mercoledì 29 gennaio 2014

Ci facciamo un Guacamole?

Il guacamole è una ricetta tipicamente messicana.

L'avocado si presenta come una specie di pera verde dalla buccia consistente, si consuma sia crudo che cotto, ma deve essere tenero al tatto, quindi per sceglierlo occorre palparlo, e premendo leggermente la polpa deve cedere un po' sotto la buccia, ma non troppo, un buon avocado ha buccia lucida e compatta, senza macchie visibili, ma visto che se ne trovano di tante qualità potreste trovarne anche di quasi viola e con buccia ruvvida e bitorzoluta come una buccia di arancio molto rugosa.

L'avocado si taglia a metà nel senso della lunghezza, la polpa è di un bel verde pistacchio, e deve essere priva di macchie marroni, nel mezzo trovate un bel nocciolo grosso che va rimosso, uno dei modi per toglierlo è quello di piantarci un coltello dentro e fare leva girando leggermente.

Per usarlo in insalata basterà tagliare la polpa con un coltello facendo delle righe parallele e incrociate, poi basta afferrare la buccia e rigirarla su se stessa per far uscire tutti i pezzi che si scolleranno dalla buccia.  Oppure asportate la polpa con un cucchiaio e questo è il sistema ideale per il guacamole.

Ingredienti (Ricetta FMD - F3 e PALEO)

la polpa di un avocado
un paio di falde di peperone rosso tagliate a dadini piccoli
un pomodoro senza semi e ben sodo tagliato a dadini piccoli
un pezzetto di cipolla rossa tritata fine o di porro (opzionale ma ci vorrebbe)
mezzo spicchio di aglio (opzionale)
sale e olio q.b.
il succo di 1 lime o di 1  limone
Peperoncino piccante a piacere
Coriandolo fresco tritato facoltativo, sostituibile con del prezzemolo, il coriandolo fresco ha un aroma molto caratteristico, del tipo o lo ami o lo odi, e io per esempio lo odio mi sa di pipì di gatto.  In compenso i semi di coriandolo che in questa ricetta non vanno, sono ottimi.

Ua volta ottenuta la polpa dall'avocado la si mette in una terrina e si schiaccia il tutto con una forchetta, occorre ottenere un puré grumoso, poi si aggiungono peperoni, pomodoro e cipolla e si mescola bene, quindi si aggiunge anche l'aglio se volete usarlo, sale olio e il succo del limone
Assaggiare, regolare di sale e aggiungere un po' di peperoncino piccante a piacere.

Fatto, NOTA IMPORTANTE, l'avocado è sensibile all'aria e si ossida facilmente diventando marroncino, non rovina il sapore ma è meno bello da vedere, quindi appena pronto si mangia oppure se lo dovere far aspettare, potete usare 2 sistemi: il primo è di applicare un pezzo di pellicola trasparente a contanto diretto con la polpa di avocado per prevenire il contatto con l'aria, il secondo che a me piace molto, è quello di ridurre leggermente l'olio di condimento, e di coprire la superfice del guacamole con un paio di cucchiaiate di buona maionese fatta in casa, deve essercene solo un mezzo centimetro al massimo, la maionese eviterà il contatto diretto all'aria, al momento di servire, basta mescolare la maionese all'interno del guacamole e servire.

Il guacamole si mangia accompagnato dai famosi Nachos di mais, ma anche con un  mix di verdure crude croccanti oppure con dei sostituti dei Nachos ottenuti facendo seccare in forno dei pezzetti di piadine sottili.  

Questa ricetta è adatta alla FMD  fase 3

Ho dimenticato di dire che la foto è presa dalla rete


mercoledì 22 gennaio 2014

Crema corpo al Magnesio

Il magnesio è uno dei minerali più importanti della nostra alimentazione, quando i livelli di magnesio si abbassano il nostro organismo ha scarse energie ed è facile che intervengano problematiche quali ansietà, tensione, palpitazioni oltre ad un lungo elenco di altri sintomi collegabili allo stress, agisce sulle contrazioni muscolari quindi anche sul cuore.

Il magnesio interviene in oltre 300 reazioni chimiche nel nostro corpo, si tratta quindi di un minerale indispensabile, purtroppo l'alimentazione moderna, a base di cibi raffinati, ne è molto carente, inoltre anche la mancanza di rotazione nelle coltivazioni fa si che i terreni stessi ne siano molto carenti ormai.

L'integrazione a base di magnesio diventa importante almeno ciclicamente, per sostenere il potente laboratorio chimico che è il nostro corpo.   Quando si parla di integratori, è sempre difficile trovarne che riescano a veicolare il minerale dove vogliamo che arrivi, tutto dipende dal trasportatore usato.

Come citato dal Dott. Avoledo nelle sue newsletters, sono da preferire le formulazioni di magnesio a più elevata assimilabilità: le forme organiche di magnesio, come il magnesio oxiprolinato o pidolato, il magnesio gluconato, il magnesio glicerofosfato, il magnesio bisglicinato, il magnesio aspartato, il magnesio citrato, sono maggiormente biodisponibili rispetto a quelle inorganiche, quali il cloruro di magnesio, il magnesio ossido, il carbonato di magnesio, il magnesio solfato.
Le migliori essendo quelle citate per prime nella lista.


Questo per quanto riguarda l'assunzione orale, ma esiste un altro modo di assumere magnesio, cioè attraverso l'organo più grande che abbiamo, la pelle.

Esistono preparazioni chiamate Olio di Magnesio, che si acquistano già pronte e che sono semplicemente una soluzione molto concentrata di carbonato di magnesio diluito in acqua, la concentrazione è tale che al tocco la sensazione sia quasi oleosa, motivo per il quale viene chiamato Olio di magnesio.  Questo "olio" viene messo in uno spruzzatore e polverizzato sulla cute e lasciato assorbire, alcune persone lo trovano gradevole e lo lasciano anche tutta la notte, altre trovano che gli secchi un po' la pelle o che pizzichi leggermente, quindi dopo una mezz'ora dall'applicazione lo lavano via.  Esiste però anche un altro medodo, che è quello di farne un balsamo per la pelle.

Per prima cosa occorre procurarsi in farmacia del cloruro di magnesio di buona qualità, poi si crea una soluzione mescolando 4 cups di cloruro di magnesio in fiocchi con 2 cups di acqua calda e si mescola fino a completo scioglimento dei fiocchi.
Si travasa il tutto in un contenitore pulito, può già essere usato così spruzzato sulla pelle tramite uno spruzzatore dedicato.

Se invece volete preparare un burro di magnesio,
serviranno :
1/2 cup di burro di cacao
1/4 cup di olio di cocco
1/4 di cup di olio di magnesio

Si deve fondere in un pentolino a bagno maria il burro di cacao e l'olio di cocco che sono entrambi solidi a temperatura ambiente.
In un secondo pentolino occorre scaldare un po' anche l'olio di magnesio.

Essendo la parte grassa comunque consistente, non sarà necessario aggiungere un emulsionante come la cera d'api.
Potete usare anche il sistema "in one pot" per preparare questo burro, basterà versare tutti gli ingredienti (una volta scaldati) in uno stesso contenitore, e poi con un frullatore ad immersione si frullano fino ad emulsionare il tutto, occorre continuare a frullare fino quasi a totale raffreddamento del prodotto. A questo punto si può refrigerare per una mezz'ora e poi si rifrulla ancora una volta per ottenere una specie di mousse, qui si possono agigungere qualche goccia di olio essenziale a piacere, come la lavanda che è anche molto rilassante. Travasate il burro ottenuto in un contenitore pulito e sterilizzato .
Ecco fatto il burro di magnesio, che può essere usato come crema corpo dopo la doccia o tutte le volte che vorrete.



martedì 21 gennaio 2014

PROFUMO PER LA CASA VOGLIA DI PRIMAVERA

 Avete mai pensato ai cosmetici per la casa? 
Quando entriamo in profumeria ci sono fantastici flaconi spray per profumare gli ambienti, alcuni sono veramente inebrianti, sia per il profumo che per il costo.
Ma quanto sarà difficile creare un profumo per la casa?
In realtà è molto più semplice di quanto sembri, e con pochi ingredenti ben scelti potrete declinarlo in tanti modi diversi.

Cosa occorre:

Alcuni oli essenziali
Un flacone spray reciclato e ben lavato
Vodka semplice, va benissimo un tipo economico da discount (alcol a 40 gradi)

Come indicazione di base, sappiate che per 100 ml di vodka dovrete usare tra 50 e 80 gocce del mix di oli essenziali prescelto,
Basterà versare la vodka nel flacone (mi raccomando misurate prima la capacità per capire quante gocce di oli essenziali vi occorrono) aggiungerci il mix di oli prescelto, chiudere, agitare bene e spruzzare per sentire il risultato.
Tenete presente che la miscela prenderà forma con il tempo e il profumo cambierà un pochino.

Profumo per la Casa Voglia di Primavera
100 ml di vodka
35 gocce di olio essenziale di Lavanda
20 gocce di olio essenziale di limone
10 gocce di olio essenziale di timo
10 gocce di olio essenziale di Ylang Ylang


Nota importante: Quando si usano gli oli essenziali occorre tenere presente che si tratta di sostanze molto potenti, vanno quindi usate nel modo adeguato, il fatto di essere naturali non vuol dire che siano prive di pericolo, dovete scegliere oli essenziali di buona qualità non confondendoli con gli oli profumati che si comprano alle fiere e che sovente sono a base di prodotti chimici e non oli essenziali estratti in corrente di vapore. Fatevi consigliare da un buon erborista. Evitate di spruzzare questo profumo per la casa su fiamme libere, in compenso va benissimo spruzzato sui calorifici accesi.  Solitamente non macchiano la biancheria da casa, ma se desiderate spruzzare le tende potrebbe essere utile fare una prova in un angolo per sicurezza.


domenica 19 gennaio 2014

La mia speciale Bagna Caoda

La bagna caoda è una ricetta tipica piemontese a base di aglio (tanto) acciughe (parecchie) e olio evo, la chiamano anche la bagna del cardo, tipica verdura autunnale, con questi ingredienti si prepara una salsa calda che versiamo in quello che in piemontese si chiama "fujot" cioè un contenitore in terra cotta individuale, con un buco dove mettere una candela accesa per mantenerla calda la salsa e nella quale intingiamo verdure cotte e crude.

Si dice che la ricetta originale preveda una testa di aglio e un etto di acciughe sotto sale a testa, il risultato è sicuramente buono ma decisamente esplosivo e particolarmente inadatto alla socializzazione.

Ogni famiglia ha la sua versione personale, c'è chi toglie il germe  e lo cuoce l'aglio nel latte prima di unirlo agli altri ingredienti, altri aggiungono panna, burro, noci, tartufo, insomma le varianti sono molte, c'è anche chi usa anche amido di mais per aiutare ad addensare il latte usato per cuocere l'aglio.
Nel tentativo di ottenere una bagna caoda sufficientemente digeribile e che non uccida chi ci circonda nei giorni successivi all'assunzione, ho fatto anch'io le mie prove, senza contare che ho sviluppato anche un'intolleranza all'aglio che mi può portare attacchi d'asma.  Sono comunque arrivata ad una ricetta personale che funziona a parere di molti e che riesco a tollerare Non si tratta di una ricetta light, neanche la bagna caoda autentica lo è, ma almeno la digerirete e i vostri colleghi di ufficio non vi malediranno nei secoli.

Come dicevo ci sono degli ingredienti che non possono mancare: aglio, olio EVO, acciughe, l'obiettivo essendo quello di creare una salsa che avrà un bel fondo denso, aromatico e piacevole in cui intingere le seguenti verdure cotte:  patate, carote, peperoni abbrustoliti, cipolle cotte al forno, barbabietola cotta al forno, topinambour lessati, cavolfiori a cimette;
ma anche verdure crude: finocchi, peperoni, cavolo verza, sedano, topinambour, porri (questi ultimi sono ancora migliori se dopo averli puliti si mettono in un bicchiere di vino rosso per farglielo assorbire, diventeranno rosati) e soprattutto dei cardi possibilmente gobbi, ben puliti per eliminare i filamenti.

Contrariamente alla ricetta originale, io uso solo uno spicchio di aglio a testa, al quale tolgo il germoglio se presente (nel tempo sono addirittura arrivata ad usare un solo spicchio in totale).
Metto sul fuoco con uno spargifiamma un tegame di coccio, con dentro circa mezzo bicchiere di olio a testa, aggiungo l'aglio tagliato a pezzi grandi  e lascio cuocere a fuoco molto basso, l'aglio deve cuocere ma non friggere,  ci vorrà parecchio, almeno una buona mezz'ora, se occorre si può poi schiacciare con una forchetta una volta ammorbidito, a questo punto aggiungo le acciughe.  Meglio usare quelle dissalate, ma per facilità si possono usare anche i filetti sott'olio, cercando di evitare le acciughe conservate in olio di semi vari, l'ideale e che siano belle morbide e polpose. Trattandosi di acciughe già disliscate, le dosi saranno minori:  circa 40/50 grammi a testa.
Si fanno cuocere le acciughe in modo che si disfino completamente, sempre a fiamma bassa,  possiamo aiutarci con una forchetta e nel contempo approfittiamo per schiacciare anche l'aglio in modo da disfare il tutto, cosa che sarà possibile solo se si sono cotte piano piano.

A questo punto entrano in gioco gli ingredienti aggiuntivi, personalmente non uso ne panna, ne burro, ma uso il mascarpone al posto,  la dose varia in funzione di quanta bagnacaoda si deve preparare, diciamo che ne metto almeno un paio di grosse cucchiaiate ben piene.  Man mano che il mascarpone fonde, noterete che il fondo inizia a legarsi e a diventare cremoso, è normale comunque che sopra ci sia uno strato di olio.  Chi lo desidera può aggiungerci un pezzetto di tartufo nero tagliato a fettine oppure un pochino di burro al tartufo, si tratta di un aroma che si adatta molto bene. 

Ecco fatto, si mettono tutte le verdure in ciotole individuali, si apparecchia la tavola con i fujot (attenzione la candela va accesa solo dopo aver messo la salsa dentro se no si rischia la rottura del contenitore) e ognuno intinge le verdure che preferisce.  Se avete un avanzo di polenta, può essere molto utile per ripulire il fujot una volta finito di mangiare la bagnacaoda, ma ci sono anche altri modi, per esempio si può finire aprendo un uovo nel fondo rimasto e girando si assorbe il tutto, l'uovo cuocerà con il calore della candela.  Se non volete esagerare va bene anche un uovo di quaglia.

Solitamente con la bagna caoda si beve vino rosso, tipo barbera o dolcetto,  visto che si tratta di un piatto piuttosto ricco, prima servo un piccolo antipasto non troppo pesante, e dopo, chi lo desidera può avere un pezzetto di formaggio, come dessert un dolce non troppo cremoso è l'ideale, come una torta di mele per esempio, anzi magari il Blinz di mele di cui vi metterò la ricetta prossimamente.

La foto non è mia l'ho presa in prestito qui


In conclusione ecco le dosi per 4-6 persone:

da 1 a 4 spicchi di aglio (meno ne usate, meno puzzerà l'alito, più digeribile sarà)
2 - 3 bicchieri di olio EVO
200 - 250 gr di filetti di acciughe (peso a pulito) o
2 - 4 cucchiai colmi di mascarpone
facoltativo: un pezzo di tartufo nero oppure un cucchiaio di burro al tartufo da sciogliere alla fine

mercoledì 15 gennaio 2014

La Dieta del Supermetabolismo

Guardate cosa ho qui


Mi è appena arrivato il libro in Italiano, è molto interessante e sono certa che vi piacerà un sacco, ho scattato le foto alla prefazione perché mi sembra molto illuminante spero che riuscirete a leggerla.







Ho un paio di segnalazioni da fare:

Nelle ricette si cita la parola ciotola, senza dare ulteriori dettagli, si riferisce alla CUP americana quindi si tratta di una tazza del volume di circa 240 ml che va usata per misurare i cibi a volume appunto e non a peso come siamo abituati noi.

Per quanto riguarda le porzioni consigliate, nel libro viene spiegato che fino a 10 kg di peso da perdere le porzioni sono quelle citate, se il peso da perdere è maggiore, si aumenta di mezza porzione ogni 10 kg da perdere, quindi se si devono perdere 50 kg, la porzione dovrebbe essere aumentata a 2,5.  Tuttavia, Haylie Pomroy, nel suo blog ha fatto una modifica a queste indicazioni in quanto le porzioni posso diventare veramente enormi e difficili da assumere.  In pratica se i chili da perdere sono più di 10 si aumentano le proteine e i cereali a una porzione e mezza e si consumano a volontà tutte le verdure desiderate (questo delle verdure è comunque valido per anche per chi ha meno di 10 chili da perdere, verdure sempre a volontà, di più e meglio)

Se leggete l'inglese andate sul Blog di Haylie Pomroy, potete raggiungerlo anche dalla sua pagina di FB, ci sono molte altre ricette e altrettanti suggerimenti per risolvere un sacco di problemi di ordine quotidiano.

lunedì 6 gennaio 2014

TORTA DI NOCCIOLE DELLE LANGHE

Recentemente siamo stati a trovare una persona in Monferrato, e ci hanno offerto una deliziosa torta di nocciole che a mio marito è piaciuta molto, detto fatto, ecco la mia versione.

Ingredienti:

250 gr. di nocciole sgusciate e tostate
150 gr. di zucchero diviso in 50 e 100 gr (la ricetta prevedeva 200 gr totali ma era troppo dolce per noi)
4 tuorli e 6 albumi
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia

Procedimento:
Tritare le nocciole in un robot con 100 gr. di zucchero il pizzico di sale e la vaniglia, non tritare troppo per evitare di far uscire l'olio dalle nocciole.
Unire i tuorli e tritare nuovamente.

A parte montare gli albumi a neve ben soda, aggiungerci i 50 gr. di zucchero rimasti e montare bene.

Prelevare una cucchiaiata di albumi e unirla alle nocciole per ammorbidire l'impasto, poi travasare le nocciole in una terrina e unirvi gli albumi a neve mescolando dal basso verso l'alto evitando di smontarli troppo. Otterrete un impasto morbido e spumoso.

Versare in una tortiera foderata con carta da forno e infornare in forno caldo per 40 minuti.
Verificare la cottura con uno spiedino che deve uscire perfettamente asciutto.

Sfornare e lasciare raffreddare su una gratella.
Otterrete una torta morbida e saporita, perfetta da servire con lo zabaione della ricetta precedente.

No ho potuto fare la foto, quindi ne ho scelta una dalla rete che rendesse l'idea, qui, dove ne trovate anche una versione alternativa, forse troppo dolce a mio parere.


domenica 5 gennaio 2014

Lo zabaione col trucco

Questa è una ricetta tratta da quelle del grande Luca Montersino, si tratta di un metodo alternativo a quello classico e che prevede l'uso di una piccola dose di amido di mais.

solitamente calcolo 1 tuorlo a testa se si è pochi e riduco i tuorli man mano che aumentano i conmensali, cioe 5 tuorli per 5 o 6 persone 6 pet 7-8 perchè le porzioni sono generose

per ogni tuorlo occorrono 20 gr di zucchero, 28 di marsala e 3 gr. di amido di mais

Procedimento:

si montano i tuorli con lo zucchero in una terrina aggiungendoci anche l'amido di mais, devono essere molto ben montati e bianchi, attenzione, occorre sciogliere bene lo zucchero, l'amido tende ad enfatizzare l'imbianchimento quindi meglio montare ancora un po'.

Una volta ben montati, si mette un tegamino sul fuoco con dentro il marsala e lo si porta a bollore.
Sempre sul fuoco, si uniscono i tuorli montati e si osserva, appena il marsala inizierà a comparire sui laterali del tegame, si deve essere pronti con la frusta e si inizia a mescolare.
All'inizio il preparato risulta liquido, poi man mano che si monta inizia a diventare denso, le uova si scalderanno, abbassare leggermente la fiamma ma non spegnere e continuare a mescolare fino ad ottenere una bella crema densa, non eccedere con la cottura per evitare l'effetto frittata.
travasare immediatamente con una spatola in una terrina e servire caldo oppure lasciarlo raffreddare per ulteriori preparazioni, Montersino dice di metterci la pellicola a contatto per evitare sia l'effetto condensa che la pellicina superficiale, ma vi confesso che a me l'idea di mettere la pellicola a contatto con un cibo caldo e grasso non mi attira, quindi lascio raffreddare leggermente e copro solo la terrina.

Tempo di preparazione totale, massimo 10 minuti comprese le pesature degli ingredienti

Con questa tecnica si riesce ad evitare che la crema si separi leggermente quando si deve lasciar il prodotto raffreddare per altre utilizzazioni.


sabato 4 gennaio 2014

Il pane senza impasto

Continuo con le ricette promesse alla Cugina Rita, anche in questo caso si tratta di una ricetta che ho già proposto in passato ma che ripropongo volentieri perché mi da sempre tante soddisfazioni.
Ingredienti:


500 gr. di farina a scelta (io ho usato quella di grano duro bio, leggermente spessa) ma vanno bene tutte le farine per panificazione, ho già usato sia kamut che farro con ottimi risultati.

1 grammo di lievito secco (un piccolo cucchiaino raso)
1 cucchiaino e mezzo di sale
350 ml di acqua tiepida


il metodo:


Si mette la farina in una ciotola capiente, si aggiunge il lievito secco e il sale e si mescola, poi si unisce l'acqua e si mescola per raggruppare bene gli ingredienti, tempo massimo un minuto.


Si mette la terrina in un sacchetto di plastica ben chiuso e si lascia lievitare a temperatura ambiente dalle 12 alle 18 ore. Solitamente mi organizzo per impastare nel pomeriggio o verso sera, così al mattino al risveglio passo alla seconda parte.
Passato il tempo si infarina leggermente un piano di lavoro (non serve molto spazio) e si ribalta il "blob" ottenuto sulla farina, si spolvera di farina anche la superficie dell'impasto e, sempre con le mani ben infarinate, si schiaccia un pochino con le dita per allargarlo. (Dobbiamo ottenere un rettangolo grande più o meno come un computer portatile) (lo so la mia è una deformazione professionale, ma trovo che la dimensione renda bene l'idea).

A questo punto si devono dare le "pieghe", si piega in 3 l'impasto, portanto il lati corti verso il centro accavallandoli uno sull'altro, lo stesso si fa nell'altro senso, sempre portando un lato verso il centro e accacallandoci sopra il secondo lato corto. Otterremo una specie di cubo che deve riposare qualche minuto.

Nel frattempo dobbiamo decidere dove mettere l'impasto per l'ultima lievitazione, si possono usare diverse tecniche, la più semplice è quella di prendere una terrina più piccola di quella usata per la prima lievitazione, pennellarla con olio e poi cospargerla con, a scelta: crusca, semi di papavero, semi di lino, semi di girasole, semi di sesamo, o anche solo polenta grossa.
La stessa cosa potete farla con uno di quei cesti di paglia intrecciati molto fitti tipo i cestini sardi, che naturalmente dovrete dedicare a questo uso, e che ungerete con un pennello di volta in volta prima di cospargerci i semi prescelti. Il medoto del cestino è simpatico perché lascia un segno sulla pagnotta cotta.

Una volta predisposto il contenitore, ci si infarinano bene le mani, si prende delicatamente in mano l'impasto, e lo si ribalta a testa in giù dentro il contenitore scelto. In questo modo le pieghe saranno a contatto con i semini. Si mette la terrina in un sacchetto di plastica chiuso e si lascia lievitare ancora per altre 2 ore.

Ora viene il bello, 15 minuti prima che siano trascorse le 2 ore, si deve accendere il forno a 230 gradi, e farlo scaldare bene, con dentro una bella pirofila, di qualsiasi materiale, ma con il coperchio. Io ho usato una pirofila di vetro, deve diventare bollentissima.

Ultima tappa, si apre il forno, si estrae la pirofila e si scoperchia (attenti alle ustioni),  Si prende la terrina dal sacchetto tenendola con i pollici sul fondo e con le dita sui bordi e si ribalta nuovamente l'impasto nella pirofila bollente, ora i semini sono sulla superficie, si richiude col coperchio e si rimette in forno per 30 minuti. (Naturalmente questa procedura deve essere fatta velocemente per non raffreddare troppo il forno) Non preoccupatevi se nel ribaltamento l'impasto non cade perfettamente centrato, si aggiusterà da solo,  Non dovete mettere niente nella pirofila, niente carta forno, niente olio.

Trascorsi i primi 30 minuti, si apre il forno, si toglie il coperchio e si lascia cuocere di nuovo per altri 15 minuti.

Deve diventare dorato e croccante.
Una volta cotto, si estrae la pirofila e si ribalta il contenuto su una gratella di legno per farlo raffreddare, vedrete che il pane si stacca senza nessun problema.
Appena uscito dal forno, avrete l'impressione che il pane sia venuto troppo duro anche se bellissimo, man mano che raffredda inizierete a sentire degli scricchiolii nella crosta e dopo circa 10 minuti se schiaccerete la crosta vedrete che cederà sotto le dita.

Il pane della foto è il primo che ho fatto con questa tecnica, viene sempre benissimo, se provate questa tecnica, credo che vi conquisterà come ha conquistato me.

Se volete vedere dei filmati sulla preparazione di questo tipo di pane, andate a dare un'occhiata a questo sito: http://www.breadtopia.com/ è in inglese, ma i filmati sono molto chiari comunque. Il pane che cercate si chiama "no knead bread"

venerdì 3 gennaio 2014

Lemon Curd - o come usare i limoni da cui avete tolto la buccia per fare il limoncello

Questa ricetta l'ho già proposta in passato, ma la ripropongo volentieri visto che si abbina bene a quella del limoncello.

Vi avverto che si tratta di una bomba calorica, quindi vi suggerisco di prepararla magari in previsione di qualche regalo fatto in casa.

Con questa dose si ottengono diversi vasetti, dipende molto dalla capienza, ma almeno 8.

Burro fresco a temperatura ambiente gr. 200
Zucchero 900 gr.
Uova freschissime 12
Limoni sugosi 8

Grattugiare la scorza di uno dei limoni lasciandola cadere in unacasseruola d’acciaio (mai d’alluminio) a fondo spesso.  (Se non avete altri limoni da grattugiare, potete anche usare una decina di gocce di olio essenziale di limone di ottima qualità, io ne ho sempre in casa per ogni evenienza serve a molte cose)

Spremere dentro il succo dei limoni unendovi il burro ammorbidito e lo zucchero (meglio filtrare il succo prima di versarlo nella pentola)
Porre la casseruola su fuoco debole e mescolare adagio, finchè il burro si sia sciolto e amalgamato al succo, che dovrà rimanere ancora tiepido.
Ora versare dentro le uova sbattute, (basterà sbatterle bene prima, ma se volete fare ancora meglio, provate ad eliminare anche la pelle del tuorlo, una volta sgusciate le uova, basterà pizzicare il tuorlo e tirare, verrà via la pellicola che lo tiene insieme) 
Sempre a fuoco moderato mescolare adagio fintanto che la marmellata divenga densa e d’un bel colore dorato. Vigilare costantemente perché non deve assolutamente bollire.
Appena si noterà il primo sbuffo di vapore, che indica l’inizio dell’ebollizione, levare subito la casseruola dal fuoco versando la marmellata in vasi di vetro ben pulito e chiudere ermeticamente, rigirando il barattolo sul tappo. Quando il vaso si è raffreddato, collocarlo in un luogo fresco asciutto e scuro. Si mantiene inalterato per almeno tre mesi. Per sicurezza, visto che difficilmente si creerà il vuoto nel barattolo, io li conservo in frigorifero.

Provate ad usarlo al posto della crema pasticcera per una crostata di fragole, oppure all'inglese spalmato sopra un cheese cake classico.
Crea dipendenza.
La stessa ricetta si può applicare anche ad altri agrumi, ma per mia esperienza quello al limone è senz'altro il migliore per l'equilibrio che si ottiene tra dolce, agro e cremoso.

Nota importante: visto che le uova non devono assolutamente cuocere (otterreste una frittata dolce) dovete sorvegliare attentamente, ma nel caso in cui spegneste il tutto appena un minuto troppo tardi, potete cercare di rimediare frullando il tutto con un frullatore ad immersione, dopo di che filtrate la preparazione attraverso un colino a maglie non troppo fitte per trattenere le particelle di albume cotto che sarebbero brutte da vedere.

Il Limoncello di Marinella

Durante queste feste abbiamo avuto come ospite la cugina Rita dall'Australia, poverina si è rotta un piede appena arrivata e questo ha compromesso molto della sua vacanza, ma abbiamo cercato di farla sentire a casa per quanto fosse possibile.
Le ho fatto assaggiare un po' di cose che preparo e visto che le ha apprezzate le ho detto che avrei postato queste ricette per permetterle di ripeterle a casa, quindi ecco la prima, il mio Limoncello, fatto con fantastici limoni biologici siciliani, ci arrivano con il gruppo di acquisto dalla cooperatica Le Galline Felici che si trova nei dintorni di Catania.

Ingredienti per ca. 2,5 litri di prodotto finito

la buccia di 8 - 12 limoni (dipende dalla dimensione) (mi raccomando non eliminate i frutti che li useremo per un'altra ricetta molto saporita.
1 litro di alcol a 95 gradi
800 gr. di zucchero
1 litro di acqua
un barattolo di vetro con chiusura ermetica che possa contenere il litro di alcool con le bucce
bottiglie da mezzo litro riciclate, ben lavate e senza etichette, (io uso solitamente quelle dell'aceto di mele o della soluzione shoum)

Lavare bene i limoni per togliere la polvere, asciugarli e con un pelapatate asportare solo la parte gialla della buccia che metterete nel barattolo di vetro.
Versarci sopra il litro di alcol e chiudere ermeticamente.
Lasciare in infusione da 3 a 7 gg agitando ogni tanto il barattolo, vedrete che l'alcol diventerà rapidamente giallo.
Trascorso il tempo, filtrare l'alcol per recuperare le bucce, e metterle in un tegame (rimettere l'alcol nel barattolo e chiudere) 
Alle bucce unire lo zucchero e l'acqua e portare a bollore per fare sciogliere bene lo zucchero
Lasciare raffreddare completamente (io solitamente preparo lo sciroppo la sera) al mattino filtrare lo sciroppo per eliminare le bucce (tenerle da parte)
In un contenitore capace mescolare bene lo sciroppo di zucchero con l'alcol e imbottigliare, idealmente andrebbe filtrato ancora una volta prima di imbottigliare meglio se con un filtro di carta, per ottenere un prodotto più limpido, personalmente non lo faccio, mi piace avere un prodotto leggermente velato, agito solo la bottiglia prima di servire.
Si conserva benissimo moltissimo tempo, non richiede di essere refrigerato, ma meglio consumarlo ben freddo quindi la bottiglia che state usando la potete conservare anche in freezer per averla sempre pronta quando servee.

Vi ho detto di tenere da parte le bucce, per chi non vuole sprecare niente, potete mettere le bucce in un robot e unirci qualche cucchiaio di miele, frullate bene il tutto e otterrete una pasta di limone che potrete utilizzare per aromatizzare dolci o tisane a piacere.

Per quanto riguarda cosa fare con i frutti sbucciati, appuntamento alla prossima ricetta, mi raccomando aspettate a fare il limoncello così farete due cose insieme.

L'immagine non è mia, l'ho presa dalla rete qui:


 

giovedì 2 gennaio 2014

Comunicazione di servizio

Da oggi il calderone è anche su Facebook, mi potete trovare anche qui:

https://www.facebook.com/ilcalderonedimarinella

Venite a trovarmi e magari mettete un mi piace se volete.


mercoledì 1 gennaio 2014

La Dieta del Supermetabolismo - The fast metabolism diet

Prima di tutto approfitto di questo post per augurare a tutti un felicissimo 2014, che porti a tutti il meglio, e magari che ci aiuti anche a dimagrire visto che ci siamo.

A questo proposito guardate un po' cosa ho qui?




Si tratta della sovracopertina del libro di Haylie Pomroy :

The Fast Metabolism Diet, finalmente tradotto in Italiano!!!!!!

Come vedete in italiano il titolo è stato tradotto in 

LA DIETA DEL SUPERMETABOLISMO 

che sicuramente rende molto bene l'idea.

Adesso ecco la Bomba:

Il libro in Italiano esce in tutte le librerie il 14 Gennaio, Edito da Sperling & Kupfer.

Appena in tempo per finire eventuali avanzi dei festeggiamenti di fine anno e attivarsi per rispettare finalmente almeno uno dei buoni propositi che facciamo tutti gli anni:

Quest'anno mi metto a dieta e perdo ....... chili, 

lascio lo spazio vuoto così potete scrivere i chili che desiderate perdere.

Ok mi direte che di diete ne avete fatte tante, che questa e solo l'ennesima inutile e inattuabile dieta, che alla fine sono tutte uguali e punitive, che non volete dover pesare tutto quello che mangiate e fare la fame,  che alla fine sono tutte squilibrate, e che i chili che si perdono si  recuperano tutti appena si smette.

Lo so, ho fatto anch'io questo tutti questi pensieri, ma in questo caso è finalmente tutto diverso, questo sistema alimentare (perchè di questo si tratta) funziona! Anzi funziona proprio bene e fa dimagrire anche quelle persone che solitamente sono più in difficoltà, parlo di donne in menopausa, di persone senza la colecisti o con problematiche di tiroide, di persone che per problemi di salute devono assumere farmaci ecc..., finalmente dimagriscono anche loro, imparerete a riconoscere i cibi che per voi sono problematici non eliminandoli, ma usandoli con sapienza e potrete personalizzare il vostro mantenimento perchè sia adatto a voi e al vostro modo di vita ... quindi non avete più scuse!

Questo regime alimentare vi permetterà di mangiare quasi a volontà, anzi non dovrete assolutamente saltare i pasti, mangiare è essenziale, non si fa mai la fame, si pesa poco, si consumano cibi buoni e salutari, variati e piacevoli, che andranno a lavorare sul nostro metabolismo, riparandolo e attivandolo per far si che si dimagrisca MANGIANDO e non DIGIUNANDO.

Unico limite: Voi stessi, dovete solo decidere di mettervi seriamente in gioco,  fare 28 gg consecutivi impegnandovi coscienziosamente, e soprattutto dovete voler sperimentare, assaggiare, magari tentare cibi nuovi o che non mangiate da molto tempo, potreste essere piacevolmente sorpresi.  Non si tratta di un sistema alimentare punitivo, anzi, dovete trovare il modo di prepararvi cibi che vi piacciano, che vi attirino e che soprattutto siano saporiti e gradevoli.

Certo non tutti gli organismi reagiscono allo stesso modo e forse dovrete fare settimane supplementari per raggiungere il vostro obiettivo, ma quando vedrete la bilancia reagire non immaginate neanche quanto stimolante questo possa essere!  E poi si mangia veramente di tutto, non correte il rischio di avere delle carenze nutrizionali, anzi vi sentirete presto molto più attivi e pieni di energia, e la parte migliore e che se per qualche motivo, dopo i 28 gg, dovrete consumare un pasto non "a norma", scoprirete che il vostro supermetabolismo vi aiuterà moltissimo a non aumentare immediatamente di 3 chili come capita adesso quando si fanno altre diete.
Vedrete, sarà una scoperta dietro l'altra, imparerete a conoscere il vostro organismo e avrete in mano un metodo che vi permetterà di stare bene e di non prendere più il peso perso.

Quindi, se questo è il vostro anno,  adesso sapete cosa dovete fare il 14 gennaio

Io verso metà mese ricomincio l'avventura, per ora ho perso 15 chili, ne ho probabilmente ripresi un pochini, ma non molti, (non mi sono pesata), perché i vestiti non stringono, ma ne ho molti da perdere quindi si ricomincia presto.