domenica 31 gennaio 2016

CRESPELLE DI TEFF IN SALSA TEX MEX


Il Teff è uno pseudo cereale, estremamente antico, originario dell’Africa orientale (principalmente Etiopia). Sono dei semi molto piccoli e totalmente privi di glutine, dai quali viene ricavata una farina che ultimamente inizia ad essere reperibile anche in Europa proprio per le sue caratteristiche nutrizionali e appunto la sua assenza di glutine.

Si trova generalmente nei negozi di cibi biologi e il prezzo è relativamente elevato, ma dobbiamo ricordare che non si tratta di un seme di semplice raccolto proprio per le sue dimensioni.  Se volete ulteriori indicazioni al riguardo le potete trovare qui .

Non avendo glutine non lievita, ma si riescono a fare delle crespelle spugnose. 
In Etiopia fanno un pane locale che chiamano Injera, ottenuto con la fermentazione spontanea, si fa una pastella che si lascia riposare per alcuni giorni fino ad ottenere la fermentazione, partendo da una specie di lievito madre.

In alternativa si può attivare la fermentazione col lievito di birra, questo permetterà di avere un prodotto pronto più velocemente e dal sapore meno acido.

Per ora ho preferito percorrere la strada del lievito di birra.

Ingredienti per circa 14 crespelle fatte con una padellina da 20 cm

250 gr. Di farina di teff
450 ml di acqua + 2 o 3 cucchiaiate separate
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito di birra secco

Procedimento:

Mettere la farina di Teff in una ciotola capiente, mescolarci il sale e il lievito secco, aggiungere  progressivamente i 450 ml di acqua, mescolando con una forchetta o con una frusta in modo da ottenere un impasto cremoso.  Coprire la ciotola e lasciar lievitare per almeno 1 ora. Si devono formare delle piccole bolle nell’impasto.

Preparare una padellina antiaderente. Scaldarla molto bene (è importante che la padella sia ben calda per evitare che l’impasto si appiccichi) spennellare la padella con un velo di oli di oliva o di olio di cocco (io uso il cocco).   
Controllare la pastella, deve essere abbastanza fluida, la consistenza tra quella delle crèpes e quella dei pancakes. Se occorre aggiungere ancora un pochino di acqua
Versare un mestolino di pastella nella padella, ruotare la padella per distribuire il composto. Cuocere per circa 30 secondi, fino a che si vedano comparire le bolle sulla superficie, poi mettere il coperchio e proseguire la cottura per un paio di minuti, senza girare la crespella.  

Deve diventare leggermente croccante dal lato a contatto con la padella, non si gira,  una volta cotta disporla in un piatto e procedere con la successiva fino al completamento dell’impasto.  Per farle tutte servirà almeno mezz'oretta.

Si possono consumare come sostituto del pane, il fatto che siano un po' spugnose ci permette anche di raccogliere un po' il sugo.

Io le ho servite in versione tex mex, ho quindi preparato una salsa messicana, ricetta qui,

ho  fatto grigliare mezzo petto di pollo tagliato a fettine,  mi raccomando il pollo deve essere cotto ma non secco, deve rimanere morbido dentro

e ho composto le mie fajitas di teff come si vede nelle foto.


Ho trovato questo pseudo cereale veramente molto piacevole e credo proprio che lo adotterò per il futuro.

Il teff può essere usato nella FMD, una porzione di farina è di circa 1/3 di cup, essendo uno pseudo cereale, c'è chi dice che sia adatta alla Paleo e chi dice il contrario, diciamo che se seguite una paleo stretta non sarebbe adatto, per chi come me si sta avvicinando alla paleo gradatamente allora è accettabile, comunque a voi la scelta.

sabato 30 gennaio 2016

MUFFIN DI FARINA DI COCCO AL CACAO E CANNELLA

Sto sperimentando con farine alternative, in particolare con la farina di cocco, quella vera sgrassata e fine come la farina, non il cocco disidratato.

La farina di cocco ha delle caratteristiche interessanti, e può anche essere fatta in casa visto che è un sottoprodotto della preparazione del latte di cocco, ma si trova in commercio soprattutto nei negozi bio, ha un prezzo abbastanza elevato ma, a suo favore, ha il fatto di avere una grande resa, e di essere senza glutine.  Occorre solo imparare ad utilizzarla perché  assorbe molto più liquido di quanto farebbe la farina di grano.  Inoltre richiede una certa percentuale di legante (in genere uova) proprio per la totale assenza di glutine.

Ma veniamo alla ricetta:

Ingredienti per circa 6 muffins:


2 uova intere
Mezza cup di farina di cocco
1 pizzico di sale
Mezza cup di latte di riso o altre latte vegetale a scelta (più 2 cucchiai se occorre)
2 cucchiai di miele (è possibile sostituirlo con pari dose di xilitolo di betulla) *
1 cucchiaio raso di xilitolo di betulla (oppure 1 altro cucchiaio di miele)
2 cucchiai di olio di cocco liquido
Mezzo cucchiaino di lievito
Mezzo cucchiaino di cannella o q.b.
Un cucchiaio di cacao crudo

Sbattere le uova molto bene, unire il latte vegetale, mescolare tutti gli ingredienti secchi tra di loro, unire gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolare per amalgamare molto bene, lasciar riposare l'impasto per 5 minuti, in modo da permettere alla farina di cocco di assorbire il liquido.
(*) se avete deciso di usare solo lo xilitolo al posto del miele, potreste dover aggiungere un pochino di latte vegetale in più per compensare la mancata umidità del miele.
Versare l’impasto in uno stampo da 6 muffin distribuendolo equamente, infornare a 180° per 20 minuti.  I muffin lieviteranno, ma non in modo eccessivo, quindi non aspettatevi muffin enormi.

Sfornare e lasciar intiepidire prima di toglierli dallo stampo, sono già ottimi da tiepidi quindi questa ricetta si presta anche ad essere preparata al mattino prima della colazione visto che ci vorrà al massimo mezz'ora per poterli gustare.


Una caratteristica dei prodotti fatti con la farina di cocco è che sono sazianti, proprio perché la farina ha un forte potere assorbente, quindi difficilmente se ne mangiano più di uno a porzione, tuttavia se fate questa ricetta per la FMD (F3), con questa dose avete come minimo 3 porzioni e occorre integrare quello che manca al pasto, sia grassi sani che frutta che verdura.
Usando solo il miele diventa a tutti gli effetti una ricetta Paleo.


venerdì 22 gennaio 2016

PATATE HASSELBACK

A grande richiesta pubblico anch'io la ricetta di queste patate che è veramente di una semplicità pazzesca ma che presenta molto bene e sono proprio deliziose.  

Ingredienti:

1 o 2 patate a testa (dipende dalla dimensione e dalla fame) preferibilmente bio
burro bio fuso, ghee,  oppure un mix di burro e olio evo: 1 cucchiaio per patata
sale e pepe q.b.

Utensili:
1 coltello molto affilato (meglio se di ceramica)
2 cucchiai di legno col manico rotondo (sono solo aiuti per il taglio, servono da spessore)
1 pennello per alimenti

Procedimento:

Lavare molto bene  le patate, spazzolarle accuratamente visto che si lascia la buccia
Tagliare leggermente la base di tutte le patate in modo che abbiano una base piatta (basta solo togliere una fettina)
Posizionare una patata per volta su un tagliere nel senso della lunghezza mettendo da ogni lato il manico di un cucchiaio di legno (paralleli alla patata)
Iniziare ad affettare fettine sottili e parallele sfruttando i manici di legno che ci impediranno di andare fino in fondo, le patate devono rimanere attaccate alla base, dalla parte smussata in precedenza.

Vi metto una foto presa dalla rete, perché non ho pensato di farla mentre affettavo le patate
Come vedete in questa foto le patate sono sbucciate, scegliete voi se farlo o meno, ma con la buccia viene meglio, ed è così che l'autore originale le ha concepite, il loro nome deriva dall'hotel svedese in cui venivano servite.

Sciogliere in un pentolino il burro o il mix burro e olio
Disporre le patate in una pirofila e pennellarle abbondantemente con il burro fuso, salare e pepare, infornare a 180 gradi per 30 minuti. 
Nella foto vedete che ho messo a cuocere anche i fondini ritagliati alla base, per non sprecare niente




Sfornare, dare una seconda pennellata abbondante e se lo desiderate questo è il momento di fare delle varianti: è possibile spolverare le patate con del parmigiano, oppure infilare delle fettine molto sottili di speck o anche di bresaola tagliate a tocchetti nelle fessure che adesso saranno più accessibili. Oppure vi limitate come ho fatto io a pennellarle di burro e rimetterle in forno per altri 30 minuti.  Il tempo dipende anche dalla dimensione delle patate, mediamente tra 30 e 40 minuti dovrebbe essere ampiamente sufficiente.

Sfornare e servire subito, in questo modo le patate mantengono la croccantezza esterna e la morbidezza interna perfette.

 Mio marito ne è ghiotto!

Naturalmente questa ricetta può anche essere fatta usando le batate (le patate dolci americane, quelle rosse fuori e con la polpa arancione), occorrerà solo calibrare i tempi di cottura perché le batate sono un po' più dure.

martedì 19 gennaio 2016

PATE' DI LIEVITO

Si lo so che sembra una cosa orrenda dal nome, invece dovrete ricredervi, è delizioso, ha un sapore sapido e leggermente formaggioso, si può personalizzare in mille modi.

INGREDIENTI:

Lievito alimentare in fiocchio, dose a piacere, ma almeno 3 o 4 cucchiaiate colme
aceto di mele circa 1 cucchiaio o meno secondo i gusti
tamari 1 cucchiaino
acqua pura qb fino ad ottenere un impasto cremoso
Olio EVO qb

Sale e pepe qb
peperoncino facoltativo
erbe e spezie a piacere facoltative

PROCEDIMENTO:

in una ciotola mettere il lievito in fiocchi, aggiungere l'aceto, mescolare, unire  il tamari (non eccedere perché è salato), aggiungere l'acqua un cucchiaio per volta, ne serviranno almeno 3 - 4 cucchiaiate, noterete che il composto si lega e gonfia, aggiungere l'olio EVO mescolare bene e assaggiare, regolare di sale se occorre (ma è difficile) aggiungere il pepe se lo desiderate, è possibile unire peperoncino o variare con altre spezie, o erbe, come prezzemolo o erba cipollina.

Mescolare molto bene ed è fatto.  Si usa con delle verdure crude o spalmato su dei crostini, può anche essere utilizzato come condimento per essempio in un involtino di lattuga farcito con carne e verdure.

Ulteriormente diluito può servire come condimento per delle verdure, per la FMD può essere usato per condire in f1 e f2 se si elimina l'olio EVO

CREMA DI ANACARDI BIMBY

La crema di anacardi è la crema più facile di tutte da preparare, e si può fare con qualsiasi frullatore anche non Bimby proprio perché gli anacardi sono molto più teneri da macinare.

Si usa come si farebbe con tutte le altre creme di frutta secca, si può consumare sia dolce che salata un po' come si fa con il burro di noccioline, solo che avrete il controllo su quello che userete.

Ingredienti:

250 gr di anacardi non salati (crudi o tostati secondo le vostre esigenze, crudi mantengono di più i valori nutrizionali)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio ca. di olio di vinacciolo o altro olio alimentare dal sapore delicato (preferibilmente bio)

Procedimento:

mettere gli anacardi nel boccale del Bimby, frullare a vel. 4 - 5 per 15 secondi, spatolare e riportare tutto verso il basso, riattivare l'apparecchio aumentando progressivamente la velocità fino a 7-8 per 15 secondi, controllare, dovrebbero già essere ridotti almeno ad un inizio di crema. Il tempo di lavoro dipenderà un po' dalla qualità dei vostri anacardi.  Ripetere nuovamente ricordando di spingere sempre verso il basso tra una passata e l'altra. Quando vedete che la crema è fatta, aggiungere il pizzico di sale (serve solo come esaltatore non per salare) e aggiungere l'olio 1 cucchiaino per volta, fino ad ottenere la fluidità desiderata.  Non è essenziale aggiungere l'olio se la crema vi soddisfa già serve solo per renderla leggermente più fluida quindi meglio andarci piano.  Con i miei anacardi 1 cucchiaio era ampiamente sufficiente.

Travasare la crema ottenuta in un barattolo di vetro e conservare a temperatura ambiente.
Il bimby rimarrà fisiologicamente sporco di crema, ma niente andrà sprecato, mettere nel boccale una tazza di acqua, scaldare a 60° a vel. 4 quindi azionare l'apparecchio per 15 secondi a vel. 9 - 10.
Travasare il latte ottenuto, e conservarlo in frigorifero fino ad un massimo di 3 gg, agitare prima dell'uso. La dose di acqua va regolata un po' in funzione di quanto rimane nel vostro apparecchio, un bicchiere è il minimo, io ho ottenuto 2 bei bicchieri di latte veramente delizioso.

 
Questa ricetta è adatta alla Paleo, e alla Fmd F3 (2 cucchiai a porzione)

domenica 17 gennaio 2016

MUFFIN ALLA CANNELLA GLUTEN FREE

Sto cercando di eliminare il glutine dalla mia vita, almeno per un certo periodo, mi concederò qualche eccezione occasionalmente ma per un po' devo eliminarlo del tutto, devo quindi trovare delle ricette alternative e questa è una di quelle.

Per fare questi muffins non ho usato farina di grano ma bensì farina di mandorle e farina di cocco (quella vera, finissima e sgrassata)

Ingredienti per ca. 8 - 9 muffin:

120 gr di farina di mandorle
15 gr di farina di cocco (la farina di cocco ha un alto potere assorbente e in questa ricetta non puo' essere sostituita)
1/4 di cucchiaino di sale grigio di Bretagna (non è trattato)
1/2 cucchiaino di cremor tartaro
1 cucchiaio di estratto di vaniglia naturale (ottenuto con bacche di vaniglia ammollate in rhum)
50 gr. di olio di cocco + 2 cucchiai (25-30 gr.) separati
3 uova bio
65 gr. di miele + 1 cucchiaio separato
1 cucchiaio di cannella

Procedimento:

In una terrina mettere le farine di mandorle e di cocco, unire il sale e il lievito e mescolare bene
in un altro contenitore sbattere le 3 uova con il miele liquido (65 gr) (se occorre intiepidirlo a bagno maria), aggiungere l'olio di cocco liquido (50 gr) ma non caldo (non deve cuocere le uova), sbattere bene e aggiungere l'estratto di vaniglia, mescolare bene tutti gli ingredienti.
A parte in una ciotola mescolare la cannella con il miele  e con l'olio di cocco rimanenti.
Foderare con i pirottini appositi gli stampini da muffin, versare 1 grossa cucchiaiata colma di impasto in ogni pirottino.
Su ogni muffin aggiungere 1 cucchiaino del composto di cannella olio e miele e infornare a 180 gradi per circa 15  minuti (controllare la cottura, i tempi variano da un forno all'altro.

Lasciar raffreddare per un paio di ore, sono già ottimi così ma volendo è possibile glassarli a piacimento.




mercoledì 13 gennaio 2016

PERCHE' E COME AMMOLLARE SEMI, NOCI, E LEGUMI

Prima di tutto perché ammollare semi, noci e legumi?
In realtà sono tutti semi se ci si pensa bene, che siano chicchi di farro, mandorle o ceci, sempre di semi si tratta, ma nel caso dell'ammollo ci sono delle varianti da tenere presente. 
Quello che hanno tutti in comune è che vanno ammollati perché contengono tutti delle sostanze antinutrienti (acido fitico).  Per noi queste sostanze sono di difficile digeribilità, e per loro hanno una funzione specifica: quella di impedire che germoglino prima che ci siano le giuste condizioni di umidità e di clima.

La presenza di acido fitico non è l'unico motivo, l'ammollo innesca il processo di germogliazione attivando anche la produzione di tutta una serie di sostanze nutrienti che andranno a migliorare ulteriormente il nostro seme (a nostro beneficio)
I principali sono: Vit. A, E, B6, Lysina, Selenio, Ferro, Rame e Zinco, naturalmente in dosi variabili in funzione del seme in questione.

Come si fa:

- Prima di tutto è meglio usare un contenitore di ceramica o di vetro, oppure di acciaio inox, evitando tutti i materiali che rischiano di cedere sostanze, quindi plastica, alluminio ecc...
- L'acqua da usare idealmente dovrebbe essere acqua pura, va bene quella microfiltrata,  quella in bottiglia, o acqua di fonte, l'acqua di rubinetto potrebbe anche andare ma solo se avete un'acqua di buona qualità, senza cloro, diversamente meglio filtrarla con la brocca o usare quella che si prende alle casette per l'acqua che troviamo installate in molte città.
- In genere si usa una parte di semi per 2 parti di acqua e, a seconda del seme l'acqua deve essere fredda, tiepida o calda e si aggiungono sale, aceto, o bicarbonato, poi si lascia in ammollo per un tempo che varia in funzione del tipo di seme.

Vediamo nel dettaglio:

LEGUMI (ceci, fagioli, azuchi, lenticchie ecc....)

Il metodo migliore è di ammollarli  è di usare acqua molto calda, lasciandoli almeno 24 ore, fino a 48  (dipende dalla dimensione), cambiando l'acqua ogni 8 ore, (l'acqua a temperatura ambiente va bene dopo il primo ammollo), aggiungendo mezzo cucchiaino di bicarbonato dopo l'ultimo risciacquo per i legumi più grandi, evitando di aggiungerlo per le lenticchie e semi piccini.

CEREALI (farro, grano, kamut, avena, riso ecc... in chicchi e integrali)

Acqua tiepida, deve superare i semi di almeno 2,5 cm, aggiungere 1 cucchiaio di aceto di mele
tempo di ammollo da 12 a 24 ore in funzione del seme, cambiare acqua ogni 8 ore.

NOCI  E SEMI (mandorle, noci, nocciole, pinoli, pistacchi, semi di girasole ecc...)

In questo caso è meglio ammollarli con acqua e sale, questo riduce gli enzimi inibitori della germogliazione e aumenta la digeribilità, 1 o 2 cucchiaini in funzione delle quantità, in acqua tiepida. Attenzione: occorre usare sale integrale grigio di Bretagna oppure sale rosa dell'himalaya, evitando il sale da tavola che sovente è addizionato di altre sostanze (antiaggreganti o iodio).

Nel caso dei Legumi e dei Cereali, dopo l'ammollo si risciacquano bene e si procede immediatamente alla cottura nel solito modo.  Per quanto riguarda invece le Noce e i Semi, si asciugano e si possono consumare immediatamente, oppure si conservano in frigorifero per alcuni gg.
Se si desidera conservarli per più tempo oppure non si vuole mangiare il seme "fresco", il modo migliore è quello di farli seccare.
Anche qui due sono i metodi, il primo è di passarli in forno a bassa temperatura per una o 2 ore fino a farli seccare completamente, il secondo è di usare un disidratatore che li farà seccare in modo naturale e diventeranno ottimi da consumare. Entrambi i metodi vanno bene, l'essenziale è che le temperature siano veramente basse per non rovinare i micronutrienti e gli oli che contengono e che abbiamo attivato con l'ammollo.

RIASSUMENDO:

Tutti i semi in genere vanno ammollati, coperti di acqua abbondante, si deve aggiungere aceto per i cereali, sale per le noci e i semi, o bicarbonato per i legumi , si risciacquano bene dopo l'ammollo.
Nota: visto che tutti assorbiranno almeno in parte l'acqua di ammollo, verificare e aggiungerne se si nota che questa si esaurisce.

ECCEZIONI :

Pistacchi, noci del Brasile, pinoli e anacardi necessitano di minore o di nessun ammollo (le scuole di pensiero sono diverse) comunque gli anacardi tendono ad assorbire parecchia acqua quindi conviene ammollarli solo se si vogliono usare in preparazioni che richiedano espressamente l'anacardo ammollato, come quando si vuole usarli per fare una simil cheese cake (ricetta prossimamente).



domenica 10 gennaio 2016

BASE PER GOLDEN MILK

Il golden milk è una bevanda a base di curcuma, di origine ayurvedica, nota per le sue caratteristiche antiossidanti, antidolorifiche e benefiche come vedremo più avanti.

In rete si trovano miriadi di versioni tutte più o meno valide, io vi metto la versione che a me piace di più.

Prima di preparare il golden milk occorre preparare la crema di curcuma, il procedimento è semplicissimo:

Ingredienti: 
30 gr di curcuma in polvere (idealmente bio)
125-150 ml di acqua

Procedimento:
mettere la curcuma in un pentolino e aggiungere l'acqua, sulla fiamma piccola, portare a bollore mescolando continuamente, noterete che la preparazione di addensa rapidamente, deve stare sul fuoco come minimo 7 - 8 minuti, se si addensa troppo, aggiungere un pochino di acqua supplementare, a fine cottura deve assomigliare ad una purea non troppo densa.
Travasare il preparato in un barattolino di vetro, lasciar raffreddare, coprire e conservare il frigorifero fino ad un mese.



Vediamo adesso alcuni dei tanti benefici della curcuma:

Viene usata dalla medicina ajurvedica da migliaia di anni, in quanto ha proprietà anti infiammatorie, antiossidanti, anti radicali liberi, da sollievo a gonfiori e dolori, al mal di testa, ha proprietà antibatteriche, se applicata su piccole ferite aiuta la coagulazione, previene le infezioni e facilita la cicatrizzazione. Abbinata al latte viene usata come bevanda salutare, come latte detergente (per la pelle) e anche come maschera, migliora l'elasticità della cute, si usa per trattare una una moltitudine di disturbi.

Il golden milk in particolare viene usato per le problematiche di ossa, come l'artrite e i dolori alle giunture e alle articolazioni. Viene anche utilizzato nelle patologie da raffreddamento, aiuta contro il raffreddore e la tosse, migliora i disturbi digestivi e intestinali come la diarrea.
Il golden milk può essere usato in caso di arrossamenti della cute. Serve come detossificante generale, assumerlo quotidianamente facilita la depurazione del fegato e del sangue. Si dice che aiuti anche i malati di Alzheimer, in quanto rallenta in progredire della malattia

Come si prepara il golden milk

Ingredienti:

- una tazza di latte vegetale a scelta, meglio se di cocco, ma mandorla o riso vanno anche bene, tutto dipende da quali sono le vostre restrizioni alimentari (è anche possibile usare latte vaccino, ma non è adatto a tutti).
- 1 cucchiaino raso di crema di curcuma
- 1 cucchiaino di miele possibilmente non pastorizzato
- 1 cucchiaino di olio di cocco vergine bio
- 1 pizzico di cannella (facoltativa)
- e se lo tollerate (non tutti lo sopportano), un pizzico di pepe.

Procedimento

Portare a bollore il latte con la crema di curcuma, aggiungere le spezie e versare in una tazza, aggiungere il miele e bere una tazza tutte le sere, per 40 giorni se si vuole lavorare sulle infiammazioni alle articolazioni, oppure tutte le volte che vi serve.

 turmeric milk

Se desiderate usarlo per la pelle, basta intingere una pezza nel golden milk (non dolcificato) e applicare la pezza sulla cute. Lasciare in posa per 10 minuti prima di lavare via.

Per i raffreddori è possibile aggiungere dello zenzero al golden milk da bere ben caldo prima di dormire. Se a questa preparazione, riuscite ad aggiungere un pizzico di ajwain (sono dei semini che si comprano nei negozi etnici, molto ricchi di timolo) otterrete una preparazione ancora più performante contro le patologie da raffreddamento. Se non trovate l'ajwain (io l'ho trovato) potete usare alcuni baccelli di cardamomo, spezzati e messi in infusione nel golden milk intanto che lo portate a bollore.


venerdì 8 gennaio 2016

CANEDERLI IN BRODO SVUOTA FRIGO

Inizio anno nuovo, abbiamo ancora alcuni avanzi in frigo da utilizzare, pane vecchio che gira e ho pensato che fosse il caso di mettere insieme qualche cosa di buono, semplice e adatto alla stagione fredda.

Canederli alla mia maniera con l'aiuto del fidato Bimby/Thermomix
Ho ripreso una ricetta in rete e fatto un po' di modifiche

Ingredienti
- 100 gr Speck (Io ho usato un fondino  di prosciutto crudo abbastanza stagionato)
- 250 gr Pane raffermo (per me circa 200 gr. di pane integrale di farro fatto in casa e 50 di pane duro normale)
- 2 misurini di latte intero
- 1 cipolla tritata
- 2 uova intere bio
- 2 cucchiai parmigiano reggiano
- noce moscata (mezzo cucchiaino)
- sale q.b. (dipende da quanto è salato il salume usato)
- 1 litro di acqua
- 1 cucchiaio di dado vegetale (io ne uso uno a base di verdure tritate al quale aggiungo 30% del peso delle verdure in sale marino integrale) oppure di brodo vegetale o di pollo.

Procedimento:
 
- Tagliare a dadini lo speck o il prosciutto, metterlo nel boccale e tritare 15 sec. vel. 7) togliere e mettere da parte.
- Tritare la cipolla in quarti e tritarla 5 secondi vel. 5 togliere e aggiungere al prosciutto
- Senza lavare il boccale metterci il pane raffermo a pezzi 15 sec. vel. 7
- Aggiungere nel boccale il prosciutto, la cipolla, le uova, il latte, il parmigiano,la noce moscata e mescolare 1 min. antiorario Vel. 4, assaggiare un pizzico di impasto e correggere di sale, mescolare di nuovo 1 min. Vel. 4 antiorario.

- far riposare 30 minuti Vel. mescolamento antiorario, il composto gonfia e assorbe tutto il liquido
- Togliere dal boccale
- Mettere nel boccale l'acqua, il dado e portare a bollore 10 min. 100° Vel. 2
- Mentre il brodo si scalda, preparare delle palline grandi come delle palle da golf, potrebbe essere utile farlo con le mani bagnate.  Con queste dosi me ne sono venute 19

Travasare il brodo in una pentola sul fuoco (meglio non mettere i canederli a cuocere nel bimby, le lame in movimento potrebbero romperli, ho provato e alcuni si sono rotti un po') aggiungere i canederli e cuocerli per 15 - 20 minuti.

Servire con il brodo di cottura e una spolverata di parmigiano, o in alternativa scolarli e condirli a piacere con burro e salvia e una spolverata di parmigiano.  Il brodo viene molto buono e col freddo devo dire che diventa una cena molto piacevole



Come potete vedere si notano i segni delle lame sui canederli ecco perché ho detto che è meglio cuocerli nella pentola.