sabato 25 giugno 2011

Frittatine in tema con il post sugli avanzi

Vi dico subito che non ho fatto le foto, appena preparate queste frittatine sono tutte partite per la cena del club di fotografia dell'architetto.
Sono state talmente gradite che ho pensato di mettevi la ricetta.

Ieri al mercato ho acquistato un bellissimo mazzo di carote con tutte le foglie (adoro le carote con le foglie), e anche un grosso mazzo di rapanelli. Il fruttivendolo mi ha anche omaggiato di un po' di menta (non sapeva che nel mio giardino ne ho un'invasione).

L'Archi doveva andare alla cena di fine anno del suo club e solitamente ognuno porta qualche cosa,
quindi mi sono inventata su due piedi delle frittatine che fossero facili da trasportare.

Ecco gli ingredienti, non vi do le dosi perché ho fatto tutto a occhio:

6 uova
le foglie tenere di un mazzo di carote (ho eliminato gli steli come si fa con il prezzemolo)
le foglie di un grosso mazzo di rapanelli (sono molto buone)
una decina di foglie di menta (meglio non esagerare, potrebbe coprire tutti gli altri aromi)
una piccola cipolla di tropea
un grosso spicchio di aglio
3 o 4 cucchiaiate di mandorle tritate fini
del pangrattato per rendere l'impasto un pochino più denso
1 cucchiaino di lievito per dolci (non vanigliato)

Ecco tutto, le frittate le sapete fare anche voi, basta sbattere le uova per bene, tritare nel robot tutte le erbette ben lavate e strizzate, unire il tutto alle uova assieme alle mandorle, al pangrattato e al lievito, regolare di sale e friggere a cucchiaiate (io uso un piccolo mestolino) in una padella ben calda con poco olio.

Vengono belle morbide e un pochino spugnose proprio grazie al pizzico di lievito, profumate, belle verdi e dall'aroma delicato.
Provare per credere.

giovedì 23 giugno 2011

Achard de légumes - da provare assolutamente

Questa ricetta in casa nostra va molto, quindi ve la ripropongo anche se mi pare di avervela già citata in passato.

Si tratta di una ricetta tipica dell'isola della Riunione vicino a Madagascar.

prevede l'uso di una specie di zucchina pelosa che in realtà è più vicina ai cetrioli che alle zucchine, in Italia l'ho trovata sia all'Essel****a che da Euro**in, e anche nei negozi di cibi etnici. Ha molti nomi, mi pare che si trovi sotto il nome di chuchu, in francese si chiama chaiotte o christophine, è un frutto tendenzialmente di origine tropicale ma inizia ad essere coltivato anche da noi.
Volendo può essere sostituito con delle zucchine, ma il gusto cambia un po'

Questa foto è tratta da wikypedia

Si possono trovare più o meno pelose a volte anche con degli aculei morbidi, vanno sbucciate con un pelapatate, all'interno ci sono dei semi come nei cetrioli, ma si possono lasciare.

La ricetta per 6 persone prevede: adatta alla FMD e alla PALEO

150 gr per tipo di: carote, chouchou, cavolo verza bianco, fagiolini (che ho sostituito con delle taccole)
50 gr di cipolla
25 di zenzero fresco
2 spicchi di aglio
un cucchiaio di curcuma
peperoncino fresco (se gradito)

Tagliare a listarelle tutte le verdure pulite
Pelare l'aglio e lo zenzero e tritarli fini oppure frullarli con un cucchiaino di sale

Far saltare in olio la cipolla tritata con l'aglio lo zenzero e il cucchiaio di curcuma

Aggiungere il resto delle verdure tagliato a listarelle e far saltare il tempo sufficiente a scottare le verdure senza stracuocerle, devono rimanere croccanti.
Correggere di sale, aggiungere 2 cucchiaiate di aceto e spegnere il fuoco

In pratica si tratta quasi di un'insalata tiepida.

Se si sostituisce la curcuma con del curry, si ottiene la versione che preparano a Madagascar.





giovedì 9 giugno 2011

Cosa fare con gli avanzi di cucina

Mi è improvvisamente balenata l'idea di fare un post sugli avanzi di cucina, molte di noi si ritrovano col dover decidere cosa fare con gli avanzi, a volte è difficile trovare delle soluzioni funzionanti, personalmente cerco di usare al meglio tutto quello che posso, sprecare cibo quando c'è così tanta gente in difficoltà mi sembra proprio un delitto.

Naturalmente anche a me capita di ritrovarmi con un contenitore smarrito in fondo al frigorifero che contiene qualche strano ingrediente, ormai irriconoscibile e peloso (e non mi riferisco al gatto), ma in linea di massima cerco di utilizzare gli avanzi e anche dove possibile gli scarti delle verdure.

Mi è capitato di sentire di persone che non sapendo cosa fare dei bianchi d'uovo avanzali li eliminano, di gambi di porro o di germogli di cipolla gettati in pattumiera solo perché sono verdi, non parliamo degli avanzi di pane che solitamente intasano le nostre case, e di porzioni singole che finiscono gettate perché è troppo poco per riproporlo, insomma cosa fare?




Girando nei blog di tutto il mondo ho scoperto che ci sono persone che riutilizzano le pelli di patata, di carota, di mela ecc...solitamente per farli seccare in forno e ricavarne degli snack, oppure per ricreare un dado vegetale in polvere, personalmente credo che non arriverei a questi livelli, ma per un motivo molto semplice:
Le patate se non sono bio le pelo anche per eliminare la parte più a contatto con il terreno, quindi non riutilizzerei le pelli, idem per le carote, ma visto che solitamente le compro bio, non le pelo affatto, le passo solo sotto l'acqua e le strofino con una paglietta per i piatti, niente sprechi e la pelle non si sente. Ormai compro solo mele bio, e si mangiano con la buccia, purtroppo con quelle anche di coltivazione integrata ho avuto problemi (attacchi di asma se le mangio con la buccia) quindi abbiamo tagliato la testa al toro.

Ecco quindi un po' di cose che faccio abitualmente per ridurre gli scarti:

- Porri, appena arrivano a casa, li pulisco sommariamente, li taglio in un formato pratico per il frigorifero (solitamente in pezzi di una dozzina di centimetri) metto le parti bianche in un sacchetto microforato e le parti verdi in un altro, pronte per essere utilizzate per i vari usi.
Il bianco va nelle insalate o cotto, le parti verdi finiranno nei soffritti, nelle zuppe o nella preparazione di dadi vegetali, e nelle ricette di cucina cinese.

- Cipolle, naturalmente le sbuccio, ma uso anche la parte verde come sopra

- Carote, come detto le strofino e finiscono in pentola direttamente

- Finocchi (le foglie esterne) anche queste, vanno lavate e poi finiscono in sacchetti microforati, saranno poi usate per le minestre o per il dado vegetale.

- stesso discorso per il sedano

Ogni tanto controllo i miei sacchetti microforati e quando vedo che ci sono delle verdurine da liquidare, le taglio a tocchetti, le trito tutte insieme nel robot, ci metto una bella manciata di sale, diciamo circa 30 %, e metto il tutto dentro dei barattoli di vetro. In questo modo ho sempre a disposizione un insporitore millegusti che si conserva a lungo, da usare a cucchiaiate per fare minestre al volo, o da usare come soffritto ecc... anche quando cucino la carne in umido, tutto diventa più saporito e non uso neanche più i dadi vegetali bio acquistati.

Visto che ne ho parlato, i bianchi d'uovo diventano facilmente delle frittate bianche, spolverate con un pochino di sale e del rosmarino, mio marito ne è molto ghiotto.

I limoni in eccedenza oppure quando iniziano ad avere la buccia bruttina (li compro a cassette) li spremo e metto il succo nei sacchettini per il ghiaccio, così ho limone pronto tutto l'anno.

- Il pane: da noi solitamente non ne avanza mai moltissimo, proprio perchè lo faccio in casa, quello casalingo è migliore e rimane mangiabile molto più a lungo, naturalmente non mi metto ad impastare continuamente, uso sovente la macchina del pane, comunque anche da noi ogni tanto avanza, quindi... faccio il pan cotto come minestra serale, soprattutto in stagione fresca, oppure preparo del pangrattato, ma ci sono anche degli ottimi dolci a base di pane e di frutta che si possono fare. Mi ingegno in funzione del periodo e del volume a disposizione, nel frattempo raccolgo gli avanzi in un sacchetto di tela ricamato appeso ad un bel gancio di bronzo.

- Gli avanzi cucinati, ci sono diverse soluzioni, la prima è quella di avere un figlio che si deve portare il pranzo al seguito, quindi solitamente preparo delle mono porzioni che surgelo in contenitori adatti al microonde, così al lavoro si limita a scaldare.

Questo in casa nostra risolve moltissimi avanzi, anche perché cerco di cucinare anche in funzione dei pranzi del pargolo. In questo modo, riesco ad avere una certa varietà e nella misura del possibile cerco di non rifilargli le stesse cose che ha appena mangiato la sera prima.

Gli altri avanzini, finiscono alternativamente, in frittate, minestre, ripieni, oppure nella serata degli avanzi. Per esempio capita di cucinare per degli ospiti, si preparano diverse cose e alla fine ci si ritrova con il frigorifero pieno di un assortimento di cose da liquidare, in questi casi si indice la cena degli avanzi, si mette in tavola tutto, e si spartisce, oppure ognuno sceglie quello che preferisce, in questo modo liquido buona parte dei resti e mi devo organizzare solo nel caso "dell'avanzo dell'avanzo", ma si tratta di poca cosa solitamente. Il trucco è di cercare di presentare queste cose in modo gradevole lo stesso, facendo dei piatti misti ed assortiti, così sono meno tristi.

Bene, adesso passo la mano a chi vorrà raccontarmi cosa fa con i suoi avanzi, e nel prossimo post vi metto la ricetta del pancotto. Aspetto le vostre idee.

martedì 7 giugno 2011

Fermare l'Escherichia killer...



Copio ed incollo dalla newsletter di Eurosalus, sono sicura che molti saranno interessati a leggere questo articolo di Attilio Speciani (— Direttore Sanitario SMA Srl - Servizi Medici Associati— Specialista in Allergologia e Immunologia clinica — Specialista in Anestesiologia e Rianimazione — Medico Diplomato Agopuntore — Direttore Scientifico Eurosalus )
germogli-soia.jpgCon sempre maggiore frequenza, negli ultimi anni l'Escherichia coli torna prepotentemente alla ribalta delle cronache, per ricordarci che la terra va rispettata, e con lei anche l'intestino dei suoi abitanti.
Questo batterio, che di solito ci dà qualche cistite e qualche infezione cutanea, ci mette invece di fronte ad un problema sanitario severo (spesso si tratta di batteri resistenti ormai a tutti gli antibiotici) ma anche a una considerazione globale sulle produzioni agricole ed alimentari che deve essere tenuta in seria considerazione per il futuro della terra.
La Spagna e la Germania litigano e discutono su chi sia il colpevole della prima immissione di batteri nella catena del cibo, e poi magari scopriremo (come è stato negli USA 2 anni fa) che i concimi usati per la fertilizzazione dei terreni sono pieni di antibiotici usati per il trattamento degli animali, e questo seleziona batteri super resistenti che possono diventare altamente patogeni. Alla fine è spesso colpa dell'uomo che non rispetta la terra, e le sue azioni diventano un boomerang che colpisce a caso...
Anche le nostre feci, come quelle degli animali, vanno rispettate. Non si può pensare di somministrare antibiotici per qualsiasi stupidaggine, senza che questo generi nei batteri un tentativo di difesa. E a farne adesso le spese sono alcune persone malate (oggi soprattutto giovani donne) e le molte persone che terrorizzate hanno già smesso di mangiare frutta e verdura e proseguiranno a mangiare merendine parimenti assassine (sul lungo periodo) e dolcificanti tossici come l'aspartame nascosti nei dolcetti ipocalorici.
Mentre vi proponiamo le soluzioni più semplici per difendervi dal possibile contatto con questo batterio intestinale (il lavaggio delle verdure prima di iniziare a tagliarle, ad esempio) vi suggeriamo, se proprio siete terrorizzati dal batterio, di tenere l'intestino in ordine con un ciclo di probiotici (Biodofilus) e di alternare al mattino 3 granuli di Arsenicum album 15 CH a 3 granuli di Mercurius solubilis 9 CH per il prossimo mese.
Chi sta ancora prendendo qualche antiossidante (già iniziato con Fukushima) come Oximix Multi+ o Oximix 1+ è sicuramente ben protetto da difese immunitarie allenate.
Al di là della prevenzione il pensiero va portato sul rispetto delle coltivazioni, sul modo corretto di costruire salute per noi e per il futuro dei nostri figli. Anche di questo gli italiani parleranno quando esprimeranno il loro parere nella prossima tornata elettorale, per i referendum. Di non avere paura a fare un giro ad Amburgo o Stoccarda, dove, fino ad ora, nessuno ha mai richiesto vaccinazioni particolari. Non vorremmo che si dovesse iniziare...

sabato 4 giugno 2011

Clafoutis di ciliegie con latte di cocco e cioccolato

Il nostro alberello di ciliegie, quest'anno ci ha finalmente concesso le sue grazie.

Lo abbiamo da qualche anno, ma non aveva mai fatto molti frutti, 2 anni fa abbiamo colto ben 4 ottimi duroni, maturati sulla pianta e buonissimi, lo scorso anno ci ha concesso una bella manciata di ciliegie, ma quest'anno ne abbiamo colte ben due terrine e mezza, di che fare una bella scorpacciata e anche di preparare un clafoutis quasi classico.

Dico quasi classico perché il clafoutis di ciliegie è un gran classico, anche se si può fare con moltissimi tipi di frutta diversa (meglio se acidula). Questa versione prevede del latte di cocco al posto del latte normale.

Eccovi quindi la ricetta base e le variazioni per farlo al latte di cocco con pepite di cioccolato:


Prima di tutto occorre sapere che serve una pirofila da forno adatta ad andare in tavola.

Ingredienti:

30/50 gr. di burro
zucchero per spolverare
180 gr. di zucchero
75 gr. di farina
3 uova
250 gr. di latte normale o di cocco
volendo un paio di cucchiaiate di pepite di cioccolato
un pizzico di sale
un pizzico di vaniglia naturale
circa 500 gr. di ciliegie (qui duroni) con il nocciolo e senza gambo
mezza bustina di lievito per dolci


Procedimento:

imburrare copiosamente la pirofila (il burro si usa solo qui) e spolverarla con un paio di cucchiaiate di zucchero rivestendo bene anche i bordi.
coprire il fondo della pirofila con le ciliegie intere (circa 500 gr) il nocciolo serve a dare l'aroma non va tolto, avvertite gli eventuali ospiti
pesare tutti gli ingredienti secchi e mescolarli tra di loro
sbattere le uova in una terrina ed unire gli ingredienti secchi, mescolare bene poi aggiungere 250 ml di latte (normale o di cocco), mescolare nuovamente.
se si desiderano, è il momento di unire alle ciliegie le pepite di cioccolato, poi coprire il tutto con l'impasto di uova, zucchero e farina.

Infornare in forno caldo (260° ca.) per 30 minuti circa, l'impasto deve diventare ben dorato.


Sfornare, e lasciare intiepidire.

Si può consumare sia tiepido che freddo, servito in tavola tagliato a fette direttamente dalla pirofila.

Non ho fatto in tempo a fare la foto appena sfornato, quindi vi dovrete accontentare di vedere l'avanzo.

venerdì 3 giugno 2011

INLIGHT

Qualche tempo fa, ho ricevuto una mail nella quale mi si proponeva di provare un prodotto della linea INLIGHT.
Visto che sono molto curiosa ho accettato con piacere e mi sono vista recapitare a casa una confezione contenente una crema cosmetica tutta a base naturale che sono stata molto contenta di provare.

Vi anticipo che non ho avuto nessuna richiesta di parlare di questo prodotto sul blog ma, visto che dopo averlo provato con molta calma, lo ritengo un prodotto interessante, ve ne parlo voltenteri.

La crema che ho ricevuto si chiama: INLIGHT ORGANIC LINE SOFTENER

In realtà è molto più simile ad un balsamo che ad una crema, infatti:

Copio e incollo direttamente dal sito gli ingredienti che la compongono:

"BALSAMO ANTIRUGHE100% biologico - 100% OGM freeCOMPOSIZIONESimmondsia chinensis (jojoba) seed oil, olea europaea (olive) fruit oil, macadamia integrifolia (macadamia) seed oil, cocos nucifera (coconut) oil, helianthus annuus (sunflower) seed oil, cera alba (beeswax), oenothera biennis (evening primrose) seed oil, butyrospermum parkii (shea) fruit butter, lavandula angustifolia (lavender) flower oil, daucus carota (carrot) root extract, rosa damascena (rose) flower extract, calendula officinalis (marigold) flower extract, rosa canina (rose hip) fruit extract, pelargonium graveolens (rose geranium) flower oil, centella asiatica (gotu kola) leaf extract, equisetum arvense (horsetail) leaf extract, plantago officinalis (plantain) leaf extract, vaccinium myrtillus (bilberry) fruit extract, urtica dioica (nettle) leaf extract, citrus limonum (lemon) peel extract, pogostemon cablin (patchouli) leaf oil.Naturally occurring allergens: linalool, citronellol, geraniol, limonene, citral.

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTOQuesto balsamo e' stato formulato per nutrire a fondo la pelle apportando preziosi elementi antiossidanti, rigeneranti, remineralizzanti, elasticizzanti ed emollienti. La presenza dell'olio di carota, ricco di Beta-carotene ne accentua le caratteristiche ristrutturanti e antirughe.Adatto come preventivo e nel trattamento di rughe e cicatrici.Il prodotto e' adatto a qualsiasi tipo di pelle anche le piu' sensibili, arrossate o in presenza di acne, rosacea e infiammazioni cutanee.

MODALITA' D'USO: applicare, massaggiando delicatamente, una piccola quantita` del prodotto nelle aree interessate, due volte al giorno. Il prodotto e' adatto a vegetariani e compatibile col trattamento omeopatico. Ne' il prodotto ne' alcuno dei suoi componenti sono stati testati su animali.CERTIFICAZIONE BIOLOGICA: SOIL ASSOCIATION, UK"

Contrariamente a molti balsami che si trovano in commercio, questo è molto morbido e a mio parere ha un profumo fantastico, la nota di lavanda è molto marcata, estremamente rilassante.
Adatto alle zampe di gallina e al contorno labbra, probabilmente è più indicato come crema da notte vista la "ricchezza" del prodotto, come trattamento da giorno meglio essere molto parsimoniosi. Comunque è molto ricco di ingredienti e non ne occorre tanto, quindi meglio fare attenzione a non eccedere se non si vuole diventare scivolosetti.

Ecco la foto del vasetto, tratta direttamente dal sito

giovedì 2 giugno 2011

Nuovo blog da vedere assolutamente

Dopo lunga insistenza da parte mia, la mia amica Marina si è finalmente decisa ad aprire il suo nuovo blog.

Si chiama Mani di Maggio e se andate a farci un giro, troverete un sacco di cosine bellissime, fatte dalle abili manine di Marina in persona. Questo è il link: click

Vi metto qui una foto tratta dal suo blog, ma vi suggerisco vivamente di andare a vedere quello che riesce a fare, è molto brava e magari lasciatele un commento tanto per incoraggiarla visto che è nuova sulla rete.