sabato 30 aprile 2011

TERRINA DI CONIGLIO AI PISTACCHI DI BRONTE

Ingredienti per almeno 12 porzioni

1 coniglio disossato con fegato e rognoni (circa 800 gr. di polpa)
50 gr di mollica di pane (circa un paio di fette di pane a cassetta) Ho usato pane di Kamut
5 cl di rum scuro
100 gr. di panna da cucina
2 uova
1 cucchiaino di noce moscata grattugiata fresca
75 gr di pistacchi di bronte decorticati al naturale
1 cucchiaino di bacche rosa
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini di sale fino marino
1 cucchiaino di rosmarino tritato
Volendo un po' di pepe (io non lo metto)
ci metterei anche uno spicchietto di aglio tritato (nota a posteriori)
Procedimento:
Disossate il coniglio o fatevelo disossare dal macellaio, prelevate i due lombini e manteneteli interi, il resto dovrà essete tritato quindi non preoccupatevi se disossando fate delle briciole. Conservate il fegato e i rognoni e tagliate a tocchetti tutta la carne eccetto i lombini.

Accendete il forno a 120° (termostato 4)
Sbriciolate il pane nel robot Unite il rum, la panna e le uova, mixate rapidamente.
Aggiungete la carne nel coniglio, il fegato e i rognoni, eccetto i lombini, tritare il tutto, aggiungere sale, pepe, noce moscata, rosmarino, aglio e mixare fino ad ottenere una preparazione ben tritata.
Mettete la preparazione in una terrina e unite 3/4 dei pistacchi e tutte le bacche rosa, mescolate bene.
Ungete di olio una terrina con coperchio di 22 x 11 cm, con un pennello, mettere una prima parte di impasto nella terrina premendo bene, poi posare nel mezzo i lombini interi e ricoprire con il resto dell'impasto. Lisciate la superficie con una spatola e ungere nuovamente con olio.
Cospargere la superficie con i pistacchi rimanenti premendo leggermente, coprire la terrina con il suo coperchio oppure con un doppio strato di carta di alluminio (non deve toccare l'impasto), infornare in forno caldo e far cuocere per 1 h 30, quindi togliere il coperchio e far cuocere altri 10 minuti .
Una volta cotto, togliere dal forno, coprire e lasciar raffreddare. 

Mettere in frigorifero per 24 ore prima di servire fredda, tagliata a fette come antipasto, oppure per un pasto freddo da accompagnare ad una bella insalata. Si presta benissimo alle scampagnate di Pasquetta e al pic nic di Ferragosto.
Si conserva diversi giorni in frigorifero, coperto.
Con queste dosi ho fatto la terrina che vedete nella foto e un'altra grande la metà, quindi stiamo parlando di una dose per almeno una dozzina di persone, ma vista la preparazione conviene non ridurre le dosi, si conserva molto bene e si può anche congelare.  E' piaciuta parecchio.

Questa ricetta è presa dalla newletter di Elle a Table, mi aveva colpito la fotografia, sarà da rifare.

Aggiornamento al 8/7/2017

Rifatto la ricetta, (ho finalmente ritrovato il coniglio buono).  Ho fatto alcune modifiche:
Non ho messo i fegatini e i rognoni
Invece di mettere i lombini interi, ho tritato tutto, ma solo grossolanamente, non era una pasta morbida rimanevano dei tocchetti interi. 
Il risultato è molto soddisfacente e da meno lavoro, quindi vi consiglio di provare anche questa versione.  Ecco le foto aggiornate




martedì 26 aprile 2011

Nuovo Blog Cumianese

Ciao a tutti, volevo comunicarvi che è nato un nuovo blog dedicato alla Cumiana Storica, si chiama :

"Associazione Storica i Teutcari"

Al momento abbiamo inserito una parte della storia del paese, e alcune foto tratte dalla rievocazione storica dello scorso anno, ma ci troverete anche il poster relativo alla prossima rievocazione con tutte le informazioni nel caso vogliate partecipare sia come figurante che come visitatore. Andate quindi a fare un giro qui, o fate click sulla foto storica che trovate nella colonna a destra. Buona lettura e mi raccomando partecipate numerosi, vi aspettiamo.

sabato 23 aprile 2011

BUONA PASQUA

In questi giorni sono parecchio impegnata con i preparativi della pasqua, ho già preparato:

Biscotti Pasquali
2 Colombe e mezza (nel senso che ho usato parte dell'impasto per un plumcake)
1 Pastiera di proporzioni giganti (mai fatta prima)
2 terrine di coniglio ai pistacchi di Bronte
e Lumache alla Bourghignonne per l'Archi. che le gradisce molto e che non preparo da secoli.

Ho ancora in previsione un po di antipasti a base di uova di quaglia e varie
1 rolatona farcita
e chi sa cos'altro mi verrà in mente...

Per ora vi metto la foto dei biscotti di Pasqua, sono dei semplici frollini, ma li ho ritagliati con dei simpaticissimi taglia biscotti che lasciano i segni anche sulla superficie del biscotto.

Le ricette delle altre cose nei prossimi posts.


BUONA PASQUA A TUTTI

mercoledì 20 aprile 2011

Profumo di Zagare

Oggi in casa mia c'è un profumo fantastico, sto distillando i fiori d'arancio del mio alberello.

Diversi anni fa, almeno 10, avevo acquistato un alberello di arancio per fare un'offerta all'associazione per l'anemia mediterranea, lo abbiamo sempre curato e ritirato in serra in inverno, dalle nostre parti non si può certo pensare di tenerlo all'esterno.
Il nostro arancio è cresciuto nel tempo e ha anche tentato più volte di fruttificare, ma si tratta di frutti assolutamente insipidi. In compenso, in questa stagione si riempie di fiori profumatissimi.

Fino ad un paio di anni fa, servivano solo alle api della zona, ma da quando ho messo in funzione il mio alambicco, riesco a distillare un fantastico idrolato di sommità fiorite di arancio.

In pratica raccolgo tutti i fiori e qualche punta di rametto con le foglioline tenere tenere, ho ottenuto il volume di un misurino da un litro scarso di fiori, li ho messi nel cestello del distillatore, come se dovessi cuocerli a vapore, sopra ho messo l'altro pezzo del distillatore, quello che finisce con la serpentina, che sto continuando a raffreddare con acqua fresca.
Adesso dal tubicino in fondo sta uscendo un distillato profumatissimo. Sarà un'ottima base per le mie cremine cosmetiche home made.

Vi metto alcune foto dell'opera in corso.





domenica 17 aprile 2011

Una nuova Laureata

Negli ultimi tempi sono stata impegnata a dipingere e a confezionare le bomboniere per la Pargola, la fiancée del Pargolo, che il 15 di Aprile si è Laureata con 110 e Lode in Mediazione Linguistica (spero di non aver sbagliato il nome esatto di questa laurea) che comunque vuol dire che ha imparato il Russo e il Tedesco a menadito (ma sa anche il francese e lo spagnolo).
Siamo tutti molto orgogliosi di Lei, e per fare una piccola sorpresa alla bimba e ai suoi, giustamente fierissimi genitori, ecco una delle prime foto della Neo Laureata in compagnia del Pargolo:



CONGRATULAZIONI ALESSIA!!!!!!




(tra l'altro chi volesse vedere cosa ho fatto troverà le foto sulle Pietre magiche)

domenica 10 aprile 2011

Gli additivi alimentari

L'ennesimo messaggio "a catena" arrivato nella mia casella di posta mi spinge a scrivere questo post.
In effetti, sta girando in questi giorni una mail che sostiene provenire da fonte "autorevole" e che cita un elenco non esaustivo di additivi alimentari da considerare come accettabili o come nocivi.

Ora in questo elenco compaiono delle evidentissime inesattezze, in particolar modo viene citato il glutammato monosodico, che in effetti è da considerarsi come prodotto a rischio, ma viene addirittura denominato E330 (cioè acido citrico), quando il glutammato porta i codici : da E621 a E625.

Ora io sono piuttosto contraria agli additivi alimentari, ma credo che sarebbe opportuno almeno conoscere a cosa corrispondono esattamente i vari E......

Quindi, visto che c'è chi lo ha già fatto per conto mio, eccovi il link ad un pdf scaricabile, da poter tenere sempre in borsa, per avere sempre sotto mano l'elenco di tutti gli additivi e della loro eventuale pericolosità.

mercoledì 6 aprile 2011

Ci mancava anche il caramello!


Vi metto un estratto dell'articolo apparso su La leva di Archimede, per leggere l'articolo completo andate qui

L'autorevole rivista scientifica Lancet Oncology pubblica uno studio dello Iarc: nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene, una sostanza contenuta in alcuni coloranti presenti in molte bevande e alimenti.

SI TROVA in molte bibite, dalle cole al chinotto, ma anche nelle caramelle, in alcuni aceti balsamici e nella salsa di soia. Insomma in moltissimi alimenti che hanno bisogno di un'iniezione di colore marrone scuro. Stiamo parlando del colorante caramello solfito-ammoniacale, in codice E150 d, che secondo uno studio appena uscito sul numero di aprile del Lancet Oncology 1, è un possibile cancerogeno. Sotto accusa è un sottoprodotto del caramello in questione, il 4-MEI (4metilimidazolo), residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca. La ricerca è stata condotta dallo Iarc 2, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che ha classificato il 4-MEI tra le 249 sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo, cioè nel cosiddetto gruppo 2B
.......


Recentemente il Cspi 5 (Center for science in the public interest) ha chiesto in una petizione all'Fda 6 (Food and drug administration) di bandire i coloranti sintetici a base di ammonica, l'E 150 d per l'appunto, ma anche l'E150 c (classe III), sempre a base di ammoniaca e presente anch'esso in molti cibi e bevande. L'industria alimentare, inoltre, fa uso di altri due coloranti, il caramello semplice E150 a (classe I) e quello solfito-caustico E150 b (classe II).
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Mentre si aspetta la decisione del ministero della Salute Usa, che cosa succede in Europa? L'Efsa 7, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha diffuso l'8 marzo una valutazione scientifica proprio sui caramelli, stabilendo per la prima volta una dose giornaliera accettabile (Dga) di gruppo (applicabile cioè a tutti e quattro i tipi di coloranti utilizzati dall'industria alimentare), pari a 0,3 g per Kg di peso corporeo al giorno. "L'Efsa non ha stabilito un limite specifico per l'E150 d", spiega Catherine Leclercq, responsabile del programma di sorveglianza del rischio alimentare dell'Inran 8 (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti) e tra i partecipanti alla valutazione dello Iarc.
......

"Da indagini svolte sui prodotti in commercio utilizzate dall’Efsa- continua Leclercq- emerge che tutta una serie di prodotti largamente consumati dai bambini, come bibite gassate, gelati, prodotti da forno, dessert, possono contenere 5 g di questo colorante per kg di prodotto. Nelle caramelle si raggiungono concentrazioni di 300 g per kg di prodotto". Ci vuol poco, dunque, a superare la dose giornaliera ammissibile e questo vale a maggior ragione per i più piccoli che hanno un peso corporeo inferiore: "Così un bambino di 3 anni che pesa 15 kg non dovrebbe ingerire più di 4.5 g di colorante caramello al giorno - continua la dottoressa Leclercq -. Per il caramello E150d questa dose si raggiunge ad esempio con il consumo quotidiano di una lattina di bibita (1.5 g di caramello in 330 ml) e 10 g di caramelle (3 g di caramello). E' chiaro che un eventuale rischio per la salute è legato a un uso regolare e non saltuario di alimenti che contengono queste sostanze".
.......

In Italia l'industria delle bevande analcoliche non fa uso di E150 c, ma utilizza in maniera più massiccia l'E150 d: "Non mi risulta ci sia un impiego contemporaneo di più caramelli in uno stesso prodotto- ci spiega David Dabiankov, direttore di Assobibe 9, l'associazione dei produttori di bibite analcoliche- e in ogni caso il tipo di colorante impiegato è chiaramente indicato in etichetta. Per questo i consumatori sono adeguatamente informati. In questo momento la sicurezza dei prodotti che contengono colorante caramello è stata confermata. E' ovvio che, se ci saranno evoluzioni nelle normative, le aziende saranno tenute ad adeguarsi".

lunedì 4 aprile 2011

attualità - 1 L'importanza della tiroide e iodio non solo per le radiazioni

Siamo carenti di iodio, L’ inquinamento, fluoro, bromo e cloro sostituisco lo iodio. Chi è carente di iodio è più soggetto ad assorbire lo iodio radioattivo rilasciato dall’ incidente nucleare. Ecco come difendersi e non solo per la contaminazione

Dalla Newsletter di Naturopata online, copio e incollo l'intervista fatta dal Dr. Mercola al Dr. Brownsteig e che ho trovato molto istruttiva ed interessante. Ve la metto in versione integrale, ci sono chiarimenti molto utili a mio parere, indipendentemente dal problema nucleare attualmente in atto in Giappone.

Il nesso tra lo iodio e la tiroide

DB: Sono circa 20 anni che mi interesso dell’uso dello iodio. Nei primi 10 della mia pratica olistica ho visto moltissimi pazienti con problemi alla tiroide. La mia ricerca era diretta alla cause o alla causa sul perché sono cosi tanti a soffrire di tiroide e gira che ti rigira arrivavo sempre allo iodio. Ho usato varie quantità di iodio nei miei pazienti e anche se non vedevo in questo degli effetti negativi, altrettanto non ne vedevo però di positivi

Circa 10 anni fa lessi poi una delle riviste del dr. Guy Abraham, che sviluppò un test per iI carico dello iodio. Diventammo amici e cominciai ad usare il test e trovai cosi che la grande maggioranza dei miei pazienti mancavano enormemente di iodio. Quando mi insegnò quale fosse la giusta forma per usare lo iodio, cominciai ad usarla e a vedere effetti positivi della mia pratica.

Ad ora, tra me ed i miei partners abbiamo testato oltre 5000 pazienti sia con un test urinario sul momento per misurare lo iodio, sia con quello delle 24 ore per misurare il carico. Abbiamo cosi trovato che il 95% dei pazienti presenta carenza di iodio ad un livello dal moderato al grave. Negli anni abbiamo visto buoni risultati clinici nell’uso di iodio ed ora lo iodio è in prima linea nella crisi del disastro nucleare giapponese.

Il modo corretto di testare la carenza di iodio

DM: Potrebbe descrivere un po’ meglio in dettaglio il test di cui parla? Alcuni stanno facendosi una autodiagnosi applicandosi topicamente dello iodio e osservando quanto ci impiega a sparire. E’ questo il test che sta usando o c’è dell’altro?

DB: veramente, il test sulla epidermide di cui sta parlando… è un test inutile

DM: Quel che pensavo

DB: Ci sono studi che mostrano che l’80% dello iodio si sublima in uno stato gassoso ed abbandona la pelle. Non trovo che questo test sia clinicamente utile. Il test che uso è quello fatto all’istante, dove si misura la urina del mattino e si osserva quanto iodio contiene. Questo

da una idea dell’assunzione di iodio nella dieta del singolo. Ma uso anche il test di carico delle 24 ore, dove il soggetto prende una quantità nota di iodio dalle 24 ore di urina e si misura così quanto iodio viene secreto e quanto il corpo ne trattiene. Da ciò si può fare una stima su quanto carente di iodio il soggetto possa essere

DM: L’ultimo non è forse più utile? Perchè se qualcuno prendesse una forte dose di iodio, inizialmente il test del momento potrebbe essere falsato, mentre l’ultimo da una panoramica sullo stato a lungo termine

DB: Sarei totalmente d’accordo con questo, ma con oltre il 95% dei pazienti con carenza di iodio da moderata a seria, il test urine del momento – se non prendono iodio- può essere un indicatore accurato

Cosa comporta una carenza alla tiroide

DM: Prima di tutto potrebbe descrivere le implicazioni di una carenza e quali crede siano le cause di tale carenza?

DB: Ho tenuto conferenze nel Paese e fuori dal Paese. Ho chiesto ai vari terapeuti quante persone credessero che ci fossero in giro con problemi di tiroide. Ed invariabilmente usciva quel numero. Dunque abbiamo dal 50 all’80 percento della nostra popolazione con un funzionamento anomalo della tiroide che non è diagnosticato. Un problema causato in parte, penso, da una carenza di iodio. La ghiandola tiroidea ha la concentrazione maggiore di iodio. Non possiamo fare un ormone tiroideo senza lo iodio. Penso che questo è un pezzo grande del puzzle sul perché le persone hanno un problema tiroideo.

Ma non è solo la ghiandola tiroidea ad avere lo iodio

Tutti i tessuti ghiandolari hanno iodio: i seni, le ovaio, l’utero e la prostata

Ed altri tessuti : la pelle ha il 20% dello iodio del corpo, le cellule adipose e muscolari ne hanno in numero maggiore. Lo iodio è concentrato in ogni cellula del corpo ed ognuna ne ha bisogno e lo utilizza.

I globuli bianchi non possono funzionare senza una quantità adeguata di iodio, che quindi è un nutrimento molto importante per il corpo e quando questo ne è carente ci sono varie ramificazioni di problemi..

Tossine nell’ambiente: possibili cause della carenza di iodio

DM: Si è fatto una idea del perché ne siamo così carenti?

DB: Per quanto sia un problema di lunga data, penso che ora la carenza sia esacerbata dalle tossine a cui siamo esposti. Il FLUORO nella fornitura di acqua si lega ai ricettori dello iodio e fa si che il corpo rilasci lo iodio.

Il BROMO che ho trovato in ogni paziente a cui l’ho testato, quasi 500, è un alogeno che si combina con i ricettori di iodio e che fa si che il corpo perda lo iodio.

I derivati del CLORO trovati nei pesticidi e insetticidi, possono legarsi ai centri dello iodio ed essere la causa per cui il corpo lo espelle.

Le conseguenze di questo sono che 1 donna su 7 ha il cancro al seno e 1 uomo su 3 cancro alla prostata. La medicina convenzionale non fa riferimento a questa malattia cronica che stiamo vedendo.

DM: Non potrei essere più d’accordo. Per chi non fosse al corrente: chi mangia prodotti di farina bianca, sappia che di solito il bromo viene usato per sbiancare la farina

DB: Il bromo si trova anche in molte bibite come il Gatorade per esempio. Lo abbiamo in molti dei nostri cibi, un disastro: si lega con tutto lo iodio che trova nel nostro corpo. Gli ormoni tiroidei possono venire attaccati dal bromo anziché essere iodati se c’è troppo bromo nel corpo. Purtroppo i nostri test di laboratorio non distinguono tra i due, quindi non sappiamo veramente cosa accade nella maggior parte delle persone. In pazienti con il cancro – uno di quelli endocrini come quello al seno, utero, prostata e tiroide- è presente in maggior livello che chi non ha questi tipi di cancro.

DM: Sembra che non sia una semplice carenza o inadeguata assunzione di iodio, piuttosto la contaminazione da tossine che non avevamo abitualmente perché quasi tutte le bevande sono contaminate da acqua contenente fluoro o dal bromo che ha citato e anche dal cloro ovviamente.

La crisi nucleare giapponese

DM: Non credo che la crisi nucleare giapponese avrà un pesante impatto sugli Stati Uniti, ma è bene considerare questa questione perché ci potrebbe essere un reattore nucleare in Usa che presenti questo problema. Dal mio punto di vista non è buona cosa prendere grandi dosi di ioduro di potassio per proteggersi dalla nube, a meno di non avere alti radiazioni, perché questo da protezione da uno a tre giorni al massimo. Ed anche non risolve problemi a lungo termine

DB: Certamente sentiremo la radiazione del fallout nucleare che i Giapponesi stanno avvertendo. Se ci sarà la fusione di questi 4 reattori riceveremo anche noi una contaminazione. Il problema con anche un solo miglio di contaminazione di iodio radioattivo in arrivo dal nord degli USA, non è per coloro che hanno sufficiente iodio, ma per quelli che ne sono carenti. Se quella radioattività arriva con la pioggia o umidità o simile, i corpi di quei pazienti che sono carenti di iodio vi si legheranno e questo creerà dei problemi.

Concordo con lei che qui non avremo il genere di crisi che si sta verificando in Giappone, ma sarà tuttavia un’altra goccia nel nostro ambiente tossico..

Per coloro che sono carenti di iodio ci saranno probabilmente delle conseguenze.(…) Perciò abbiate una dieta migliore e mantenetevi idratati. Dovremmo anche prendere il giusto tipo di sale nella nostra dieta e accertarci che i nostri corpi abbiano abbastanza iodio e vit C. per sopravvivere ad una crisi come questa.

La dose giornaliera di iodio raccomandata

(…) La dose raccomandata dal governo è di oltre 100 milligrammi, in unica dose quando si è esposti a contaminazione. Lo iodio cosi si unirà ai vostri ricettori e non assorbirete lo iodio radioattivo. Quando la contaminazione sarà finita questo non è più un problema e quindi non vi resta che affrontare il problema che dovreste affrontare in casi di carenza di iodio. In casi acuti non c’è molto da poter fare, perché ci vuole un po’ per costruire la propria riserva, quindi in tali casi sarebbe bene averne a portata di mano

(…) personalmente raccomando ai pazienti di prendere quotidianamente da 12 a 13 mg di una combinazione di iodio e di iodo. La ragione è che degli studi indicano che questa dose di iodio, che valutammo essere la dose media di iodio presa da ogni Giapponese, inibirà circa dal 95 al 96 per cento del carico di iodio radioattivo nella ghiandola tiroidea. Questo non è perfetto, ma non è male per una piccola dose di iodio.

DM: La dose è letteralmente il 10 per cento di ciò che è la raccomandazione, ma da prendersi ogni giorno anziché in unica dose

DB: penso sia meglio prenderla ogni giorno e se fosse nell’Ovest del Nord America, penserei sia appropriato cominciare a prenderla a questo punto per minimizzare la contaminazione di radioattività che è in arrivo.

DM: Dunque 12-13 mg è la sua raccomandazione ideale e giornaliera a breve termine per una crisi nucleare, oppure è la soluzione a lungo termine per raggiungere una sufficienza di iodio?

DB: Penso che le persone dovrebbero controllare i loro livelli di iodio e avere una figura medica o terapeutica che sia informata sullo iodio. La media dei Giapponesi è di 12-13 mg al giorno, quindi credo sia una dose relativamente sicura per la maggior parte della gente.

Ci saranno alcuni che avranno problemi con lo iodio, color con noduli funzionanti in modo anomalo potrebbero diventare ipertiroidei. Nella mi esperienza pochi sono questi pazienti. La maggioranza si trova bene con queste pillole. I bambini, che sono più piccoli, avranno bisogno di dosi più piccole di iodio

DM: Sembra sia una buona dose di risveglio, considerando che il 95 per cento delle persone che ci ascolta non avrà probabilmente abbastanza iodio. Quindi sarà saggio prenderne per la salute in genere, indipendentemente dalla crisi nucleare. Anche se questa nube ci raggiunge, come lei suppone, una dose cosi bassa – ci dice la letteratura- è inferiore al 90 per cento della dose raccomandata.

DB: Questa dose, Dr. Mercola, è tuttavia ca 100 volte oltre la RDA (dose giornaliera raccomandata) di iodio. Molti medici non sono d’accordo con questa posologia. Ma la mia esperienza ha indicato che per la maggior parte delle persone è totalmente sicura. Tra queste persone, incluso coloro che hanno problemi alla tiroide, come le malattie di Hashimoto e Graves. Ma come detto la usiamo come parte di un trattamento/regime olistico e non come unica terapia.

Ci sono controindicazioni all’uso dello iodio?

DM: Questa la domanda che volevo farle perché ha una esperienza clinica significativa di 5000 pazienti negli ultimi 20 anni. Mi chiedo se non ha rilevato tossicità o reazioni dallo iodio

Certamente c’è un effetto collaterale locale ma mi chiedevo se anche tossicità.

DB: Le dirò, Dr. Mercola, nelle conferenze che faccio i medici, ricevo spesso questa domanda

E dico sempre “avete mai visto una reazione quando qualcuno prende troppo magnesio?” ed invariabilmente mi rispondono “si, riscontriamo diarrea in questo caso.” Quindi potete vedere reazioni per ogni cosa che le persone prendono e quindi, si ne ho viste anche con lo iodio.

Le reazioni si ne ho visto ma la maggioranza delle persone non ha problemi ed includo in queste anche i pazienti con problemi tiroidei di autoimmunità. Credo che i disturbi autoimmuni alla tiroide, inizino da uno stato di carenza di iodio

Aumentare l’uso di integratori

DM: L’altra preoccupazione è che ci stiamo concentrando soprattutto sullo iodio, ma ci sono molti altri minerali nel nostro corpo e lo iodio non è il solo minerale radioattivo rilasciato in questo disastro nucleare.

DB: Assolutamente si. C’è il cesio radioattivo, il plutonio e l’uranio che arriveranno nella nube. Tenere quindi alto il livello dei nostri minerali e l’idratazione adeguata e vit C, che rafforzare il meccanismo di difesa antiossidanti

Se siete esposti alla tossicità, la vit C è uno dei migliori anti-tossine che si possano prendere. Se sapete di una nube radioattiva in arrivo, aumentate l’assunzione della vit C, cosi il corpo avrà un cuscinetto contro il carico tossico

DB: alghe e KELP possono essere una meravigliosa fonte di iodio

(…) Ma spirulina e clorella, sono meglio perchè hanno rischi di contaminazione come le altre alghe perché sono coltivate e ci sono maggiori controlli sugli elementi tossici in acqua. Tuttavia se nubi radioattive vi passano sopra il problema si pone.


Traduzione di Cristina Bassi