domenica 28 settembre 2008

Petizione contro il ritorno al Nucleare

RAGAZZI SE VOLETE FIRMARE UNA PETIZIONE CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE è DA QUESTA PARTE. MI RACCOMANDO SIATE NUMEROSI, NON POSSIAMO LASCIARE CHE DECIDANO DI AVVELENARCI CON TUTTE LE SCORIE RADIOATTIVE CONTRO LA NOSTRA VOLONTA'.

giovedì 25 settembre 2008

MEME - 4 SAPORI IN CROCE

Ecco, mi dedico anch'io a questo simpaticissimo meme lanciato dai Cuochi di carta



Allora cominciamo:



Aromi/erbe di stagione:




Mi piacciono molto tutte le spezie, ma se devo eleggere la mia preferita, direi decisamente lo zenzero, assolutamente fresco, grattugiato, tritato, affettato sottile, insomma basta che sia zenzero, lo metto quasi ovunque.
Carne:



Mi piace in tutti i modi, non posso negarlo, ma nell'ultimo anno sto cercando di ridurla in modo considerevole, ormai la metto in tavola non più di un paio di volte a settimana, privilegiando quella di provenienza biologica e da animali allevati in modo umano, quindi polli razzolanti, e manzi pascolanti. La preferenza va sicuramente ad una bella grigliata mista, cotta a puntino e non troppo asciutta.




Pesce:


Anche qui mi piace tutto, il fritto misto, la zuppa, senza dimenticare gamberi, gamberoni, aragoste, astici e granchi. Una mia amica sostiene che mangio il granchio in modo scientifico perché ci metto un'eternità, ma alla fine tutto quello che c'è di commestibile lo stano e me lo pappo. Ma se devo scegliere la palma d'oro va alle ostriche, quelle belle fresche piene di mare, ne potrei mangiare 6 dozzine una dietro l'altra.








Verdure:




Ho una preferenza per le verdure cotte anche se da quando frequento la mia scuola mi sto applicando ad aumentare il consumo di verdure crude. Come per la Bee non posso non citare le patate, che sono buone fatte in qualsiasi modo, e a me piace anche il puree, ma volendo scegliere una verdura cruda direi decisamente i pomodori, quelli a grappolo che sanno di pianta e profumano splendidamente, oppure i cuori di bue, enormi e dolci, entrambi tassativamente ben maturi.



(le foto sono tratte dalla rete)

Ecco forse dobremmo pensare anche ad un meme sulle cose che non ci piacciono assolutamente, sarebbe interessante vedere le idiosincrasie di tutti noi.

martedì 23 settembre 2008

Novità sulla Stevia

La Stevia, come molti sapranno è una pianta naturalmente dolcificante, allo stato naturale dolcifica circa 10 volte più dello zucchero è priva di calorie, non altera la glicemia ed è priva di effetti collaterali. Da questa pianta viene ricavato un'estratto, lo stevioside, che arriva ad avere un potere edulcorante fino a 300 volte quello dello zucchero, solo che in Europa ne è vietata la commercializzazione come dolcificante.


Gli indiani Guarani dell'America del sud, la aggiungevano ai loro infusi per addolcirli. In Brasile e in Paraguay viene utilizzata da secoli in cucina. In america latina la fitoterapia tradizionale considera la stevia un ipoglicemizzante, ipotensivo, diuretico e cardiotonico.


All'inizio degli anni 1970, il Giappone a vietato l'uso di dolcificanti artificiali (aspartame, saccarina) perché le autorità temevano i loro effetti negativi sulla salute umana. Contemporaneamente un consorzio giapponese metteva a punto un metodo di estrazione dei glucosidi della stevia. Il Giappone ha quindi autorizzato l'estratto di stevia come edulcorante alimentare. Il suo utilizzo si è rapidamente diffuso in Asia e in America del sud. Ormai viene utilizzato per un numero considerevole di prodotti agroalimentari in entrambi questi continenti: dalla salsa di soia, alle bevande gasate passando dalla gomma da masticare, le tortillas e i dolci di riso.


Nel 1991 la Food and Drugs Administration (FDA) statunitense a sancito che la stevia era inaccettabile come additivo alimentare e ne ha vietata l'importazione. (Non si può escludere l'intervento della potente lobby dei dolcificanti artificiali in questa presa di posizione) Una vasta campagna, sostenuta dai Giapponesi è stata immediatamente avviata al fine di eliminare i divieti americani applicati a questa pianta.


In seguito alla pressione dei consumatori e dei distributori, la FDA a autorizzato nel 1995 la vendita della stevia come integratore alimentare. In Canada, è anche commercializzata come prodotto naturale. Tuttavia, è sempre vietato il suo utilizzo come edulcorante o come additivo alimentare, sia in Canada che nei paesi dell'Unione Europea.


Lo stesso valeva per gli Stati Uniti fino a marzo 2008, quando la Wisdom Natural Brands ha ottenuto l'autorizzazione di commercializzare il suo estratta SweetLeaf, come edulcorante. Questo statuto speciale è il risultato di due rapporti sottoposti alla FDA da due gruppi di scienziati indipendenti. Wisdom Natural Brands può quindi vendere il suo prodotto nello stesso reparto del supermercato dove si vendono i dolcificanti.


Altre aziende si stanno attrezzando, e non aziende qualsiasi. Tra queste compaiono la Coca Cola e la PepsiCo. I due giganti del mercato delle bibite gasate hanno messo a punto un estratto purificato e brevettato di Stevia. Coca cola si è associata con Cargill che commercializzarà il prodotto Truvia, mentre la Pepsi e Whole Earth Sweetener Company commercializzeranno il PureVia.

Prima tappa: il lancio di un edulcorante in bustine monodose per l'autunno 2008.

Seconda tappa: il lancio di bevande gasate zuccherate con estratti di stevia. Una tappa che secondo le due Aziende dovrebbe concretizzarsi nel 2009. Entrambe hanno sottoposto alla FDA lo scorso maggio un dossier sull'innocuità dei loro prodotti, per far si che questi possano diventare additivi alimentari autorizzati. PepsiCo prevede anche di lanciare una bevanda alla frutta chiamata SoBeLife, prima in Perù, poi in America del Sud.


Sia La Coca Cola che la Pepsi affermano aver messo a punto un estratto privo del caratteristico retrogusto e con qualità e composizione costante. Coca Cola dice che il Truvia contiene anche eritritolo, un poliolo. Questa sostanza fa parte della famiglia degli zuccheri alcolici, come il maltitolo o lo xilitolo, che vengono sintetizzati in laboratorio partendo da zuccheri di origine vegetale. Cargil il partner di CocaCola vende già del eritritolo con il marchio Zerose.

PepsiCo resta più vaga in fatto di composizione del PureVia che, oltre alla stevia contiene "aromi naturali e altri ingredienti naturali" Da parte sua la Wisdom Natural Brands ha scelto di aggiungere inulina al suo estratto SweetLeaf. L'inulina viene estratta dalle radici di cicoria.

(Tratto da http://www.passeportsante.net/, sito Canadese).


Speriamo che queste grandi manovre permettano l'ingresso in Europa dello stevioside come edulcorante autorizzato.


sabato 20 settembre 2008

Fine settimana in preda alle conserve



Ieri venerdì, ho fatto un bel giro al mercato più grosso di Torino, Porta Palazzo (dicono che sia anche il più grande d'Europa, mi chedo se lo è veramente); ormai ci si trova veramente di tutto e si riesce anche a spuntare dei prezzi interessanti su frutta e verdura.

Dovevo rifornirmi di ingredienti per preparare l'Antipasto Piemontese, di peperoncini tondi da farcire con acciuga e capperi, di verdurine varie per preparare il mio dado vegetale, e poi visto che ho in mente tutta una serie di salsine varie, ho preso olive verdi e nere snocciolate, capperi, pomodori secchi, aglio, prezzemolo, cipolle rosse e bianche insomma una spesa di tutto rispetto.


Già da ieri pomeriggio è iniziata l'operazione antipasto piemontese, l'Architetto si è dedicato al tagliare i cavolfiori a tocchetti grandi come una cipollina, poi a tagliato anche i peperoni gialli, mentre mia mamma si occupava dei fagiolini da pulire e ridurre a tocchetti. Io nel frattempo da perfetta strega giravo con il cucchiaione di legno dentro il paiolo, nel quale versavo le verdure ad intervalli regolari. Alla fine abbiamo prodotto un enorme pentolone di antipasto, che è stato invasato oggi e che prossimamente finirà col essere sterilizzato a dovere.


Ieri sera ho anche prodotto un grosso barattolo di bagnetto verde di cui l'architetto è particolarmente ghiotto, naturalmente quando lo ha assaggiato ha decretato che non c'era abbastanza aglio, sto seriamente pensando di preparargli una salsa all'aglio così almeno si potrà sfogare, ho visto in giro sulla rete alcune ricette e pensavo di tentare una mia versione mescolandone alcune per fare una salsa con aglio, olio, sale, e mandorle tritate, se poi viene buona vi aggiorno.


Oggi ho anche preparato il dado vegetale, e fra poco inizio a preparare i peperoncini che di nuovo il maritino si occupa di pulire da tutti semi e le pellicine interne. Poi vanno messi per almeno una notte a marinare nell'aceto di vino, poi si scolano su un canovaccio e a questo punto inizio l'operazione farcitura, con una tonnellata di acciughe e di capperi salati, il tutto praticamente in bagno di olio, per essere sicura che non rimangano bolle d'aria all'interno dei peperoncini, così si conservano meglio e non si rammolliscono troppo.


Ho dimenticato di dire che ho anche invasato l'ultimo round di marmellata di fichi al limone e che adesso devo solo più incollarci le etichette prima di riporre i barattoli in cima alla credenza, l'unico posto che ho trovato per stoccare le produzioni di quest'anno.

Immagini tratte dalla rete.

martedì 16 settembre 2008

La mia Torta della Foresta Nera

Oggi Vi racconto della mia torta della foresta nera.
Si tratta di una bellissima torta al cioccolato, alta almeno 3 o 4 strati, farcita di panna montata e ciliegie sciroppate (sul genere delle amarene Fa*ri per intenderci).
Nella ricetta originale, la torta viene ricoperta di panna montata e rivestita di scaglie di cioccolato fondente. Specifico nella ricetta originale, perché la mia naturalmente è diversa, diciamo che faccio una torta della foresta nera Sacherizzata.


La prima volta che ci siamo imbattuti in questa torta, stavamo percorrendo la strada dei vini dall'Alsazia alla Germania, durante una pausa in un castello di cui non ricordo il nome, siamo andati al bar e il pargolo (aveva circa 4 anni) adocchia una torta al cioccolato dalle fette enormi.

Noi scegliamo qualche cosa da bere, lui vuole la torta e ci vediamo recapitare la fetta più grossa che potessimo immaginare. Io subito penso: "non ce la farà mai", ma mi sbagliavo, il pargolo ci ha lasciato assaggiare un cucchiaino per ciascuno a me e al papà (ma con molta retrosia) e si è pappato tutto il mostro. Da allora mi sono ingegnata a prepararla una volta ogni tanto, ma non sono mai riuscita a destreggiarmi con il cioccolato temperato e le scaglie, al massimo riesco a fare dei trucioli piuttosto piccoli e che non sono assolutamente adatti, occorrono delle belle scaglie grandi che si incollano bene sulla panna, o comunque così si presentava quella famosa.


Vi anticipo che la foto non manca, perché ho sempre la macchina fotografica rotta.


Occorrono 2 pan di Spagna al cioccolato divisi in 2 oppure uno alto da dividere in 3. La ricetta del pan di Spagna classico va benissimo ma meglio aggiungerci anche una bella manciata di mandorle tritate oltre al cacao naturalmente.


Poi occorre avere almeno un bel barattolo grande di ciliegie sciroppate, 400 ml di panna da montare, 300 gr di cioccolato amaro da copertura.


Procedimento:

Una volta fatti i pan di Spagna al cioccolato e mandorla, tagliarli a metà e lasciarli raffreddare completamente. Appena freddi occorre bagnarli con lo sciroppo delle ciliegie, distribuendolo uniformemente su tutti gli strati.


Per montare la panna dovrete averla lasciata nel frigorifero per una notte oppure un'oretta nel freezer. Io metto la terrina sui siberini surgelati e poi sbatto per benino, una volta montata, aggiungo un paio di cucchiaiate di zucchero a velo, di quello che preparo io frullando nel macina caffè quello normale e conservandolo in un barattolo assieme a 5 belle stecche di vaniglia.


A questo punto basta montare la torta: uno strato di pan di Spagna imbevuto, un bello strato di panna spessino nel quale si andranno ad affogare parecchie ciliegie sciroppate, un'altro strato di pan di Spagna e così via.


Nella ricetta originale la torna viene ricoperta con la panna e poi appunto con le scaglie di cioccolato. Io mi limito a farcire 3 strati con la panna e poi a preparare una ganascia da Sacher, facendo scaldare un pochino di panna nella quale getto i pezzetti di cioccolato e attendo che fondano girando per benino fuori dal fuoco. Il cioccolato deve risultare bello lucido.


La torta va posata su una base di cartone della giusta misura per poterla maneggiare facilmente, poi si glassa il tutto abbondantemente con la cioccolata fusa. Possibilmente sopra un vassoio per raccogliere il cioccolato che cola. Occorre solo far attenzione a non smontare la torta perché la panna e le ciliegie facilitano il movimento degli strati, quindi occorre reggere la torta ben diritta.


A questo punto si posa il tutto su un piatto da portata e si mette in frigorifero ed ecco la torta della foresta nera Sacherizzata.


Vi metto una foto tratta dal web per farvi vedere come viene quella "giusta"


venerdì 12 settembre 2008

Il Sana a Bologna

Sono appena tornata da una 2 giorni al Sana di Bologna. Non ci ero mai stata e mi è piaciuto parecchio, speravo un pochino di più dal convegno sugli oli essenziali al quale mi ero iscritta, comunque qualche cosa di interessante c'è stato lo stesso.
Sono cotta per aver guidato ad andare ieri mattina, poi visita al sana nel pomeriggio, cena in centro ospite della figlia della mia collega di corso, non ho quasi dormito, convegno questa mattina fino alle 13, altro giro di visita fino verso le 15, poi abbiamo ripreso l'auto e ho guidato fino a Torino. Che stanchezza!
Nell'insieme mi è piaciuto parecchio, c'erano rappresentate parecchie ditte produttrici di integratori alimentari e questo era molto pratico, c'era naturalmente tutta una fetta di mostra mercato di prodotti bio e molti prodotti tipici regionali. Ma mi sono chiesta cosa ci faceva ad un salone come il Sana, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello del naturale, tutto un padiglione pieno di ogni sorta di candela ed altre stranezze tutte profumate con aromi che di naturale non avevano neanche il nome. Dovrebbe essere vietato, ma temo che il lato commerciale abbia prevalso anche li.
Se non ci si sa districare in questa giungla di prodotti si finisce col acquistare in buona fede un sacco di porcherie molto poco naturali.
Bene filo subito a nanna che non riesco a tenere gli occhi aperti, a presto.

mercoledì 3 settembre 2008

IL VACCINO ANTI PAPILLOMA VIRUS

Traggo il seguente articolo dal sito di Eurosalus, sito molto interessante gestito da un gruppo di Medici ed altri specialisti che si occupano tra le altre cose di intolleranze alimentari, vi suggerisco di farci un giretto e magari di abbonarvi alla loro newsletter, soprattutto se avete piacere di avere un parere equilibrato su notizie all'ordine del giorno, la newsletter ha una frequenza settimanale e tratta generalmente di argomenti legati alla salute e alle terapie naturali, inoltre nel sito troverete suggerimenti su come trattare molte patologie con integratori e terapie naturali.



"Non vaccinate le vostre bambine: costi altissimi per effetti insicuri



Chi ci segue sa perfettamente che riteniamo il vaccino anti HPV, di recente introdotto a forza per le bambine di 12 anni, non solo “antipatico”, ma anche inutile e potenzialmente dannoso. Questo dubbio però, dalla fine di agosto è stato espresso con chiarezza anche sul New England Journal of Medicine, la rivista medica forse più autorevole al mondo, e il discorso cambia grandemente: non si tratta più del dubbio espresso da un singolo possibile ricercatore, ma di un giudizio sostenuto dalla scienza ufficiale (Kim JJ et al, N Engl J Med 2008 Aug 21;359(8):821-32).
In breve l'attenta analisi pubblicata sulla rivista descrive il beneficio economico della vaccinazione in termini di costo per anno di vita guadagnato, corretto nel modo adeguato per la valutazione (Quality-adjusted life year o QALY). In media si ritiene accettabile un costo di 50.000 dollari (USD) per anno di vita guadagnato, mentre un costo superiore ai 100.000 dollari viene giudicato socialmente elevato. Nel computo di questo calcolo vengono inclusi i costi di tipo sanitario e sociale derivanti dalla malattia, dalla sua diagnosi e dal suo trattamento, oppure i costi che derivano dal mancato trattamento e quindi dagli effetti economico sanitari che ne derivano.
In breve, facendo riferimento anche ad altri lavori che mantengono sul limite dei 50.000 dollari il costo per anno di vita guadagnato, l'articolo chiarisce in modo drammatico che il costo potrebbe restare su questo livello solo ed esclusivamente se si dimostrassero vere queste condizioni:
- se l'effetto del vaccino durerà indefinitamente nel tempo (ma già si ipotizza una rivaccinazione dopo 10 anni)
- se il vaccino, attualmente attivo verso i ceppi 16 e 18 non selezionerà altri ceppi virali patologici (e come è avvenuto per la meningite sembra che si stiano già selezionando nuovi ceppi virali attivi e in breve l'efficacia del vaccino potrebbe diventare quasi nulla)
- se le ragazze vaccinate manterranno la frequenza di controllo del PAP test solo ogni 3 anni (i controlli dovranno comunque sempre essere fatti)
- se il vaccino non determinerà effetti collaterali di nessun tipo (e già invece sono descritti in modo molto ampio, tanto che alcuni gruppi, anche in Italia hanno proposto una petizione per una moratoria in attesa di maggiore chiarezza sugli effetti, minimizzati dalle case produttrici e invece sempre più frequenti e gravi)
Purtroppo si tratta di quattro "se" che già oggi si stanno dimostrando non verificati, e quindi il costo per anno di vita guadagnato arriva a salire vertiginosamente: solo supponendo che l'immunità cessi dopo 10 anni, si arriva a un costo di 140.000 USD. Ipotizzando invece che tutti i "se" si avverino (e sappiamo già che non è vero), la semplice crescita dell'età vaccinale a 18 anni porterebbe i costi a 97.400 dollari per anno; a 26 anni addirittura a 152.700 dollari per anno di vita guadagnato.
Gli stessi estensori dell'articolo parlano di dubbi sulla utilità sociale di un tal tipo di vaccinazione, se confrontata con il solido, efficace, sicuro e molto più economico screening effettuato attraverso il PAP test con approfondimento diagnostico nei casi dubbi.
Sullo stesso numero della rivista infatti, compare in evidenza un editoriale di Charlotte J. Haug che spiega in modo dettagliato tutte le ragioni per una valutazione attenta di questi dati confermando il rischio di un flop economico e sociale relativo all'impiego di questo tipo di vaccinazione. L'articolo richiama ad una cautela nelle scelte e ad una cautela nella utilizzazione individuale e sociale di questa vaccinazione.
Anche la scienza ufficiale sta opponendosi in modo ragionato e serio a questa scelta, mentre in Italia sembra che nessuno se ne accorga. Il nostro non può essere che un richiamo individuale ad una riflessione informata su quello che sta accadendo e ad un atteggiamento vero di protezione delle nostre bambine dodicenni."


Questo articolo è firmato dal Dr Attilio Speciani



Se volete, andate a leggere anche gli articoli collegati che troverete qui, nella colonna a destra dell'articolo originale.



Io aggiungerei solo che occorre insegnare ai ragazzi ad usare il preservativo sempre, non solo nei periodi a rischio o con partner occasionali, è una forma di rispetto nei confronti anche del partner abituale, in questo modo si evitano oltre alle gravidanze non volute, anche tutta una serie di malattie sessualmente trasmissibili (non ce solo l'AIDS). L'evitare di trasmettersi anche solo una cistite non è poca cosa, ma sono i genitori che devono insegnare l'igiene personale ed avere il coraggio di sdoganare il preservativo. Devono fornirlo tempestivamente sia ai figli che alle figlie, purtroppo, come dico sovente, una gravidanza accidentale è diventata il male minore che possono portare a casa.

Il papilloma si trasmette con i rapporti non protetti, ma non è detto che una ragazza debba per forza prenderlo se non fa il vaccino, con un minimo di attenzione alla sua salute non lo prenderà. Oltre a tutte le speculazioni commerciali, il vaccino potrebbe anche essere un modo per scaricarsi dal peso di dover pensare alla propria salute.


Quindi vi prego aprite gli occhi e spiegate ai vostri ragazzi a cosa servono i preservativi, fategli vedere come si usano e poi fate in modo che siano disponibili in casa senza che li debbano chiedere, basta lasciarli in un cassetto dove li possano trovare all'occorrenza.

Comunicazione di servizio

Ciao a Tutti, scusate se scrivo poco, ma nel mio calderone in questo momento stanno bollendo parecchie cose.
A parte la giornata di ieri trascorsa al pronto soccorso con la mia mammina che ha pensato bene di fratturarsi un braccio e che ora si ritrova con un gesso al braccio sinistro per i prossimi 25 giorni.
Sono in fase di produzione di una serie di marmellate dal mio giardino:
- Marmellata di fichi neri con noci e chiodi di garofano per la colazione o per i formaggi
- Marmellata di fichi neri classica
- Marmellata di fichi neri e mandorle
- Marmellata di anguria
in arrivo Marmellata di fichi chiari e Marmellate di prugne santa clara
- Composta di cipolle da abbinare ai formaggi o agli arrosti ecc..
- Preparazione delle foglie di Perilla (shiso) in salamoia, questo è un mio esperimento quindi vi saprò poi dire se funziona.
Mi sto poi attrezzando per l'antipasto piemontese, per imbottire i peperoncini piccanti e per tutta una serie di altre preparazioni in conserva che al momento frullano nella mia mente.
Ciao a tutti e a presto.
M