lunedì 30 maggio 2011

Aggiornamento sui nuovi esperimenti in fatto di cremine

Non ho ancora fatto foto, ma prossimamente mi attivo anche per questo (devo ricaricare la macchina fotografica) ma sono così contenta che avevo voglia di condividere.

Ultimamente mi sono cimentata in qualche nuovo esperimento di cosmetica, per prima cosa ho provato con il make up minerale home made, in particolare ho fatto degli ombretti: viola, marroncino e una base rosata. Risultato, sono venuti bene! e cosa ancora migliore, tengono bene in posa e non fanno quelle antipatiche righe lungo la piega della palpebra. Voglio ancora lavorare su quello rosato perché lo vorrei ancora più luminoso di quanto sia, ma sono sulla buona strada.

Sempre in tema trucco, ho fatto un fondo tinta fluido, all'inizio temevo di non riuscire visto il colore grigiastro che prendeva, ma si trattava solo della prima fase, alla fine ho ottenuto un prodotto chiaro, leggermente rosato ma senza eccedere, adatto alla mia carnagione pallida, che si stende molto bene, non lascia il segno di demarcazione tra dove è applicato e dove non lo è, non è ne lucido ne grasso, uniforma bene il colorito e tiene molto bene. Sono assolutamente estasiata, il problema sarà forse quello di riuscire a ripetere la prova, visto che ad un certo punto ho continuato ad aggiungere pigmenti ad occhio.

Quali ingredienti ho usato, per la parte grassa di questi prodotti (ne occorre un po' anche in questi) : olio di prugna, noto per essere un olio secco e con un delicato profumo di mandorla, e una punta di burro di carite, dei pigmenti naturali a base di ocre acquistate personalmente nel Luberon (nel sud della francia vicino ad Avignon), si tratta proprio delle ocre che vengono usate nei cosmetici a base di terre naturali, che hanno il vantaggio di colorare moltissimo e di non essere comedogene in quanto non vanno ad ostruire i pori, inoltre non sono allergizzanti perché si tratta di minerale inerte. Sono gli stessi tipi di pigmenti che venivano usati tempo fa dai pittori, quando non esistevano ancora i colori pre impastati moderni. Il tutto viene impastato con l'aiuto di un impasto di diossido di titanio e olio di ricino acquistato già pronto, di cui si usa una piccolissima parte, come legante.
Poi visto che avevo finito le scorte ho fatto uno splendido deodorante naturale a base di oli essenziali, gel di aloe e allume di rocca da spruzzare, funziona molto bene e posso finalmente abbandonare quello commerciale, avevo fatto qualche altra prova in precedenza ma non era mai stata conclusiva e visto che non posso farne a meno, ho continuato ad usare un prodotto per me funzionava molto bene ma che, vista la composizione mi turbava non poco.

Ho anche fatto uno shampoo solido, da usare come una saponetta sui capelli bagnati, e questa volta posso finalmente dire che sono riuscita a fare uno sciampo adatto ai mie capelli finissimi che si annodano molto e con una tendenza grassa alle radici. Non ho neanche bisogno di usare il balsamo, i capelli rimangono puliti a lungo, si districano piuttosto facilmente, il potere lavante è ottimo e posso aggiungere degli oli o dei burri nutrienti senza perdere potere schiumogeno.

Ultimo esperimento, il dentifricio in crema, avevo già fatto quello in polvere che va molto bene, ma volevo tentare un prodotto in pasta, in modo da non dover intingere lo spazzolino in una scatola comune, ho quindi fatto una pasta a base di argilla bianca super fine, bicarbonato di sodio, glicerina vegetale, oli essenziali, e ho messo il tutto in un contenitore "airless" (quelli che hanno il fondo che sale man mano che si usa il prodotto) temevo che il foro fosse un po' piccolo per far uscire il prodotto impastato, invece esce molto bene e anche in questo caso la prova è riuscita con successo.
Adesso sono molto gasata, voglio provare qualche nuova ricetta anche per la casa, ho trovato una ricettina per fare un prodotto anti calcare che mi incuriosisce parecchio.

Seguito alle prossime puntate...

martedì 17 maggio 2011

Come combatto le etichette sui barattoli

Visto che, in funzione delle stagioni, preparo varie conserve e cosmetici fatti in casa, riciclo moltissimi contenitori in vetro e sovente mi ritrovo a combattere contro le etichette incollate in modo praticamente permanente sui barattoli.

Ieri mentre staccavo l'ennesima etichetta mi è venuto in mente che avrei potuto parlarvi di come riesco praticamente sempre a risolvere il problema.

Nel tempo ho sperimentato diverse tecniche, naturalmente ci sono barattoli che basta lasciare in ammollo per un po' e l'etichetta viene via da sola, ma ce ne sono altri che malgrado l'ammollo in acqua bollente sono assolutamente recalcitranti. In questi casi ci sono un paio di tecniche che funzionano piuttosto bene:

Prima di tutto occorre liberarsi della carta appiccicata, per fare questo uso il solito ammollo in acqua calda e una volta ammorbidita la carta, la gratto via con la lama di un coltello o con una paglietta di quelle metalliche arricciate che non arruginiscono e che si usano per strofinare le pentole. Una volta liberi dalla carta, ci rimane una colla apppiccicosa, praticamente impossibile da togliere.

Dopo varie prove, ho scoperto che il sistema migliore è quello di ricorrere sempre alla solita paglietta di metallo, però intrisa di detergente per i piatti concentrato e senza acqua, strofinando in questo modo, man mano che con la paglietta andrà a spostare la colla (questo tipo di colle ha proprio il pregio di spostarsi ma di non mollare) il sapone concentrato impedirà alla colla di aderire nuovamente, quindi con un po' di olio di gomito, si riesce ad eliminare praticamente tutta la colla. Un rapido risciacquo, una verifica del risultato, eventualmente un'altra passata e il gioco è fatto. In rarissimi casi può succedere che si debba ricorrere all'acetone per le unghie per togliere alcune piccole macchiette residue, ma è veramente raro, e comunque in questi casi prima dell'acetone ricorro ad una goccia di olio, che impedisce anche lui alla colla di riappiccicarsi.
Strofino con un pezzo di carta da cucina e il gioco e fatto.

Comunque non arrivo praticamente mai all'olio e all'acetone, la paglietta metallica con il detersivo per i piatti (non diluito) funziona alla grande.

Invece per pulire le bottiglie dell'olio in modo veloce, il sistema più veloce (anche se poco ecologico) è quello di bassare prima sotto il rubinetto dell'acqua calda la bottiglia, l'olio si stacca e galleggiando tende ad uscire man mano che l'acqua trabocca, poi scolo la bottiglia e spruzzo all'interno uno sgrassatore tipo il Ch****clair facendo attenzione a far colare il prodotto sulle pareti della bottiglia. Giro un po', eventualmente passo uno scovolo (ma non serve quasi mai) e risciacquo molto bene, di nuovo facendo traboccare la bottiglia per un po' e poi la svuoto rapidamente rigirando la bottiglia e dando a retro un rapido movimento rotatorio, in questo modo l'acqua all'interno prende a fare un vortice molto forte e si pota via più facilmente i residui di schiuma. Provare per credere.

Ripeto non è il massimo per l'ecologia, ma la bottiglia diventa pulitissima.

Io cerco di usare pochi detergenti di origine chimica, uso aceto, bicarbonato, mi faccio la polvere abrasiva per detergere e sgrassare le superfici, ma in certi casi un po' di Ch***clair mi risolve.



lunedì 2 maggio 2011

Peonie Arboree

E' un po' che non vi faccio vedere foto delle mie bimbe (le orchidee phalenopsis), finalmente le ho tutte in piena fioritura, prossimamente vi posto anche qualche foto, ho avuto grossi problemi tutto lo scorso anno con una malefica cocciniglia cotonosa con la quale ho combattuto strenuamente.
Per averla vinta ho dovuto usare l'artiglieria pesante, ma adesso posso dire di averla sconfitta.

Intanto vi faccio vedere queste magnifiche peonie gialle con screziature arancio, sono di una varietà arborea, resistenti al freddo e che fanno grossi cespugli. Hanno fiori molto grandi e pesanti che finiscono col incurvarsi verso il basso, inoltre se ci piove sopra si appesantiscono a tal punto che diventa difficile poi coglierli.

Queste le abbiamo colte proprio questa mattina appena in tempo, nel pomeriggio abbiamo avuto un nubifragio fortissimo e temo che saranno le ultime che potremo cogliere di questo tipo.

domenica 1 maggio 2011

Il buonissimo dado vegetale di Pat - a crudo -

Questa versione di Dado è molto gradevole e profumato, va bene da usare sia come soffritto che come insaporitore. Si conserva benissimo senza bisogno di frigorifero, comunque meglio tenerlo in un luogo fresco.

Visto che la ricetta originale di Patt (un'amica che non ha blog) prevede una dose molto grande, (abbastanza per il consumo di un anno per 2/3 persone più diversi vasetti omaggio) queste sono state le sue parole, ho pensato di tradurre il tutto in percentuali, così potete farne quanto ne vorrete.
I grammi a sinistra sono quelli della ricetta originale, ho tradotto il tutto in percentuali, il quantitativo a destra è quello che ho fatto io.

Ecco gli ingredienti a peso pulito:


700 gr di carote = 20 % 300
800 gr di sedano = 19,5 % 250
1 kg di cipolle = 24 % 430
200 gr di aglio = 5 % 86
200 gr di basilico = 5 % 86
100 gr di rosmarino = 2,5% 43
1 kg di sale = 24% 430

Procedimento:
Tritare tutte le verdure, Pat trita tutto a mano eccetto il sedano e le carote, io ho messo tutto nel robot.
Trasferire le verdure in un grilletto, aggiungere il sale fino, mescolare molto bene, poi passare le verdure in uno scola pasta appoggiato in un contenitore e lasciare scolare per un paio di ore (regolatevi in funzione del quantitativo che preparate). Una volta scolate le verdure, recuperate il liquido e mettetelo in bottigliette tipo quelle del succo di frutta con tappo a vite, si tratta di un vero dado liquido (attenzione a non esagerare, è salato).
Mettere le verdure tritate dentro dei vasetti della dimensione che preferite, pressando bene, tappare e conservare in un luogo fresco.
Con le dose che vedete sulla destra io ho fatto 2 barattoli da marmellata di quelli grandi, uno medio e uno piccolo + un barattolo grande di dado liquido. Il sapore è ottimo, profumatissimo e va bene con tutto, l'ho già usato nel pesce, nella carne, e nelle minestre.... Fantastico!
Niente foto per ora, ho la macchina scarica, appena la ricarico vi faccio vedere cosa viene fuori, ma fidatevi è proprio da fare, vi leccherete i baffi.

Nota bene: in questa ricetta non è previsto il prezzemolo, perchè è meglio non farlo cuocere, quindi se volete aggiungerlo, meglio unirlo in fine cottura (io lo trito e lo surgelo in un barattolo con l'imboccatura larga, quando mi serve mi limito a grattare la superficie con una forchetta e il gioco è fatto.