lunedì 25 maggio 2009

I nostri giardini sono pieni di Menta!


La menta è come un vento fresco nei nostri piatti!

Risveglia in noi ricordi freschi e piccanti allo stesso tempo...

Considerata calmante dagli asiatici, stimolante per i romani, viene oggi utilizzata per profumare molte ricette nostrane, dagli antipasti ai desserts.

La parola menta deriva dal nome di una ninfa greca che si chiamava "Mintha", della quale Ade, il re degli Inferi, era innamorato. La Moglie di Ade, Persefone, rivale e gelosa della bella ninfa, la trasformerà in pianta profumata per impedire al proprio marito di ritrovarla tra tutte le erbe dei campi.
Oggi viene coltivata sia in Europa che in Africa.
In Piemonte abbiamo il piacere di avere una delle migliori mente disponibili in Europa. Si tratta della menta di Pancalieri, in provincia di Torino.
La menta ha un odore molto caratteristico, che a seconda della specie può essere pura e rinfrescante oppure piccante e forte. La menta piperita è la più forte ma anche la più rinfrescante, è composta al 50%da mentolo (responsabile del profumo).

La menta verde è la più diffusa di tutte le varietà, viene usata per inalazioni e si consuma da giugno a ottobre.

La menta è conosciuta per le sue virtù calmanti e anestetiche ma possiede anche proprietà stimolanti, che predispongono allo studio e alla concentrazione, da tono e energia. Alla menta vanno anche riconosciute proprietà digestive e antisettiche, inoltre calma la colite.

La menta va scelta ben verde e senza macchie, per conservarla si può far seccare all'ombra, in questo caso è ottima per condire grigliate, polpette di carne e arrosti. Una volta seccata deve essere conservata in un sacchetto di carta e poi sistemata in un contenitore a chiusura ermetica. E' ottima anche per preparare gustose bevande e da un tocco particolare alle marinate.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tutte le bevande a base di menta naturale sono incolori, che si tratti di sciroppo o di liquore alla menta, il verde non proviene dalla pianta ma da un colorante artificiale che viene aggiunto in un secondo tempo.

Se desiderate piantare la menta nel vostro giardino dovete tenere presente che se non la controllerete, prenderà presto possesso di tutto il giardino. I semi si piantano in marzo - aprile e in estate si potrà già raccogliere. Gli anni successivi la ritroverete con sorpresa sia dove l'avete seminata la prima volta che in vari altri posti. Esistono molte varietà di menta dal profumo leggermente diverso le une dalle altre, e anche di aspetto leggermente diverso, ne esistono anche di variegate bianche e verdi o porpora e verdi. Con il tempo se non sono controllate tendono a mescolarsi tradi loro.

Ed ecco ora una ricettina:

Lo sciroppo di menta

Ingredienti :
· 500 gr di sommità fiorite di menta piperita ben fresche
· 3 l di acqua bollente
· 5,5 kg di zucchero

Preparazione :
Versare l'acqua bollente sulla menta pulita e lasciare in infusione per 2 ore a recipiente coperto.
Filtrate il tutto pressando bene la menta per recuperare il massimo del succo.

Far fondere lo zucchero nel liquido ottenuto in un bagno maria, o a fuoco bassissimo e una volta completamente fuso, filtrare nuovamente e mettere in bottiglia.


venerdì 15 maggio 2009

Mercurio, sappiamo veramente tutto?


Ho appena ricevuto una delle newletters di salute naturale alle quali sono abbonata (Quelle santé Consommer Bio et Naturel). Uno degli articoli trattati in modo molto accurato parla di mercurio e visto che mi è sembrato particolarmente interessante, vi traduco il contenuto.

Le mercure, un poison qui rend fou (Il mercurio, un veleno che rende pazzi)
13 mai 2009 - 11:59 - Bio-logis- Par Amel Bouvyer


Fortemente tossico, il mercurio altera irreversibilmente il sistema nervoso, nuoce allo sviluppo degli embrioni, porta a patologie gravi, anche a bassi livelli di esposizione. Ma malgrado questo campanello di allarme suonato dagli scienziati, le autorità sanitarie continuano a non giudicare urgente vietare le amalgame dentarie. Peggio, mentre i termometri a mercurio, giudicati troppo pericolosi, sono stati ritirati dalla vendita ormai già da 10 anni (n.d.r. questo avviene in Francia, da noi li hanno appena vietati) ecco che viene introdotta subdolamente nelle nostre case una nuova fonte di intossicazione al mercurio : le lampade a basso consumo.

Metallo letale: Non cercate più il responsabile

Irritabilità, nervosismo, perdite di memoria immediate, insonnia, formicolio delle mani, sensazione di bruciore costante, con addormentamento delle gambe, leggero tremore delle mani. Ma anche sanguinamento delle gengive, alito cattivo, sensazione di bruciore sulle labbra, la lingua, il viso, ascessi in bocca. Vertigini, acufeni, problemi di udito, diminuzione della visione del contrasto e del colore. Oltre a altri sintomi leggeri, si sospetta il mercurio di indurre alcune infezioni virali, delle micosi, la tubercolosi, alcuni cancri, la sclerosi a placche, malattie auto immuni, problemi di sregolatezza della tiroide, mal di testa, allergie inesplicabili, problemi dermatologici, mani e piedi freddi, sudori notturni...
Le vie di penetrazione del mercurio dipendono dalla sua forma chimica. I vapori provenienti da questo metallo sono liposolubili. Si diffondono facilmente attraverso le membrane degli alveoli polmonari per inalazione, quindi passano nel sangue. Questo tipo di assorbimento può raggiungere l'80%.

Una parte di questi vapori può attraversare la cavità nasale, risalire ai bulbi olfattivi, per raggiungere il sistema nervoso centrale: cervello, ipotalamo, e soprattutto ipofisi. L'assorbimento per ingestione può raggiungere il 90 - 10% a livello del tratto intestinale. Alcuni composti del mercurio nonché il mercurio metallico possono passare attraverso la pelle. Nel 1996 un chimico americano è morta dopo aver assorbito mercurio attraverso la pelle attraverso un guanto in latex.
Il mercurio assorbito si ritrova nel sangue, anche in questo caso, il trasporto, la metabolizzazione e la tossicità dipendono dalla forma chimica del metallo. Assorbito dalle cavità nasali traversa facilmente la barriera emato-encefalica e lo ritroviamo nel cervello, dove viene ossidato e imprigionato nel tessuto cerebrale. Attraversa facilmente la barriera placentare.

Nella sua forma ionizzata il mercurio è trasportato nel plasma e si combina con l'albumina e nel sangue dopo essersi legato all'emoglobina e al glutatione. Sotto questa forma non potendo attraversare facilemente la barriera emato encefalica e placentare, si accumula negli organi, in particolare il fegato e i reni.
Se viene assorbito sotto forma di catione, il mercurio passa al 90% nel sangue. Una parte passa la barriera emato encefalica, ma la maggioranza segue un percorso entero epatico: fegato, bile, intestino.

Mutazioni, aberrazioni cromosomiche.

L'attività citotossica del mercurio è legata, da un lato, alla sua grande affinità con lo zolfo, questo porta alla modificazione della struttura delle proteine (enzimi, recettori di ormoni e di neuromediatori, mielina) e al blocco delle loro attività. Dall'altra alla sua capacità di entrare in competizione con lo zinco, inibendo così gli enzimi specifici di questo metallo indispensabile all'organismo.
Inoltre, il mercurio inibisce il sistema di protezione cellulare contro i radicali liberi, provocando la lisi delle membrane cellulari.
Aberrazioni cromosomiche strutturali dovute agli effetti del mercurio sono state osservate nei linfociti, i globuli bianchi del sangue che intervengono nella risposta immunitaria, in soggetti che avevano consumato pesce contaminato da metil mercurio: provocando rotture di cromosomi o aumento di cromosomi....

Ma non è tutto. Gli scienziati hanno scoperto che il mercurio turba la sintesi del DNA, che ha n'azione mutagena e che aggrava gli effetti delle radiazioni ionizzanti inibendo il meccanismo di riparazione del DNA cellulare, stimolando nel contempo la produzione di anticorpi anti DNA.

Metil mercurio nei pesci di alto mare

Per precauzione conviene evitare di consumare molte volte al mese, pesci di grandi dimensioni, di alto mare, come lo spada, lo squalo, il tonno, ma anche pesci predatori di acqua dolce come il luccio che possono essere anch'essi contaminati. Un pesce contaminato può contenere fino a 23 mg di mercurio per kg di peso umido, ossia circa 100.000 volte la concentrazione che c'è nell'acqua che li circonda.

Vaccini, gocce oftalmiche, creme sbiancanti

Già nel 1527, Paracelso utilizzava già il mercurio in polvere come principio attivo di unguenti per guarire la sifilide. Solo l'arrivo della penicillina mise termine a quest'uso. Altro rimedio largamente utilizzato dai nostri antenati, il cloruro di mercurio, tossico per ingestione, inalazione e contatto e che era usato nel XVIImo secolo come diuretico e purgante. Questo rimedio pare abbia causato la morte di Agnès Sorel, favorita del re di France Carlo VII, la cui autopsia, effettuata nel 2004, ha rivelato una grave intossicasione di mercurio. Più di recente, nel 1996, casi di intossicazione da mercurio sono stati riportati negli USA vicino alla frontiera messicana. Il prodotti incriminato era una crema sbiancante fabbricata in Messico e che conteneva oltre 8% di mercurio in totale. In Africa, l'uso di questo tipo di crema che contiene sovente mercurio, sta diventanto la seconta causa di motalitàfemminile dopo la malaria.

Più pernicioso, il tiomersal, un sale composto d'etilmercurio e di tiosalicilato, frequentemente usano come anti infettivo e conservatore per garantire la sterilità di preparazioni mediche come le gocce oftalmiche o nasali, le soluzioni per le lenti a contatto, le immunoglobuline e ancora più grave, i vaccini per bambini e lattanti. Molti effetti secondari pesanti sono stati segnalati a varie riprese.

A titolo cautelativo, ma sopratutto a causa dell'indignazione di organismi indipendenti per la salute, e dello pubblico scontento, i laboratori tendono oggi ad eliminare al massimo il suo uso nei vaccini sostituendolo con dei conservanti. I bambini non sono i soli ad essere interessati. Il tiomersal è attualmente presente in tracce in tutti i vaccini anti influenzali, ma anche in tutti i vaccini monovalente contro l'epatiteB e nei vaccini anti tetanici, contro la difterite e la pertosse.

Amalgame dentali: vi stando piombando la vita

Vietata in Norvegia dal gennaio del 2008, riconosciuta tossica dalla FDA americana, l'amalgama dentale, materiale che i dentisti usano da oltre 150 anni è composta essenzialmente da mercurio, argento, rame e stagno, è largamente tollerata in Francia. La posizione ufficiale delle autorità sanitarie è che il mercurio contenuto nelle amalgame è perfettamente confinato e che quindi non può migrare nell'organismo. Ogni amalgama contiene circa un grammo di mercurio. Siamo al dilà delle norme stabilite in Europa. (n.d.r. vi ricordo che stiamo parlando della Francia)

Il nostro consiglio: optate sempre per otturazioni in composito o in ceramica che oltre ad essere estetiche, sono innocue. Se dovere farvi togliere le amalgame, sarà meglio che vi proteggiate preventivamente con dei chelatori tipo il carbone attivo e che vengano prese tutte le precauzioni necessarie come la ventilazione forzata dello studio dentistico.

Lampade a basso consumo:

Per quanto riguarda le lampade a basso consumo di cui continuano a raccontarci gli effetti ecologici e economici e che sono sensate sostituire le lampade ad incandescenza dal 2010, sappiate che contengono, ognuna, in media 3 mg di mercurio allo stato gassoso.

La denominazione di ecologica è stata attribuita un po' velocemente, visto che sono delle vere e proprie bombe ecologiche a scoppio ritardato. Non contente di essere altamente pericolose per la salute e per l'ambiente se si ha la disgrazia di romperle, emettono campi magnetici e radiofrequenze, diffondono una luce giallastra sgradevole e sono lunghe da accendere.

Un buon consiglio, continuate ad usare le vostre lampade ad incandescenza, non esitate a fare una bella scorta in attesa che le lampade a elettroluminescenza (LED) siano veramente a punto.

Ci si può sbarazzare del mercurio?

Non esiste nessuna funzione metabolica conosciuta per la quali sia necessario il mercuro. Occorre quindi sbarazzarsene. Il trattamento allopatico si fa con la chelazione. I chelatori maggoirmente usati sono il DMSA (acido dimercaptosuccinico) e il DMPS (acido di mercaptopropano sulfonico). Il DMSA viene somministrato oralmente, è solubile in acqua, pochissimo nei lipidi. E' per questo che viene associato all'acido alfa lipoico che attraversa perfettamente la barriera encefalica. Attenzione una chelazione mal fatta, può rivelarsi più dannosa che benefica. Il DMSA non è solo un chelatore di metalli pesanti ma anche di minerali.

Prima di un trattamento occorre quindi una suplementazione in oligo elementi quali lo zinco e il selenio in particolare. D'altra parte l'esposizione cronica ai vapori di mercurio riduce i depositi di vitamina C nelle ghiandole surrenali e diminuisce di conseguenza la risposta dell'organismo agli stress e alle infezioni, una suplementazione in vitamina C in forma lipo e idrosolubile è essenziale per una detossificazione sistemica da mercurio.

La medicina naturale usa delle piante e delle alghe come antidoto. L'estratto di aglio, molto concentrato in allicina, si rivela utile nell'eliminazione progressiva di deboli dosi di mercurio dall'organismo.

Il carbone attivo viene sovente prescritto subito dopo la procedura di eliminazione delle amalgame dentali per aiutare ad assorbire il mercurio liberato e prevenire la rimessa in circolo.

L'aglio ursino, il coriandolo, sono sovente usati dai naturopati per liberarsi dal mercurio, ma nessuno studio scientifico è stato fatto a questo riguardo.

La clorella, una micro alga verde, ha la reputazione di eliminare i metalli pesanti dall'organismo, ma anche in questo caso non esistono studi scientifici. Inoltre sembrerebbe che la clorella sia lei stessa naturalmente carica di mercurio.


Se siete ancora con me a questo punto, vi ringrazio per la pazienza, questo articolo era piuttosto lungo, ma a mio parere è molto interessante quindi giudicavo utile la sua traduzione integrale. Per quanto riguarda la clorella, se può essere credibile che si carichi di mercurio, è anche vero che esistono produttori seri che vegliano a far crescere quest'alga in contesti sicuri, quindi come per la maggioranza degli integratori nutrizionali, l'affidabilità del produttore è fondamentale. Certo non mi affiderei a prodotti da supermercato che non sono titolati e i cui dosaggi sono del tutto alleatori. Occorre sempre affidarsi a specialisti del settore che siano in grado di suggerire i prodotti migliori. inoltre il grado di intossicazione è fondamentale per stabilire il tipo di prodotto da usare per liberarsi dai metalli pesanti, quindi occorre rivolgersi sempre al proprio medico curante.
Il prossimo post tratterà di plastica, ho trovato un'altro articolo molto interessante.

martedì 12 maggio 2009

Il raffreddore da fieno


Anche quest'anno non si scappa, chi soffre di raffreddore stagionale sta iniziando a sternutire.

Il raffreddore da fieno è un'allergia al polline delle graminacee (fieno, piantaggine, ...) delle erbacee (ortica, artemisia...) o di alberi (Betulla, nocciolo). Inizia in primavera e si protrarre fino all'estate fintanto che i livelli di polline restano elevati.



Nelle persone allergiche questo avviene perché la risposta immunitaria è inappropriata e porta ad un'infiammazione che genera il raffreddore. Come per tutte le allergie è il contatto che genera la reazione immunitaria. Il nostro sistema immunitario libera degli anticorpi per lottare contro l'allergene, ma anche dell'istamina dovuta all'infiammazione con tutto il corollario di sintomi quali: naso che cola, starnuti, occhi lacrimanti e pruriti. Questi sintomi possono essere anche confusi con un comune raffreddore, quindi il ricorso precipitoso agli anti istaminici può non essere raccomandato.

Ci sono tutta una serie di rimedi naturali che possono essere utilizzati per alleviare il raffreddore da fieno nel periodo critico oltre a naturalmente cercare di evitare se possibile il contatto diretto.

Ecco quindi un elenco di suggerimenti utili e qualche indicazione pratica:



- limitare al massimo le uscite nel momento di picco del polline cioè al mattino

- preferire le passeggiate subito dopo la pioggia visto che la concentrazione del polline è inferiore

- portare occhiali da sole durante il periodo di fioritura

- dormire a finestre chiuse per evitare al polline di penetrare soprattutto all'alba

- preferire vacanze al mare o in montagna

- ritirare tappeti e tende che attirano i pollini immagazzinandoli.

- cambiare le lenzuola dei letti almeno una volta a settimana

- evitare di far asciugare il bucato all'esterno

- i capelli assorbono moltissimi pollini, meglio sciacquarli la sera per evitare di dormire con questi ospiti indesiderabili

- evitare il contatto con il pelo degli animali



Questo elenco ad alcuni potrà sembrare ovvio, ma ho preferito citarlo perché sovente è l'accumulo che genera la reazione quindi se si riesce a ridurre le cause di reazione del nostro sistema immunitario si sta meglio. Anche chi non è solitamente allergico al pelo degli animali potrebbe essere più sensibile nel periodo dei pollini, ho personalmente notato questa cosa e cerco di ridurre il contatto con il nostro peloso di casa, anche se visto che in questo periodo occorre tosargli gli innumerevoli nodi di pelo invernale è abbastanza un problema.



Veniamo adesso ai rimedi :

(Attenzione, queste sono solo indicazioni che non vogliono e non possono sostituirsi al parere del medico curante)



- La vitamina C, non di sintesi ma di origine naturale, un grammo 3 volte al giorno per il suo effetto antiossidante sulle mucose

- la vitamina B5 che aiuta a decongestionare le mucose

- gli Omega 3 di cui dei pesci grassi come il pesce azzurro o il salmone che attenuano le infiammazioni alla gola.

- Un'altra sostanza interessante è la quercetina un flavonoide la cui azione viene rafforzata dalla vitamina C, si trova in molti alimenti quali le cipolle, i broccoli, il te nero e le noci.

- Anche la Bromelina ricavata dall'ananas che stimola la liberazione di prostaglandine anti infiammatorie aiutando a ridurre i pruriti e gli arrossamenti.

- Poi naturalmente anche il macerato glicerico di Ribes nigrum che rafforzando l'organismo aiuta ad affrontare le allergie riequilibrando il terreno allergico.



Naturalmente in commercio si trovano delle preparazioni che racchiudono diversi di questi componenti insieme come per esempio Quercetina, Bromelina e Vitamina C, quindi non è sempre necessario prendere vari prodotti diversi. Quello che però occorre considerare sempre è che, visto che siamo tutti diversi, occorre provare in quanto certe cose andranno benissimo per alcuni e faranno poco in altre.



Altre soluzioni che ci possono aiutare:



- prendere tutti i giorni ad ogni pasto e per tutto il periodo dei pollini, un cucchiaino di miele e 2 cucchiaini di aceto di mele diluiti in un bicchiere di acqua.



- con l'aromaterapia si può intervenire diffondendo nella camera da letto, un'ora prima di andare a dormire, la sinergia seguente: 10 gocce di Olio Essenziale di dragoncello, 10 gocce di camomilla matriarcaria (che hanno proprietà antiallergiche) e 10 gocce di pino di montagna che aiuta la respirazione.



- Non dimenticare poi l'aiuto che ci può dare l'omeopatia con per esempio Allium Cepa (per il naso che cola), Eufrasia officinalis (per gli occhi che lacrimano), Sabadilla (contro gli sternuti a ripetizione) tutti alla 9ch. Ce ne sono anche altri, queste sono solo indicazioni in quanto i prodotti omeopatici vanno presi unicamente sotto prescrizione del proprio medico omeopata.


lunedì 11 maggio 2009

Sono molto colpita!

Come mi è già capitato di dire, sono abbonata ad alcune riviste che trattano di cure naturali, in francese, visto che purtroppo in Italia c'è proprio pochino di veramente interessante.
Comunque, questa mattina ho scartato una delle mie riviste preferite, ricevute durante il fine settimana, ho iniziato a sfogliarla con interesse e cosa ci trovo a pagina 30 e 31?

"Turin, capitale de la gastronomie italienne" questo titolo potrebbe trarre in inganno, in realtà visto il tipo di rivista sul quale è pubblicato l'articolo, non parla di ristoranti ma di Eataly e di altre realtà.

Vi traduco il trafiletto sotto il titolo:
"Elegante e raffinata, luogo di design e perla barocca, Torino è situata a una quarantina di kilometri dalla sede dello Slow Food, l'associazione sociologica di Carlo (Carlin) Petrini che si oppone al fast food. La capitale del Piemonte nasconde dei tesori architettonici, opere d'arte e golosità. Passeggiate sotto i portici e fermatevi il tempo di un cappuccino in un caffè centenario in cui brillano i lampadari di Murano. (reportage di Alessandra Buronzo)

L'articolo continua parlando di un'erboristeria di corso Palermo 84/a (Erbamagica) tenuta da una naturopata, e nel cui retro terapeuti venuti da tutt'Italia danno delle consulenze.

Poi parla dell'Iperbiobottega (posto che frequento molto volentieri) dicendo che si tratta della superficie dedicata al biologico più grande d'Italia (oltre 3000 m2) in corso Regina Margherita 440. dove oltre a moltissimi prodotti naturali si possono trovare prodotti freschi e surgelati che vanno dalle verdure alla carne e anche un reparto gastronomia, tutto bio.

Quindi si dilunga su Eataly, il tempio dello slow food (via Nizza 235) con i suoi 10.000 m2, che dopo essersi installato a Bologna, a Milano e a Tokio, sta aprendo anche a New York. A quando Parigi?

Per finire l'articolo cita il ristorante Oh mio bio! di via Cesare Balbo 22,
L'oasi del naturale di va Massena 42,
l'Ortovolante http://www.ortovolante.com/ che consegna verdure di stagione a domicilio,
Grom il gelataio di via Accademia delle scienze 4/a,
Pachamama di via dei mille 46/a (prodotti naturali),
e la Garstronomia vegetariana di via Dante Nanni 116.

Devo dire che sono rimasta veramente colpita dal trovare tutte queste segnalazioni ben raccontate su una rivista francese, speriamo che serva a portarci altri turisti, comunque ho pensato di segnalarvi velocemente gli indirizzi anche a voi, così chi fosse di passaggio da queste parti e che oltre al vedere le bellezze architettoniche, volesse fare un giro per prodotti naturali potesse profittarne. A proposito, oltre alla Torino barocca, va vista anche la Torino Liberty!




foto sono tratte da questo sito: http://www.spaziotorino.it/solofoto/index.php
questa invece è di qui: http://www.parallelo45.com/

venerdì 8 maggio 2009

Il miele - piccoli trucchi


Cucinare con il miele:


Quando si sostituisce lo zucchero con il miele nelle varie ricette, occorre ricordare che il miele zucchera in modo diverso, per iniziare meglio usare ricette che prevedano già questo ingrediente in origine, comunque con un minimo di sperimentazione lo si può usare tranquillamente per sostituire lo zucchero almeno parzialmente.


Nelle cotture al forno:

sostituire metà dello zucchero previsto nella ricetta con del miele,

ridurre leggermente la temperatura del forno per evitare che il dolce scurisca troppo,

per ogni tazza di miele utilizzato ridurre il liquido richiesto di un quarto di tazza (una tazza di miele equivale a circa 230/250 ml in volume e a circa 320 gr di peso)

Aggiungere 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Considerare che il miele è ricco di fruttosio, quindi ha un potere dolcificante maggiore, questo permette di ridurre il quantitativo di zucchero della ricetta.

Quando si misura il miele con un cucchiaio, velare leggermente il cucchiaio con una goccia di olio tra una cucchiaiata e l'altra, questo permetterà al miele di staccarsi meglio dal cucchiaio.


Conservazione

Il miele si conserva a temperatura ambiente

Conservarlo in frigo accelera la cristallizzazione

La cristallizzazione è un fenomeno naturale e non pregiudica la conservazione del prodotto, anzi, alcuni tipi di miele rimangono allo stato liquido per pochissimo tempo, per esempio il miele di tarassaco.

Il miele in un barattolo sigillato può rimanere stabile per anni, tuttavia tenderà a scurire e a perdere aroma e sapore nel tempo. Questo processo dipende anche dalle temperatura e questo rende molto difficile stabilire una data di scadenza per questo prodotto. Per praticità solitamente si stabilisce una data di scadenza di due anni, ma non lasciatevi condizionare dalla data l'ideale è assaggiarlo.

Se il miele si è cristallizzato basterà mettere il barattolo a bagno maria in acqua calda fino a scioglimento, oppure mettere il barattolo aperto in microonde mescolando ogni 30 secondi fino a scioglimento. Attenzione a non farlo bollire.


Colore e aroma

Il colore e il sapore del miele cambia a seconda del tipo di fiore che è stato visitato dalle api in cerca di nettare, il colore può variare da quasi trasparente ad un ambra carico e l'aroma da molto delicato a molto marcato, come regola generale più il miele è chiaro più il gusto è leggero, più è scuro più è forte. In genere il miele più scuro tende anche ad essere più ricco di minerali e antiossidanti.


Una cucchiaiata di miele aiuta!

Attenua il mal di gola provocato da varie cause

In caso di gola infiammata per virus influenzali, provate un cucchiaio di miele mescolato con alcune gocce di succo di limone

mercoledì 6 maggio 2009

A proposito di zucchero e dolcificanti

Vi metto un link ad un articolo di "la leva di Archimede" in cui parlano in modo estensivo di zucchero, aspartame e stevia, questo articolo è parecchio interessante ed istruttivo se avete voglia di chiarirvi le idee : click


martedì 5 maggio 2009

Tisana digestiva della sera

Vi propongo la ricetta di una simpatica tisana digestiva e riscaldante da prendere in queste serate ancora un po' freschine.
Ingredienti:

3 bacche di anice stellato
30 gr. di menta piperita
30 gr. di verbena odorosa (lippia citriodora)
2 bastoncini di liquirizia
1 litro di acqua bollente.

spezzare la liquirizia in pezzetti, metterli in una teiera, assieme all'anice stellato e alle erbe e lasciare in infusione per 15 minuti.

Filtrare e bere una tazza dopo cena, eventualmente zuccherato con un cucchiaino di miele di lavanda (calmante).


sabato 2 maggio 2009

Ed ecco a Voi in anteprima......

...alcune foto del mio studiolo finalmente operativo! mancano naturalmente alcuni dettagli come il termosifone che sarà installato prima del prossimo inverno, il lampadario, un tappeto, delle finizioni intorno alla porta a soffietto, il rivestimento della porta di ingresso e sicuramente qualche altra cosa che mi verrà in mente strada facendo, ma nell'insieme sono contenta.

Si tratta di una stanza al piano terreno che affaccia sul giardino, piuttosto freschetta, ottimo in estate, ma in inverno il riscaldamento sarà sicuramente il benvenuto.

Le foto non sono formidabili, la mia macchinetta non è in piena forma in questo periodo e dovrà essere portata in ospedale per un intervento a cuore aperto.