione è un modo di conservare molto usato nei paesi dell'est, molti conosceranno i famosi cetriolini ogorki diffusi in tutti i Balcani.
Il latte non c'entra niente, si tratta semplicemente di una conserva in acqua e sale, che sviluppera' naturalmente una fermentazione anaerobica, che grazie all'acidità creata garantisce la sicurezza che non si svilupperà il famigerato botulino.
Si tratta di alimenti vivi che seguono un ciclo, nel senso che si preparano e si conservano a temperatura ambiente fino al raggiungimento del grado di fermentazione desiderato (serve un minimo di pratica) e che poi si mettono in frigorifero per rallentare la fermentazione e conservare il prodotto per un tempo discretamente lungo, variabile dal tipo di verdura usato.  Stiamo comunque parlando di verdure che una volta in frigo si conserveranno almeno un mesetto o anche di piu'.
Idealmente conviene non usare barattoli enormi per poterli poi riporre in frigo, ma neanche troppo piccoli in modo da riuscire a produrre una scorta ragionevole.

La verdura ideale da preparare per imparare è il cavolo verza bianco o rosso, otterrete ottimi crauti da mangiare crudi usciti dal barattolo, e che potrete anche passare velocemente in padella con della carne per fare una "choucroutte" o altre preparazioni tipiche.

Moltissime verdure e frutta anche, si possono mettere a fermentare, cavoli, cavolfiori, carote, cipollotti, zenzero,  cetrioli, peperoni, e anche alcune preparazioni come la salsa messicana o la maionese per citarne alcune.

Ma veniamo al metodo che in realtà è molto semplice, occorrono dei barattoli di medie dimensioni, l'importante che abbiano il collo largo, io solitamente uso quelli con la macchinetta e la guarnizione di gomma, ma anche dei bormioli possono servire, al limite anche solo per quando si metteranno poi le verdure in frigorifero.

Prendere la verdura desiderata, una testa di cavolo rosso per esempio, tagliarlo a metà e con un coltello affilato affettarlo fine fine (da dimensione del taglio potrà essere variata in funzione delle preferenze) e mettere tutto in una terrina (acciaio o plastica). Aggiungere al cavolo un cucchiaio di sale fino integrale (non iodato) e mescolare bene, poi con l'aiuto di un pestello di qualche tipo (io ne uso uno in legno) pestare il cavolo in modo da ammaccare le foglie e favorire la fuoriuscita del naturale liquido di vegetazione. Riporre la terrina coperta da un asciuga piatti a temperatura ambiente per una notte.  Questo trattamento farà si che al mattino il cavolo avrà buttato fuori parte dei suoi succhi che useremo per la conserva.  
Preparare i barattoli che vogliamo usare, devono essere ben lavati, puliti ed asciutti.  Mettere il cavolo nel/nei barattoli, pressando molto bene, la verdura dovrà essere coperta dal suo liquido, riempire il barattolo fino a 3 cm dal bordo (liquido compreso) deve rimanere spazio per l'espansione del prodotto in fermentazione e anche per mettere un peso che servirà a mantenere la verdura sotto il livello del liquido.  Noterete che difficilmente avrete ottenuto abbastanza liquido da poter coprire i vostri cavoli, quindi preparerete a parte un litro di acqua con 1 cucchiaio di sale sciolto completamente e userete quest'acqua per completare lo riempimento (sempre solo fino a 3 cm dal bordo).
A questo punto, mettete il vostro peso (io uso una coppetta di vetro appoggiata sopra le verdure nel suo giusto senso e con dentro una pietra ben lavata. Poi si chiude il barattolo e si mette da parte a temperatura ambiente in un angolo della cucina.  Meglio mettere un piatto fondo sotto il barattolo per raccogliere eventuali fuoriuscite di liquido dal barattolo.
Si lascia fermentare spontaneamente da un minimo di 3-4 gg a un massimo di 7-10 gg, starà a voi valutare quanto tempo occorre, dipende dalla temperatura della cucina, dalla stagione ecc...
Il liquido di governo diventerà torbido e si creeranno delle bollicine, non dovete preoccuparvi, anche l'odore se aprite il barattolo potrebbe essere sgradevole, tutto normale, le verdure fermentate sono deliziose ma il loro odore non è all'altezza del loro sapore.
Il barattolo non deve necessariamente essere sigillato, in teoria potrebbe anche essere solo coperto con una garza per evitare i moscerini della frutta che amano i prodotti in acidificazione,  io preferisco usare barattoli con la guarnizione di gomma perche' permettono la fuoriuscita di eventuali liquidi, e evitano un po' di attirare i moscerini, ma in america esistono dei barattoli forniti di gorgogliatore simili a quelli che si usano quando si prepara la birra in casa.  L'importante è che la verdura o la frutta sia sempre mantenuta sotto il livello del liquido in modo da fermentare in modo anaerobico, l'aria impedisce questa fermentazione e il prodotto va a male.
Se dovesse avariare ve ne accorgerete, diventa marrone in superficie e la verdura diventa molliccia.  se dovesse formarsi della muffetta sulla superficie, non ci sono problemi, basta rimuoverla non è nociva, e comunque non si forma facilmente ne con tutte le verdure.  Questo tipo di conserva è molto sicuro quindi non dovete allarmarvi, iniziate solo con i cavoli che sono quelli che danno le soddisfazioni maggiori all'inzio. Una volta fatta la vostra prima conserva conoscerete il sapore quindi se le cose non vanno ve ne accorgerete facilmente. Tuttavia difficilmente ci sono problemi se lavorate pulito.

Nota 1: quando si conservano vari tipi di verdure la dose standard di sale da usare è di 2 cucchiai di sale integrale (non iodato) per litro di acqua, nel caso dei cavoli visto che ne usiamo una parte per far uscire il succo di vegetazione, useremo solo acqua con 1 cucchiaio di sale.  Ma se usate verdure come i cavolfiori o frutta come le mele, basterà tagliare tutto a tocchetti che metterete direttamente nei barattoli fino a 3 cm scarsi dal bordo, pressando le verdure il piu' possibile quindi verserete la vostra salamoia nei barattoli fino a coprire le verdure, poi il solito peso e si copre il barattolo.
Nota 2: l'acqua di governo una volta fermentate le verdure, può essere bevuta senza problemi, si tratta di un liquido ricchissimo di probiotici benefici, molto rinfrescante e ottimo anche per i bambini.
l'acqua oltre a poter essere bevuta puo' anche servire come starter per accelerare la fermentazione di una preparazione successiva, basterà metterne mezzo bicchiere, e poi aggiungere la solita salamoia.  

Mediamente in una settimana le vostre verdure sono pronte per la consumazione, cercate di aprire i barattoli ogni paio di gg per controllare se avete ottenuto il grado di fermentazione desiderato, ma usate sempre posate pulite e cambiatele se dovete fare piu' assaggi, schiacciate sempre bene le verdure e verificate che rimangano sempre sotto il liquido grazie al peso.
Sperimentate, potreste innamorarvi di questo tipo di verdure e farete un favore al vostro sistema digerente assumendo probiotici e enzimi digestivi, quindi un paio di forchettate all'inizio dei pasti saranno molto salutari

Naturalmente oltre alle verdure potete aggiungere degli aromi, solitamente si usa aglio, aneto, zenzero, ma anche peperoncino se vi piacciono i sapori forti.

Adesso veniamo alle possibili preparazioni:

Cavolo rosso con zenzero
cavolo verza bianco
cavolo verza bianco con carote a juliennes
cavolo verza bianco con carote a juliennes zenzero aglio e peperoncino
zucchine tagliate a dadini
cetrioli interi con aglio e aneto
mix di : cavolfiore a cimette, carote a rondelle, cipollotti a pezzi (con tutto il verde), zenzero a tocchetti piccoli


 
 
nella foto a sinistra potete vedere il barattolo di verdure e mele bio (con buccia) appena fatto, in quella di destra dopo 4 gg abbiamo fatto l'assaggio, erano già ottime

martedì 7 ottobre 2014

LO IODIO NEGLI ALIMENTI

Copio e incollo dalla newsletter del Dott. Alvoledo (Luca Avoledo è un naturopata esperto di ecologia del corpo, alimentazione e salute naturale)

La carenza di iodio danneggia il funzionamento della tiroide e può favorire stanchezza, sovrappeso, cali di memoria e altri disturbi. Vediamo come assumere al meglio lo iodio contenuto negli alimenti.

Lo iodio è un minerale-traccia, ovvero presente in quantità molto ridotte nell'organismo, e quasi totalmente concentrato nella ghiandola tiroidea, che lo utilizza per sintetizzare gli ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina), tra i principali regolatori del metabolismo.

Le proprietà dello iodio e i sintomi da carenza

E' grazie a un corretto apporto di iodio che la tiroide può sovrintendere a numerosi processi biologici, tra i quali la funzionalità nervosa e muscolare, l'utilizzo dei nutrienti per il fabbisogno energetico dell'organismo, il mantenimento della temperatura corporea. Se manca iodio e la tiroide fatica a produrre i suoi ormoni il metabolismo rallenta manifestando una tendenza all'ingrassamento e possono anche comparire debolezza, difficoltà di concentrazione e maggiore sensibilità al freddo, fino a un vero e proprio quadro di ipotiroidismo. Poiché gli ormoni tiroidei influiscono anche sulla regolarità intestinale e sul trofismo della pelle e della chioma, uno scarso introito di iodio può provocare stitichezza, secchezza della cute, caduta dei capelli e altri disturbi.

Gli alimenti più ricchi di iodio

Il fabbisogno giornaliero di iodio per gli adulti è di 150 microgrammi, che aumentano a 220 e 290 rispettivamente in gravidanza e durante l'allattamento.

I cibi più ricchi di questo minerale sono le alghe, che assorbono in grandi quantità lo iodio presente nel mare. Ne esistono molte specie commestibili, alcune delle quali protagoniste delle tradizioni alimentari di Cina e Giappone. Negli ultimi anni l'uso gastronomico di questi vegetali ha cominciato a diffondersi anche in Occidente.

Il contenuto di iodio nelle alghe è generalmente alto, quando non addirittura altissimo, per quanto variabile in funzione della specie e persino della zona di provenienza. Con riferimento un solo grammo d'alga, si va in media dai 15-16 microgrammi di iodio contenuti nell'alga nori (Porphyra tenera) ai 1.300 e più di alcune alghe kombu (Saccharina japonica, Laminaria digitata e altre specie), passando per i 60 microgrammi della wakame (Undaria pinnatifida) e gli oltre 500 dell'alga arame (Eisenia bicyclis).

Per assicurare all'organismo lo iodio di cui ha bisogno è sufficiente mangiare anche solo 10 grammi di alga wakame una volta alla settimana o 30-40 grammi di alga nori (quella che avvolge il sushi) un paio di volte alla settimana. Preparare le alghe è molto semplice: una volta ammollate in acqua (in genere si trovano in commercio disidratate) vengono consumate crude o cotte (bollite, stufate, scottate al vapore). A seconda delle preferenze individuali le alghe possono essere aggiunte all'insalata e ad altre verdure, a zuppe, a piatti a base di cereali, legumi o pesce.

Un'altra fonte alimentare di iodio è rappresentata da pesci di mare e crostacei, soprattutto merluzzo, sardine, tonno e gamberetti. Rispetto a quelli delle alghe, i quantitativi di questo minerale, pur restando importanti, scendono significativamente, tanto da essere calcolati non più sul grammo ma sull'etto: 100 grammi di merluzzo contengono dai 100 ai 115 microgrammi di iodio, mentre una porzione di gamberetti si attesta intorno ai 50 microgrammi. Si assumono discrete quantità di iodio anche con cibi come latte, yogurt e uova: una tazza di latte ne contiene 50-55 microgrammi, mentre un uovo assicura 20-25 microgrammi di iodio.

Alternare a tavola gli alimenti ricchi di iodio consente di prevenire e colmare carenze di questo minerale. Quando l'alimentazione quotidiana è davvero imperniata sulla varietà, concede aperture a sapori insoliti, come le alghe, e riserva un'attenzione speciale a fonti proteiche quali pesce di mare e uova, non c'è bisogno di usare sale iodato sulle pietanze, ossia il comune sale da cucina (cloruro di sodio) addizionato artificialmente di ioduro o iodato di potassio per consentire di prevenire il gozzo e altri disturbi da carenza di iodio. Anche perché, iodato o non iodato, sempre di cloruro di sodio si tratta ed è noto quanto sia essenziale limitare il consumo di sale per contrastare l'ipertensione e ridurre il rischio cardiovascolare.

giovedì 24 luglio 2014

MASCHERA RIMINERALIZZANTE ALLE ALGHE

Le alghe sono una miniera di minerali e fanno molto bene, io le consumo molto volentieri, ma oggi vi propongo una ricetta per una maschera istantanea viso, rimineralizzante e ristrutturante, alle alghe.
Instantanea perche' non puo' essere conservata, va fatta ed utilizzata immediatamente


INGREDIENTI

12 gr di alghe miste in polvere (spirulina, wakame, kombu, ecc... vanno tutte bene), si possono acquistare nei negozi di prodotti naturali e macinare in un macina caffè.
un cucchiaio di gel di aloe puro al 99%
10 gocce di olio essenziale di limone bio (importante usare un olio essenziale di ottima qualita')
3 gocce di aceto di mele

una volta macinate le alghe, metterle in un piccolo contenitore e unire in gel di aloe, dovrete mescolare bene per incorporare la polvere di alghe nel gel, si deve formare una specie di pastella, se dovesse sembrare troppo densa aggiungere un cucchiaino di acqua minerale, ma solo 1.  Unire l'olio essenziale di limone, le 3 gocce di aceto di mele e mescolare molto bene.

Spalmare la maschera sul viso ben pulito evitando la zona perioculare e rilassarsi per almeno 10 minuti, meglio 20, poi risciacquare con acqua tiepida e mettere un velo di crema o di olio di cocco.

Questa maschera è disinfiammante e adatta anche alle pelli acneiche, ma è perfetta per le pelli mature.





LE ZUCCHINE IN CARPIONE DI MARINELLA

Anche se la stagione stenta, l'orto in qualche modo produce e ci dobbiamo ingegnare a trovare ricette a base di zucchine. Una delle piu' gettonate è questa:

 LE ZUCCHINE IN CARPIONE DI MARINELLA


Tagliare le zucchine a tocchetti, cercado di avere misure simili, possono essere dadini, bastoncini o fettine a piacere.
Scaldare dell'olio EVO in una padella (coprire quasi il fondo della padella) con uno spicchio di aglio spaccato in metà e 3 foglioline di salvia per profumare l'olio. Quindi aggiungere le zucchine e farle rosolare bene senza cuocerle troppo, sono migliori se lasciate croccantine. Spolverare con sale marino integrale (è naturalmente aromatico e ricco di minerali).  Travasare le zucchine dall'olio di cottura, con un cucchiaio forato, in una pirofila o anche in un barattolo di vetro che abbia un coperchio.

Nel fondo di cottura aggiungere  un'altro spicchio di aglio, uno scalogno affettato sottile e altre 3 belle foglie di salvia, far rosolare leggermente, aggiungere un mezzo bicchiere di aceto di mele, mezzo bicchiere di vino bianco e il mio ingrediente segreto: 3 belle cucchiaiate di acidulato di umeboshi. In questo modo non ho aggiunto sale, l'acidulato è già abbastanza salato. Questa integrazione aggiunge molto profumo. Ho fatto sobbollire la preparazione per un paio di minuti per far evaporare l'alcol presente, poi ho assaggiato per verificare la salatura, deve essere saporito visto che deve salare anche tutte le zucchine, ma senza eccedere, quindi si puo' correggere aggiungendo poco vino bianco oppure altro acidulato, regolandosi un cucchiaino per volta. Versare il tutto sulle zucchine e lasciare raffreddare.  Coprire e mettere in frigorifero. 
Si conservano a lungo e sono perfette da trasportare in spiaggia o per un picnic.  Vanno bene sia come contorno che come antipasto.
 
 
 
 

domenica 20 luglio 2014

TORTA SALATA AGLI SPINACI E PANE CARASSAU

Fare la base delle crostate salate con il pane carassau è una soluzione che mi piace molto.

Permette di preparare torte velocemente ed è una buona alternativa alla pasta sfoglia e anche  più croccante.

La torta di oggi è una torta salata con spinaci e erbette, con base di pane carassau

Ingredienti:

Pane carassau tagliato a quarti: 8 pezzi (il pane carassau si trova generalmente in scatole di cartone e può essere intero - rotondo - a metà o in quarti) Io preferisco usare i quarti in quanto più facili da maneggiare, ma nulla vieta di usare gli altri formati spezzandoli.
1 confezione piccola di dadini di pancetta,
1 mazzetto di spinaci e uno di erbette
1 piccola confezione di ricotta,
2 uova, sale,
noce moscata
1 manciata di mandorle sfilettate
Olio di oliva per spennellare.

Per prima cosa occorre lavare le erbette gli spinaci e farli stufare in una padella con pochissima acqua. Una volta morbidi, raffreddarli velocemente in acqua fredda e strizzarli.
Mettere la verdura nel robot e frullarla senza eccedere, aggiungere la ricotta, le due uova, frullare nuovamente, salare e aggiungere una bella spolverata di noce moscata.

Passare sotto il rubinetto uno ad uno i pezzi di pane e posarli in un piatto a riposare, diventeranno malleabili in 5 o 6 minuti. Ungere una teglia da forno rotonda con dell'olio e riverstirla con uno strato di pane accavallando i pezzi leggermente, pennellare questo primo strato con dell'olio e ripetere l'operazione continuando ad accavallare i pezzi fino ad esaurimento, rivestire anche le pareti.

Versare le verdure sulla crosta di pane, posarci sopra i dadini di pancetta e le mandorle sfilettate e passare in forno caldo a 180° fino a che il ripieno sia asciutto e la crosta croccante.
Portare in tavola nella teglia di servizio.
La foto è venuto un po' troppo gialla ma è fatta con luce artificiale.

 





TORTA PAESANA

Questa è la ricetta della Torta Paesana Lombarda, anzi Brianzola,  di mia nuora Alessia.
Si tratta di una torta di origine povera e contadina, fatta soprattuto di avanzi di pane secco ammollato nel latte, con aggiunta di vari ingredienti dettati molto dalla disponibilità del momento e dalla fantasia della cuoca.
Sembra che, anche se naturalmente si può fare tutto l'anno, sia diventata nel corso degli anni una tradizione specifica di questa stagione.
Malgrado questa mia premessa, si tratta di una torta veramente saporita e molto gradevole, ha l'aspetto di un castagnaccio un pochino più spesso e sicuramente molto più morbido.
 
Ecco quindi la ricetta scritta di suo pugno:
 
"la sera precedente metto a mollo in un litro e mezzo di latte due panini secchi spezzettati, 250 g di Amaretti di S**nno, 250 g di savoiardi, 1 pan d'anice (in alternativa, si possono mettere 2/3 fette di panettone o biscotti secchi, tipo Oro Sa**wa). Il giorno successivo rimescolo il tutto fino a quando non diventa una poltiglia, si aggiunge un uovo, 4 cucchiai di zucchero, una bustina di zucchero vanigliato, 100 g di burro fuso, una buccia di limone grattato. A parte fare ammorbidire nell'acqua bollita 200 g di uvetta sultanina che poi va aggiungo all'impasto. Si metto anche del cedro candito a pezzetti. Fare sciogliere in un pentolino con un cucchiaio di acqua 150/200 g di cioccolato fondente, e aggiungerli all'impasto. A piacere, si può arricchire il tutto con due o tre cucchiai di Amaretto di S**nno (o liquore simile). Per ultimo, amalgamare bene aggiungendo una confezione di cacao amaro. Versare nella tortiera e decorare la superficie con dei pinoli. Tempo di cottura: 1 ora e mezza con forno ventilato, 2 ore con forno a gas o elettrico. Temperatura: 180°. "
 
Aggiungerei una piccola precisazione: sia l'uvetta che il cedro si amalgamano molto e danno umidità al dolce, senza essere evidenti come in un panettone per intenderci, quindi anche coloro che non li gradiscono non dovrebbero avere problemi.
 
Una vera delizia, da provare sicuramente!
 
 







 

martedì 15 luglio 2014

LA SALSA MESSICANA

La salsa messicana è una delle ricette di cucina messica online che si trovano piu' facilmente, ognuno ha la sua versione, si tratta di una salsa molto semplice da fare, che serve come accompagnamento di carne ma anche di hamburgher vegetali, o per condire piadine farcite.

Quella che vi propongo è una versione che si puo' fare sia normale che fermentata.  Che differenza c'è tra la versione normale e quella fermentata? Semplice la versione normale si fa al momento seguendo le indicazioni, invece quella fermentata puo' essere facilmente conservata in frigorifero per parecchio tempo, è ricca di enzimi probiotici e va ancora meglio alla salute.

Vediamo gli ingredienti:

1 cipolla media tritata (io preferisco usare cipolle rosse, ma tutte vanno bene)
2 grossi pomodori tagliati a pezzetti piccoli o frullati grossolanamente
1 peperone verde grande (ma va bene anche uno giallo, non uso il rosso per via del colore) 
1 o 2 peperoncini piccanti (dipende da quanto amate il piccante) (vanno bene sia rossi che verdi)
1 grosso spicchio di aglio tritato finemente
una manciata di coriandolo fresco (sostituibile con del prezzemolo se non amate l'aroma)
il succo di un limone e/o di un lime a piacere
2 cucchiaini di sale (se vi limitate a fare la salsa non fermentata)

Se invece scegliete la versione fermentata, si usa 1 o 2 cucchiaini di sale e 3 cucchiaiate di latticello (l'acquetta che si trova sopra uno yogurt naturale bio per esempio), 
oppure l'acqua recuperata quando si prepara lo tzazichi (facendo scolare lo yogurt in un panno per poi condirlo alla greca)
oppure ancora 3 cucchiaiate di kefir d'acqua.
In pratica serve un innesco per la fermentazione, chi prepara abitualmente verdure latto fermentate (tipo i cetriolini ogorki o cetriolini alla russa) potra' usare facilmente un cucchiaio di acqua di fermentazione.

Procedimento

Mescolare tutti gli ingredienti compreso il sale e il tipo di fermento prescelto (se lo usate)
se usate la salsa subito la mettete in un barattolo e la conservate in frigo fino all'uso, si tiene 3 o 4 gg.

Se andate per la versione fermentata, mettere la salsa in un barattolo tipo bormioli, premendo il composto in modo che rilasci un po' di liquido, idealmente le verdure devono essere ben coperte dal liquido che fuoriesce dalla verdura tritata e dal succo di limone, se occorre aggiungete un pochino di acqua, ma senza esagerare.  Non deve esserci verdura che galleggia, deve essere tutto ben coperto dal liquido (almeno un dito)

Coprire il barattolo con il tappo senza stringere, e lasciare il barattolo a temperatura ambiente per almeno 2 gg o piu', dovrete assaggiare dopo 2 gg per capire se vi piace il sapore o se preferite lasciarlo ancora un po'.  

Una volta raggiunto il sapore che vi piace, potete travasare la salsa in un contenitore definitivo, oppure semplicemente avvitare bene il barattolo e riporlo in frigorifero.  Questo rallenta il processo di fermentazione (la fermentazione genera un po' di bollicine, è normale), e la salsa si conserverà a lungo in frigorifero.  

Come ho detto sopra si usa in accompagnamento di carni e verdure, è molto gradevole e rinfrescante, inoltre estremamente leggera e dietetica e non contenendo olio si presta anche ad essere usata con la dieta del supermetabolismo o altre diete







Pollo shake and Bake

Oggi vi propongo una ricetta per cucinare il pollo come secondo piatto, il pollo Shake and Bake

Quando ero negli Stati Uniti (ormai secoli fa), si trovavano in commercio delle buste già pronte con impanature varie nelle quali far rotolare i pezzi di pollo da passare al forno, uso ancora questa tecnica ma naturalmente la panatura la preparo personalmente.


Ingredienti per l' impanatura:
pane pesto e corn flakes triturati in parti uguali,
2 cucchiaiate di semi di sesamo,
un cucchiaio di fiocchi di cipolla disidratata,
un cucchiaio di senape in polvere,
un pizzico di aglio in polvere (opzionale),
sale, pepe, un cucchiaio di Herbes de provence.

A parte, uno o due uova a seconda del quantitativo di pezzi di pollo che contate preparare, un pochino di latte.

Pollo in pezzi con la pelle (io ho usato delle sovra cosce)

Procedimento:

Mettere in una busta di plastica tutti gli ingredienti della panatura , chiudere il sacchetto con una mano lasciandoci all'interno aria sufficiente, e agitare per mescolare bene gli ingredienti.


Sbattere le uova con il latte e passarci i pezzi di pollo uno ad uno, mettere 2 o 3 pezzi di pollo alla volta nel sacchetto, gonfiarlo leggermente e chiudere il sacchetto strizzandolo con una mano, poi scekerare bene in modo che i pezzi di pollo si rivestano bene del miscuglio di panatura.

Posizionare i pezzi impanati in una teglia da forno, con la pelle verso il basso. Procedere nuovamente così fino ad esaurimento dei pezzi di pollo.

Cuocere in forno caldo, i tempi di cottura variano in funzione del vostro forno e del quantitativo di pollo, meglio se li rigirate a metà cottura, devono diventare dorati e non troppo secchi, per verificare la cottura, pungeteli con una forchetta, deve uscire una goccia di liquido trasparente ma non insanguinato. In questo modo avrete del pollo croccante fuori e succoso dentro.


Se vi resta della panatura, legate il sacchetto e conservatela in frigorifero se contate usarla entro pochi giorni, oppure potete surgelarla. Io uso il sistema del sacchetto sia per infarinare che per impanare quasi tutto, si sporca molto meno ed è più veloce, inoltre generalmente i pezzi sono impanati molto meglio. Ottimo sistema anche per infarinare il pesce.

CENA IN BIANCO DI TORINO ULTIMA GALLERIA DI FOTOGRAFIE PER QUESTA EDIZIONE

Ecco le ultime foto della Cena in bianco di Torino 2014, sono tutte foto fatte da mio marito Dante Guazzo.