sabato 8 dicembre 2007

Tartare di salmone alle alghe

L'estate scorsa, in Bretagna, abbiamo acquistato un sacco di alghe. Servono a dare un aroma di mare ai piatti di pesce, ma sono ottime aggiunte nelle insalate, sulle verdure cotte, o anche nelle zuppe per un pieno di sali minerali e iodio.
In Italia si trovano nei biomercati meglio forniti o nei negozi etnici, dove tuttavia occorre saperle riconoscere in quanto generalmente portano solo il nome orientale.
Le ho usate per preparare una tartare di salmone fresco e ci stanno proprio bene.
Occorrente: un paio di pavé di salmone fresco e spinato, un vasetto di uova di salmone (ma vanno bene anche di trota o di lompo rossi), il valore di una noce di zenzero fresco grattugiato, volendo 5 cm della parte verde di un piccolo porro affettato finemente, il succo di un limone, sale aromatizzato alle alghe (oppure fleur de sel e alghe per insalata, separatamente)
Si prendono i pavé di salmone, e si tagliano a listarelle per poi tritarli al coltello abbastanza finemente. Unire le uova di salmone, lo zenzero grattugiato, le rondelline di verde di porro disfatte a filamenti. A questo punto si può mettere il tutto in un contenitore da frigo coperto e attendere il momento di servire (max un paio di ore).
Prima di passare a tavola, si regola di sale, si aggiunge un bel pizzicone di alghe, si mescola una volta e si condisce con il succo di mezzo limone.
Può essere servito come mise-en-bouche su dei cucchiai (avendo quelli apposta, oppure usando quelle cinesi di ceramica) oppure si possono usare dei crackers che danno anche un tocco di croccantino, io lo servo anche solo in un piatto, con un'ulteriore spolveratina di alghe che essendo scure fanno un bel contrasto, accompagnato da pane scuro.
Non sono riuscita a fare la foto (per la seconda volta) quindi dovrete usare l'immaginazione fino alla prossima volta.

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