venerdì 31 luglio 2015

STRUDEL SALATO ALLE VERDURE GRIGLIATE

Ho visto girare su fb una ricetta di strudel salato e non ho resistito a sperimentare. Naturalmente ho apportato una serie di modifiche, non riesco mai a seguire le indicazioni esattamente ;)





Ingredienti per la sfoglia
300 gr. di farina bio (io ho usato del farro semi integrale)
1 uovo intero
2 cucchiai di olio EVO + altri 2 separati
½ cucchiaino di sale
120 ml di acqua ca. (la dose di acqua puo' variare in funzione del tipo di farina che deciderete di usare)

Per il ripieno:
1 melanzana tagliata a fette e grigliata
3 - 4  zucchine tagliate a fette e grigliate
3 - 4 peperoni gialli o rossi a piacere abbrustoliti e spellati (non devono avere parti verdi)
2 mozzarelle o altro formaggio che fonda a piacere, (in alternativa è possibile usare del lievito alimentare in fiocchi ma si perde un po' la parte filante)
2 cucchiaiate di farina di mandorle
Sale q.b., a piacere del peperoncino, del pepe e/o delle spezie tipo il timo
1 uovo sbattuto per spennellare.

Procedimento:
Affettare la melanzana e le zucchine e grigliarle 1 minuto per parte, lasciarle raffreddare.
Infornare i peperoni e farli abbrustolire ricordando di girarli a metà cottura, sfornarli, lasciarli intiepidire e spellarli, quindi passarli sotto l’acqua corrente per eliminare residui di semi e di pelle e farli scolare bene.
Mentre i peperoni cuociono, impastare 300 gr. di farina con 2 cucchiai di olio, un uovo, e il sale, aggiungere l’acqua, progressivamente, in funzione del tipo di farina usato, potrebbe essere necessaria una dose leggermente diversa di acqua, per esempio il farro semi integrale necessita di una maggiore idratazione; dobbiamo ottenere un impasto ben liscio e amalgamato che metteremo in un sacchettino gelo e lasceremo riposare (fuori frigo) per 1 ora.
Trascorso il tempo di riposo, stendere la pasta con un mattarello su una superficie leggermente infarinata, cercare di creare un rettangolo, la sfoglia deve essere molto sottile. Prima di completare del tutto la sfoglia, farci scivolare sotto un foglio di carta forno e finire di stendere la pasta, deve essere quasi trasparente.
Con l’aiuto di un pennello, ungere la sfoglia con i 2 cucchiai di olio restanti, lasciando libero un bordo di circa 2 dita tutt’intorno.  Distribuire le verdure grigliate su tutta la superficie, lasciando sempre libero il bordo. Distribuire anche le mozzarelle, tagliate a fettine,  sulle verdure, salare leggermente il tutto e spolverare con la farina di mandorle (che serve oltre che per l’aroma anche per raccogliere una parte del liquidi che le verdure possono emettere in cottura)
Ripiegare i 2 lati della sfoglia verso l’interno, quindi con l’aiuto della carta forno arrotolare lo strudel, avendo cura di inumidire il pezzo di bordo che chiuderà il rotolo, in modo da facilitarne l’incollaggio.
Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto insistendo nei punti di giunzione
Con l’aiuto della carta forno trasferire lo studel su una placca e infornare in forno caldo a 180° per circa 35 minuti (controllare, deve essere ben dorato), se avrete ripiegato bene i bordi e sigillato bene lo strudel, in cottura avrete pochissima fuoriuscita di liquidi (come si può vedere dalla foto sopra, la teglia rimane abbastanza pulita)

 
Si consuma tiepido o freddo, meglio affettarlo con un coltello seghettato che facilita il taglio.  Perfetto anche come pranzo al sacco o per un pic nic.

MUFFINS SUPERBUONI AI MIRTILLI E FARINA DI MANDORLA

Siamo in piena stagione di mirtilli e dalle mie parti sono bellissimi, avevo proprio voglia di fare dei muffins ai mirtilli, solo che li vorrei sani e senza glutine.

Dopo mille ricerche mi sono decisa a sperimentare, facendo un po' un mix di tante ricette viste nei simi americani. In america i blueberry muffins sono un gran classico.



INGREDIENTI PER 12 MUFFINS

2 cups di farina di mandorle (io ho usato quella normale che si trova da noi, ma appena trovo quella sgrassata provo anche con quella)
2 uova intere a temperatura ambiente
1/2  cup di olio di cocco liquefatto
12 cucchiai di amido di tapioca o di arrow root (io ho fatto un mix dei 2 perché volevo terminare il pacchetto dell'amido di tapioca)
mezzo cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia naturale bio
1/2 cup di miele bio non pastorizzato (o in alternativa il dolcificante che preferite, ma attenzione, se usate stevia granulare o anche zucchero di canna, dovrete compensare un pochino la mancanza di umidità data dal miele, quindi dovrete aggiungere almeno 1/4 di cup di un qualche latte vegetale a scelta)
2 bei pugni di mirtilli ben puliti e asciutti

PROCEDIMENTO

Prendere 2 ciotole, una piu' capiente l'altra meno
In quella piu' grande mettere le farine, il cremor tartaro, il pizzico di sale, la vaniglia e mescolare molto bene per distribuire bene  (NOTA: se avete deciso di usare un dolcificante semolato, lo dovrete aggiungere agli ingredienti secchi).

Nell'altra ciotola, sbattere le 2 uova, unire l'olio di cocco e il miele e mescolare molto bene (NOTA: se avete messo il dolcificante semolato negli ingredienti secchi, dovrete aggiungere 1/4 di cup di latte a scelta assieme ai liquidi).

Versare i liquidi nella ciotola degli ingredienti secchi e mescolare bene, otterremo una pastella densa e granulosa.  Unire le 2 grosse manciate di mirtilli e mescolare delicatamente.

Preparare una teglia da muffins foderandola con gli appositi pirottini e distribuire l'impasto ottenuto il più regolarmente possibile, saranno circa 2 cucchiaiate per muffin.
Con un dito inumidito di acqua, livellare i muffin per renderli più regolari in superficie.

Infornare a 180° ,in forno caldo, per circa 20 - 25 minuti, dipende dal vostro forno.
Devono risultare ben colorati in superficie.
Sfornarli e lasciar intiepidire quel tanto che basta da poterli maneggiare, estrarre i muffin dalla teglia e metterli a raffreddare su una gratella.  Noterete che fintanto che sono caldi, sembreranno piuttosto umidi, è normale, diventeranno piu' sodi con il completo raffreddamento.  In passaggio sulla gratella è importante per aiutare l'evaporazione dell'umidità anche dalla parte bassa del muffin.



Si conservano a temperatura ambiente per circa 24 ore, poi conviene conservarli in frigorifero a causa dell'umidità residua dei mirtilli ed evitare il rischio di formazione di muffe.  In frigorifero durano diversi giorni, ma non so se resisterete.

Questa ricetta senza variazioni è adatta ad una dieta Paleo o alla FMD F4, se si sostituisce il miele con stevia granulare o xilitolo di betulla  è adatta alla FMD - F3, (usando farina di mandorle normale sono circa 10 porzioni di grassi sani) quindi userei 1 muffin, massimo 1,5 a porzione base. 
Riuscendo a reperire la farina di mandorle sgrassata (so che esiste) una porzione base può comodamente essere di 2 muffins.

giovedì 30 luglio 2015

MARMELLATA SUPERVELOCE DI MIRTILLI CON I SEMI DI CHIA

Questo genere di marmellata si fa in modo molto veloce ma non è adatto ad essere conservato per lungo tempo, si tratta di una marmellata da frigo per un consumo in tempi relativamente rapidi.

Ingredienti

2 cups di mirtilli ben puliti e asciutti
2 cucchiai di semi di chia
dolcificante facoltativo a piacere (io ho usato 1 cucchiaio di xilitolo)

Procedimento:

mettere i mirtilli in un tegame a fondo spesso, aggiungere 2 cucchiaiate di acqua (serve per prevenire che attacchino al fondo fintanto che si disfino) e portare a bollore i mirtilli. Verificare che le bucce si sfaldino e che i frutti buttino fuori il loro sugo, Non stracuocere la frutta inutilmente perderebbe di sapore e profumo, dolcificare a piacere, può andare bene 1 cucchiaio di zucchero di canna integrale, oppure di miele, o per una ricetta piu' dietetica 1 cucchiaio di xilitolo di betulla o un pizzico di stevia, regolarsi a piacere.  Unire 2 cucchiaiate di semi di chia, mescolare bene e spegnere il fuoco, lasciar raffreddare.  La marmellata si addenserà rapidamente, raggiungendo la consistenza definitiva a completo raffreddamento.  Se si desidera una consistenza maggiore è ancora possibile aggiungere qualche seme di chia, per aumentare la densità se gradito, la chia addensa anche a freddo, ma meglio farlo gradatamente un cucchiaino per volta.

Invasare e conservare in frigorifero, si conserva per massimo una settimana, quindi meglio farne poca per volta, ma ha il pregio di poter essere fatta in qualsiasi momento e praticamente con qualsiasi tipo di frutta, quindi puo' essere preparata la sera per il mattino successivo.


Questa ricetta è perfettamente adatta alla FMD  F3 - F4  se si usa xilitolo e stevia, oppure Paleo usando per esempio il miele, è anche VEGETARIANA se si usa per esempio come dolcificante dello sciroppo d'acero.  Se la volete usare in F1, sarebbe meglio non addensarla con i semi di chia, oppure usarne veramente solo 1 velo, ma viene talmente buona che non so se poi riuscite a controllarvi ;)

martedì 28 luglio 2015

LA TRIPPA COME LA FACEVA MIO PAPA'



Mio padre aveva un modo tutto suo di fare la trippa, un incrocio tra la trippa di uova e la trippa al parmigiano.  A mio marito la trippa piace molto quindi, questa sera trippa!

Per questa ricetta ho usato il Bimby, che in questa stagione mi sta aiutando moltissimo, cucinando da solo mentre io sono fuori dalla cucina.

Ingredienti:
1 bella cipolla rossa
2 cucchiai di olio evo
650 gr di trippa ben pulita e tagliata a fettine (io uso sempre solo quella sfogliata)
400 gr. di pomodorini pachino in scatola
2 uova
100 gr. di parmigiano
Il succo di mezzo limone
Sale e peperoncino a piacere

Procedimento:

Prima di tutto ho tagliato in 4 la cipolla rossa pulita e l’ho messa nel boccale, tritata per 10 secondi vel. 4-5
Spinto tutto in fondo con la spatola, aggiunto l’olio, 5 minuti T° varoma (120°) vel 2.
Aggiunto la trippa affettata, 5 minuti 100° vel 3 antiorario.
Aggiunto i pomodorini e mezzo cucchiaino di sale, 40 minuti 100° vel. 3 antiorario
A questo punto ci si può occupare di altro; quando suona, sbattere le uova in una terrina, unire il parmigiano, sbattere ancora, e versarle nel boccale con il succo di limone, 5 minuti 100° Vel. 3 antiorario.
Regolare di sale e peperoncino, lasciar intiepidire e servire, idealmente con delle fette di pane casereccio tostato.


lunedì 27 luglio 2015

CREPES DI FARINA DI COCCO E ARROW ROOT DELIZIOSE

Per questa ricetta ho utilizzato la farina di cocco, quella vera, non il cocco rapé, ma proprio la fibra di cocco ridotta in farina. Si tratta di un prodotto sgrassato, derivante dalla lavorazione della polpa di cocco o del cocco rapé, dopo che è stato usato per estrarre il latte e l'olio.  Questo genere di farina è un po' costoso, ma ha una resa ottimale perché ne basta poco, assorbe molti liquidi.


Oltre al cocco ho usato l'arrow root, o amido di maranta, si tratta di una pianta della stessa famiglia delle marante decorative che possiamo tenere in casa, (quelle foglie macchiettate che si muovono di scatto, in genere sono piante ricadenti, molto belle quelle verdi e viola, vedi foto)
 













Per l'alimentazione viene usata la maranta arundinacea, di cui si usa il rizzoma. (seconda foto)  Ha un ottimo potere addensante, e ne basta poca in genere per addensare una salsa o una zuppa.



Entrambi questi ingredienti sono privi di glutine.

Ma veniamo alla ricetta:

1 cup di latte vegetale a scelta, (io ho usato il latte di riso, ma si potrebbe anche usare solo acqua)
1 cucchiaio bombato di farina di cocco
2 cucchiai di arrow root
1 pizzico di sale
2 uova intere (è possibile usare 3 albumi al posto)
olio di cocco per ungere la padella
1 padella da 20 cm di diametro

In una terrina o nel frullatore mettere le 2 farine, il sale le uova e il latte e frullare per bene, lasciar riposare alcuni minuti per permettere alla farina di cocco di idratarsi e di addensare un po'.
Si ottiene una pastella abbastanza fluida.

Scaldare bene la padella a fiamma vivace, spennellarla con olio di cocco (o in alternativa un altro olio che regga bene il punto fumo) in questa ricetta il cocco si adatta molto bene ed è liquido a temperatura ambiente.

Versare nella padella 1/4 di cup di pastella e ruotare la padella per distribuire bene il prodotto.
Far dorare bene da un lato, in modo da rendere la crepe abbastanza consistente da poterla girare, io uso una forchetta perché è più agevole da infilare sotto, la spatola è troppo spessa e si rischia di rovinare la crèpe prima di girarla. Girare e dorare anche sul secondo lato.
Ripetere fino a fine impasto (circa 6 - 7 crèpes).
Si ottengono delle crèpes sottili e malleabili che si possono piegare o arrotolare agevolmente.


 Si possono condire a piacere, io le ho condite con della simil marmellata fatta spadellando della frutta fresca a pezzettini con poca acqua, xilitolo e succo di limone, e con un po' di gelatina alimentare per farla addensare una volta raffreddata.

Questa è una ricetta senza glutine, adatta alla Paleo e alla FMD - F3 - F4 o con le opportune variazioni anche F1, ma serve una padella che permetta di non usare l'olio in cottura.

domenica 19 luglio 2015

INVOLTINI DI MELANZANE LIGHT AL POMODORORO e RICOTTA DI MANDORLA

Siamo in piena stagione delle melanzane, io prendo delle bellissime melanzane a km 0 e biologiche da un nostro amico che in questa stagione ci fornisce ottima verdura.

Ho visto girare in rete una ricetta di involtini di melanzane, grigliate e farcite con ogni ben di dio, ma io le volevo in versione leggera e soprattutto senza formaggio quindi mi sono data alla creatività.

Ingredienti
una bella melanzana (ho fatto almeno 12 fette)
Ricotta di mandorle (vedi ricetta sotto)
una dozzina di pomodorini pizzutelli
mezza cipolla rossa
3 foglie di basilico
1 cucchiaino di sale
2 o 3 cucchiaiate di lievito alimentare in fiocchi o a piacere

Prima di tutto ho affettato la melanzana tonda  grande (la ricetta che ho visto prevedeva quelle lunghe, ma io ho usato quella del nostro amico e non mi formalizzo), ho poi messo le fette leggermente accavallate nel waroma del Bimby per cuocerle a vapore, circa 15/20 minuti temperatura waroma.
Naturalmente si possono cuocere a vapore anche in altri modi senza problemi. Devono essere cotte ma non disfatte per poterle maneggiare agevolmente.

Una volta cotte le melanzane, lasciarle intiepidire in modo da poterle maneggiare,  quindi mettere un cucchiaio circa di ricotta di mandorle su un lato di ogni fetta e arrotolarla per fare un involtino.  Mettere gli involtini direttamente in una pirofila uno vicino all'altro e riempire le altre fette, io ho fatto 12 involtini e ho messo intorno i pezzettini di melanzane rimasti.

Nel frattempo, ho svuotato il bimby dall'acqua di cottura, ci ho metto dentro i pomodorini, la cipolla, il sale e le foglie di basilico e ho frullato molto bene il tutto per qualche secondo.

Ho usato la salsa cruda ottenuta per coprire i miei involtini di melanzana, ho spolverato con il lievito alimentare e ho infornato per 20 minuti.

Non ho fatto in tempo a fare la fotografia ma visto che prevedo di rifarla nei prossimi gg, sarà mia cura aggiungerla. La melanzana che ho usato è dello stesso raccolto di questa della foto, solo più piccolina, questa pesava 1,300 kg, quella che ho usato sarà stata sui 700 gr.


Procedimento per la Ricotta:

Sciacquare 200 gr. di mandorle spellate e metterle in ammollo per una notte in abbondante acqua con mezzo cucchiaino di sale (il sale serve a contrastare alcuni enzimi che contengono e che le rendono piu' difficili da digerire, va aggiunto sempre quando si ammolla frutta secca).  Al mattino, eliminare l'acqua di ammollo e sciacquarle bene.
Metterle in un frullatore e unire 1/2 cucchiaino di sale e 1 litro di acqua aggiunto progressivamente, man mano che si frulla.
Omogeneizzare il piu' possibile, se lo fate con un Bimby, si frulla  a vel. 10 per 10 secondi, per 3 volte successive.  (Nel caso si voglia semplicemente avere del latte di mandorla, si filtra tutto attraverso un panno e si conserva il latte ottenuto in frigorifero per un paio di gg al massimo)

Per fare la ricotta invece, dobbiamo far cagliare il latte, e  si puo' fare usando del nigari (cloruro di magnesio) sciolto in poca acqua, oppure anche un cucchiaio abbondante di aceto di mele.  
Io ho usato il bimby, quindi ho lasciato il latte di mandorla, non filtrato, nell'apparecchio, ho scaldato a 50° e una volta raggiunta la temperatura ho aggiunto un bel cucchiaio di aceto di mele e una capsula di Ramnoselle di Bromatech aperta (sono probiotici) per avere anche un prodotto con probiotici dentro (serve per migliorare il sapore e renderlo piu' formaggioso).  Si copre e si lascia raffreddare, il latte di mandorla inizia a cagliare e a separarsi.  Dopo alcune ore o anche una notte, si filtra con un panno dalla trama fitta  e si fa colare. Io in genere cerco di usare uno di quegli imbuti di tessuto non tessuto che mi faccio dare dal formaggiaio e che contenevano la ricotta, ma si puo' usare un semplice panno bianco, appoggiato su un colino capiente che a sua volta sta in una terrina.  Una volta prelevato tutto il latte cagliato si lega il panno e si fa colare (mi raccomando recuperate il latticello si conserva in frigo un paio di gg ed è utilizzabile al posto dell'acqua per fare del pane o in un dolce).  Con il caldo meglio non lasciare colare a temperatura ambiente per troppo tempo, quindi dopo aver fatto colare il grosso, passare a colare in frigorifero sospendendo il nostro pacchettino ad uno dei ripiani con un contenitore sotto per raccogliere il latticello. Dopo una notte avremo la nostra ricotta, che basterà recuperare in una tazza, assaggiare, e condire a piacere, si possono aggiungere delle erbe, un pizzico di sale se serve, e anche una puntina di aceto di mele oppure come ho fatto io un cucchiaio di acidulato di umeboshi che sostituisce sia il sale che l'aceto. 
Questa ricotta si puo' usare spalmata su  crostini, oppure si può far asciugare ancora un po' in frigorifero in una fascella per ricotta in modo che passi bene l'aria. Man mano che stagiona, il sapore migliora e diventa più "formaggiosa", ma va comunque consumata entro 3 o 4 gg al massimo.

Gli involtini di melanzana fatti in questo modo sono adatti alla FMD, F3, ma anche ad una dieta Paleo o Vegetariana

SHIRATAKI CON SALSA AL CURRY THAI

Adoro la cucina thailandese, credo che potrei sopravvirere a lungo solo mangiando in quel modo, per me la cucina Thai ha un effetto comfort food.

Mi sono ispirata largamente ad una ricetta di Pailin di Hot Thai Kitchen, una bravissima e giovane cuoca Thailandese, ma ho dovuto fare qualche piccola modifica per mancanza di qualche ingrediente, comunque vi metto la ricetta originale con le mie piccole variazioni.

Dose per 1 porzione

Ingredienti

1 confezione di Shirataki noodles
1 cucchiaio di pasta di curry  rosso (io ne ho usato mezzo)
1 cucchiaio di pasta di curry giallo (io ho usato quello verde e sempre mezzo cucchiaio)
250 ml di latte di cocco
80 ml di acqua o brodo di pollo
60 gr. di pesce bianco a piacere tagliato a dadini (va bene anche del filetto di merluzzo) (io non ne avevo e ho usato un avanzo di roast beaf)
1 piccolo pomodoro maturo tagliato a dadini
2 cucchiaini di salsa di pesce o nuok mam (volendo si puo' usare anche la colatura di alici, dipende da cosa avete in casa, io ho usato la salsa di pesce)
1 cucchiaino di zucchero (va bene anche dello xilitolo) 
2 o 3 foglie di kafir lime (si trovano fresche nei negozi etnici) in alternativa si potrebbero usare delle foglie di limone o come ho fatto io 5 o 6 gocce di olio essenziale di limone.

Come accompagnamento, un pugno di fagiolini lessati al dente, dei germogli di fagioli mugo, un paio di foglie di basilico, un uovo sodo e dei pickles a piacere (sono verdure in salamoia) e un pezzettino di peperono rosso tagliato a juliennes fini per decorare.
Questo è l'accompagnamento suggerito da Pailin, io ho usate del cetriolo fresco, sbucciato e tagliato a rondelle e l'uovo sodo.  La scelta del cetriolo non è stata fatta a caso, questa ricetta è parecchio piccante, anche dimezzando le dosi di pasta di curry, il cetriolo ha il potere di spegnere gli incendi, quindi va benissimo da sgranocchiare intervallato ai bocconi noodles.

Procedimento

Lavare bene gli shirataki e tenerli da parte
Mettere sul fuoco una pentola con acqua che servirà alla fine per sbollentare la pasta.
In un pentolino, versare 80 ml di latte di cocco, portare a bollore e scioglierci dentro le due paste di curry, far restringere mesclando continuamente per qualche minuto, deve addensare.
Aggiungere il resto del latte di cocco, l'acqua o il brodo, e il pomodoro a dadini e cuocere per una decina di minuti ca. o fino a che il pomodoro si disfi e la salsa si addensi.
A questo punto, unire il pesce a dadini (il pesce ha la caratteristica di addensare ulteriormente la preparazione) io non avendolo ho usato un avanzino di roast beef tagliato a dadini, quindi ho fatto sobbollire qualche minuto in piu' per addensare maggiormente.
Buttare gli shirataki nella pentola di acqua bollente per sbollentarli, scolarli e metterli in un piatto fondo.  Unire la salsa al curry calda, decorare a piacere come suggerito da Pailin, oppure come ho fatto io servire accompagnato dal cetriolo a fettine in una ciotola separata e dall'uovo sodo.

Vi metto la foto originale del piatto, visto che è un vero piacere per gli occhi (e non ho fatto in tempo a fotografare quella che ho fatto io) per quanto riguarda il sapore è veramente speciale e il cetriolo ci sta molto bene perchè la ricetta è piccantina.

Questa ricetta è perfetta per la FMD, F3, anche a pranzo visto che si usano gli shirataki, il latte di cocco è l'unico grasso sano quindi come dose va bene (io non ho usato quello in scatola, ma quello in tetrabrick) l'importante è che non sia troppo denso e che non contenga strani ingredienti.







giovedì 16 luglio 2015

BARRETTE SNACK AI CEREALI PER IL MARITINO

Ho un po' di fiocchi di avena e di cereali soffiati che devono essere utilizzati e mio marito gradirebbe potersi portare in ufficio uno snack sano, quindi ho deciso di unire l'utile al dilettevole.

Sono partita da una ricetta vista in un video che sta girando su fb, ma che prevedeva burro di arachidi, che io non uso praticamente mai, quindi ho rivisto la ricetta a modo mio e questo è il risultato.
Sicuramente puo' essere declinata in vari modi, questo è solo il primo esperimento.

1/3 di cup di burro di cocco (fatto in casa partendo dal cocco rapé col bimby)
1 cucchiaio di olio di vinaccioli
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (fatto in casa partendo dalle bacche messe in ammollo nel rhum)
1/3 di cup di sciroppo di agave (dovevo finire la confezione) sostituibile con altrettanto miele bio non pastorizzato
1 + 1/4 di cup di riso soffiato (va bene qualsiasi tipo di cereale soffiato)
2/3 di cup di uvetta sultanina (in alternativa si puo' usare qualsiasi tipo di frutta disidratata a tocchetti)
1 cup di fiocchi di avena (o altri fiocchi a piacere)
1/3 di cup di nocciole (io le ho lasciate intere ma in granella credo siano piu' pratiche) o altra frutta secca a piacere
1/4 di cup di semi di lino

Procedimento

Misurare un cucchiaio di olio e passarlo prima nel misurino da 1/3 di cup (spalmarlo bene) quindi metterlo in un tegamino che possa andare sul fuoco. (ungere il misurino da 1/3 di cup serve per poter far scorrere piu' facilmente il burro di cocco da dentro)
Senza pulire il misurino, metterci il burro di cocco, travasarlo nel pentolino con l'olio
Sempre senza pulire, misurare 1/3 di cup di sciroppo di agave o di miele e versare nel pentolino
Unire il sale e la vaniglia, mescolare bene il tutto e far scaldare a fiamma bassa mescolando continuamente per legare il tutto, spegnere appena bolle ma fare attenzione a non far bruciare.

A parte, in una terrina mettere il riso soffiato, i fiocchi, l'uvetta sultatina e le nocciole e i semi di lino, mescolare, versarci dentro la crema di cocco calda e mescolare molto bene per distribuire la crema in modo uniforme.  Si ottiene un mix molto granuloso.

Foderare una pirofila rettangolare o quadrata con carta forno bagnata.
Versare l'impasto nella pirofila e premere molto bene per livellare il tutto con il dorso di un cucchiaio leggermente umido, o anche con le mani (stranamente sulle mani anche asciutte l'impasto non appiccica, invece se si usa un cucchiaio asciutto si fatica molto a stendere il tutto), premere bene, soprattutto negli angoli, in modo da avere un prodotto il piu' compatto possibile, servirà ad evitare che si sbricioli quando lo tagliamo.
Infornare a 180 ° per circa 10-15 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare completamente il composto prima di tagliare le barrette, io con queste dosi ho ottenuto 8 barrette.

Per maggior golosità, è possibile sciogliere del cioccolato da colare sulla superficie appena sfornata e prima di tagliare le barrette.

Vi metto la foto appena sfornate e non ancora tagliate.


lunedì 13 luglio 2015

PANCAKES SALATI E SPEZIATI

Ho appena collaudato una nuova ricetta di pancake salato che secondo me ha molte potenzialità.

Questi sono salati ma sicuramente si possono declinare in versione dolce partendo dalla ricetta base.


Ingredienti per 4 /5 pancakes

6 albumi o in alternativa 3 uova intere
1/3 di cup di farina di cocco (quella vera in polvere sgrassata) *
1/3 di cup di latte vegetale (meglio se di mandorla ma va bene anche quello di riso)
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di origano
1/2 cucchiaino di cumino
1 pizzico di aglio in polvere
opure in alternativa al cumino e all'aglio io ho usato 1/4 di cucchiaino di pasta di curry verde (è parecchio piccante quindi meglio dosarla a piccole dosi e aumentare a piacere)

Mettere gli albumi in una terrina e mescolarci la farina di cocco setacciata, aggiungere il latte vegetale, il sale e le spezie scelte e mescolare molto bene, lasciar riposare una decina di minuti per permettere alla farina di cocco di ri idratarsi. Dobbiamo ottenere un impasto piu' fluido di quello classico per i pancakes ma leggermente meno fluido di quello per le crèpes, quindi se occorre, aggiungere ancora un cucchiaio di latte all'impasto una volta che la farina si sia ri idratata.

Mettere sul fuoco una padella a fondo spesso e antiaderente, pennellare con un velo di olio di cocco
versare nella padella ben calda un mestolino di pastella e ruotare il tegamino in modo da allargare l'impasto.  Cuocere da un lato per un paio di minuti, poi sollevare delicatamente con una spatola e rigirare, idealmente dovremmo fare proprio dei pancakes, meglio non farli troppo larghi per riuscire a girarli piu' facilmente, se la spatola non passa sotto meglio prolungare la cottura di qualche secondo.
Girare e cuocere anche dall'altra parte. Passare in un piatto e finire di cuocere il resto della pastella.



Si possono servire farciti a piacere, sono perfetti sostituti dei tacos per esempio, ma anche semplicemente con un mix di verdure speziate.

Questa è una ricetta Paleo (usando il latte di mandorla) ma è perfettamente adatta alla FMD, in F3 - F4.  Volendola preparare per una F1 occorre evitare completamente l'uso di grasso in cottura, quindi serve una padella molto performante e usare latte di riso o di avena.

* Nota: la vera farina di cocco sgrassata, è un derivato della preparazione dell'olio di cocco e del latte di cocco, la polpa residua sfruttata, viene essiccata, poi viene macinata finemente e messa in commercio, ha un notevole potere assorbente e in genere ne basta poca, a volte si usa mescolata ad amido di arrow root per una maggior elasticità e necessita sempre l'utilizzo di uova visto che è totalmente priva di glutine.  In FMD puo' contare come sostituto dei cereali, ma è indispensabile che si tratti di farina sgrassata, non è possibile sostituirla con il cocco rapé, o altro cocco in scaglie.
 
 

lunedì 6 luglio 2015

GELATO ANTI CANICOLA

Chi possiede il Bimby o un robot da cucina analogo in questa stagione si puo' divertire a creare gelati speedy, purché ci si organizzi in precedenza e si metta a congelare della frutta tagliata a tocchetti.

Il caldo di questi giorni in piemonte mi fa diventare creativa, non si ha voglia di cucinare ne quasi di mangiare, il gelato industriale sarà anche buono ma di solito contiene un sacco di schifezze e troppo zucchero quindi mi invento gelati veloci con quello che ho in casa.

La notte scorsa mi sono svegliata in preda a crampi fortissimi alle cosce (entrambe) mi capita quando vado troppo giu' di sali minerali, e la cena in bianco di ieri ha contribuito moltissimo visto che siamo stati molte ore sotto il sole cocente. Avevo fatto il pieno di magnesio per sicurezza ma probabilmente mi era sceso anche il potassio, quindi oggi ne ho approfittato per fare un gelato con la banana, che è ricca di potassio facilmente biodisponibile.

Ingredienti per circa 3 - 4 porzioni (dipende da quanto siete golosi)

2 banane mature tagliate a fettine e congelate
1 sacchetto di cubetti di suco di anguria congealato (avevo un eccesso di anguria, mio marito l'ha tagliata a cubetti e eliminato tutti i semi, io l'ho frullata e con questo succo ho riempito una serie di sacchettini per in ghiaccio)
2 cubetti di succo di limone congelato (quando ho tanti limoni, li spremo e congelo il succo come sopra)
1 cucchiaio di zucchero (facoltativo e sostituibile con un cucchiaio di xilitolo di betulla)
1 pizzichino di sale
circa mezzo bicchiere di latte di cocco.

Procedimento:
estrarre i cubetti di anguria e di limone dai sacchetti e metterli in una terrinetta, estrarre ache le banane a fettine dal sacchetto e lasciare frutta e cubetti 5 o 6 minuti a temperatura ambiente per renderli piu' "malleabili" eventualmente con la punta di un coltello separare un po' le banane che saranno abbastanza incollate, ma senza eccedere.

mettere tutta la frutta nel Bimby, aggiungere 1 cucchiaio si zucchero se lo si desidera, il pizzichino di sale e frullare per alcuni secondi a vel. 5-6, unire il mezzo bicchiere di latte di cocco, frullare nuovamente, poi aprire il boccale e con una spatola spatolare un momento quindi servire immediatamente.

Questo tipo di gelato, oltre a contenere pochissimo zucchero aggiunto a porzione, ha il pregio di dare refrigerio in modo sano, reintegrando sali minerali dall'anguria e potassio dalle banane. Il latte di cocco è un grasso sano che serve per mantecare il tutto, il pizzichino di sale (solo pochi granellini) serve come esaltatore di sapidità e ne migliora il gusto)


CENA IN BIANCO DI TORINO - QUARTA EDIZIONE ALLA REGGIA DI VENARIA

Ieri 5 luglio, so è tenuta la quarta edizione della cena in bianco di Torino.  Come sempre è stata un'occasione indimenticabile e un colpo d'occhio magnifico.  Vedere tutta la distesa del parterre dei giardini della Reggia pieno di persone in bianco e tavole imbandite e decorate, vedere l'ingenio delle persone nel decorare le tavole, fiori, candele, un vero incanto.



Ma naturalmente tutto questo non è stato privo di sforzi, prima di tutto da parte dell'organizzazione che ha dovuto mettere in moto una macchina colossale e che ringrazio personalmente, ma anche da parte di tutti, visto che la cena in bianco, per chi non lo sapesse è una cena il piu' possibile elegante, ma per cui ci si porta tutto da casa. (la foto è del 2012 ma rende l'idea)




Quindi si vedono arrivare persone con tavoli, sedie, fiori e candelieri, candide tovaglie della nonna, ceste colme di ogni cosa, e naturalmente ghiacciaie con all'interno tutto l'occorrente per il pasto, comprese le bollicine.

Alla manifestazione di quest'anno era presente anche il solleone, visto che si è tenuta in piena bolla africana.  Chi come me è arrivato molto presto, ha dovuto mettere in atto azioni di contrasto non indifferenti.

Io patisco parecchio il caldo, ma visto che volevo poter parcheggiare il piu' vicino possibile, ci siamo presentati nel parcheggio verso le 15.30, in attesa che aprissero le porte di accesso al parterre per le 16.00.  Dopo esserci rinfrescati al bar, appena hanno aperto gli accessi abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio armati di carrelli e sedie per raggiungere il punto in cui si iniziavano a montare i tavoli, dal lato opposto della spianata. Fortunatamente, mi ero portata anche un brumizzatore di acqua di Evian, che in casi di calura è un vero tocca sana, una bella spruzzata e una sventagliata e ci si sente in paradiso anche  sotto la canicola. Raggiunto il punto, mio marito mi ha aperto la sedia pieghevole e
mi ha lasciata li, con il carrello colmo e il palloncino grande svolazzante, per andare a prendere il resto delle cose dall'auto.  
Ma abbiamo resistito, sotto il sole, e appena mio marito è riuscito a portare tutto (ha fatto 4 giri poverino) io ho iniziato ad allestire la tavolata, in attesa dei nostri amici che ci dovevano raggiungere.

(In questa foto si vede l'area quasi completamente allestita ma molti stavano ancora arrivando)

Purtroppo chi è arrivato dopo di noi si è ritrovato incastrato in ingorghi notevoli, la viabilità della città di Venaria non è semplicissima e chi ha puntato il navigatore direttamente sulla Reggia ha faticato a raggiungere il Parterre. I nostri amici sono arrivati quando avevano appena dato il via alla cena. So di persone che hanno faticato molto. In questi casi oltre all'organizzazione accurata occorre essere molto previdenti, partire per tempo e essere anche un po' fortunati.
Il fatto era che c'era un solo punto di deposito e prelievo delle masserizie, quindi chi non ha potuto parcheggiare nel parcheggio piu' vicino, doveva comunque raggiungere il punto di deposito, scaricare, l'autista ripartiva per andare a parcheggiare e poi da li si doveva raggiungere il punto di ritrovo con tutto l'occorrente per la cena.  Questo prevedibilmente ha comportato code anche per il ritorno a casa.  

In conclusione, per partecipare alla Cena in Bianco, occorre "volerlo moltissimo" ed essere disposti a qualche sacrificio, occorre mettere in conto la fatica, in questo caso il caldo, il dover preparare tutto prima, portarsi tutto, sgomberare e riportare tutto a casa dopo lasciando il posto pulitissimo.  Insomma a mio parere non è per tutti, ma è sicuramente una cena magica e se si è disposti anche alla fatica, allora è un'occasione da non mancare.  Io ho partecipato a tutte le cene in bianco che si sono tenute a Torino, e spero di riuscire a partecipare alle prossime. Sono stata molto contenta di rivedere la mia amica Maura che non vedevo da tanto, e in quel contesto è ancora piu' bello.

Considerazioni personali: 
Anche se l'organizzazione ha detto che i luoghi sono rimasti puliti, io non ho avuto l'impressione che il parterre fosse rimasto immacolato e me ne sono rammaricata parecchio e non solo la sola ad averlo detto.  
C'erano purtroppo troppi contenitori in plastica a vista, bottiglie e altro, che come da indicazioni non dovevano esserci.  Certo i cibi vanno trasportati in qualche modo, e l'acqua fresca era essenziale in questa occasione di gran caldo, ma con un minimo di accorgimenti si potevano evitare di esporre.  Io avevo bottiglie di acqua congelate che tenevo coperte o appoggiate sotto il tavolo per esempio e ho usato un telo di lino per coprire eventuali contenitori che per tempi limitati dovevano transitare sul tavolo, abbiamo travasato tutto in contenitori in vetro o ceramica in modo che quello che era sul tavolo fosse filologico.

Adesso veniamo al menu' che con la mia amica abbiamo preparato:

Cocktail di manzancolle con cuori di palma e salsa aurora (preparato da me)
Vitello tonnato a due mani  (carne preparata dalla mia amica Claudia e salsa da me)
Peperoni in bagnacaoda a due mani (peroni di Claudia e bagna coada fatta da me)
Scodellini di uova di salmone con panna al wasabi (le uova di salmone arrivavano direttamente dal baltico con il marito di Claudia e io ci ho aggiunto la panna al wasabi, da rifare assolutamente)
Coppette di pane nero farcite di formaggio cremoso speziato,veramente deliziose (fatte da Claudia)
Vichyssoise (zuppa fredda di porri e patate fatta da me)
Arrosto alla crema (fatto da Claudia ma che non abbiamo assaggiato perché, come prevedibile non avevamo piu' spazio, ma so che lo fa in  modo delizioso)
Pane fatto in casa a pagnottelle (fatto da me)

e per finire Bigné Chantilly portati da Claudia e Torta Foresta nera fatta da me.

Il tutto abbondantemente annaffiato di acqua fresca e anche da qualche bollicina, ma soprattutto tanta acqua.

Nei prossimi giorni mettero' alcune delle ricette che abbiamo preparato, e se riesco pubblichero' anche le ricette di Claudia se me le vorrà concedere.

mercoledì 1 luglio 2015

SALSA BARBECUE SENZA ZUCCHERO AGGIUNTO

Mio figlio adora le grigliate e in questa stagione quando viene a trovarci ne approfittiamo per tirare fuori il barbeque e dare fuoco alle polveri.  

In genere preparo la mia mitica salsa allo zenzero, ma la volta scorsa oltre a quella mi hanno chiesto se avevo della salsa barbecue, purtroppo ne ero sprovvista quindi occorre correre ai ripari!

Ho fatto un po' di ricerche perché volevo una salsa senza zucchero aggiunto, mi sono ispirata ad una ricetta australiana che ho modificato un po', perché si sa c'è sempre qualche cosa che faremmo diversamente, quindi sono arrivata a questa ricetta.

Ingredienti per un barattolo grande o 2 piccoli

1 cipolla rossa media affettata sottilmente (le cipolle rosse sono in genere piu' dolci)
2 mele rosse dolci preferibilmente bio ben lavate
1 cucchiaio di olio di cocco
un pezzo di zenzero fresco grande come una piccola noce pelato e affettato
1 foglia di alloro
1 piccolo spicchio di aglio tritato
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
la buccia di mezzo limone grattato
1 pizzico di peperoncino 
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo macinati
2 cucchiaiate di aceto di mele
3 cucchiaiate di passata di pomodoro un po' densa
2 cucchiaiate di salsa Tamari (salsa di soia fermentata) o in alternativa 1 di worchestershire sauce
1 filetto di acciuga dissalato
1 tazzina da caffè di acqua



Procedimento:

In un tegame a fondo spesso mettere l'olio di cocco e la cipolla  affettata e farla stufare per qualche minuto per farla ammorbidire.
Aggiungere le mele a tocchetti con tutta la buccia, la foglia di alloro e lo zenzero a fettine, girare per un paio di minuti quindi unire il resto degli ingredienti, e portare a bollore, abbassare la fiamma, coprire e lasciar cuocere per circa 15 minuti. Verificare ogni tanto, le mele si devono ammorbidire completamente, controllare che non si asciughi troppo, eventualmente aggiungere un pochino di acqua.
Trasferire la preparazione in un robot da cucina, eliminare la foglia di alloro e volendo lo zenzero (io lo lascio) se si desidera una preparazione meno piccantina. Frullare bene il tutto, assaggiare e correggere il condimento aggiungendo se occorre un po' di sale e di succo di limone.
Passare il composto attraverso un colino a maglie medie con l'aiuto di un cucchiaio per eliminare tutte le parti fibrose rimanenti e eventuali pezzi grossi non frullati (soprattutto se non si è tolto lo zenzero) e anche per eliminare eventuali residui di buccia di mela.

Invasare lasciar raffreddare e mettere in frigorifero, si conserva circa 2 settimane.  Per una conservazione piu' lunga, è opportuno sterilizzare il barattolo per una ventina di minuti.

Questa ricetta puo' essere anche raddoppiata o triplicata e, se sterilizzata, puo' essere conservata a lungo e anche servire per i regalini di Natale.

Adatta alla FMD come condimento in F1 e F3, e anche Paleo.

Nota: per chi ha il Bimby, questa salsa si puo' facilmente preparare nel bimby, avendo l'accortezza di far girare le lame al contrario per la prima parte della preparazione, poi eliminare la foglia di alloro ed eventuale zenzero, quindi frullare e poi passare il tutto attraverso il colino come da ricetta sopra.