mercoledì 6 aprile 2011

Ci mancava anche il caramello!


Vi metto un estratto dell'articolo apparso su La leva di Archimede, per leggere l'articolo completo andate qui

L'autorevole rivista scientifica Lancet Oncology pubblica uno studio dello Iarc: nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene, una sostanza contenuta in alcuni coloranti presenti in molte bevande e alimenti.

SI TROVA in molte bibite, dalle cole al chinotto, ma anche nelle caramelle, in alcuni aceti balsamici e nella salsa di soia. Insomma in moltissimi alimenti che hanno bisogno di un'iniezione di colore marrone scuro. Stiamo parlando del colorante caramello solfito-ammoniacale, in codice E150 d, che secondo uno studio appena uscito sul numero di aprile del Lancet Oncology 1, è un possibile cancerogeno. Sotto accusa è un sottoprodotto del caramello in questione, il 4-MEI (4metilimidazolo), residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca. La ricerca è stata condotta dallo Iarc 2, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che ha classificato il 4-MEI tra le 249 sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo, cioè nel cosiddetto gruppo 2B
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Recentemente il Cspi 5 (Center for science in the public interest) ha chiesto in una petizione all'Fda 6 (Food and drug administration) di bandire i coloranti sintetici a base di ammonica, l'E 150 d per l'appunto, ma anche l'E150 c (classe III), sempre a base di ammoniaca e presente anch'esso in molti cibi e bevande. L'industria alimentare, inoltre, fa uso di altri due coloranti, il caramello semplice E150 a (classe I) e quello solfito-caustico E150 b (classe II).
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Mentre si aspetta la decisione del ministero della Salute Usa, che cosa succede in Europa? L'Efsa 7, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha diffuso l'8 marzo una valutazione scientifica proprio sui caramelli, stabilendo per la prima volta una dose giornaliera accettabile (Dga) di gruppo (applicabile cioè a tutti e quattro i tipi di coloranti utilizzati dall'industria alimentare), pari a 0,3 g per Kg di peso corporeo al giorno. "L'Efsa non ha stabilito un limite specifico per l'E150 d", spiega Catherine Leclercq, responsabile del programma di sorveglianza del rischio alimentare dell'Inran 8 (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti) e tra i partecipanti alla valutazione dello Iarc.
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"Da indagini svolte sui prodotti in commercio utilizzate dall’Efsa- continua Leclercq- emerge che tutta una serie di prodotti largamente consumati dai bambini, come bibite gassate, gelati, prodotti da forno, dessert, possono contenere 5 g di questo colorante per kg di prodotto. Nelle caramelle si raggiungono concentrazioni di 300 g per kg di prodotto". Ci vuol poco, dunque, a superare la dose giornaliera ammissibile e questo vale a maggior ragione per i più piccoli che hanno un peso corporeo inferiore: "Così un bambino di 3 anni che pesa 15 kg non dovrebbe ingerire più di 4.5 g di colorante caramello al giorno - continua la dottoressa Leclercq -. Per il caramello E150d questa dose si raggiunge ad esempio con il consumo quotidiano di una lattina di bibita (1.5 g di caramello in 330 ml) e 10 g di caramelle (3 g di caramello). E' chiaro che un eventuale rischio per la salute è legato a un uso regolare e non saltuario di alimenti che contengono queste sostanze".
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In Italia l'industria delle bevande analcoliche non fa uso di E150 c, ma utilizza in maniera più massiccia l'E150 d: "Non mi risulta ci sia un impiego contemporaneo di più caramelli in uno stesso prodotto- ci spiega David Dabiankov, direttore di Assobibe 9, l'associazione dei produttori di bibite analcoliche- e in ogni caso il tipo di colorante impiegato è chiaramente indicato in etichetta. Per questo i consumatori sono adeguatamente informati. In questo momento la sicurezza dei prodotti che contengono colorante caramello è stata confermata. E' ovvio che, se ci saranno evoluzioni nelle normative, le aziende saranno tenute ad adeguarsi".

1 commento:

Luca and Sabrina ha detto...

Per fortuna non siamo grandi consumatori di questi prodotti, le bibite le preferiamo naturali, l'aceto balsamico lo amiamo, ma non compriamo mai surrogati, il vero aceto balsamico non è quello da 5 o 6 euro che vendono al supermercato, però resta il fatto che tutto questo è allarmante e ci auguriamo che vengano messe in atto disposizioni atte a tutelare la nostra salute!
Bacioni da Sabrina&Luca