martedì 31 marzo 2009

Nuovo Blog

Ho deciso di dare alle mie pietre una collocazione più consona, quindi da oggi è nato:






Se avete voglia di farci un giro conoscerete Marta

lunedì 30 marzo 2009

Una Grande caponata!

Ieri ho deciso di preparare una caponata, gli ingredienti c'erano tutti quindi perché privarsi. Il risultato è stato decisamente ottimo, quindi ho pensato di proporvi la mia versione, anche se le dosi saranno comunque approssimative visto che ho fatto tutto ad occhio.

Ingredienti per una dose piuttosto consistente:

mezzo sedano
6 scalogni tritati
3 spicchi di aglio
6 peperoni gialli tagliati a dadini
1 peperone rosso " "
6 melanzane lunghe (di quelle rigate bianche e viola) tagliate a dadini
un pugno di capperi salati
una tazza di olive nere snocciolate
una dozzina di pomodori secchi
mezzo bicchiere di olio evo
mezzo bicchiere scarso di aceto di mele
un cucchiaio abbondante di zucchero di canna
Procedimento:

In una pentola spessa adatta alle cotture lente, mettere l'olio, unire gli scalogni e farli appassire senza farli colorire, aggiungere l'aglio tritato grossolanamente, poi il sedano e far rosolare un paio di minuti. A questo punto aggiungere i peperoni, mescolare per un paio di minuti quindi unire le melanzane. Dopo aver mescolato nuovamente incoperchiare e cuocere a fiamma moderata mescolando di tanto in tanto per evitare che il tutto si attacchi al fondo, non dovrebbe essere necessario aggiungere altro liquido, le verdure quando cuociono a fuoco lento cedono la loro umidità. Una volta quasi cotto, aggiungere le olive, i capperi salati e i pomodori secchi tagliati a pezzi con le forbici. (non ho dissalato ne i capperi ne i pomodori) ho ancora fatto cuocere per una decina di minuti e ho spento. Non ho messo altro sale visto che ho sfruttato quello dei capperi e dei pomodori e il risultato è stato giusto. Non ho avuto bisogno di aggiungere nessun altro aroma.

Ecco la foto


So bene che nella caponata ci andrebbero le olive verdi, ma non le avevo, abitualmente uso solo peperoni gialli, ma uno rosso ci stava bene, occorre evitare tassativamente quelli verdi che danno un aroma amarognolo, le melanzane striate le trovo invece particolarmente morbide e anche grazie a loro il risultato è stato particolarmente cremoso e piacevole.

Ho usato questa caponata come piatto principale quindi le dosi sono state generose, comunque abbiamo mangiato in 5 a pranzo ieri, in 2 come contorno oggi, questa sera è servita da accompagnamento ad un riso basmati per 3 e ne sono rimaste ancora un paio di porzioni.

Quindi questa dose direi che è sufficiente per una decina di persone almeno. Se non volete surgelarla (cosa assolutamente possibile e molto pratica), si può scaldare bene l'avanzo e porzionarlo in barattoli che una volta chiusi vanno girati sul coperchio fino a raffreddamento avvenuto (come per le marmellate). In questo modo si crea il vuoto e i barattoli so possono conservare per un mesetto tranquillamente, se desiderate conservarli per più tempo meglio sterilizzarli per una mezz'oretta e lasciarli raffreddare nell'acqua di sterilizzazione.


sabato 28 marzo 2009

Nuove pietre

Ieri, nuovo raid per recuperare pietre, avevo una grossa carenza di pietre che stiano in piedi.

Non ne ho trovate tantissime, ma almeno adesso ho alcune pietre adatte a fare dei gufi e almeno una adatta a fare un pinguino per la persona che me lo ha chiesto da parecchio ormai.

Ho anche raccolto un sacco di pietre piuttosto piccoline per una serie di progetti in arrivo prossimamente su questi schermi.

Adesso devo solo darmi da fare.

Vi metto le foto della miniatura della volpe fatta dall'architetto, molto meglio delle precedenti.




ci sono anche le foto del coniglietto bianco, ma credo che richiederò delle foto migliori.

giovedì 26 marzo 2009

Miniatura



Non riesco a fare delle foto decenti, ci riproverò nel fine settimana, comunque questa è l'ultima fatica: Lucy, una piccola volpe in miniatura, misura 5,50 x 4,50 cm e, anche se non sembra, mi ha dato un sacco di lavoro. Le miniature sono belle, ma non ho più gli occhi per lavorarci lo devo proprio ammettere.

Prometto che sostituisco queste foto con qualche cosa di migliore!

mercoledì 25 marzo 2009

Conoscete il Karkadé?

In Egitto e in altri paesi caldi, chi desidera limitare il caffè o il te, beve karkadé. Questa gradevolissima bevanda rinfrescante, non è solo adatta ai climi caldi anzi, alle nostre latitudini, questa bella tisana può avere moltissime indicazioni interessanti.

Il karkadé è un ibisco, esistono molte varietà di ibisco in tutto il mondo, ma il karkadé è l'Hibiscus Sabdariffa. Le piante di ibisco fanno parte della famiglia delle malvacee e, oltre alla nostra comune malva, sono anche imparentate con il malvone (Althaea Rosea) dai bellissimi steli fioriti.

Proprietà:

Il karkadé contiene acidi organici, e antocianosidi che sono responsabili dalla colorazione rossa dell'infuso, contiene inoltre flavonoide, mucillagini pectine e olio essenziale (eugenolo) Questa composizione spiega le proprietà anti infiammatorie, calmanti, anti asteniche e leggermente lassative del karkadé.


Diversi studi clinici hanno confermato la reputazione dell'ibisco contro la stanchezza, il problemi otorinolaringoiatrici e respiratori, gli spasmi gastrointestinali, e la tisana è anche un eccellente diuretico. Per alleviare e spaziare le crisi, malati di Crohn, possono provare ad usare la tisana in quanto antispasmodica, stimola l'appetito, è un leggero anti infiammatorio, e regola il transito intestinale.

Le compresse di Karkadé per uso esterno servono per ridurre gli edemi e le dermatiti comprese quelle umide.


Uno studio Iraniano ha dimostrato anche una sua azione sulla pressione sanguigna dopo 15 gg di uso della tisana. Recentemente una equipe di nutrizionisti della Tufts University di Boston ha dimostrato che 3 tazze di karkadé al giorno migliorano rapidamente i problemi di pressione arteriosa con riduzione della pressione sistolica. Quindi se siete ipertesi perché non provare il karkadé!

Altre indicazioni utili:
- allergie cutanee
- stitichezza
- crohn
- eczema
- ipertensione
- infezioni urinarie
- libido (non dimostrato scientificamente)
- mancanza di appetito
- spasmi digestivi
- spasmi uterini
- spasmofilia
- problemi circolatori

Si trova in farmacia e in erboristeria, e nei negozi di prodotti naturali

Si fanno delle tisane con 15 - 20 gr. di prodotto per litro di acqua (come per il te, si usa acqua appena prima del bollore)

Bere sia durante il giorno che la sera, il gusto è leggermente acidulo e fruttato, viene anche usato come colorante alimentare.

Si trova anche in capsule, ma non se ne vede la necessità visto il gusto gradevole della tisana e la facile reperibilità.
Per uso esterno fare delle compresse da applicare sugli ascessi, gli eczemi umidi e gli edemi.

Può essere associato ad altre piante perché profuma gradevolmente le tisane, i suoi principi attivi potenziano l'effetto delle piante medicinali.

Non è certo una delle piante più importanti che ci siano, ma la sua gradevolezza priva di effetti collaterali la rendono adatta ad essere bevuta in tutto il corso della giornata.
Note:

L'ibisco curativo (Subdariffa /Karkadé) cresce solo nelle zone subtropicali, da noi cresce la varietà Ibiscus rosa sinensis che troviamo facilmente in quanto si è adattata ai nostri climi, tuttavia si tratta di una pianta ormai ibrida che difficilmente sopravvive più di un anno.

Invece si possono seminare facilmente nei nostri giardini delle piante di malvone (Althea rosea) che sono piante cugine, dai colori bellissimi e che tra l'altro sono adattissime per fare degli infusi
emollienti .
Karkadé
Ibisco ibrido del genere che si acquista da noi, generalmente vive 1 o 2 anni


Malvone o Altea Rosea (pianta biennale, va seminata a marzo in vasetto e trapiantata a maggio in piena terra





venerdì 20 marzo 2009

Orchidee Phalenopsis, consigli di coltivazione

Traggo queste informazioni da questo sito francese molto interessante, dove avevo reperito i suggerimenti di coltivazione delle mie piante. Ho pensato di tradurre per tutti coloro che hanno difficoltà con la lingua.



Gli ibridi di Phalenopsis sono le orchidee d'appartamento più diffuse in Europa e in Nord America. La loro popolarità deriva dalla loro grande adattabilità ai nostri climi temperati.
La phalaenopsis è perfetta per iniziare perché regala una fioritura molto lunga e di grande bellezza.


Descrizione:

Il fiore ha generalmente la forma di una farfalla con le ali spiegate, in inglese viene chiamata "Moth Orchid" che vuol dire orchidea farfalla notturna. I colori sono declinati all'infinito, dal bianco puro passando da tutti i colori dell'arcobaleno.

Queste orchidee fioriscono generalmente in inverno e la fioritura durerà diversi mesi.

Le foglie nuove compaiono dal cuore della pianta formando un ciuffo unico. Sono generalmente monolobate e spesse. Le radici sono molto spesse e piuttosto rigide, quindi di facile rottura, soprattuto se secche. Escono facilmente dal vaso, questo è normale e non vanno tagliate.
Se le condizioni sono favorevoli, crescono tutto l'anno e vanno quindi innaffiate e concimate continuamente.





Condizioni di coltivazione:

Luce:

Si sente dire sovente che le phalaenopsis sono piante da ombra, questo è vero nei loro paesi di origine (es: le Filippine). Alle nostre latitudini dove il sole è più moderato, hanno bisogno di una luminosità abbastanza elevata per fiorire.

Da ottobre ad aprile devono essere messe a meno di 50 cm da una finestra ben esposta con da 2 a 4 ore di sole diretto ogni giorno.

Da maggio a settembre devo rimanere nello stesso posto ma evitare il sole diretto dalle 10 alle 16 perché potrebbe bruciare le foglie, basta una velatura leggera per proteggerle e fornire l'ombra necessaria. (tende)

Annaffiature



Per le piante in vaso si può usa acqua del rubinetto mediamente calcarea a temperatura ambiente. Se l'acqua del rubinetto è molto calcarea si può filtrare con una caraffa Brita o tagliarla con acqua di bottiglia a basso residuo fisso (sotto i 50)
L'eccessiva annaffiatura è il modo ideale per farle morire. Vanno bagnate bene umidificando bene la zolla di corteccia che le regge, poi farle sgocciolare e farle asciugare bene tra un'annaffiatura e la successiva. Il substrato non deve mai essere imbevuto perché farebbe imputridire le radici. Attenzione, alcune Phalaenopsis sono invasate in un substrato di torba che è difficile da innaffiare in quanto tende ad inzupparsi troppo.

Temperature

La maggior parte delle Phalaenopsis sono orchidee di serra calda: Le temperature ideali sono tra 25-30°C di giorno e 18-25°C la notte.
Gli ibridi (quelle che troviamo solitamente nei supermercati) possono adattarsi a temperature inferiori per corti periodi ma non devono scendere sotto i 16 ° purché il substrato sia mantenuto secco. La pianta in questo caso entra in riposo e smette di crescere, occorre quindi far asciugare bene il substrato tra un'annaffiatura e l'altra e smettere di fertilizzare.
Concime

Le phalaenopsis sono relativamente golose di concime paragonante alle altre orchidee. Tuttavia le loro esigenze non sono affatto comparabili a quelle delle piante verdi: Una concimazione troppo concentrata potrebbe nuocere gravemente alle radici. Occorrerà quindi concimare in dosi limitate.
Quando la pianta è in crescita attiva (sviluppo di fiori, foglie, radici) fertilizzare ad ogni annaffiatura anche con un concime per piante verdi, ma usando 1/4 della dose raccomandata. non fertilizzare quando la pianta non cresce.
La pianta cresce in continuo tutto l'anno, gli steli floreali si formano generalmente in autunno e in inverno.
La fioritura avviene in inverno e dura diversi mesi, in alcuni casi può estendersi tutto l'anno.






Rinvasi

Si rinvasa quando il substrato inizia a decomporsi (le scorze in mezzo al vaso iniziato a diventare friabili e assorbono troppa acqua) il momento ideale è quando compaiono nuove radici alla base della pianta. Mai rinvasare in terriccio per piante normali in quanto si tratta di un substrato non idoneo. Il terriccio specifico per orchidee è venduto abitualmente presso i vivaisti, ma per i principianti potrebbe essere di difficile gestione in quanto non è facile da innaffiare.





Le Phalenopsis apprezzano un substrato ben drenante fatto per esempio di scorze di pino del calibro di 1 - 1,5 cm. imparando ad innaffiarle correttamente, si può aggiungere a queste scorze una percentuale di sfagno o di torba bionda del 20-30% per facilitare la crescita.

Scegliere un vaso non troppo grande, che permette di contenere appena le radici.

Le Phalaenopsis ibride apprezzano anche molto l'idrocultura, in questo caso possono stare anni nello stesso vaso senza aver bisogno di essere rinvasate, occorre comunque attendere la formazione di nuove radici alla base per effettuare il passaggio all'idrocultura.

Le piante mature e in buona salute fioriscono da sole a condizione che ricevano la luce necessaria. In autunno ed in inverno apprezzano qualche ora di sole diretto ogni giorno perché stimola la fioritura.
Nuovi rami appaiono sul tronco tra le foglie, generalmente in autunno ed in inverno. Nel caso della phalenopsis non occorre sottoporre la pianta a temperature notturne inferiori ai 18 gradi per stimolarne la fioritura. Questa pratica tipica di altre orchidee, in questo caso può indebolire la pianta. Nelle serre di produzione di massa si stimola la fioritura con temperature diurne di 23-25° con forte illuminazione e temperature notturne sui 18-20°. I rami nuovi sono prodotti naturalmente purché la temperatura non superi i 28-29°

Se la vostra pianta porta 6 o più foglie sta bene ma non accenna a fiorire, 9 volte su 10 è per un problema di luminosità. Alcune piante fioriscono varie volte sullo stesso ramo. Se la pianta è forte e sana dopo la fioritura non conviene eliminare i rami e soprattuto non tagliarli. In alcuni casi i rami formeranno delle ramificazioni che fioriranno a loro turno, tuttavia non c'è niente di sistematico, alcuni rami seccheranno spontaneamente e in questo caso l'unica cosa da fare è tagliarli rasi in basso e attendere che la pianta produca nuovi rami.

Se la vostra pianta giovane o indebolita (meno di 3 paia di foglie adulte) sarebbe meglio tagliare il ramo alla base alla fine della fioritura, questo stimolerà la pianta a mettere nuove foglie e radici e di preparare la nuova fioritura.

Punti deboli da sorvegliare

Il modo migliore di ammazzare un'orchidea è quello di annaffiarla un pochino ogni giorno. Occorre invece innaffiare abbondantemente bagnando bene il substrato, ma spaziare le annaffiature per permettere al substrato di asciugare. Questa nota non si applica se il substrato è a base di torba.

Evitare di umidificare le orchidee con uno spruzzatore, questo potrebbe impedire al substrato di seccare.
Contrariamente a quanto scritto in molti libri le Phalaenospsis apprezzano molto la luce diretta da metà autunno a metà primavera. Patiscono però le insolazioni, occorre quindi portarle alla luce progressivamente. Per verificare se la pianta prende troppo sole basta toccare le foglie, se sono tiepide tutto ok, se sono calde la pianta rischia bruciature. Occorre quindi arretrare leggermente la pianta o aggiungere una tenda leggera.

Se le temperature notturne scendono sistematicamente sotto i 18° cercare di mantenere un substrato sistematicamente secco, ma evitare le temperature inferiori ai 15°soprattuto se umida, perché le radici inizieranno ad imputridire, le foglie diventano molli e appassite e i boccioli iniziano a cadere. Patiscono anche le correnti d'aria.
Evitare che l'acqua ristagni tra le 2 foglie centrale sempre per evitare l'imputridimento della zona di crescita. Se le foglie in alto iniziano ad ingiallire e cadono può essere segno di imputridimento del cuore della pianta, occorre reagire rapidamente, togliere tutte le parti marce e lasciare solo tessuto sano. Trattare con un anti fungino e sperare che la pianta ricominci a crescere.


Se tutte le foglie diventano molli potrebbe essere segno di marciume delle radici. Anche in questo caso occorre reagire immediatamente e rinvasare le piante eliminando tutte le parti marce.


Osservare le vostre piante regolarmente in quanto potrebbero essere colpite da cocciniglie (si vedono delle formazioni a guscio) o più sovente ancora cocciniglie farinose. Occorre intervenire rapidamente per sbarazzarsi del problema.

Un trucchetto gradito alle piante è quello di mettere i vasi stretti uno vicino all'altro, si vedranno presto delle radici comparire e protendersi verso il vaso vicino, è l'effetto "ci piace fare una bevuta con gli amici"

Si possono anche posare su uno strato di argilla espansa umida.


Le piante dovrebbero produrre ogni anno almeno un paio di foglie che devono essere leggermente più grandi delle precedenti. Se la pianta non produce nuove foglie o se sono piccole occorre rivedere le condizioni di coltivazione. Verificare lo stato delle radici, e rinvasare se necessario, aumentare la temperatura, avvicinare a meno di 50 cm. da una finestra ben esposta. Fertilizzare con concime diluito ad ogni annaffiatura.
Se le foglie sono verde scuro e sempre più lunghe e sottili e la pianta non fiorisce, la pianta riceve poca luce, spostare in posizione più luminosa.


Se le voglie sono verde chiaro e diventano più piccole delle precedente ma anche più larghe, la pianta non riceve abbastanza concime o troppa luce.

L'ingiallimento e la cadute delle 2 foglie basali è normale ma potrebbe anche indicare mancanza di concime.

Non è consigliato mettere le piante all'esterno in estate. I nostri giardini sono sovente poco adatti e il sole troppo agressivo per le loro foglie, inoltre rischiano di essere aggredite da insetti e lumache golose delle loro foglie.

Particolarità


Delle nuove piante chiamate Keiki possono apparire su vecchi steli florali, se non li si taglia. Sono copie conformi della pianta madre. Quanto il Keiki avra sviluppato 3 foglie e 3 radici di almento 3 cm, potrà essere staccato e piantato a parte in un vaso piccolissimo.


Personalmente non taglio mai gli steli, lascio alle piante la scelta di rifiorire o di seccare gli steli.

Ho notato che sovente le piante di nuovo acquisto tendono a far seccare lo stelo con maggior facilità, invece quelle più vecchie rifioriscono sullo stesso stelo (sempre più in alto) per diverse volte prima di decidere di seccare e riproporre uno stelo nuovo.

Sono arrivata ad avere 18 piante di vari colori, tutte stipate vicine vicine nello stesso punto della casa, di queste 14 sono abbondantemente fiorite in questo momento e prevedo di avere ancora una buona fioritura per circa un altro mese, poi andranno a ridursi, ma solitamente ho quasi sempre almeno qualche fiore quasi durante tutto l'anno.




(le foto sono tratte dallo stesso sito)

giovedì 19 marzo 2009

A proposito di zuppe di primavera

Mentre siete per prati a raccogliere il tarassaco per la zuppa del post precedente, ricordate anche di raccogliere:





fiori e foglie di primule selvatiche:





fiori e foglie di violette:



foglie di acetosa:


menta:




melissa:



malva:




e anche erba cipollina e erba aglina se ne trovate:



Sono chiaramente tutte commestibili.

I fiori di primula e di violetta sono ottimi e bellissimi in un'insalata.
le violette si usano anche per preparare un ottimo sciroppo per la tosse, ma ve ne serviranno almeno 50 gr, e pesano pochissimo!
Tutte le erbe citate, assieme al tarassaco fanno un'ottima zuppa primaverile, anche questa molto depurativa, ricca di mucillagini che sfiammano l'apparato digerente.

Sempre tutte queste erbe, sono ottime anche tritate velocemente a crudo ed utilizzate per una profumatissima frittata primaverile.

Le potete anche semplicemente lessare ed utilizzare in insalata come gli spinaci. Oppure per preparare delle lasagne di primavera, lessate e inframezzate ai vostri strati di pasta besciamella e mozzarella.
Insomma visto il periodo e anche la crisi, perché non approfittare di quello che la natura ci dispensa gratuitamente?
Se mi verranno in mente altri utilizzi ve li segnalerò. A proposito dovrebbe essere anche periodo di raccolta degli asparagi selvatici, quelli che in Piemonte chiamano i luvertin, cioè il luppolo o asparagina.

(foto tratte dalla rete)







Zuppa di tarassaco depurativa e diuretica


La primavera sta iniziando lentamente a farsi sentire, nei prati ci sono primule e violette, le prime bulbose stanno iniziando a sbocciare, è ora di depurarsi dall'inverno.


Ecco la ricetta della zuppa di tarassaco, diuretica, depurativa del fegato e molto consigliata in questa stagione.

Naturalmente occorre profittare delle belle giornate per andare a fare una passeggiata nei campi lontani dal traffico, per raccogliere queste piantine prima che inizino la fioritura.


Ingredienti per 4 persone:

500 gr. di tarassaco

2 patate

1 cipolla

sale e pepe


Lavare il tarassaco, pelare le patate e la cipolla e tagliare queste ultime a dadini.

Cuocere le verdure per 15 minuti in abbondante acqua bollente salata (circa 2 litri)

Alla fine della cottura una passata di frullatore ad immersione e il gioco è fatto.


Per una cena leggera si può completare con 2 fette di pane integrale ai cereali, una fetta di formaggio fresco scremato e un kiwi. Totale circa 300 calorie.


Per un ulteriore piccolo rinforzo si può aggiungere un uovo sodo a testa sbriciolato sulla zuppa.

Questo aggiungerà circa 90 calorie.

giovedì 12 marzo 2009

Ancora qualche lavoretto

Camilla



e Petronilla





Pepé
Siby 1.0


Pensées



Come al solito le foto non sono un gran che, imparero prima o poi.

lunedì 9 marzo 2009

Cosa fanno i nostri adolescenti sulle chat?

Ieri sera sono capitata su un pezzo dell'ultima puntata delle Iene che mi ha sconvolto, se vi siete persi la puntata vi metto questo link: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2009/03/08&id=5137&from=iene
Andate a vedervi il filmato è molto istruttivo, se volete proteggere i vostri ragazzi vi esorto a vedere questo filmato.
Poi se volete, potete lasciare i vostri commenti.

Rivisitazione in chiave Sacher

Fine settimana di festeggiamenti per i compleanni mio e del pargolo.


Abbiamo pensato parecchio a quale torta fare, siamo poi arrivati alla conclusione che volevamo una Sacher rivista e corretta.


Per la ricetta di base ho usato questa di Cavoletto, raddoppiando le dosi perché eravamo in tanti e tutti golosi, è venuta fuori una torta di dimensioni notevoli 27/28 cm di diametro, abbastanza alta da poterla tagliare a metà e farcire


Ingredienti per la base:
10 uova
300 gr. di olio di semi
150 gr. di farina
80 di cacao
40 di farina di mandorle
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale


Per la glassa
un pacchetto di panna da montare da 200 ml
300 gr. di cioccolato amaro
mandorle a lamelle


Per il ripieno
mezzo bicchiere di mandarinello di mia produzione
un grosso barattolo di gelatina di mandarino, home made



Separare i tuorli dagli albumi e metterli in 2 terrine diverse. Aggiungere ai tuorli lo zucchero e sbattere fino a far sbiancare, montare anche i bianchi d'uovo a neve soda.

Unire ai tuorli montati l'olio a filo sbattendo, poi aggiungere metà dei bianchi montati e sempre sbattendo aggiungere le farine e il lievito setacciati, un pizzicone di sale, aggiungere anche la farina di mandorle e finire con l'ultima parte di bianchi montati a neve. A questo punto ho anche messo un mezzo cucchiaino di vaniglia naturale in polvere.


Ho versato il tutto in una grossa tortiera da 28 cm, antiaderente, ma per sicurezza ho foderato la base con un cerchio di carta da forno, poi ho imburrato sia il fondo che i laterali abbondantemente e ho infarinato per benino eliminando l'eccesso.


Ho infornato per 45 minuti, controllando la situazione dopo la prima mezz'ora. Sfornato su una gratella sotto sopra in modo che il fondo diventi il sopra della torta e lasciato raffreddare bene.


Con un coltello a lama lunga ho tagliato in 2 la torta, poi ho bagnato entrambi le parti con il mandarinello allungato con altrettanta acqua, poi ho spalmato uno strato di gelatina di mandarino sulla base e rimontato la torta.


A questo punto ho preparato la grassa facendo bollire la panna alla quale ho aggiunto, a fuoco spente il cioccolato, mescolando man mano che fondeva.

Ho spalmato il cioccolato sulla torta e tutto intorno e l'ho trasferita sul piatto da portata.


Per la decorazione ho usato le lamelle di mandorla che ho infilato su tutto il perimetro e poi ho fatto dei fiorellini sparsi qua e la sulla superficie, sempre con le lamelle di mandorla.


Ecco il risultato, queste sono le foto che ho fatto io all'avanzo, appena l'architetto mi da quella che ha fatto lui vi metto anche quella della torta completa.


venerdì 6 marzo 2009

Dove trovare i micronutrienti indispensabili all'organismo (seconda parte)

I fitoestrogeni
La soja e, ad un livello minore, l'insieme delle leguminose e dei cereali integrali hanno un'azione estrogenica. Ma le verdure della famiglia dei cavoli sono molto interessanti in quanto attivano la combustione e l'utilizzo degli estrogeni circolanti nel corpo.
In generale gli alimenti ad azione estrogenica sono: l'aglio, l'ananas, l'anice, le arachidi, l'avena, i broccoli, le carote, i cavolfiori, i cavoletti di Bruxelles,il cumino, i semi di lino, il sesamo, il mais, le mele, le patate e il riso.
I fitosteroli
Si trovano principalmente nei semi di sesamo e negli oli di mais e di sesamo. Poi negli oli di germe di grano, e di cartamo, nei pistacchi, nei semi di girasole, nei pinoli, negli anacardi, le mandorle intere, e nelle noci macadamia. Nelle nocciole intere, l'olio di soia, di oliva o di noce, nelle arance le noci e gli asparagi. Ricordo che i fitosteroli servono per controllare il colesterolo.
I polifenoli
I migliori sono soprattuto quelli del tè, del cacao, dell'uva, delle mele e delle cipolle. Sono ottimi antiossidanti e aiutano le vene.
Il Potassio
Anche se le patate cotte al forno con la pelle ne sono molto ricche, i primi della lista sono sicuramente i fagioli, soprattuto quelli bianchi, poi quelli di soia, quindi quelli rossi, le lenticchie e i ceci. Poi si trova nelle vongole, nella salsa di pomodoro, nel tonno, nel merluzzo, nella zucca, negli spinaci nei carciofi, nelle banane e nel salmone.
Il selenio
Sono le noci brasiliane quelle che ne contengono di più, molto dopo arriva poi il tonno, le frattaglie di pollo e di tacchino, le aringhe marinate, le vongole, i funghi shiitake, il merluzzo, il pesce spada il salmone e via via le varie carni le uova, il pane integrale i cereali integrali, il sesamo e le crucifere.
Il triptofano che è un precursore della serotonina e che ci calma ed aiuta a dormire si trova in tutti i cereali integrali eccetto il mais, ma anche nei legumi secchi la soia le banane gli avocados, il pompelmo, le noci e i datteri
Le vitamine del gruppo B
La B3 si trova soprattuto nel fegato, nel pollo, nel tonno, nel vitello, l'anitra, il coniglio e in misura molto minore nelle arachidi nei cereali integrali e nel germe di grano
La B5 si trova abbondante nei funghi shiitake, nel fegato e nei cereali integrali, secondariamente nei semi di girasole, nel salmone nei funghi nel merluzzo, le uova sode, e i formaggi erborinati come il gorgonzola ne contengono anche un pochina.
La B6 Curiosamente si trova principalmente nello stomaco di tacchino, seguito dal tonno, dal fegato, dal merluzzo, i polipi, le patate al forno con la pelle, il pollo senza pelle, i semi di lino e la banana.
La B9 (o acido folico) i vegetariani la troveranno soprattuto nelle leguminose e nel lievito di birra, gli altri la troveranno nel fegato, in misura minore si trova anche negli spinaci, negli asparagi, i semi di lino, la soia, i broccoli, la lattuga romana, i semi di girasole, le barbabietole cotte, le alghe ed infine nelle noci e nocciole
La B12 come la B3 si trova quasi esclusivamente nel mondo animale, le sue fonti possono essere le vongole, il fegato, il polipo, seguiti dal tonno le sardine il salmone le trote le aringhe marinate e in misura molto minore nella carne di bue, di vitello, nel tuorlo d'uovo, nel pesce spada, nei gamberetti. I vegetariani ne possono trovare nell'erba di orzo e nella spirulina
La vitamina C
Si trova in dosi interessanti nei peperoni rossi nella papaia, nel ribes nero e i kiwi, poi nelle arance, nei peperoni verdi, il succo di ananas e di pompelmo, i mango, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, le fragole, le barbabietole, il cavolo rapa, i centrifugati di verdura.
La vitamina D
La carenza di questa vitamina è difficile perché il corpo la sintetizza da solo con la sola esposizione ai raggi solari, può essere riscontrata soprattuto nelle persone anziane che non si espongono mai alla luce solare. comunque si trova in maggiori quantità nel salmone e nel tonno, ma anche nelle aringhe marinate, i funghi shiitake, e in alcune ostriche. Successivamente si trova anche nella trota, l'anguilla, il tuorlo d'uovo,il latte di soia o di riso, la sogliola e le sardine.
La vitamina E
Si trova principalmente nel germe di grano e nel relativo olio, si trova anche in quantità importanti nei semi di girasole, nelle mandorle intere, l'olio di girasole e di cartamo e in misura minore nei pomodori, nei semi di lino, le noci le uova di pesce, la crusca, gli oli di arachide e di oliva, l'avocado, gli asparagi gli spinaci, il kiwi e il mango.
Lo Zinco
Indispensabile per il sistema immunitario e per l'apparato riproduttivo (lo sperma ne è molto ricco) si trova in abbondanza nelle ostriche, anche se una curetta potrebbe risultare costosa, in misura minore lo si trova nel fegato, del germe di grano, nel manzo, nell'agnello, nel granchio, nelle aragoste e poi anche nei semi di zucca, le noci e le mandorla.

mercoledì 4 marzo 2009

Compleanno



Ebbene si sto di nuovo invecchiando! ci ho provato a contare all'indietro, ma non sembra funzionare purtroppo, quindi mi sa che mi devo rassegnare.

martedì 3 marzo 2009

Dove trovare i micronutrienti indispensabili all'organismo (prima parte)


Gli integratori alimentari assicurano un apporto in vitamine, minerali, enzimi, antiossidanti, probiotici, polifenoli e Omega3, ma questo non ci dispensa dall'alimentarci in modo sano. Tutti questi micronutrienti sono indispensabili e possono ora essere supplementati, ma in quali alimenti possiamo trovare queste sostanze indispensabili?

Sono tutti presenti nella frutta, la verdura, i cereali, negli oli e sovente anche dei prodotti animali.

Eccellenti carotenoidi, che ci proteggono dalle malattie cerebro vascolari o alcune forme di tumore, si trovano appunto nelle carote, ma anche nei pomodori, nelle crucifere (cavoli), o nelle albicocche.

Il litio che serve a calmare nelle forme psico-nervose, si trova nei cereali integrali, nelle verdure a radice, e nei prodotti derivati dal mare.



Vediamo ora dove trovare alcuni Acidi grassi indispensabili:



Acidi grassi Linoleici:

si trovano in maggioranza nei pinoli, le noci, l'olio di cartamo, i semi di girasole e di vinacciolo, ma anche negli oli di mais, di germe di grano, di noce e di soia.

Si trovano anche nelle noci brasiliane e nei semi di zucca ed infine in maniera minore nel sesamo e le arachidi e naturalmente nei loro oli.

Acidi grassi Linolenici:

Gli alimenti che ne contengono di più restano incontestabilmente gli oli di Perilla, di camelia e di lino dei quali un solo cucchiaio al giorno è più che sufficiente per fare il pieno di Omega3 vegetali; anche l'olio di noce ne contiene ma in misura nettamente minore. Se ne trova anche in buone quantità nei semi di lino e no misura minore della soia e nell'olio di germe di grano, il tofu, il roquefort e i pinoli.

Acidi grassi mono insaturi:

Si trovano soprattuto nelle noci di macadamia, ma anche nelle nocciole, le mandorle, i filetti di aringa marinata, gli avocado, l'olio di cartamo e naturalmente l'olio di oliva. Si trovano anche in quantità discrete in altri oli e semi oleaginosi quali le noci del Brasile, gli anacardi, le arachidi e i pistacchi.

Antiossidanti:

In modo generale la frutta e la verdura ne contengono le maggiori quantità. Ma gli agrumi, le prugne secche, l'uva passa, fragole e lamponi, ciliegie e kiwi, aglio e cipolla, fagioli secchi, peperoni rossi, avocado, rape rosse, cavoletti di Bruxelles e broccoli sono innegabilmente i più ricchi.

Calcio:

Qui entriamo nella diatriba, i formaggi e i prodotti lattiero caseari ne sono molto ricchi, per esempio il parmigiano il formaggio groviera o l'ementhal svizzero, ma con i problemi legati ai prodotti lattiero caseari (tra questi le intolleranze e la scarsa biodisponibilità). Quello che viene detto molto meno è che tutti i prodotti a base di soia sono naturalmente ricchi in calcio molto bio disponibile. Questo minerale si trova anche nelle sardine o il salmone in conserva (meglio se consumati con le spine). Infine, in misura minore si trova nei fagioli neri, nelle mandorle, le noci e le nocciole, i fichi secchi, le crucifere, i finocchi, il germe di grano, le alghe, il sesamo, le vongole, il cavolo cinese e le trote.

Il Cromo

Questo minerale è indispensabile all'equilibrio glucidico, si trova in proporzioni interessanti nei cereali integrali, nel germe di grano, nel lievito di birra e nei broccoli.

Coenzima Q10

Questo nutriente deve essere integrato artificialmente per raggiungere un dosaggio terapeutico, tuttavia è possibile completare la supplementazione con i cereali integrali, le nocciole,gli spinaci, gli oli vegetali, le alghe, il sesamo e la soia.

Il Licopene

Quasi tutto quello che è colorato di rosso ne è ricco, in particolare i pomodori, il melone e l'anguria, ma anche i pompelmi rosa. Ricordo che è maggiormente assorbibile nei pomodori cotti.

Il Magnesio

Ne sono ricchi i fagioli, la soia, le noci brasiliane, i cereali integrali, le mandorle, gli anacardi, i pinoli, i carciofi. In misura minore anche il tonno rosso, il late di soia, il germe di grano, le patate al forno cotte con la pelle.

Il Manganese

Si trova indifferentemente nel , i cereali integrali, lo zenzero, i legumi secchi e le banane.

Il fosforo

I primi della lista sono sicuramente i semi di zucca, immediatamente seguiti dal fegato di manzo, il pesce spada, la soia, i semi di girasole, le lenticchie, il salmone, le vongole, le sogliole, il granchio, lo yogurt magro, la ricotta, il tacchino, l'anitra e il cottage cheese.


Segue nella prossima puntata...