domenica 31 gennaio 2010

Additivi negli alimenti

Sul sito della Leva di Archimede ho trovato l'elenco completo degli additivi alimentari con il relativo significato e una legenda che ci dice se il prodotto è pericoloso o meno.

Mi riferisco al mefitico elenco delle E. -- per esempio E621 = glutammato monosodico

Se volete scaricarvi l'elenco per averlo con voi quando andate a fare la spesa, ecco il link: click

Troverete un articolo sull'aspartame e il sodio benzoato, all'interno del quale c'è il link ad un pdf con l'elenco in questione. Quindi scorrete la pagina è interessante da leggere, e verso il basso trovate il link.

Ad integrazione di questo post, aggiungo anche il link che mi ha suggerito Terry, che è veramente molto interessante: click

martedì 26 gennaio 2010

integrazione al post precedente

Nel precedente post, non ho detto che stanno uscendo delle nuove pentole antiaderenti con un rivestimento ceramico. Al momento sono l'unica alternativa alle pentole in teflon, in quanto il rivestimento ceramico non contiene ne PFOA ne PTFE.
Per ora non esistono analisi che specifichino eventuali problematiche per la salute in seguito all'uso di questo nuovo tipo di rivestimento antiaderente.
La ceramica usata subisce un trattamento all'acqua quindi apparentemente non dovrebbero emettere sostanze nocive. Tuttavia, leggendo le esperienze fatte in america sembra che occorra scegliere materiali di ottima qualità che garantiscano la durata del rivestimento, pare che con pentole particolarmente economiche ci sia il rischio che il rivestimento si sfogli con la conseguenza di una durata inferiore.
Quindi, anche se al momento sono l'unica soluzione alternativa al Teflon, le pentole con rivestimento ceramico, non possono essere considerate come l'acquisto da fare una sola volta nella vita.

lunedì 25 gennaio 2010

Parliamo di pentole


E' da un po' che volevo scrivere un post che parlasse di pentole in particolar modo di teflon, stavo proprio cercando delle informazioni corrette al riguardo, quando ho trovato proprio nella rivista citata nel post precedente, l'articolo che faceva per me.

Vi riporterò quindi buona parte di questo istruttivo articolo, nella speranza di riuscire a convincere chi di voi usa ancora le pentole in teflon a desistere immediatamente.

"Adorate le pentole ereditate dalla nonna? La padella che vi garantisce crèpes perfette ad ogni colpo, la cocotte a fondo spesso nella quale cuociono piatti che vi hanno dato la fama di cordon bleu?

Questi non sono motivi per non porsi delle domande. I materiali che costituiscono le nostre batterie da cucina, non sono tutti uguali.

Non continuate a trascinare le vostre vecchie pentole

Quando Dupont de Nemours brevetta nel 1945 il marchio Teflon, inizia in cucina l'era delle pentole che antiaderenti. La molecola sviluppata dalla società americana si chiama Politetrafluorietilene (PTFE) e per produrla occorre dell'acido perfluorooctanoico (PFOA).
Le proprietà antiaderenti del PTFE permettono di cuocere un uovo al paletto senza grassi.

Il Teflon invade le nostre cucine a partire dagli anni 60. Ma molto in fretta sopravvengono i dubbi sulla sua innocuità. La Environmental working group (EWG) è la prima ONG a seguire il caso. In seguito alle sue pressioni, Dupont finirà col ammettere, dopo aver nascosto i fatti per 20 anni, che i loro impiegati che lavoravano alle padelle antiaderenti hanno avuto problemi di salute. Sempre grazie a EWG, Dupont sborserà oltre 100 milioni di dollari tra multe, risarcimenti ed interessi, per aver inquinato i corsi d'acqua vicini ai suoi stabilimenti.

In fondo cosa riproveriamo a queste molecole? Secondo EWG una di queste padelle scaldate a secco può uccidere dei canarini... Dupont afferma che il suo Teflon emana particelle tossiche solo se scaldato oltre i 240° e in modo consistente solo dopo i 340°. La società continua a martellare che queste temperature non saranno mai raggiunte in condizioni normali di cottura. Veramente? Degli studi fatti nel 2003 da EWG dimostrano che una padella antiaderente scaldata a secco raggiunge i 380° in 3- 4 minuti! Le sue emanazioni possono in questo caso ammazzare un uccello di piccole dimensioni presente nella stanza.
In quanto al PFOA, è accusato di accumularsi nell'ambiente e nell'organismo umano. Nel suo studio fatto nel 2005, "Toxiques en héritage"(sostanze tossiche ereditate) Greenpeace ha fatto delle analisi sul sangue materno (di 42 donne) e sul cordone ombelicale (di 27 nascituri). L'ONG aveva trovato PFOA in tutti i campioni di sanque materno eccetto uno e nella metà dei campioni
di sangue ombelicale. Alcune studi dimostrano che provocherebbe il cancro nei topi. E nell'uomo? L'agenzia francese della sicurezza sanitaria e alimentare (AFSSA) stima in un suo documento del 13 marzo 2009, che la presenza di PFOA nelle nostre cucine rappresenti "un rischio minimo " per la salute umana tenuto conto dell'esposizone quotidiana relativamente debole a questi rivestimenti antiaderenti. Ma, oltre atlantico, le cose sono viste diversamente. Per l'agenzia americana per l'ambiente (Environment protection agency, EPA), il PFOA è considerato come un probabile cancerogeno. Ha infatti negoziato, con 8 dei maggiori produttori americani di pentole antiaderenti, l'eliminazione del PFOA entro il 2015.

E se facessimo altrettanto? E' quello che prevede di fare la rete ambiente e salute (francese). Ha fatto del PFOA il suo nuovo cavallo di battaglia, dopo il bisfenolo A della plastica alimentare e degli ftalati. La rete cita un recente studio danese in materia, che dimostra che il PFOA è un perturbatore endocrino che diminuisce la concentrazioni di spermatozoi nell'uomo facendogli correre rischi di infertilità. Allora, le gettiamo o no queste padelle antiaderenti? "

L'alluminio, mi da dei dubbi

Studi contradittori si susseguono da decenni, il dubbio persiste: si sospetta che l'eccesso di alluminio nell'organismo abbia un'influenza sullo sviluppo della malattia di Alzheimer. Va quindi usato con cautela in cucina, e soprattutto non messo in contatto con cibi acidi che attaccano l'alluminio assorbendolo. Quindi dimentichiamoci del pesce al cartoccio con limone e pomodoro fatto nella carta di alluminio.
Lo smalto si, ma...

Questa sostanza prossima al vetro ricopre alcune pentole metalliche per renderle più lisce. Nessun problema a condizione che queste pentole vengano coccolate. Lo smalto non ama gli urti, un eccessivo riscaldamento, le righe.... se si fessura, la pentola è buona per essere gettata, in quanto libererà dei sali di piombo utilizzati per colorare lo smalto. Per non sbagliare gli acquisti occorre prendere delle pentole che riportino il marchio di sicurezza.

Il rame, ma non il verde rame

E' impeccabile per riuscire le marmellate e senza pericoli per la salute... a condizione di strofinare le vostre casseruole (con del limone per esempio). L'ossido verdastro che si deposita con il tempo è un autentico veleno.

Il Silicone? da vedere...

Questa sostanza morbida che permette di cuocere dolci senza grassi è ancora troppo nuova per che si conoscano veramente le conseguenze sanitarie derivanti dal suo uso. In teoria gli stampi in silicone devono sopportare temperature fino a 280°, ma secondo la DGCRE, molte non resistono oltre i 240°, liberando molecole nocive nei cibi. Scegliete solo stampi che sopportino le alte temperature e usateli a temperature moderate.

L'inox non intossica

Questa lega di ferro, cromo e nichel non presenta nessun rischio sanitario, diffonde bene il calore soprattutto se i fondi sono spessi, e attacca poco. Il suo solo difetto? Lo sfruttamento delle miniere di cromo e di nichel che sono molto rilevanti per l'ambiente. Ragione in più per conservare le vostre pentole in inox il più a lungo possibile.

Ritorno alla terra

Un valore sicuro millenario in cucina e che ritorna in voga. Non deve essere acquistato alla cieca, assicuratevi che le pentole in coccio non siano ricoperte di vernice o di smalto al piombo, meglio che abbiano i marchi di sicurezza.

E perchè non il pyrex?

Si tratta di vetro che resiste a temperature elevate, poco costoso, senza rischi per la salute, soprattutto se non è colorato.

Avanti con la ghisa

Gli amanti della cucina adorano questa lega di ferro e di carbonio. Sanno che per evitare che gli alimenti si attacchino occorre carezzare le cocottes in ghisa dopo ogni utilizzo con un pochino di olio vegetale, non si può lavarla eccessivamente, per lasciargli un velo di grasso che sarà assorbito dai pori del metallo. Unica precauzione d'uso: non usare la ghisa per conservare gli alimenti perché si ossida."
(articolo di Emanuelle Vibert)

Ecco, alla fine ho pensato di tradurvi tutto l'articolo, così avete informazioni anche sugli altri tipi di pentole. Anche se da quest'articolo si potrebbe pensare che le pentole in teflon non sono poi così pericolose, vi suggerisco vivamente di ricordare che il teflon emana PFOA sempre, tutte le volte che lo si riscalda, è quindi pericoloso anche se è perfettamente integro. Il fatto che si ritrovi nel sangue dei neonati non depone a suo favore, e poi credo che i maschietti dovrebbero riflettere sul fatto che il PFOA porti alla sterilità.

Per concludere, sono molto felice di aver fatto l'acquisto di una nuova bellissima batteria di pentole, in acciaio (dicono chirurgico) con fondo molto spesso, che mi stanno dando grandi soddisfazioni. Pensate che a Natale ho cucinato l'anitra all'arancia, in una pentolona ovale molto grande, posizionata solo sul fuoco che si usa per la macchinetta del caffè al minimo, è il calore era perfettamente diffuso su tutta la pentola. Miracoli della tecnica!

domenica 24 gennaio 2010

Lampadine a basso consumo

Ho già parlato di lampadine a basso consumo, ma ho pensato di tradurvi un articoletto apparso in una delle mie riviste preferite "Quelle Santé" del mese di gennaio 2010.

Credo che sia utile che questo genere di cose si sappia.

"Cielo, ho rotto una lampadina a basso consumo!

Rompere una lampadina a basso consumo non porta la felicità, e può decisamente portare sfortuna.
Perché il mercurio che viene rilasciato è altamente tossico e può provocare, tra l'altro, emicranie, vertigini, problemi di udito, diminuzione della visione, disordini neurologici irreversibili. Ma anche dei deficit al sistema immunitario e cardiovascolare...
Delle precauzioni sono d'obbligo. Prima di tutto, aerare la stanza aprendo le finestre ed evacuando i luoghi per 15 minuti prima di procedere alla pulizia. Non usare l'aspira polvere per evitare di spandere il mercurio nella stanza e per non contaminare l'apparecchio.
Infilate dei guanti e procedete a raccogliere i cocci e a pulire la zona del misfatto, poi mettete il tutto in un contenitore ermetico. Come per le lampade usate, i cocci andrebbero portati in un'isola ecologica. E soprattutto occorre continuare ad areare i luoghi per alcune ore."

mercoledì 20 gennaio 2010

Olive aromatizzate all'arancia o al limone

Noi siamo golosi di olive, in tutti i modi, normali, piccanti, nere, verdi...
Ma c'è un modo che ci piace particolarmente e questo è il periodo giusto per prepararle.

Si tratta banalissimamente di olive aromatizzate con della buccia di arance e di limoni, entrambe o solo una dei due.

Per prepararle occorrono delle belle olive verdi o nere, se contate utilizzarle entro breve tempo, è meglio usare delle olive snocciolate che prenderanno il condimento più velocemente, se invece avete tempo a disposizione prima di consumarle, potete usare delle belle olive grosse con il nocciolo.

Dicevo, occorro delle belle olive, la buccia di un arancio o di un limone, o entrambi prelevato con un riga limoni oppure con un pela patate e poi tagliate a juliennes finissime, uno o due spicchi di aglio (dipende dalla quantità di olive) e olio per coprire il tutto.

Si mettono le olive in un barattolo da conserva grande abbastanza da contenerle comodamente, man mano che si introducono le olive nel vaso, si aggiungono le scorzette e gli spicchi d'aglio, a voi decidere se metterli tagliati a metà oppure no, una volta riempito il boccale, si copre il tutto con del buon olio EVO si chiude il barattolo e si conserva in un luogo fresco ma non in frigo.

Occorre attendere alcuni giorni prima di assaggiarle, ma vi assicuro che sono una bontà, inoltre l'olio aromatizzato è ottimo per condire delle insalate oppure per cucinare.

Piccoli trucchi:

Per accelerare i tempi di macerazione, si possono usare olive snocciolate, poco aglio in polvere, una goccia di olio essenziale di limone e una di olio essenziale di arancio, e naturalmente delle buccette per la decorazione, in questo modo le olive sono buone da mangiare in un paio di ore.

Se usate olive grosse intere, meglio prepararle con diversi giorni di anticipo, più stanno a macerare più buone diventano. Io alterno alle olive delle fettine sottilissime di limone con tutta la polpa, (taglio delle fette sottili dal limone e le riduco in quartini) aggiungo le scorzette di arancio, e uno spicchio di aglio tagliato a metà e copro d'olio come al solito. Poi lascio macerare almeno una settimana, il sale delle olive salerà anche i pezzetti di limone che diventano buonissimi.

Per rendere le vostre olive ancora più particolari, potete farle marinare coperte con del Gin per un paio di giorni, poi procedete al condimento come sopra, una vera specialità!

Dimenticavo di dirvi che questo è un ottimo sistema per conservare le olive una volta tolte dalla loro salamoia.

Sterilizzazione e sotto vuoto


Siccome mi sono stati richiesti dei chiarimenti in merito alla sterilizzazione, ho pensato di scrivere un piccolo post per dare qualche info supplementare.


La sterilizzazione serve a conservare i cibi sotto vetro in modo duraturo.

Naturalmente, la durata di conservazione dipende molto dal contenuto del barattolo e anche dalla durata della sterilizzazione stessa.


Per esempio se imbarattoliamo una marmellata che contiene una dose normale di zucchero (che aiuta la conservazione) non occorre sterilizzare, basta imbarattolare a caldo (io tengo il fuoco acceso al minimo sotto la preparazione, facendo attenzione ad evitare che attacchi al fondo) e imbarattolo chiudendo subito il barattolo, poi rovescio lo stesso sul suo coperchio e lascio raffreddare, in questo modo si crea il vuoto, e una volta raffreddato e rigirato si vede l'affossamento nel tappo del barattolo. La conservazione di queste marmellate è solitamente di almeno un anno, anche se andando oltre, le caratteristiche organolettiche tendono a diminuire.


Se si vogliono conservare delle verdure, occorre considerare che il contenuto di sale e di aceto nella preparazione sono una ulteriore garanzia di conservazione, quindi occorre sempre considerare che è meglio che nelle ricette ci sia la presenza di un quantitativo di sale o di aceto sufficiente per prevenire la formazione di tossine. (esistono dei libri che aiutano ad imparare a conservare).

Comunque in linea di massima, una sterilizzazione di circa 30 minuti è solitamente sufficiente.


Se il cibo che vogliamo conservare contiene poco zucchero, poco sale, o poco aceto, la sterilizzazione è indispensabile, e la durata della stessa dipende molto dal prodotto da sterilizzare. Per esempio: una marmellata senza zucchero aggiunto richiede almeno 30 minuti, e si conserverà comunque al massimo 6 mesi se posta in un luogo fresco, quindi meglio fare dosi ridotte. Le verdure conservate al naturale nella loro acqua, richiedono da 30 minuti ad un ora, in funzione delle verdure (meglio verificare in un libro apposito).


Se vogliamo conservare un prodotto contenente carne, come per esempio un cassoulet, o comunque verdure mista a carne di qualsiasi tipo, la sterilizzazione semplice non è sufficiente, perché si possono sviluppare dei batteri patogeni, per risolvere, si dovrebbe possedere uno sterilizzatore specifico. Per ovviare a questa mancanza, si può provvedere a quello che viene chiamato tindalizzazione, cioè si sterilizza per almeno 3 volte consecutive.

Mi spiego, visto che il contenuto in carne tende a facilitare la produzione di batteri, si sterilizza una prima volta, si lascia raffreddare, con la sterilizzazione si abbatte la carica batterica, ma visto che qualche batterio può sopravvivere, questa tenderà a risalire, a questo punto, il giorno successivo, si risterilizza nuovamente, questo serve ad eliminare i batteri che si possono essere prodotti nel frattempo, si lascia nuovamente raffreddare, il giorno successivo si procede ad una terza sterilizzazione, sempre di almeno 30 minuti, ma meglio di un ora. In questo modo, si riduce la carica batterica tendenzialmente a 0. Come vedete se si vuole sterilizzare un prodotto a base carnea o che ne contiene, occorre prestare un'attenzione ancora maggiore.


Per chi non lo sapesse, per sterilizzare, si collocano i barattoli, pieni fino ad un centimetro dal bordo, chiusi con un coperchio che renda evidente la formazione del "vuoto" (sono quelli che fanno click se premuti al centro) in una capace casseruola, coperti di acqua fredda e separati con dei panni per evitare che in bollitura battano tra di loro. Si accende il fuoco, e si porta a bollore, poi si abbassa la fiamma e si inizia a calcolare il tempo di sterilizzazione, poi si lasciano raffreddare nella pentola stessa, una volta freddi si verifica la presenza del vuoto, si ripuliscono e si etichettano inserendo la data di produzione e quella di scadenza. Controllare periodicamente i barattoli ed eliminare quelli che non dovessero più avere il vuoto iniziale, perché vuol dire che si sono formati dei batteri che fermentando hanno fatto sollevato il coperchio.


Ripeto che queste sono informazioni di massima, se desiderate dedicarvi alla conservazione casalinga di cibi vari, è meglio procurarsi un bel libro che dia tutte le indicazioni del caso, i tempi di sterilizzazione specifici, e che spieghi bene tutte le fasi, perché una conservazione non corretta può comportare seri rischi per la salute.


D'altro canto, la conservazione in barattolo ha il pregio di non richiedere energia continua, come quando si conserva nel congelatore, e permette di avere per esempio dei contorni pronti da usare nei momenti in cui non si ha il tempo di cucinare.


Io metto sotto vuoto molte cose, adesso anche con un sistema specifico di sotto vuoto, usando un'apposito aspiratore, ma quando cucino in eccesso, per esempio una caponata o una ratatouille, ma anche dello spezzatino con patate ecc.... per non riproporre la stessa cosa troppe volte di fila, metto l'avanzo in un bel barattolo, e sterilizzo. Cerco di tenere questi barattoli sotto controllo, soprattutto se contengono carne e ripropongo i miei piatti cucinati quando ho poco tempo o se vado di fretta.


A proposito di sotto vuoto, noi amiamo i formaggi, anche se dovremmo consumarne pochi, solitamente amiamo avere diversi tipi di formaggio in casa. Inoltre ho un fornitore che ha dei formaggi splendidi, ma che tutte le volte che taglia, mi rifila sempre dei pezzi enormi. E' chiaro che non possiamo certo abbuffarci di formaggi per farli andare velocemente, e dovevo trovare un sistema che mi permettesse la conservazione degli stessi senza ritrovarmi con una scatola del formaggio piena di pelurie e muffette. Mi sono procurata una scatola provvista di valvola per il sotto vuoto, e di una pompetta manuale per estrarre l'aria. Colloco i vari tipi di formaggio ben sistemati all'interno della scatola, e aspiro, ripongo in frigo e meraviglia, la conservazione è perfetta, priva di pelurie e durano tantissimo senza seccare o ammuffire. Posso quindi acquistare presso il mio formaggiaio di fiducia senza preoccuparmi dei suoi tagli. Non pensate che io non gli chieda pezzature ridotte, ma ha un coltello teleguidato all'eccesso, e visto che la qualità è veramente ottima, il formaggiaio è simpaticissimo, i prezzi sono corretti, ho dovuto trovare un compromesso che mi evitasse gli sprechi e il lavoro di ripulitura che odiavo.


Alla prossima

lunedì 11 gennaio 2010

FB

Non sono una fanatica de Face B***, si, ci sono anch'io, ma soprattutto perché lo considero un bel sistema per ritrovare delle persone che si sono conosciute in passato e che magari abbiamo perso di vista. Tendo a non aderire ai vari gruppi per questo o quello, e soprattutto non mando baci, regali, e tutte le altre stranezze che a mio parere fanno sprecare inutilmente tempo.

Se si considera che sono già abbastanza computer dipendente così, non ho certo bisogno di perdere altro tempo inutilmente.

Ma, (era chiaro che c'era un ma) l'altra sera, in un momento di ispirazione, ho rifatto un giretto su FB per cercare in particolare alcuni vecchi amici.

Non potete immaginare la mia sorpresa quando dopo aver digitato il nome di una mia carissima amica americana, persa di vista da moltissimi anni, improvvisamente vedo apparire la sua fotografia, riconoscibilissima. Era proprio lei, in carne ed ossa! La mia amica Yolanda.

Siamo andate al liceo insieme a Brooklyn, ci siamo diplomate insieme, con l'abito lungo, il cappello con il pennacchio, la toga, i fiori appuntati sul bavero, insomma quello che si vede nei film americani. Eravamo amiche per la pelle, lei è americana di origine filippina, abitavamo abbastanza vicino ed eravamo sempre l'una a casa dell'altra.
Sono stata iniziata alla cucina orientare proprio da lei e da sua mamma (che chiamavo Inang, vuol dire mamma in Togalog, uno dei dialetti filippini). Sua mamma si occupava di catering e cucinava in modo eccezionale. Anche Yolanda chiamava "mamma" (in italiano) mia mamma.

Insomma eravamo legate moltissimo, poi la vita ci ha separato, io sono ritornata in Italia, e ho fatto la mia vita, lei si è sposata l'anno successivo alla mia partenza e ha avuto ben 4 figli. Ci siamo scritte per un po', poi, man mano sempre meno, e alla fine ricevevo gli auguri per natale e poi più niente. Naturalmente era anche colpa mia, le poste erano troppo lente per uno scambio alla pari, prima di ricevere la risposta ad una domanda ci voleva almeno un mese.

Con l'avvento della posta elettronica, eravamo riuscite a scambiarci le caselle di posta, ma per qualche motivo non c'era verso di farle funzionare.
Nulla fino a l'altro ieri, quando in un ultimo stanco tentativo, ho inserito il suo nome, prima in un modo, poi in un altro, (con il fatto che gli americani hanno il secondo nome e che prendono il nome del marito una volta sposate, non si sa mai cosa usare, lei poi è separata, il cognome del marito lo aveva conservato oppure no?). Insomma improvvisamente mi appare la mia amica! ero felicissima, le ho subito mandato un messaggio e, incredibile ma vero, oggi mi ha risposto, è appena tornata dalla Giamaica dove è andata per le nozze del suo ultimo figlio!

Apparentemente, si era appena iscritta a FB con il 2010, ecco perchè non mi era apparsa in precedenza. A proposito, fa Yolanda di nome, poi usa il suo cognome e infine quello di suo marito.
Ma avrebbe potuto usare il primo nome, poi il secondo, e poi il cognome suo o del marito, insomma un casino.

Devo proprio dire che in questo frangente mi sono riconciliata con FB e visto che sono molto contenta ho voluto condividere questa storia con voi.

sabato 9 gennaio 2010

L'olio di Neem e afidi delle piante

Per rispondere ad Adamus, ecco qualche ulteriore chiarimento sull'olio di Neem.

Si tratta di un olio estratto da una pianta il cui nome scientifico è Azadiracta Indica, della famiglia del mogano.
Viene considerata dalla medicina aiurvedica come una panacea, in quanto tutte le sue parti sono interessanti dal punto di vista terapeutico. Il suo nome in Indi significa: colui che cura tutte le affezioni.foto da qui

Come vedete si tratta di un albero che raggiunge altezze notevoli e con una chioma molto folta.

Proprietà:
- potente antibatterico
- Antifungino
- Anti acaro
- Preventivo e curativo contro gli insetti
- Nutriente
- Emolliente

Indicazioni:
- In India è considerato "rimedio universale"
- Protezione contro le zanzare
- Protezione contro gli acari
- Protezione dei vegetali da insetti e parassiti (come preventivo, inibitore e curativo): bruchi, larve di coleottero, cavallette, ragno rosso, cocciniglia, pidocchi.... Classificato come insetticida bio (secondo il regolamento europeo relativo ai prodotti autorizzati in agricoltura n° 1488/97 del 29 luglio 1997)
- Bassissima tossicità su api e coccinelle.
- Lotta contro parassiti, micosi e batteri cutanei
- Elimina pulci e pidocchi
- Molto usato in veterinaria per la cura del pelo, l'eliminazione di pulci e parassiti, e per allontanare mosche e moschini

Uso
- Puro o diluito con un altro olio vegetale , spalmato sulla cute in uno strato sottilecome repellente delle zanzare
- Per proteggere i vegetali va mescolato con acqua in una diluizione al 5 o 10% e spruzzato dopo aver agitato molto bene la soluzione
- Per eliminare i pidocchi se ne aggiungono alcune gocce alla dose di sciampoo
- Contro gli acari va polverizzato nelle zone interessate, diluito in acqua al 5 o 10 % dopo aver agitato accuratamente.
- Cura della pelle (acne, parassiti, micosi, infezioni cutanee) applicato in loco diluito in un olio vegetale
- viene anche usato per contrastare la caduta dei capelli, aggiunto allo sciampoo o in impacchi che si tengono tutta la notte. Sembra che aiuti anche a rallentare l'ingrigimento dei capelli.

Precauzioni d'uso
- Odore abbastanza marcato quindi è meglio diluirlo in un altro olio vegetale
- Tende a solidificare con una temperatura inferiore a 20 gradi

Fonte: Aroma-zone.fr

Non ho ancora iniziato ad usare questo tipo di olio personalmente, al momento ci siamo procurati il prodotto e l'architetto conta iniziare a spluzzarlo sugli alberi assieme all'olio bianco per disinfettare la scorza degli alberi e poi all'inizio della primavera sulle foglie per prevenire la bolla.... Speriamo in bene, ho letto su qualche sito francese di coltivazioni naturali che funzionava benissimo.

Per quanto riguarda gli afidi che vengono sui fagiolini per esempio, io ho già collaudato con ottimi risultati una soluzione a base di oli essenziali:

Per 500 ml di acqua occorre mettere: 30 gocce di Olio essenziale di lavanda, 30 gocce di O.E. tea tree, 10 gocce di O.E. di timo rosso, aggiungere un cucchiaio di sapone liquido naturale bio, o di sapone nero liquido, oppure alla peggio di sapone per piatti. Agitare molto bene prima dell'uso e spruzzare abbondantemente, gli afidi non gradiscono affatto il trattamento che va ripetuto diverse volte, nei primi giorni anche una volta al giorno. In compenso non lasciano sostanze tossiche sul prodotto finale quindi le verdure possono essere consumate tranquillamente e le rose possono essere usate per preparazioni varie.
Naturalmente quando si usano oli essenziali valgono sempre le solite precauzioni: usare solo oli di ottima qualità, e fare attenzione a non respirare la preparazione, che potrebbe creare delle reazioni alle persone sensibili.
Io mi procuro questi oli in dosi extra large dal mio fornitore di fiducia, cercando di acquistarli quando ci sono delle offerte speciali, in questo modo mi procuro dei formati dai 30 ml fino ai 100 ml, visto l'uso intenso che ne facciamo in primavera.
Per un uso limitato o per fare delle prove, basta acquistare flaconi da 10 ml dei singoli oli, saranno comunque per varie applicazioni.




mercoledì 6 gennaio 2010

OGM

Navigando Navigando, ho trovato un post molto interessante sugli OGM, ora sapete già come la penso al riguardo, ma credo che leggere un'altra versione dei fatti possa essere utile, quindi eccovi il link: click

lunedì 4 gennaio 2010

QUANTO SEI ECOSOSTENIBILE?

O dovrei dire quanto SONO ecosostenibile.

Accolgo anch'io l'invito di Melampa a partecipare a questo interessante meme, troverete il suo posto qui.

Ecco quindi alcune delle cose che faccio io per risparmiare.

Per prima cosa, evito il più possibile i cibi pronti, prodotti di gastronomia ecc....

Cerco di usare pochi salumi, ma ogni tanto ci lasciamo tentare (siamo del girone dei golosi noi), soprattutto ora che abbiamo Eataly vicino. In questo caso faccio un giretto nel reparto fondini sia da Eataly che nel Supermercatino vicino a casa, affettiamo poi a casa con il coltello o con la nostra affettatrice. Se trovo qualche cosa di interessante, organizzo i menù di conseguenza per evitare di consumare carne e salumi nello stesso pasto.

Non uso più ammorbidente, l'ho sostituito con l'aceto, ma sovente non metto niente e gli abiti alla fine non sono meno morbidi.
Quando riesco uso dei detersivi fatti in casa, ma non sempre, in compenso cerco di approfittare delle offerte e compro il detersivo solo quando lo trovo a prezzi scontati. Con questo sistema non mi capita quasi mai di comprarlo a prezzo pieno e in questo caso compro quello economico.
Per il detersivo della lavastoviglie, ho provato diverse cose fatte in casa, ma non sono molto pratiche se i piatti sono grassi, quindi uso detersivo del commercio, usando solo il programma a risparmio energetico, purtroppo se il detersivo non sgrassa, oltre a non pulire bene i piatti, occorre considerare anche che le tubature della lavatrice si intasano di sporco e grasso che poi porta a costosi interventi del tecnico. Anche in questo caso acquisto quanto ci sono offerte interessanti, tanto si tratta di prodotti non deperibili.
So bene che questi sono soprattutto risparmi in denaro ma anche questi fanno parte del tutto.

Dimenticavo di dire che la mia lavatrice non riscalda l'acqua, è collegata all'acqua calda dell'impianto di casa, che viene scaldata dalla caldaia a gas, quindi consuma poca energia elettrica, lo stretto indispensabile per funzionare. Purtroppo utilizza un pochino più acqua delle altre macchine da lavare, ma non poi così tanto di più, visto che posso scegliere il quantitativo di acqua in funzione del carico (da 2 a 8 kg).

Abbiamo messo delle "ciabatte" elettriche munite di interruttore tutto dove possibile, in modo da togliere corrente completamente agli elettrodomestici (alcuni non sono provvisti di LED, ma consumano lo stesso). Ho allacciato TV, stereo, lettore DVD su una sola grande ciabatta, quando spengo con il telecomando, vado poi a spegnere la ciabatta e rimane tutto scollegato. Ho mantenuto accesi solo i led del modem (che se lo spengo impedisco al pargolo di usare internet) e il decoder di sky che funge da videoregistratore, così non gli impedisco di fare il suo lavoro.
Ho fatto lo stesso in cucina allacciando il microonde e alcuni piccoli elettrodomestici ad un'altra ciabatta, così elimino i led anche per quello. Basta ispezionare bene la casa e posizionare questo tipo di ciabatte tutto dove si può. Nel nostro caso fa differenza perché usiamo parecchi elettrodomestici, tv e vari, inoltre da quando siamo passati al digitale, abbiamo dovuto aggiungere anche una serie di decoder che consumano anche loro.

Facciamo parte di un gruppo di acquisto e cerchiamo di usare prodotti il più possibile a km 0, e comunque acquistiamo dal produttore al consumatore migliorando la qualità e sovente anche il prezzo.

Non acquisto più nessun tipo di cosmetico, produco quasi tutto in casa, compresa la crema da barba per l'architetto e il pargolo, con risultati decisamente interessanti, sia a livello di spesa che di qualità. (ho eliminato tutti i derivati del petrolio, conservanti e coloranti sintetici), sto progressivamente passando ai cosmetici minerali (anche questi autoprodotti). Non acquisto più nessun deodorante per ambienti o per il bagno, sono diventata praticamente autosufficiente. Ho iniziato anche a fare il sapone, il primo è riuscito molto bene anche se bruttino e privo di profumo, ma conto perfezionarmi. Considerando inoltre che le creme che faccio sono praticamente interamente principio attivo, ne basta molto meno e anche qui si ottiene un bel risparmio.
Non sono ancora riuscita ad eliminare il parrucchiere, anche se non ci vado molto sovente.
Per le pulizie di casa, uso ancora uno sgrassante industriale, ma uso anche molti prodotti fatti in casa a base di aceto, bicarbonato, acido citrico ecc... con ottimi risultati.

Usiamo lampade a basso impatto, anche se a parte il risparmio energetico immediato, sospetto seriamente che alla fine risulteranno un pessimo acquisto per l'ambiente visto che contengono vapori di mercurio e che devono essere smaltite come rifiuti speciali. Mi sa che non sono ancora la soluzione ottimale.

Naturalmente facciamo la raccolta differenziata ormai da molto tempo, abbiamo un composter dove versare tutti i resti di cucina (l'umido) che ci permette di produrre una parte del concime per il nostro orto, cerchiamo di usare solo prodotti naturali sia per il giardino che per l'orto, usiamo gli sfalci triturati per arricchire il terreno e per proteggere alcune piante dal gelo. Per gli afidi delle rose e delle verdurine dell'orto tipo i fagiolini preparo un prodotto a base di oli essenziali che funziona piuttosto bene, stiamo per collaudare l'Olio de Nem come disinfettante naturale delle piante. Sembra che sia molto potente, vedremo in primavera come si comportaranno le nostre piante da frutto, i peschi, i peri e i susini tendono ad essere soggetti alla bolla che andrebbe combattuta con fitofarmaci. Vi aggiornerò sui risultati più avanti.

Dimenticavo di dire che siamo passati all'acqua filtrata dalla famosa brocca, così abbiamo sensibilmente ridotto il volume della plastica. Cerco di fare il pane in casa con la macchina del pane, che consuma molto poco, e quando non riesco a farlo faccio un saldo da eataly (non ridete, da quando lo hanno aperto vicino a noi non riusciamo a stare distanti, inoltre fanno pane fresco bio, a lievitazione naturale tutti i giorni, anche la domenica).

Ci sono sicuramente altre cose, in fatto di autoproduzione mi difendo ma in questo momento non mi viene in mente altro, mi riservo di aggiungere delle cose se me le ricorderò.