giovedì 2 agosto 2012

Scorte per le emergenze

Curiosando qua e la nella rete, sono capitata su alcuni siti che mi hanno incuriosito, quindi ho navigato un pochino per cercare di farmi un'idea e ho pensato di proporvi questo argomento.
Innanzi tutto devo dire che questo genere di "fenomeno" è maggiormente sentito  da persone con caratteristiche particolari, come per esempio gli appassionati di "sopravvivenza", che amano imparare a vivere in condizioni difficili (devono essere parecchi visto che ci sono anche diversi programmi tv sull'argomento).  Ci sono poi quelli che vogliono tornare ad un modo di vita più vicino alla terra e a basso impatto energetico, quindi imparano a conservare il cibo per l'inverno e per i periodi di carestia.
Ci sono quelli che si organizzano in previsione di un eventuale problema ambientale (terremoti, tornado e cataclismi vari) e anche quelli che si preparano per affrontare quello che potrebbe ipoteticamente succedere a fine 2012 (non mi riferisco alla fine del mondo, ma a un problema che potrebbe causare per esempio una mancanza di corrente per un periodo relativamente lungo con tutte le conseguenze che questo potrebbe portare).

Ho trovato parecchie cose su siti americani e canadesi, tendenzialmente in Canada sembrano esserci persone che si organizzano per poter affrontare un periodo di carestia di varia natura. Negli Stati Uniti invece le motivazioni sembrano essere le più svariate, da quelli che, abitando sulla costa occidentale si organizzano per poter sopravvivere ad un terremoto importante, a quelli che si organizzano per superare periodi di mancanza di denaro e penurie alimentari a causa della situazione monetaria mondiale.

Sempre più incuriosita ho fatto un giro anche in Francia ed in Italia, direi che in linea di massima in europa il fatto di fare delle scorte alimentari per affrontare situazioni difficili di qualunque tipo sembra essere un pochino meno sentito, ma non del tutto assente.  Anzi, digitando "Kit alimentari di sopravvivenza" compaiono perecchi siti "curiosi".
Ho scoperto che esistono confezioni di cibi liofilizzati, in scatola, i quali, una volta aggiunta l'acqua, riprendono il volume iniziale, per esempio, scatole da 3 litri di dadini di patata liofilizzati e, una confezione di 6 di queste scatole costa la bellezza di 255 euro.  Mi chiedo se sia veramente il caso di arrivare a tanto. 
E' un argomento da ponderare.

Personalmente, penso che un minimo di scorta alimentare e un kit di sopravvivenza, siano una cosa buona da preparare, non si sa purtroppo mai cosa potrebbe accadere, basta pensare a quello che è successo con l'ultimo terremoto.
Credo che dovremmo tutti cercare di organizzare una borsa da tenere a portata di mano, nella quale mettere alcuni articoli di primo soccorso, una torcia elettrica magari di quelle che funzionano con la dinamo e si ricaricano a manovella, una radio  a batterie, la fotocopia di tutti i documenti di identità, un po' di contanti, e qualche genere di conforto.  Si trovano indicazioni in rete su cosa dovrebbe contenere una borsa d'emergenza.
Sono anche andata a vedere nel sito della protezione civile e con mia grande sorpresa non c'è una voce che si riferisca a cosa mettere in una borsa di prima emergenza, c'è solo un accenno ad una borsa con torcia e radio nelle indicazioni di cosa fare in caso di terremoto.
Ma dico io, visto che in Emilia abbiamo avuto un terremoto in una zona a basso rischio sismico, visto che abbiamo continuamente smottamenti e vari problemi ambientali, non sarebbe il caso di mettere una voce specifica che suggerisca quello che dovrebbe contenere una borsa da tenere a tiro nel caso si debba scappare di casa velocemente?  Non è detto che sia chiaro a tutti.  Per curiosità sono andata a vedere il sito americato della protezione civile, e devo dire che infatti loro si organizzano diversamente, hanno proprio un reparto in cui spiegano come creare un kit di emergenza e come mantanerlo nel tempo, e molte indicazioni su cosa avere pronto in caso di incendi, attentati, calamità naturali, tornado, ecc... Forse si potrebbe provare a fare qualche cosa di simile anche da noi.


Tornando invece all'argomento in oggetto, senza prepararsi per la fine del mondo, potrebbe essere utile pensare a creare una piccola scorta di generi alimentari per poter affrontare un periodo si penuria.

Sempre restando in argomento, ho scoperto in un sito canadese che si possono conservare riso, fagioli secchi, vari legumi secchi e altri cereali in grani per periodi molto lunghi, senza rischiare di veder comparire le farfalline.  In particolare, una signora spiegava che lei era abituata ad avere una scorta consistente di cibo per le emergenze (sempre cibo che si consuma abitualmente) e che lei faceva una rotazione solitamente su 18 mesi, ma che aveva consumato sia riso che fagioli perfettamente conservati, che avevano anche 4 anni.  Questa signora, lo faceva sia per essere preparata ad ogni evenienza che per risparmiare comprando in grandi quantitativi e,  usava una tecnica che ho trovato interessante per conservare questo genere di alimenti.

In pratica, faceva incetta di bottiglie delle bevande gasate di grante capacità (circa 3 litri) che si trovano dalle loro parti, poi le lavava ed asciugava perfettamente e una volta che le bottiglie erano perfettamente asciutte, le usava come contenitori per riso, fagioli, ecc... Come unico conservante, usava un paio di foglie di alloro sul fondo della bottiglia, poi aggiungeva il riso per esempio, e una volta riempita la bottiglia, metteva ancora un po' di alloro sbriciolato sopra di esso, poi chiudeva molto bene la bottiglia e la riponeva in un piccolo stipetto dedicato a questa funzione.  Le bottiglie, coricate e impilate le une sulle altre (etichettate con la data di riempimento) tenevano relativamente poco posto e garantivano perfettamente la conservazione del contenuto. Ho trovato questo sistema curioso ma interessante.

E vero che contrariamente a quello che ci viene raccontato tutti i giorni in tv, molti cibi si possono conservare molto più a lungo di quanto si pensa.  Ricordo che mia nonna, conservava la farina per moltissimo tempo senza veder comparire le mefitiche farfalline, aveva una tecnica tutta sua, ma veramente efficace, quando è mancata abbiamo trovato moltissima farina stipata nella sua dispensa e siamo riusciti ad utilizzarla tutta.  Ecco come faceva: prendeva un grosso barattoli di vetro, veramente molto grande (quelli che abbiamo trovato contenevano almento 10 kg di farina ogniuno), ci versava dentro la farina, avendo cura di pressarla con il pugno per compattarla molto bene, in questo modo riusciva a farci stare moltissima farina ed eliminava praticamente tutta l'aria contenuta all'interno semplicemente pressandola, poi chiudeva il barattolo molto bene e il gioco era fatto.  Io ho provato successivamente a ripetere la cosa e vi assicuro che funziona molto bene, ho usato un grande barattolo  di quelli con la chiusura a macchinetta e con la gomma, il collo è molto largo e permette alla mano di passare molto bene. Ho pressato molto, è incredibile quanto si riesce a ridurre il volume, ho riempito bene fino all'orlo e ho chiuso ermeticamente, conservazione perfetta.  Magari so potrebbe pensare di aggiungerci anche un paio di foglie di alloro per sicurezza.  Mi rendo conto che con il passare del tempo alcuni nutrienti potrebbero andare persi, ma credo che dal punto di vista della "sopravvivenza" questo sia un metodo interessante.
Naturalmente occorre organizzare anche un bel sistema di rotazione, se no, se mai succedesse veramente un problema grave, ci si ritrova con un sacco di roba vecchia.



Ecco, credo che ci sia materiale sufficiente per permettervi di riflettere e decidere se l'idea di creare una piccola scorda di emergenza sia una cosa adatta a voi.
Personalmente ci sto ancora pensando, anche se come ho detto più sopra, al momento sono propensa ad avere una piccola scorta ben gestita, oltre tutto ho già l'abitudine di avere in casa abbastanza cose, deve essere una cosa tramandata dai miei genitori, mia mamma aveva l'abitudine di avere in casa una scorta di zucchero, farina, olio, caffè, ecc... quindi sono cresciuta con questa cosa.

La cosa buffa è che quando ci siamo sposati, ho fatto la prima spesa per la casa in un negozio dove si comprava all'ingrosso e mi è sembrato normale acquistare una confezione da 10 kg di pacchetti di zucchero, altrettanta farina, un pacco di tetrabrick di latte e anche un pacco di scatolette di concentrato di pomodoro, naturalmente per sole 2 persone. Oltre a diversi flaconi di detersivo per i piatti e qualche altro detersivo sempre in diversi pezzi. Bene o male siamo arrivati alla fine dello zucchero e della farina, ma le scatolette di conserva hanno girato per casa per un sacco di tempo e alla fine sono state eliminate dalla disperazione, io non uso mai il concentrato, non l'ho mai usato, non sapevo neanche cosa farne, si era trattato di un acquisto decisamente sbagliato oltre che in grande quantità.
Da allora ho imparato che per noi non era il caso di avere una scorta così elevata di pacchi di zucchero per esempio, oltretutto ne usiamo veramente poco, mi capita di averne qualche pacchetto solo in questo periodo, visto che si fanno le marmellate, diversamente quando c'è un kg di zucchero in casa si va avanti per parecchio tempo.  Ma dovevo imparare ero scusata.

E voi? come vi comportate? se avete voglia di rispondere sarò felicissima.

4 commenti:

Luca and Sabrina ha detto...

Accidenti che scorta quella nella foto! Le nostre scorte si limitano ad una dispensa dove trovano posto farina, zucchero (anche noi poco), barattolame vario, pasta, vasetti, olio, insomma le cose che pensiamo tengano tutti. Ogni tanto andiamo a comprare all'ingrosso e allora magari abbiamo 12 bottiglie di passata di pomodoro, 20 di fagioli, 20 di ceci, idem per l'olio e la pasta. Abbiamo in compenso una cantinetta di vini ben fornita e adesso cassette di frutta. Le nostre scorte sono per lo più di questo tipo!
Un baciotto da Sabrina&Luca

marinella ha detto...

Grazie di aver lasciato un vosto commento ragazzi, naturalmente non si tratta della mia cantina, ho preso la foto dalla rete, ma sto seriamente pensando di creare una piccola area nel mio garage cercando di costruire quanche cosa di fatto bene e di utile, oltre naturalmente a preparare una borsa per le emergenze.

Fabipasticcio ha detto...

Mia cognata vive ormai nella costa ovest degli Stati Uniti, in una zona ad altissimo rischio sismico, loro attendono da un bel po' il Big One. Bè da loro è obbligatorio avere una scorta di alcuni generi alimentari, oltre che di acqua et similia e mi sembra di aver capito che debbano controllare che la scorta sia sempre a posto. Penso che dovremmo imparare anche noi, magari con una linea guida, non a caso...grazie per le dritte sulla conservazione del riso,

marinella ha detto...

Fabi, se non controlli le scorte e non le fai girare, quando succede il problema ti ritrovi con un sacco di cose scadute o comunque in condizioni non perfette. Io abito in piemonte in una zola blandamente sismica, ma quando abbiamo costruito la casa abbiamo dovuto costruire antisismico, perfino il garage che è interrato. Fino ad ora ci sono capitate poche scosse, anche se l'ultima è stata molto evidente,visto che eravamo nell'epicentro, ma per fortuna fino ad ora non ci sono state scosse brutte. comunque una borsa di emergenza devo decidermi a prepararla, non si sa mai. Ciao grazie di essere passata da me.