martedì 17 dicembre 2013

Conoscete la radice di Manioca?

Il suo nome in latino è Manihot Esculenta, ma viene chiamata in vari modi a seconda del paese in cui viene coltivata: Cassava, Manioc, yuca, balinghoy, mogo, mandioca, kamoteng kahoy, tapioca-root (prevalentemente in india).  Infatti si tratta proprio del tubero dal quale viene estratta la tapioca, un addensante simile alla fecola di patata, che a volte si trova sotto forma di palline da usare in vari modi.

Ho già usato la farina di manioca/tapioca, e la trovo molto pratica come sostituto della farina di grano in molte preparazioni, si possono fare delle ottime crepes semplicemente frullando la farina con un paio di uova e allungando con il tipo di latte che preferite, mucca, riso,  mandorla,  soia, insomma a voi la scelta, volendo anche solo acqua. Occorre fare un impasto piuttosto liquido per ottenere delle crepes belle fini.
Se si preparano solo con un pizzico di sale sono ottime per fare crespelle, ma possono essere usate anche come base per una pasta al forno o per dei cannelloni.

Ma torniamo alla nostro tubero, la Manioca si presenta come una grossa radice marrone scuro opaco, potrebbe essere leggermente pelosa, ma si tratta solo di piccole radichette, le pezzature sono abbastanza variabili, l'ultima che ho preso pesava circa 750 gr.

Si usa come una patata e ha anche un aroma simile, forse leggermente più intenso, ma è molto più compatta, come consistenza è più simile alla patata americana (quella dolce che si trova nei mercati in questa stagione) ma non è per niente dolce.

Prima di usarla va sbucciata e lavata accuratamente, la buccia è abbastanza consistente e il tubero molto denso, quindi potrebbe essere di aiuto affettarla a rondelle larghe un dito che poi si sbucceranno con un contellino affilato.  Si usa cotta e si può cucinare sia in puré che fritta o in umido, ma vista la sua compattezza, conviene bollirla prima, una volta cotta (per verificarne la cottura basta pungere i pezzi con una forchetta) si può cucinare nel modo prescelto.

Ho trovato che ha un'ottima resa, noi siamo in 3, ho cucinato una sola manioca lunga circa 30 cm e spessa ca. 8 nella parte più larga, pesava circa 750 gr. (peso stimato).  L'ho sbucciata intera (con fatica, meglio tagliarla prima) poi l'ho tagliata a dadoni e l'ho fatta bollire fino a che la forchetta entrava agevolmente, ma senza disfare i pezzi.
Ho prelevato una prima parte e ne ho appunto fatto un puré classico, condito con burro e latte e un pizzico di noce moscata, richiede abbastanza liquido aggiunto quindi ho anche aggiunto un po' di acqua di cottura.
Con una seconda parte ho preparato delle patate fritte tagliate a cubetti irregolari, ha il vantaggio di non assorbire troppo olio, ma crea una bella crosticina sulla superfice.
Con l'ultima parte ho fatto un contorno in umido a del coniglio, in pratica ho aggiunto della manioca tagliata a dadini grossi al sughetto del coniglio che cuoceva e ci ho messo anche un cucchiaio di concentrato di pomodoro.

Risultato: un puré abbondante per 3 persone, molto saporito, una porzione per 2 di patate fritte molto buone, anche se un po' diverse dalle patate classiche, e un fantastico coniglio con patate... ups volevo dire manioca, veramente spettacolare.

Conclusione, si tratta di un tubero che riprenderò sicuramente perché ci è piaciuto veramente tanto.

Qualcuno si chiederà perché comprare la manioca visto che si usa come le patate, la risposta sta nel fatto che la patata è più trattata, infatti io uso solo quelle bio, mentre la manioca non lo è, inoltre è più ricca di carboidrati quindi si tratta di un prodotto più energetico, e a parità di peso la manioca rende molto di più, non avrei certo potuto cucinare 3 piatti diversi per 3 persone con 750 gr di patate.

Per noi è stata un'esperienza molto positiva da rifare 

Nella foto si vede come si presenta la manioca quando sta ancora attaccata alla pianta

 

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