martedì 26 febbraio 2008

Il Vov della nonna

Questa è la versione del Vov che faceva mia nonna, si tratta di un liquore ricco di calcio che si può preparare in due versioni, per adulti con l'alcool, e per ragazzi solo col marsala. Naturalmente in questo caso la gradazione alcolica sarà bassa ma non del tutto eliminata.

Ingredienti:
6 uova freschissime meglio se bio
7 tuorli (servono dopo una settimana)
succo di limone (1/2 litro almeno)
zucchero 1,250 kg.
1 bacca di vaniglia oppure della vaniglia naturale in polvere
250 ml di acqua
300 ml di marsala
Alcool a 95° 200/250 ml (facoltativo ma meglio usarlo)

Preparazione:
Lavare accuratamente le 6 uova e collocarle intere in un boccale a chiusura ermetica.
Ricoprire le uova con il succo di limone, eventualmente aggiungerne un pochino, le uova devono essere ben coperte.
Chiudere il boccale e metterlo in un luogo fresco e scuro (il frigorifero)
Dopo la prima mezza giornata aprire il boccale ed eliminare la schiuma che si è formata con un colino, poi richiudere e rimettere in fresco.
Lasciare macerare per circa 8 giorni. Sul fondo del vaso si depositerà il calcio del guscio.
Trascorso il tempo, i gusci si saranno quasi completamente sciolti, aprire il vaso e con una forchetta rompere la pellicina mescolare bene ed aggiungere i 7 tuorli aggiuntivi assieme alla vaniglia. Mescolare nuovamente (si devono rompere tutti i tuorli) e lasciare riposare ancora una mezza giornata.
Intanto mettere lo zucchero e l'acqua a bollire in una pentola, preparare uno sciroppo mescolando sovente e lasciarlo intiepidire, poi unire il marsala mescolare e lasciar raffreddare.
Riprendere il nostro composto di uova, mescolare bene e filtrare il tutto attraverso un colino, cercando di far passare il più possibile di quella cremina di uova e gusci che si è formata, dovrete insistere con una spatola, rimestando dentro il colino e raschiando dalla parte di sotto per recuperare il massimo di cremina. Rimarranno un paio di cucchiaiate di poltiglia fatta di pellicina delle uova e di pezzetti di guscio non sciolti che vanno eliminate.
Una volta filtrato, si unisce lo sciroppo di zucchero e marsala e si mescola bene.
Se si prepara questa bevanda con l'intenzione di far prendere un pochino di calcio ai bambini, a questo punto si imbottiglia e si conserva in frigorifero per un tempo limitato.

Se invece si prepara per adulti, prima di imbottigliare si unisce l'alcool, mescolando, vedrete che man mano che aggiungete il prodotto si addensa leggermente. Più si mette alcool più diventa denso.

Infine imbottigliare e attendere almeno una settimana prima di gustare. Maggiore è la quantità di alcool maggiore è la conservabilità, con queste dosi si conserva almeno per 6 mesi se conservato in un luogo fresco, Se si desidera conservarlo di più aumentare progressivamente la dose di alcool (si addensa ancora di più). Prima di consumare agitare la bottiglia.

Per le foto mie dovrete attendere che il liquore sia buono da assaggiare!

Comunque con queste dosi ne vengono circa 2 litri.



giovedì 21 febbraio 2008

A proposito di risparmio energetico

Per m'illumino di meno, mi sono scordata di dire che noi usiamo una lavatrice a basso impatto energetico, perchè non riscalda l'acqua.


In pratica si tratta di una macchina che è collegata all'impianto di casa sia per l'acqua calda che per la fredda. Quando deve usare l'acqua calda preleva direttamente quella dell'impianto che è scaldata a gas, riducendo il costo dell'energia elettrica. Si tratta di una macchina a carica verticale, con un cestello di 8 kg posto come quello della centrifuga per l'insalata, completamente accessibile, ci posso lavare i piumoni. Comunque permette anche di fare carichi ridotti, di 6, 4 e 2 kg, anche se cerco di evitarli sempre per ridurre gli sprechi energetici.

sabato 16 febbraio 2008

Aiuto, non trovo una ricetta

Ho letto recentemente una simpatica ricetta di dolcetti alle mandorle con dentro la ciliegia, di quelli sui quali si possono mettere anche i pinoli o le mandorle tutt'intorno.

Non l'ho copiata subito e ora non mi ricordo dove l'ho letta.

Se uno di voi si riconosce e mi ridà il link per piacere, mi farebbe una gentilezza!

Grazie

venerdì 15 febbraio 2008

M'illumino di meno

Mi sono scervellata a lungo per trovare qualche cosa di particolare da cucinare per partecipare all'iniziativa di Caterpillar nonchè a quella di Comida.



Purtroppo il massimo che sono riuscita a pensare è stato quello di preparare una cena con un impatto ecologico il più basso possibile, usando ingredienti che hanno viaggiato poco e cucinando nel forno a legna. Non posso quindi partecipare al'iniziativa di comida visto che mi è venuto l'idea solo ora. Comunque ecco quello che ho pensato:


Questa sera, Luci spente, Candele, e conto preparare una bella teglia di verdure miste al forno, usando verdure di stagione, patate di zona, ecc... la foto e la ricetta definitiva saranno postate a posteriori (devo ancora preparare).


Magari anche una torta di mele tipo tatin, con le mele del nostro giardino.

Impariamo a leggere le etichette

La mia amica Marisa mi ha segnalato quest'articolo pubblicato dal quotidiano "La Repubblica" del 13 febbraio, ho pensato di riportarlo integralmente per quelli che, come me, non l'avessero letto.
"Nella giungla delle etichette
Un carrello pieno di trappole
di JENNER MELETTI
Consiglio per gli acquisti: una lente di ingrandimento. Solo con questo strumento, fra le corsie di un supermercato, è possibile sapere cosa si compra per la propria tavola.
Ecco, ad esempio, i "Cappelletti al prosciutto crudo" dei Freschi Buitoni, mezzo chilo, euro 1,99. Sulla confezione, l'immagine di una bella fetta di prosciutto. Sembra di sentirne il profumo.
Con una vista da aquila - o con una buona lente - si scopre che per fare i cappelletti, oltre a farina, uova, sale non è stata usata solo la coscia stagionata del maiale. Si legge infatti che "il prodotto contiene carne di suino cotta, pangrattato, mortadella (carne di suino, grasso di suino, cuori di suino, trippini di suino), prosciutto crudo stagionato: 9,5% del ripieno". Tutto in regola, ovviamente. Certo, se sulla busta fosse scritto in grande "cappelletti al grasso e cuore di suino" davanti allo scaffale non ci sarebbe la fila. Ma chi ha tempo di leggere? Qui, al supermercato Sma di via Laterani 39/41, è ormai ora di cena. Il pensiero è rivolto al frigo di casa, per ricordare cosa manca. Gli occhi servono solo per guardare i prezzi, per non spendere più di quanto c'è nel portafogli. "Mi lascia passare? Ho solo tre pezzi. I figli aspettano". Oltre alla lente, meglio portarsi un esperto. Stefano Masini, docente di diritto alimentare a Scienze della nutrizione dell'università di Tor Vergata, è anche responsabile consumi della Coldiretti. Proprio nei giorni scorsi la Commissione europea ha stabilito che le etichette debbono cambiare, per fare sì che "i consumatori dispongano, in modo leggibile e comprensibile, delle informazioni essenziali per fare scelte consapevoli". Il professor Masini non è entusiasta. "Già il regolamento europeo numero 178 del 2002 recitava che "etichettatura, pubblicità, presentazione, compresi forma, aspetto, confezionamento e informazioni non debbono trarre in inganno il consumatore".

Ma la confusione è ancora grande. E anche questa nuova normativa ha un difetto pesante. I consumatori chiedevano di conoscere l'origine dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti, con l'obbligo dell'etichetta di provenienza, e la Commissione ha risposto che questa etichetta è un elemento volontario". "Qui in Italia le decisioni vengono prese solo dopo le emergenze. Dopo mucca pazza, oggi è possibile sapere dove è nato il bovino, dove è cresciuto, dove è stato macellato. Dopo l'aviaria, c'è anche la tracciabilità del pollo, ma solo transitoriamente: l'Unione ha infatti avviato una procedura di infrazione, perché dire che il pollo è italiano sarebbe una sorta di barriera non tariffaria. Nessuna tracciabilità, invece, per il coniglio, il maiale, l'agnello. Sull'olio extravergine di oliva si è discusso dieci anni. Noi ne produciamo 500.000 tonnellate all'anno e ne importiamo 400.000. E' facile mescolare. Dal 16 gennaio 2007 sulle etichette dovrebbe essere specificata la zona di origine delle olive, il paese di raccolta e quello del frantoio". Il carrello è pronto, si può cominciare la spesa. Una bottiglia di olio extravergine di oliva Olitalia, euro 5,10. "Uno vede scritto Olitalia, traduce immediatamente olio d'Italia e pensa di comprare olio italiano. Ma non si sa. Non c'è scritto da nessuna parte dove le olive siano state coltivate e portate al frantoio. Ecco, questo è un caso che può essere segnalato all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, per ingannevolezza del messaggio". Un tubetto di Star sugo Lampo, euro 0,70. "Dopo tante battaglie con la Cina, sulle scatole di pelati è specificata l'origine dei pomodori. Ma per le salse non vale". Chi voglia sapere di più, sulle origini del pomodoro finito nel tubetto Lampo, prodotto a Busseto di Parma, dovrebbe telefonare al numero verde 800274094. Un pacchetto di mais Mon Ami, euro 0,99. "E anche questo, da dove arriva? Mais, soia, cotone e tabacco sono spesso Ogm, prodotti in Argentina, Stati Uniti, Canada e Brasile. Sarebbe meglio precisare l'origine, così si è più tranquilli. L'etichettatura sugli Ogm è molto complessa. Da una parte c'è l'obbligo di scrivere Ogm quando la percentuale supera lo 0,9%. Sono solo tracce, provocate da una non netta separazione fra produzioni Ogm e non Ogm. La disciplina che si sta discutendo è precisa: non ci deve essere contatto fra una produzione e l'altra, addirittura anche i mezzi agricoli debbono essere separati. Ma ci sono incongruenze: una vacca può essere alimentata con Ogm e chi beve il latte non ha il diritto di essere informato". Benedetta sia la lente di ingrandimento. Compri il wurstel Fiorucci Suillo classico, euro 1,90, con la scritta grande che annuncia "100% puro suino" e scopri che dentro c'è "carne di suino, 80%". Passi davanti a un espositore che offre "Burn Energy drink, Now estra Potent", una lattina scura, euro 1,45. "Lo può comprare anche un bambino, perché pensa di avere più scatto nella partita di pallone. Ma in piccolo c'è scritto: "Questo prodotto non è adatto ai minori di 16 anni, a gestanti, a persone sensibili alla caffeina"". Ingredienti: caffeina e taurina. Le etichette della carne sono precise. "Nato: Italia. Macellato: Italia. Sezionato: Italia", è scritto sulla confezione di cotolette di pollo Aia. Scopri che il tacchino Rovagnati, trasformato in fette di arrosto, grammi 120, euro 2,99, ha fatto un lungo viaggio: "Provenienza: Brasile", annuncia l'etichetta. "L'importante - dice Stefano Masini - che l'informazione sia chiara, poi ciascuno fa le proprie scelte. Certo, per fare bene la spesa al supermercato, non basterebbe un corso universitario. Prendiamo, ad esempio, il cioccolato. In Italia c'era una legge che diceva: si chiama Cioccolato solo quello fatto con cacao e burro. Quello con la margarina si chiamava Surrogato. Ma gli altri Paesi europei produttori di margarina hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia della Comunità, che ci ha condannato. Ora si è fatto un compromesso. Quello con il burro lo chiamiamo Cioccolato puro, quello con la margarina, l'ex Surrogato, Cioccolato e basta". Due sporte di spesa, euro 50,31 e un breve viaggio all'università di Tor Vergata, nello studio del professor Giuseppe Rotilio, docente di biochimica della nutrizione, preside del corso di laurea in Scienza della nutrizione umana. La scrivania viene invasa da confezioni, pacchi, barattoli. "Basta una prima occhiata - dice il professore - per capire che lei spende male i suoi soldi. Troppe calorie, troppi zuccheri. Il problema principale sono appunto gli zuccheri semplici, che assieme ai carboidrati servono per l'energia ma oggi sono assunti in modo esagerato. Si mangia come se tutti fossimo maratoneti o operai da fatica e invece stiamo seduti a una scrivania". Primo esame: un bel pacco di merendine, le Trecce Auchan. L'etichetta racconta che 100 grammi portano 470 calorie, con 53,9 grammi di carboidrati e 25,5 di grassi. "Non c'è scritta la percentuale di zuccheri semplici. Anzi no: si dice che in superficie sono il 7%. Ma dentro la pasta? Ci sono arancia candita, sciroppo di glucosio e fruttosio, emulsionante, burro, lievito di birra. Ecco, una merendina di queste è già un pranzo. E' un cibo troppo ricco, per la nostra generazione. Quando si compra, la prima cosa da guardare sono gli zuccheri semplici, che entrano rapidamente nel sangue ed alzano l'indice glicemico. Provocano l'accumulo di grasso e il tessuto adiposo è resistente all'insulina: alla fine si va verso il diabete". Il professore non è nostalgico del passato. "O lei riesce a nutrirsi con l'insalata coltivata in un orto non concimato o deve fare i conti con l'industria alimentare. Non demonizzo: in fine dei conti, da quando esiste, noi uomini viviamo di più e meglio. Ma bisogna stare attenti agli eccessi". Nel tacchino arrosto Rovagnati c'è il destrosio, glucosio di sintesi. Zucchero anche nelle lasagne al pesto e mozzarella. Nella cotoletta Aia, "saporita e croccante", ci sono sia saccarosio che destrosio. "Dovrebbero precisare la percentuale. Ma io mi chiedo? Perché aggiungere questo zucchero? Il bambino che si abitua a questi sapori, quando la mamma prepara la semplice bistecca, si lamenta perché è sciapa. Lo zucchero è un additivo pericoloso perché aumenta le calorie e cambia il gusto naturale. Se mangio una coscia di maiale mi aspetto grassi e proteine, non zuccheri. In compenso, il grasso viene demonizzato. E' vero, ha molte calorie ma queste vengono liberate gradualmente e, se non sono combinate con lo zucchero, non si accumulano. Il grasso - lo spiego agli studenti - di per sé non ingrassa". Tanti i prodotti che si presentano come paladini della salute. Il Danacol della Danone (confezione da quattro, euro 3,98) è "il tuo alleato contro il colesterolo". "Solo 1,1% di grassi - dice il professor Rotilio - mi sembra buono. E' per adulti che hanno problemi di colesterolo e non vogliono prendere medicine". Scritta in piccolo, un'avvertenza. "Nel caso si stia seguendo una cura contro il colesterolo, consumare il prodotto solo sotto controllo medico". Il professor Stefano Masini, il Virgilio del supermercato, ha invece molti dubbi. "Un negozio alimentare non è una farmacia. Qui prendi, paghi e porti a casa, senza nessuno che ti dia consiglio. Una cosa si potrebbe fare subito. Per prodotti come questo, o quel Burn Energy drink con caffeina e taurina, si scrivano cartelli grandi con le giuste avvertenze. "Vietato ai minori di 16 anni", ad esempio. "Solo sotto controllo medico". Ma i produttori hanno un solo obiettivo: vendere". (13 febbraio 2008) "
Ecco, interessante vero? A proposito avete provato a cercare del cioccolato che non contenesse della lecitina di soia come emulsionante? La si trova anche nel cioccolato da pasticceria o nelle marche definite "di pregio". Non che ci siano problemi, non è solo cioccolato puro, e poi chi mi dice se la lecitina proviene da soia OGM? Considerando i prezzi imposti da alcune marche si dovrebbe poter contare sulla qualità. Il cioccolato dovrebbe essere fatto da cacao, burro di cacao e zucchero, tutto il resto non ci dovrebbe entrare, eccezione fatta per le nocciole e vari ingredienti simili.

giovedì 14 febbraio 2008

San Valentino

Oggi è SanValentino, mi sono fatta un giro nella rete in cerca di qualche bella immagine e mi sono resa conto di quanta strada ha già fatto questa festa tanto amata e tanto contestata.


Devo dire che da noi il lato "consumistico" è visto parecchio negativamente, e in genere si fanno gli auguri solo agli innamorati.

Mi piaceva di più quando ero negli Stati Uniti, certo anche li il consumismo imperversava, ma si facevano gli auguri proprio a tutti, era si la festa degli innamorati, ma anche dell'amore in genere, ed è così che preferisco vederla.

Comunque ecco una carrellata delle immagini che ho trovato in giro e che mi sono piaciute.




Buon San Valentino a Tutti, ma proprio a Tutti !

lunedì 11 febbraio 2008

Orchidee


Come anticipato ecco alcuni primi piani delle abitanti del mio davanzale. Non sono una gran fotografa quindi portate pazienza, appena l'architetto mi passa le foto che ha fatto lui, le posterò.

(Sto cercando di convincerlo a creare un suo blog, ma ci devo ancora lavorare)




mercoledì 6 febbraio 2008

Il peso dei Gatti

Come ormai ben sapete abbiamo 2 gatti, il primo, Sibelius è un grosso micione norvegese, che in questi giorni latita, è molto impegnato nelle sue scorribande, e quando appare, arriva zoppicante ed acciaccato.
Compare, divora almeno un paio di piatti di pappa, e chiede immediatamente di uscire.




In quanto a Bella, le sue scarse uscite si limitano ad una puntatina in giardino, esclusivamente se splende il sole, poi torna a casa e si mette nella sua cesta. Mangia poco ma sovente e occorre cambiare molto il menu.


L'altra sera durante un'incursione casalinga di Sibelius ci siamo resi conto che il micione sembrava alquanto massiccio (oltre ad esserci più nodi che gatto).

Quindi abbiamo deciso di pesarlo prima che si dileguasse nuovamente.




L'architetto è salito sulla bilancia, ha fatto la tara, poi gli ho passato il micio per la pesata. Esattamente 6 kg di muscoli, matasse di pelo annodato, e caviglia dolente.






A questo punto non potevamo non pesare anche Bella, quindi abbiamo ripetuto la procedura e la micetta in tutto il suo splendore pesa ben 2kg e 200 tutto compreso.

Se si pensa che è da noi ormai da 7 mesi e che viene nutrita regolarmente e con cura, vi lascio immaginare quanto fosse leggera all'inizio! Purtroppo non l'ho pesata al suo arrivo, ma posso stimare che abbia preso tra i 700 gr. e il kg. in questi mesi.
Dopo tutta la fatica che facciamo per nutrirla un ben misero risultato!

lunedì 4 febbraio 2008

Primo compleanno dell'Anno

Il primo festeggiamento dell'anno è dedicato alla mia amica Luciana.
Intanto beccati questa torta virtuale, e a presto per i festeggiamenti


Tanti Auguri Cara.


domenica 3 febbraio 2008

Tegoline alle mandorle

L'avevo promesso, ecco la ricette delle tegoline alle mandorle che avete visto in foto nel post precedente. Si tratta in sostanza di una specie di lingue di gatto con sopra delle mandorle sfilettate, ed è la ricetta ideale per far fuori del bianco d'uovo avanzato.

Ingredienti:

2 albumi

100 gr. di succhero semolato

50 gr. di mandorle sfilettate

35 gr. di burro

30 gr. di farina

un pizzico di vaniglia naturale e

un pizzichino di sale.

Procedimento:

Preriscaldare il forno a 5/6

Fate fontere il burro o lasciatelo raffreddare, sbattete i bianchi con lo zucchero senza montarli, unire la farina, la vaniglia e il sale e sbattere per mescolare molto bene.

Foderare la teglia con carta da forno imburrata (ottima anche la placca di silicone) e depositarci sopra dei mucchietti di impasto, in valore di un cucchiaino, mantenendoli distanziati tra di loro. Distribuirci sopra le mandorle e infornare per una decina di minuti. Devono iniziare a colorare sui bordi.

Lasciare raffreddare un attimo e poi scollare le tegoline delicatamente con una spatola, io le ho lasciate così, ma volendo si possono appoggiare su un oggetto curvo dovrebbero prendere una forma incurvata mentre raffreddano.

Ripetere l'operazione fino alla fine degli ingredienti, se in cottura dovessero incollarsi tra di loro, nessun problema, bastera separarli una volta cotti.

Sono ottimi per accompagnare un bel zabaione fatto in casa, se volete la ricetta di quello che faccio io al microonde eccolo qui