sabato 28 novembre 2009

Sibelius


Il nostro micione ci ha fatto prendere un grosso spavento, ci eravamo accorti che non stava benissimo, ma i gatti si sa, hanno alti e bassi ed è sempre difficile capire quale sia il problema.
Inoltre il nostro Sibelius, essendo un gattone molto autonomo e girovago, purtroppo è un candidato all'AIDS felina e ultimamente è anche dimagrito.
Due giorni fa, ha iniziato a stare, ieri quasi non si reggeva in piedi, non mangiava, e aveva mal di stomaco. Lo abbiamo portato immediatamente dal veterinario, che lo ha trovato molto mal in arnese, lo ha trovato disidratato (eppure beveva parecchio) insomma hanno deciso di fare tutte le analisi, di verificare la positività all'AIDS, lo hanno ricoverato e messo sotto flebo.

Ieri sera ho telefonato in clinica per avere notizie delle analisi e sentire cosa si poteva fare, temevo che l'esito non sarebbe stato favorevole. In effetti il suo veterinario mi conferma che il micio è affetto da AIDS, e che il suo quadro clinico non lascia presagire niente di buono, visto lo stato generale del micio le possibilità erano molto ridotte, ci siamo lasciati prendendo appuntamento per questa sera, nel frattempo continuavano le flebo e i trattamenti, ma visto il quadro probabilmente questa sera avremmo dovuto decidere per l'eutanasia!....

Questa sera, ci presentiamo convinti di doverlo salutare e.... miracolo! non che sia guarito, no, ma il gatto era nettamente migliorato, il veterinario stesso, pur mantenendo tutte le cautele legate ad una patologia seria come quella, era stupefatto, già questa mattina quando gli hanno dello che il suo micio mangiava non ci voleva credere. Insomma per farla breve lo ha dimesso e abbiamo portato a casa il pargolo peloso, corredato di siringhe giganti, di flebo da fare sotto pelle per almeno 10 gg. e di prescrizione per una medicina in gocce da somministrargli.

Chiaro che dobbiamo tenerlo sotto controllo, dobbiamo anche prevedere che rischia di ammalarsi molto più facilmente e che questo potrebbe essergli fatale, ma intanto, ancora per un po', il nostro Sibelius starà con noi.

martedì 24 novembre 2009

Ho un nuovo giocattolo

Secondo me le cose succedono per un motivo. Lo stesso vale con le persone, quando si incontrano nuove persone non è praticamente mai per caso che incrociano la nostra strada, occorre solo stare attenti a sentire quello che hanno da dirci. Sarebbe un peccato scoprire queste cose troppo tardi.
Da alcuni anni a questa parte, cerco di fare attenzione alle coincidenze, alle casualità, e provo ad ascoltare (non mi riesce sempre), ma mi sono resa conto che questi esercizi servono ad aguzzare l'istinto.

Tutto questo divagare, solo per dire che visto che ho sempre la testa altrove, anche se amo cucinare mi ritrovo molto sovente col fare dei bei disastri e brucio un sacco di pentole, manici, ecc...
Le mie pentole iniziavano ad avere seriamente bisogno di una sostituzione. Inoltre stavo cercando un sistema di cottura che mi permettesse di cuocere a basse temperature, senza disperdere le caratteristiche nutritive e organolettiche dei cibi. Avevo pensato ad un "cuoci vapore" ma lo trovavo riduttivo, avevo anche pensato ad uno "slow cooker" pentola che cuoce molto lentamente, un po' come succede sulla stufa, ma sospetto che non sia un buon sistema per non disperdere i valori nutritivi. Poi una mia amica mi ha invitato ad una presentazione di pentole. Gli ho detto che sarei andata, ma che non era proprio il momento di fare acquisti, le mie finanze non sono esattamente in ottime condizioni in questo periodo (e non sono certo l'unica).
La presentazione è stata interessante, i cibi cotti al naturale, senza acqua, ne sale, ne grassi, avevano un buon sapore pieno e un bellissimo colore vivace. Naturalmente ero già conquistata.
Ma non era proprio il momento!....
Incredibilmente, proprio quando la rappresentante viene a trovarmi, una situazione che avevamo in ballo si è iniziata a sbloccare, niente di clamoroso, ma ho potuto prenotarmi le mie nuove pentole, anche se, naturalmente, le pagherò un po' per volta.

L'altro ieri mi sono vista recapitare 2 enormi scatoloni pieni di ogni sorta di tegame, una serie di ricettari e un sistema di sottovuoto spinto e adesso sto iniziando a sperimentare. Ho messo sotto vuoto tutto quello che potevo (io la pasta la compro in confezioni da 5 kg) e adesso sto iniziando ad usare le pentole. Ho fatto una frittata che si è finita di cuocere a fuoco spento e senza girarla, ho fatto arrostire un petto di pollo senza grassi e ho fatto cuocere i cavolfiori senza acqua e finalmente sono venuti al dente.

Interessante modo di cottura, si scalda la pentola, poi una volta che si porta il cibo alla temperatura prevista per la cottura, si spegne il gas, 10 - 15 minuti per le verdure, dai 15 minuti alla mezz'ora per la carne in funzione della pezzatura. Geniale! Si condisce a crudo a fine cottura.

Naturalmente possono essere anche usate come pentole normali. Inoltre per una come me che si dimentica anche come si chiama, c'è un aggeggio che si mette sul coperchio e che ti avverte quando la temperatura è raggiunta e che si può spegnere, serve anche da timer e da sveglia.

Non mi resta che sperimentare per bene ora.

venerdì 20 novembre 2009

Ancora sull'influenza A

Per coloro che non avessero avuto occasione di vedere la puntata di Exit dell'11 novembre su La 7, che metteva di fronte una serie di esperti ecco il link per andare a vedere la trasmissione : http://www.la7.it/trasmissioni/puntate.asp?Trasm=exit&id=39
L'obiettivo della trasmissione era quello di fare chiarezza sulla necessità o meno di vaccinare i bambini e le donne in gravidanza.

A voi di giudicare

Una ricetta che lascia il segno

Mi collego al meme che hanno lanciato i nostri amici Cuochi di Carta, per ripercorrere anch'io i miei cavalli di battaglia. Quelle ricette che, gira e rigira tornano, si rifanno, vengono richieste quando è un po' che non le fai, insomma le ricette preferite dalla famiglia e dagli amici.

Devo dire che ce ne sono parecchie, ma dovendo scegliere, credo che le nostre preferenze vanno sicuramente su:

Il pane senza impasto: sempre delizioso, già declinato con varie farine ma che tutte le volte che arriva in tavola, riempie di gioia chi lo mangia e di orgoglio chi lo prepara. In assoluto il miglior pane che si possa fare in casa, crosta croccante, mollica alveolata, poco lievito..... da provare.



La salsa zingarella: che non può mancare in accompagnamento alla bourguignonne, è quella che va di più in assoluto.

La salsa allo zenzero: per rimanere in tema di salse, accompagna egregiamente il pesce e finisce regolarmente spalmata sul pane tanto è stuzzicante.

Le frittelle di merluzzo: mio papà le gradiva molto, fanno parte da sempre della nostra tradizione natalizia, ma ogni tanto fanno capolino anche in altri periodi, le ho provate a fare anche aggiungendo le patate, ma sono piaciute di meno. Vanno a ruba, una tira l'altra, ottime calde, sono buone anche fredde, riusciamo a mangiarle anche a colazione. Volendo si possono anche accompagnare con un sugo di pomodoro e cipolla.

Il vov della nonna: ricetta antica, la nonna la preparava come ricostituente, adesso è un vizio da togliersi solo ogni tanto, ma che bontà.

Il liquore al cioccolato: denso e cremoso, niente a che vedere con il "bicerin", tipico liquore al cioccolato piemontese, questo è di gran lunga migliore, l'unico problema è che è veramente molto denso, per farlo uscire dalla bottiglia, la prima volta occorre fare un varco nel collo della bottiglia usando un bastoncino .

Lo zabaione al micro onde: veramente speciale, velocissimo da fare, nessuno crede che sia fatto al micro onde.

Il lemon curd: che si fa anche con gli altri agrumi, ma quello al limone è impareggiabile. Una vera bomba calorica, da dipendenza, meglio farlo in barattoli piccoli.

Ecco, ce ne sarebbero tante altre, dovevo fare una selezione, ma non è detto che non vi segnali qualche altra ricettina prossimamente, ormai miei cari Cuochi di Carta, avete scatenato il mostro che c'è in me.

mercoledì 18 novembre 2009

Spray antisettico per superfici

Che ne dite di una bella ricettina agli oli essenziali da usare per disinfettare le superfici adatta sia al bagno che alla cucina?

Ingredienti:

2 cucchiaiate di alcool (meglio quello da liquori, ma può andare bene anche quello delle pulizie)
20 gocce di O.E. (olio essenziale) di eucalipto
10 gocce di O.E. di citronella (lemon grass)
10 gocce di O.E. di lavanda
10 gocce di O.E. di timo
5 gocce di O.E. di bergamotto
5 gocce di O.E. di cannella
5 gocce di O.E. di origano
60 ml di acqua minerale.

Mescolare gli oli essenziali con l'alcool, poi aggiungere l'acqua. Mettere in un vaporizzatore riciclato e spruzzare sulle superfici, lasciare agire e poi eventualmente sciacquare e passare un panno. Agitare bene prima dell'uso. Nota bene : il risciacquo non è indispensabile, dipende dalle superfici, sull'asse del gabinetto per esempio basta una passata con un panno.

lunedì 16 novembre 2009

CS ETHIC DESIGN

Cristina di ORKIDEA Atelier è una ragazza molto creativa che ho conosciuto virtualmente ultimamente. Oltre a suggerirvi di andare a fare un giro sul suo blog, vi metto anche il link a questa sua nuova iniziativa molto lodevole : click, andate a trovarla!

venerdì 13 novembre 2009

Cake svuota dispensa alla frutta secca

La ricetta originale l'ho trovata nella newsletter di Elle à Table, è vero, sono newletter dipendente, ne ricevo di ogni sorta, in compenso compro meno giornali.

Dicevo, si tratta di una ricetta che mi ha colpito appena vista la foto, di quelle che le vedi e inizi a chiederti se in cada hai gli ingredienti, per poterla fare subito.

Insomma, gli ingredienti più o meno c'erano, ma naturalmente ho fatto le mie modifiche.....

Eccovi quindi la mia versione del Cake alla frutta secca e rum di Elle a Table.

Ingredienti:

250 gr. di farina
150 gr. di burro
125 gr. di zucchero di canna (io integrale)
1 sacchetto di lievito chimico
15 cl di rum (io acquavite di prugne) + 1 bicchierino + 3 cucchiai
50 gr. per tipo di uvetta sultanina, uva cilena, datteri e albicocche secchi
(io ho usato 100 gr. di prugne snocciolate e 100 di ciliegie candite)
Per la decorazione:
2 o 3 cucchiaiate di mandorle intere e a lamelle e delle nocciole
(io ho usato delle noci macadamia intere)
3 cucchiai di miele

La ricetta originale dice di mettere il rum sulla fiamma bassa e farci rinvenire la frutta secca a fiamma bassa. Io mi sono limitata a mettere le prugne tagliate a metà con le forbici e le ciliegie candite a bagno nella grappa di prugne.

Procedimento:
Lavorare il burro con lo zucchero e un pizzico di sale, unire le uova, sbattere bene, aggiungere la farina e il lievito setacciati, mescolare bene, aggiungere un bicchierino di rum, mescolare bene.

Scolare la frutta, asciugarla bene e infarinarla

Mescolarla all’impasto delicatamente oppure versare la pasta, nello stampo imburrato e foderato di carta da forno, poco a poco unendo la frutta man mano.

Finire con un pochino di frutta intervallato dalle mandorle e nocciole (io macadamia, ma ne ho messe anche alcune nell'impasto).

Cuocere per 10 minuti a 210 gradi, poi abbassare a 180 e cuocere ancora per altri 30 minuti ca.

Controllare la cottura, io ho dovuto cuocerlo ancora un pochino.

Una volta sfornato, mescolare 3 cucchiai di rum con i 3 cucchiai di miele e spennellare il tutto sulla superficie del dolce. Personalmente ho preferito bypassare questa fase è mi sono limitata a dargli una spolveratina con dello zucchero a velo.

Ed ecco il risultato.

Naturalmente la foto non è uno splendore, ma almeno si vede come è venuto.

Si tratta di un dolce che è stato apprezzato molto, il pargolo ha decretato che era molto natalizio.

Dolce il giusto, il burro si sente, l'acqua vite di prugne ci sta benissimo, soprattutto visto che ho usato delle prugne nell'impasto. Da rifare, mi sono rimasti ancora prugne, noci e ciliegie.

domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?

Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.
Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!



La Crostata di Mele e Mandorle di Adriano Continisio è stata preparata a quattro mani ad Aosta da Kat dei Cuochi di Carta e da Marinella con l'appoggio spirituale di Patt e Miciapiallina e fotografata da Remy, perché in tanti è molto più bello ;-)

Ingredienti:

400 gr pasta frolla*,
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti),
80 gr di zucchero,
4 cucchiai di amaretto di saronno,
succo di mezzo limone,
poca cannella in polvere.

massa di mandorle:
120 gr uova intere,
60 gr zucchero,
50 gr farina di mandorle,
15 gr farina di mais fioretto,
15gr di fecola,
un pizzico di sale,
estratto di mandorle.

una manciata di mandorle a lamelle,
sciroppo di zucchero,
marmellata di albicocche.

Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.
Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.
Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
In forno a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.

Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02

Etichette: Torte

Per chi non conosce l'antefatto la storia è su Profumo di Lievito, il blog di Adriano

Dal post di Adriano i seguenti chiarimenti sul dolce:

Quanto conservare la crostata
Adriano: la marmellata fa da parziale barriera, ma la frolla tende ed assorbire l'umido delle mele. Una giornata regge. La farcia è morbida e la copertura inizialmente croccante, poi si ammorbidisce.

Come ottenere lo sciroppo a 30° be per lucidare la torta
Adriano: per lo sciroppo: versare 100 gr di acqua in un pentolino, aggiungere 135 gr di zucchero semolato, portare ad ebollizione, poi lascia reffreddare.

Le uova come sono pesate?
Adriano: le uova vanno pesate senza guscio.

*Per la pasta frolla
Adriano: la mia ricetta è questa, dividete per 4 o 5
1000 gr farina 0 biscotto (in alternativa 900 gr 00 e 100 gr fecola di patate), 500 gr burro appena morbido, 250 gr zucchero a velo (200 se utilizziamo il miele), 200 gr uova intere (oppure 150 gr uova e 50 gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida), 6 gr di sale sciolto in 20 gr di succo di limone, 6 gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale), zeste grattugiate di un limone, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.


Per ulteriori spiegazioni cliccare su La pasta frolla perfetta di Adriano.

giovedì 5 novembre 2009

Un cocktail curioso

Io non sono una gran bevitrice, anzi col andar del tempo bevo sempre meno.
Gradisco un bicchiere di buon vino ai pasti, ma neanche sempre.
In compenso, anche se avviene molto raramente, ho un debole per gli aperitivi e per i cocktail.

Uno dei miei cocktail preferiti è il Margarita, ma non disdegno neanche un buon Martini cocktail, fatto bene e abbastanza secco, alla James Bond per intenderci.
Pensandoci bene, non ricordo più l'ultima volta che li ho bevuti, credo sia ora di provvedere.

Sono abbonata ad una newsletter del supplemento cibo e bevante del Los Angeles Times.
Nell'ultima che ho ricevuto, ho trovato la ricetta di un Martini cocktail molto speciale e ho pensato di proporvela.
Non l'ho ancora assaggiato neanch'io perché gli ingredienti non sono di immediata reperibilità, ma voglio proprio attrezzarmi per provarlo.

Ingredienti:

Sciroppo di zenzero: si prepara con una tazza di acqua, una tazza di zucchero e un pezzo di radice di zenzero di circa 3 cm sbucciato e affettato molto sottilmente.
Si fa bollire l'acqua e lo zucchero per una decina di minuti per sciogliere completamente lo zucchero, poi fuori dal fuoco si aggiungono le fettine di zenzero e si lascia raffreddare il tutto a temperatura ambiente. Una volta freddo si filtra per recuperare lo sciroppo.

(n.d.r.: questo sciroppo è anche ottimo per il mal di stomaco e contro la nausea)

Gin aromatizzato al Cetriolo (esatto, avete letto bene, proprio il cetriolo da insalata)

Per prepararlo occorre mezzo cetriolo inglese (quelli lunghi 30-40cm) pelato e privato dei semi
Una bottiglia di Gin di vostra scelta
Si versa il gin in un barattolo capiente nel quale si aggiunge il mezzo cetriolo pulito, si chiude il barattolo e si lascia in infusione per 5 gg agitando regolarmente il barattolo.
Trascorso il tempo, si filtra con un doppio strato di carta da cucina o con un filtro di carta da caffè e si rimette nella bottiglia originale etichettandolo. Va refrigerato prima dell'uso.

6 foglie fresche di basilico
Il succo di 1/2 lime



BASILTINI ALLO ZENZERO

Si mettono 5 delle 6 foglie di basilico in uno shaker assieme al succo del 1/2 lime e si schiacciano con un pestello,
Si riempie lo shaker con del ghiaccio
Si aggiungono 45 ml di Gin al cetriolo e 15 ml di sciroppo di zenzero e si agita energicamente lo shaker.
Si scola direttamente nel bichiere da cocktail e
Si decora con la foglia di basilico rimasta

Vi metto la foto tratta proprio dalla newsletter del Los Angeles Times, non vi viene voglia di provarlo?