lunedì 26 gennaio 2009

Alla ricerca di pietre



Ieri con la mia amica Alberta siamo state a Menton, era parecchio che desideravo andarci, perché anche se conosco abbastanza bene la costa azzurra, avevamo sempre saltato questa splendida cittadina e appena Alberta mi ha proposto di accompagnarla non me lo sono fatto ripetere 2 volte.


Ho abbandonato a casa l'architetto con mia mamma (il pargolo era impegnato con la donzelletta) e sono fuggita all'alba.

Oltre ad una rapida visita del centro cittadino abbiamo fatto un giro al Broc Troc, un grosso mercato dell'antiquariato/delle pulci che si svolgeva proprio ieri.


Avrei voluto fare qualche foto, ma sono riuscita a portare la macchina fotografica senza portarmi la scheda di memoria, sono proprio un disastro.


Tra l'altro ero veramente rammaricata perché la giornata era splendida, i viali cittadini sono bordati di bellissimi alberi di aranci amari, carichi di frutti, una delizia per gli occhi. Inoltre c'era una mareggiata importante e con quella luce fotografare le onde sarebbe stato veramente splendido, c'erano enormi spruzzi di schiuma creati dalle onde che si infrangevano sugli scogli e che in alcuni punti (più vicino alla frontiera) raggiungevano addirittura la strada portandosi dietro delle pietre.


Una passeggiata sul lungo mare prima di pranzo mi ha permesso di vedere che anche sulla spiaggia si potevano trovare dei bellissimi sassi molto lisci ed invitanti. Mi sono dovuta controllare e ho dovuto attendere fino a dopo mangiato, eravamo ospiti dei genitori della mia amica.


Nel pomeriggio abbiamo fatto una seconda passeggiata dirigendoci verso la frontiera in un punto dove la spiaggietta era composta esclusivamente da questi sassi levigati e tondi. Mi sarei portata via tutta la spiaggia e devo dire che quasi l'ho abbiamo fatto. Infatti ho contagiato Alberta, che si è messa a dipingere anche lei, quindi abbiamo recuperato 2 belle borsate pesanti di sassi. Non ho trovato moltissimi sassi da gufo/pinguino ma almeno alcuni li ho trovati, anche se non sono altissimi, ma almeno mi permetteranno di iniziare a dipingere i due pinguini che ho mi sono stati richiesti e che erano in stand by in attesa della materia prima.


In sostanza è stata una simpatica giornata, il bottino era abbondante l'unico neo è stata proprio la macchina fotografica, ma almeno sarò costretta a ritornarci con l'architetto e lui sicuramente non si dimenticherà certo l'attrezzatura.





Naturalmente le foto sono state tratte dalla rete, ma almeno potete avere un'idea del posto e della spiaggia.

giovedì 22 gennaio 2009

Nella speranza che qualcuno, che passa di qui, riesca a fare qualcosa per Lei e tutti i suoi compaesani (forse dovrei dire com-isolani?), pubblico anch'io l'appello. Per i dettagli vi rimando al suo Blog.

martedì 20 gennaio 2009

Ecco la prima pietra dell'anno nuovo







Questo è Becks, un bellissimo labrador color cioccolato.

Mi ha fatto un pochino dannare perchè dipingere un pelo vellutato in tinta unita non è semplice, è anche il mio primo ritratto dal vivo, che emozione!

Insomma come prima prova mi ritengo soddisfatta, ma ho intezione di perseverare.

Ho dovuto trovare il modo di "arrotolarlo" anche se lui, di fatto, non si arrotola molto.
Spero che alla sua mammina piacerà.

lunedì 19 gennaio 2009

Cavolo rosso stufato


Questo fine settimana mia mamma è arrivata con un bel cavolo rosso.

Visto che per utilizzarlo crudo in insalata mi sembrava un pochino troppo coriaceo, ho pensato di usarlo per fare uno stufato.

Mi sono ispirata ad una ricetta austriaca di cavolo con le mele.


Con queste dosi si ottiene un grosso stufato, ho usato una pentola larga e capiente visto che il cavolo da crudo occupa molto spazio, ma anche da cotto non si riduce quanto il cavolo verza. Considerate anche che ogni mezzo cavolo, una volta tagliato con il robot riempiva completamente il contenitore del robot, quindi ho messo 2 robot di cavolo.


Ingredienti:

1 cavolo rosso

1 bella cipolla

delle costine di maiale tagliate a tocchetti (circa una dozzina di pezzi)

300 gr. di pancetta affumicata

2 mele

mezzo litro di vino rosso

bacche di ginepro, sale, olio Evo


Tagliare il cavolo a metà e poi tagliarlo a fettine sottili (meglio con il robot), quindi far rosolare la cipolla tagliata al velo in un paio di cucchiaiate di olio Evo, aggiungere i pezzi di costine e rosolare anche queste. Aggiungere il cavolo tagliato sottile, mescolare e incoperchiare.

Lasciare stufare per una decina di minuti a fuoco basso, poi mescolare e unire le mele sbucciate e tagliate a dadini, le bacche di ginepro, e la pancetta affumicata tagliata a tocchetti. Mescolare nuovamente far stufare ancora qualche minuto poi aggiungere il sale e il vino e far cuocere per un'oretta fino a che il cavolo risulti cotto e tenero.

Il cavolo rosso non si disfa mai, rimane morbido ma non riduce in modo esagerato. Diciamo che se all'inizio della cottura la mia pentola era completamente piena, una volta cotto avevo comunque la pentola piena per 2 terzi.

Ne abbiamo mangiato un'abbondante porzione in 4 persone e ne è ne sono rimaste ancora almeno 3 belle porzioni ricche, quindi sappiatevi regolare, meglio magari preparare solo mezzo cavolo.

Io preparo volentieri quantità abbondanti, perché poi surgelo gli avanzi e li tiro fuori quando manca il tempo per cucinare.


Un grosso pregio del cavolo rosso è che odora molto meno durante la cottura e come tutte le brassicacee è un'ottimo antitumorale.

A questo proposito ricordo che questo tipo di verdure andrebbe consumato circa 3 volte alla settimana (naturalmente variando i tipi e le preparazioni)

domenica 18 gennaio 2009

PREMI

Ultimamente ho ricevuto da diversi amici dei premi graditissimi.

Approfitto di queste righe per ringraziare tutti per essersi espressi in mio favore. Desidero però anche dire che non rilancerò.

Non certo perché non consideri gli altri blog validi, anzi proprio il contrario, sono fermamente convinta che per il solo fatto di dedicare impegno, tempo e dedizione ai propri blog, tutti dovrebbero essere premiati.

Purtroppo ho anche l'impressione che alla fine molte di queste premiazioni si riducano alla stregua delle catene di Sant Antonio, che una volta ricevute si devono portare avanti per forza. Ora io non amo le catene e le interrompo regolarmente.

Ho deciso quindi di fare lo stesso anche in questo caso.

Preferisco le iniziative sul genere : Raccontiamo di un blog nuovo che abbiamo scoperto e che consideriamo particolarmente interessante, soprattutto perché magari è poco noto. Avevamo fatto qualche cosa del genere tempo fa, ed erano venuti fuori degli spunti molto interessati.

Con le premiazioni invece ho l'impressione che: o si premiano sempre le stesse persone (quelle che naturalmente spiccano per maggior bravura) ma che sono comunque già premiate proprio dal numero di contatti ricevuti, oppure si cerca (come ho fatto sovente io) di premiare chi non è stato mai o poco premiato. Diventa un compito difficile e temo che finisca con lo sminuire l'importanza che dovrebbe avere un premio.


Ecco, dopo tutta questa filippica, concludo ringraziando nuovamente tutti coloro che hanno pensato a me, sono sicura che lo hanno fatto con le migliori intenzioni e spero che non si offenderanno se ho deciso di non rilanciare più questo genere di iniziativa.
Per farmi perdonare e per ringraziare tutti quelli che passano da queste parti e che, con mio grande piacere, lasciano un commento, vi offro questo mazzo di fiori virtuale. Grazie ancora.






venerdì 16 gennaio 2009

Sedano Rapa e Cavolo Rapa

Azabel mi ha fatto notare una cosa che nella mia distrazione non avevo assolutamente notato, e dire che la differenza c'è e si vede!
Allora, nel post precedente, ho messo la foto di un "sedano rapa", molto più bello e molto più liscio del mio, già, perchè stupidamente non ho realizzato che stavo pubblicando la foto di un bellissimo cavolo rapa chiamandolo sedano rapa. Il bello è che avevo notato la differenza ma non ho minimamente pensato che fosse una verdura diversa! Sono proprio tonta a volte. E dire che li conosco tutti e due, ma generalmente uso il sedano rapa.

Comunque, il sedano rapa di cui vi ho raccontato un sacco di cose è questo:

Come giustamente mi ha fatto notare Azabel, che ringrazio, si chiama anche Sedano di Verona. (Questo non lo sapevo neanch'io).

Tutte le altre indicazioni che vi ho date sono valide per sedano rapa.

Invece il Cavolo Rapa è questo:


E visto che ci sono vi do anche le specifiche di questo.

Il Cavolo rapa, contrariamente al precedente fa parte della famiglia delle crucifere, come i cavoli e i broccoli per intenderci ed è un'ottima fonte di vitamina C.
Ha un sapore dolce e si utilizza sia crudo che cotto, anche le foglie sono commestibili anche se generalmente si utilizza soprattuto il bulbo.

Oltre alla vitamina C, contiene anche fosforo, magnesio, potassio, manganese, rame e vit. B6.
Anche lui è poco calorico e come tutte le crucifere è un ottimo preventivo dei tumori. Tuttavia, coloro che soffrono di intestino irritabile potrebbero essere disturbati dall'assunzione di crucifere in quanto potrebbero creare maggior flatulenza. Anche nei casi di sensibilità a questo genere di alimenti è opportuno inserirli nei momenti di remissione del problema in modo da non escluderli del tutto dall'alimentazione ed evitare di creare delle vere e proprie intolleranze. Comunque ognuno deve regolarsi in funzione delle proprie reazioni.

Le persone che consumano molte crucifere dovrebbero tenere conto anche del fatto che possono interagire con alcuni farmaci antidolorifici diminuendone l'effetto.

Come sceglierlo:

- Deve essere sodo meglio se non supera i 7 - 8 cm di diametro per evitare che diventi filaccioso
- sotto i 5 cm si consuma con la pelle, più grande va sbucciato

In cucina:
- le foglie si consumano lessate come gli spinaci
- bulbo si consuma sia cotto che crudo ed è ottimo in puré o come le patatine fritte.
- crudo in insalata accompagnato da mela, arancio, noci e condito con una maionese leggera fatta in casa, oppure grattugiato con delle carote.
- si può far saltare nel wok, con cipolla funghi shitake e vermicelli di riso
- addizionati ad una minestra
- quelli molto piccoli possono anche essere cotti alla griglia in spiedini per per 8 minuti rigirandoli ogni 2, spennellati con olio.

Si conservano bene in frigo nei sacchetti microforati, a temperatura cantina durano tutto l'inverno, si conservano anche in salamoia come il cavolo verza. Per congelarli vanno tagliati a dadini e sbollentati per 3 minuti, poi raffreddati in acqua gelata e scolati.
Ecco, spero di aver chiarito le differenze, scusatemi ancora per la distrazione.

martedì 13 gennaio 2009

Sedano Rapa

(foto sbagliata, in realtà questo è un cavolo rapa)


Il sedano rapa è questo:



In inverno le verdure di stagione si sa, sono limitate. Ma se ci si guarda bene attorno, questo non è del tutto vero. Ci sono anche verdure meno note che sono decisamente degne di "nota".
Una di queste è il sedano rapa, che da noi non si trova troppo facilmente, ma le frequentatrici dei supemercati Lidl o NaturaSì si saranno già imbattute in questa grossa palla soda.

Per chi non lo conosce posso dire che contrariamente al suo nome, il sedano rapa non sa di rapa e del sedano ha solo un leggero aroma, molto meno marcato. Si tratta di un "verduro" della famiglia delle ombrellifere molto ricco in vitamina K, necessaria alla sintesi delle proteine dedicate alla coagulazione del sangue ed è inoltre utile alla formazione delle ossa.



Il S. R. è ricco di fosforo, manganese, rame, acido pantotenico (B5), B6 e vitamina C.



Si usa sia cotto che crudo e visto che è poco calorico è adatto alle diete dimagranti.

Quindi è molto interessante in questa stagione, ma come cucinarlo?

- Si consuma crudo grattugiato in insalata, condito in vari modi
- Tagliato a bastoncini è adatto al pinzimonio
- In Remoulade, grattugiato e mescolato con capperi sminuzzati e cetriolini sott'aceto tagliati a juliennes e condito con una maionese
senapata
- Bollito si può mescolare alle patate per farne un purée aromatico
- Arrostito al forno con delle patate o da solo (tagliato a pezzi)
Oggi l'ho preparato Saltato in padella
Una volta sbucciato il sedano rapa, il mio era bello grosso, ne ho tagliate un paio di belle fette alte un centimetro. Da queste fette ho poi ricavato dei bastoncini tipo quelli delle patatine che ho semplicemente saltato in padella con poco olio fino a farli dorare unendo un pochino di aglio e di sale. Ho servito il tutto spolverato con delle noci tritate grossolanamente
Una vera delizia.
Un pezzetto l'ho grattugiato e ho aggiunto un avanzo di fettine di prosciutto cotto tagliato a julienne, e ho condito il tutto con un pochino di maionese senapata fatta in casa. (Mancavano i cetriolini, ma il pargolo li aveva finiti) comunque il risultato è stato ottimo.

Il resto delle fette sarà lessato al dente, impanato con uovo e pan grattato
e fritto in padella come le milanesi. Quest'ultima versione l'ho già assaggiata in passato ed è molto gradevole, una volta fritto basta posare le fette su carta assorbente per eliminare l'eccesso di olio.

lunedì 12 gennaio 2009

Grano Monococco e plum cake speziato



Il Monococco (Triticum Monococcum L.) è un frumento antico, pare che siano state trovate tracce di questo cereale anche nella mummia di Similaun, si dice sia un frumento “vestito”, ossia che presenta la cariosside racchiusa dalle glume anche dopo la trebbiatura un po' come il farro. Ha una resa molto inferiore a quella del grano e a volte la spiga ha un solo chicco. La sua caratteristica principale è quella di essere molto resistente, non richiede grandi concimature ne annaffiature e questo lo rende adatto alla coltivazione biologica, inoltre ha delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali molto interessanti perché è particolarmente ricco di proteine, molto di più del grano comune. Contiene un particolare tipo di glutine che sembra non essere irritante e che manifesta una bassa o nulla tossicità ed immunogenicità per il celiaco . E' anche ricco di Beta carotene che è un precursore della vitamina A. Queste sue caratteristiche lo rendono un ottima alternativa che permette la produzione di prodotti lievitati di buona qualità.

Naturalmente non potevo evitare di provarlo, anche perché in effetti senza essere manifestamente celiaca, sono sicuramente intollerante al grano e dopo queste feste un pochino di riposo alle mie mucose irritate non farebbe male.

Ho quindi preparato un plum cake speziato, adatto alla colazione.

Ingredienti:
250 gr. di monococco
200 gr. di zucchero
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
50 gr. di cacao amaro
250 ml di yogurt naturale
1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere
1 cucchiaino abbondante di cannella
1 cucchiaino di polvere di chiodi di garofano
mezzo cucchiaino di vaniglia naturale in polvere
10 gocce di olio essenziale di arancio
5 gocce di olio essenziale di limone (entrambi sostituibili con una grossissima grattata di bucce bio)
1 pizzico di sale
20 noci pecan (sostituibili con altre noci o anche eliminabili)
Ho semplicemente mescolato tutti gli ingredienti nel robot (eccetto le noci) e ho versato l'impasto ottenuto in uno stampo da plum cake lievemente unto. Ho poi messo le noci pecan sulla superficie e ho infornato a 170 gradi per almeno 20 minuti (in funzione del forno, meglio controllare la cottura con uno stecchino).

Il risultato è stato un ottimo plum cake morbido fragrante e profumato, adatto alla colazione e alla merenda. Non è certo un vanto, ma è piaciuto molto anche a Sibelius che ha pensato bene di assaggiarlo a nostra insaputa.

Una nota speciale è da dedicare all'uso degli oli essenziali in cucina, gli oli essenziali ci possono essere di grande aiuto, soprattuto nelle stagioni nelle quali non si trovano alcuni ingredienti, inoltre sono molto comodi perché generalmente ne bastano pochissime gocce per avere un aroma intenso e gradevole. Naturalmente questo comporta la reperibilità di prodotti adatti all'uso alimentare. Io uso generalmente oli Biologici acquistati in Francia, ma in Italia si iniziano a trovare prodotti di buona qualità, l'importante e fare attenzione a quello che si acquista e non fidarsi dei prodotti venduti nelle fiere che generalmente sono aromi adatti al massimo per essere usati come profumatori per ambienti e anche in questo caso sarei cauta. A titolo informativo posso citare la Bioregena Ditta italiana che produce oli essenziali di altissima qualità ma difficilissimi da reperire se non ci si rivolge direttamente al produttore, ma anche la Flora(Primavera) ditta di Pisa che contrariamente alla precedente si riesce a reperire nelle erboristerie meglio fornite e nei negozi di prodotti naturali. Quest'ultima ha in catalogo vari oli biologici adatti all'uso alimentare.

Ricordo di nuovo che gli oli essenziali sono prodotti molto potenti e che possono essere allergizzanti per le persone sensibili, quindi vanno usati con cautela evitando il fai da te, meglio rivolgersi ad aromaterapeuti esperti.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente che forse potrebbero essere interessanti delle ricette con oli essenziali, che ne dite?

mercoledì 7 gennaio 2009

Gennaio 2009, l'Anno della Grande Nevicata!

Questa mattina come saprete Torino e provincia si sono svegliate sotto una coltre di neve spessa e candida. Nevica ininterrottamente dalla notte precedente l'Epifania, ma prima nevicava fine, adesso ci sono dei fiocchi grossi come monete da 2 euro.
Vi metto un po' di foto fatte un'oretta fa.

Questa è la magnoliaPaesaggio
Le compostiere


Le tavole del cortile parlano da loro


Panorama


Qui si vede anche la tormenta

Devo ancora togliere le luci di Natale!


La casa del vicino
















martedì 6 gennaio 2009

Gelo

Questa stalattite di ghiaccio è comparsa sulla rete con le luci natalizie che ho appeso alla ringhiera e grazie al freddo è durata parecchi giorni.


Oggi è scomparsa, ma in compenso nevica di nuovo copiosamente, non ci possiamo lamentare, quest'anno abbiamo avuto un bianco Natale, Capo d'Anno e anche Epifania.





Sono molto contenta almeno quest'estate avremo un pochino più di acqua nei nostri fiumi.

Ultimi lavori

Ecco le ultime cose che ho dipinto subito prima di Natale:

Sam il maialino


Astrid la micia rosa
Birillo il cerbiatto

Il gatto Merlino

Osvaldo
e l'ippopotamo Pippo
Tutti già andati nelle loro nuove casette.
E questo invece è il primo gatto dell'anno nuovo:
Ettore



lunedì 5 gennaio 2009

Viva viva la Befana

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Per il resto della storia vi rimando a qui :

Buona Epifania a tutti

domenica 4 gennaio 2009

Taralli

Ultimamente mi sono dedicata alla produzione casalinga di taralli.


Ne ho preparati per fare dei pensierini natalizi, e oggi ho repplicato preparandone a 4 gusti diversi. Sono molto buoni e devo dire che uno tira l'altro.



Ingredienti per almeno 200 taralli (dipende dalla dimensione):


500 gr. di farina bianca (ma va bene anche quella integrale)


150 gr di olio evo


1 cucchiaino di sale


1 bustina di lievito di birra secco


aromi a scelta: semi di finocchio, pepe, peperoncino, pomodori secchi e tutto quello che la vostra fantasia vi suggerirà.



Si impasta la farina con il sale il lievito e l'olio nel robot, poi si unisce un piccolo bicchiere di acqua tiepida, aggiungendola a piccole dosi, fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica, non troppo dura.



A questo punto generalmente io divido l'impasto in 2 e unisco gli aromi prescelti per fare 2 gusti diversi.


Oggi ho unito ad una metà dei semi di cumino (circa un cucchiaio) e all'altra metà un cucchiaio di spezie per tandoory.

Ho impastato ancora un momento ogni metà nel robot, poi ho lasciato riposare una mezz'ora.

Ho ripreso ogni panetto dandogli una forma rettangolare e appiattita, che ho poi affettato nel senso della lunghezza per ottenere tanti bastoncini quadrati della dimensione di un grosso grissino. Ho poi arrotondato ogni bastoncino velocemente e li ho ritagliati rapidamente in tocchetti di 2 - 3 centimetri. Un po' come quando si preparano i gnocchi.

Con ogni tocchetto, ho fatto un salamino che arrotolavo di volta in volta attorno al pollice pizzicando la pasta per chiudere l'anellino ottenuto.

Questi anellini vanno poi passati in acqua bollente (io ne butto una cinquantina per volta) e vanno raccolti con il mestolo forato appena iniziano a galleggiare. Si dispongono uno vicino all'altro direttamente in una teglia rivestita di carta da forno e si mettono in forno caldo a 180° per almeno 20 minuti, controllando a fine cottura che i taralli siano colorati e, soprattuto, ben biscottati.

Si sfornano, si lasciano raffreddare, e si ripongono in scatole di latta ben chiuse, si conservano tranquillamente almeno per 15 gg. (se riuscite a impedire che vengano divorati prima).

Oggi ne ho preparati anche altre due varietà, usando farina integrale e aromatizzando una parte con del peperoncino e l'altra con dei pezzetti di pomodori secchi.

Sotto Natale li avevo anche preparati al pepe nero (buonissimi) e con le bacche rosa pestate grossolanamente.

Questa è una ricetta adatta se ci si vuol fare aiutare dai bimbi di casa.