sabato 31 maggio 2008

Il mondo delle Api - seconda parte (finalmente)


Inizierò questo post con una presentazione dell'Azienda Agricola Colli, scritta da Luca Colli, il produttore di miele di cui vi ho parlato nel post precedente. Proseguirò poi con un pochino di storia e alcune considerazioni sul modo delle api, sempre di Luca.


"Mio padre Marco ha iniziato dal 1979 a dilettarsi con l'apicoltura, trasformando nel corso degli anni un hobby in una vera e propria professione.

Dal 2005, sulle sue orme, ho deciso di costituire l'Azienda Agricola con produzione di miele biologico certificato all'ICEA.

Una parte delle 150 arnie di proprietà vengono spostate durante l'anno per poter usufruire di varie fioriture.

I prodotti dell'Azienda sono: miele di ciliegio, tarassaco, robinia, castagno, tiglio, rododendro, millefiori; miele in favo e pappa reale per la quale l'azienda è associata alla CO.PA.IT (Associazione per la produzione e valorizzazione della pappa reale fresca italiana).

Inoltre, con la nocciola tonda gentile delle Langhe biologica, viene prodotta una prelibata crema di nocciole in miele di robinia.

Da ultimo ho ricevuto l'apprezzamento di Slow Food e segnalazione sul mensile Gambero Rosso.

L'azienda partecipa, portando arnie didattiche, a mercati, fiere ed eventi in Piemonte e Liguria tra cui si ricorda "Amel'Amel e il festival del miele di Sommariva Bosco."




Le api hanno, in ogni tempo, attirato l'attenzione degli uomini di ogni condizione. Contadini e re, si sono appassionati all'allevamento di questi insetti e nei saloni del settecento e dell'ottocento, era segno di distinzione mostrare una certa inclinazione per questa attività.

Fin dall'antichità, le civiltà hanno innalzata l'ape al rango di insetto sacro e non meno vasta era la sua importanza nella vita quotidiana.

La cera in particolare costituiva il principale combustibile da illuminazione. Questo prodotto figurò per molto tempo nei contratti di affitto feudali e monastici.

In un'epoca in cui lo zucchero passava per una derrata rara, il miele costituiva un prodotto indispensabile.

Così l'uomo intrattenne sempre relazioni privilegiate con le api.

Ma cosa succede oggi? e cosa ne sarà domani?

L'apicoltura conta su un numero crescente di adepti, cresce l'interesse verso i prodotti dell'alveare di cui si riconosce la purezza e la ricchezza, ma paradossalmente molti pericoli la minacciano. L'urbanizzazione, ma soprattutto l'agricoltura attuale, contribuiscono largamente alla trasformazione e all'impoverimento della flora.


Le monocolture intensive, la soppressione delle siepi, le terre dissodate e l'uso crescente dei trattamenti minacciano l'ape.

Intere colonie sono decimate da certi insetticidi che pure sono proibiti o severamente regolamentati.

L'agricoltura ha forse dimenticato il compito preponderante che questo insetto svolge nella impollinazione delle specie selvatiche o coltivate? Il valore economico di questo intervento naturale è inestimabile!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Marinella, ho letto volentieri. Io adoro le api....tempo fa ho chiesto al mio fornitore di darmi un telaietto pieno di miele e me lo sono ripulito tutto.....ho conservato ancora in qualche vasetto del miele nel favo.
Complimenti per il tuo blog, è un piacere visitarti.
Ciao, a presto
Luciana

marinella ha detto...

Luciana, lo sai che il mio fornitore consiglia di masticare il favo con il miele, a pezzettini, come se fosse chewing gum, sembra che serva moltissimo per la sinusite. In effetti libera il naso. Grazie per i complimenti