domenica 30 dicembre 2007

BUON ANNO A TUTTI

Con questi ultimi giorni di abbuffate e raduni famigliari, siamo finalmente arrivati alla fine dell'anno, per quanto mi riguarda non saprei bene come definirlo, sicuramente si è trattato di un anno di passaggio. L'anno prossimo sarà migliore? Non lo so, ma spero almeno che non sarà peggiore. Comunque, come si dice, l'importante è la salute!


Domani ultimo tour de force per preparare il cenone di Capodanno. Il pargolo occupa la tavernetta con gli amici, aveva promesso il tacchino ripieno, ma quest'anno ho trovato solo misere tacchinelle ossute, risultato invece di un tacchino, mi sono procurata due enormi polloni che conto travestire da tacchini ripieni. Spero di riuscire a produrre le fotografie.

Anche perchè quelle della cena della vigilia di Natale sono state tutte inavvertitamente cancellata dalla macchina fotografica dell'architetto!!!

E dire che mi era venuto un menù così carino!

Il menù, principalmente di pesce prevedeva:


Frittelle di merluzzo
Mini croissant (preparati da Luciana) ripieni di gamberetti o di paté
Cape sante nel guscio in crosta di sfoglia
Crème brulée di parmigiano con dadolata di pomodori secchi
Cucchiaini di rillettes ai 2 salmoni
Verrine con cape santa marinata alla vaniglia su fondutina di porri
Terrina di gamberetti alle uova di lompo
Filetto di salmone con spinaci e julienne di porri e carote, in crosta di sfoglia
Torta rumena


Come vi ho detto l'architetto ha perso le foto in un travaso tra la macchina e il disco fisso, sarò costretta a rifare le varie cose per potervele illustrare.

Nel frattempo per darvi un'idea vi metto alcune di quelle originali non mie.








Bene per il momento mi limito ad augurare a tutti nuovamente un Buon Anno, aggiungendo alcune foto di Bella che aveva deciso di fare il regalo, e di tutti gli animali di casa in un momento di riposo.

Auguri!!!!!











Silenzio si dorme!





domenica 23 dicembre 2007

Clafoutis di porri e pancetta

Ho provato questa ricetta che mi aveva incuriosito parecchio e sono rimasta molto soddisfatta, credo che la rifarò sicuramente.

Per 4 - 6 persone occorrono due bei porri (circa 250 gr.), un brick di panna da montare, 2 confezioni di dadini di pancetta (200 gr.), 3 uova intere, 20 gr. di fecola di mais, 250 ml di latte, una grattata di noce moscata.

Si affettano i porri a fettine sottili, usando anche una buona parte del verde.

Si passano in padella i dadini di pancetta ai quali si aggiungono le fette di porro, si fa stufare il tutto prima un pochino coperto, poi scoperto per evitare che il tutto diventi troppo acquoso.

La pancetta deve essere cotta e i porri morbidi.

In una terrina si uniscono le uova, la panna, il latte, la maizena (circa 4 cucchiaini) e la noce moscata, si sbatte bene e si tiene da parte.

Si prepara una pirofila ungendola bene di burro, anche sui lati, e infarinandola bene (si può usare sia farina che fecola che pan grattato).

Una volta che i porri sono diventati morbidi, si mescolano con il miscuglio di uova e panna e si versa il tutto nella pirofila. Cuocere in forno caldo a 180 gradi, per una ventina di minuti circa fino a quando il clafoutis inizierà a scolarsi leggermente dai bordi e che sarà diventato ben dorato.


Servire subito, accompagnato da una bella insalata.

Non si aggiunge sale in quanto la pancetta è già salata ed è ampiamente sufficiente per salare l'intera preparazione. Il risultato è molto gradevole e delicato, decisamente da rifare!

martedì 18 dicembre 2007

Altre foto del mio albero di Natale

L'architetto mi ha fatto qualche altra foto, eccole, in un prossimo post pubblico anche quelle dell'altro albero al piano di sotto (ne facciamo sempre 2 perchè al piano terreno abbiamo la tavernetta dove si svolgono sempre tutti i nostri festeggiamenti essendo la stanza più grande).


sabato 15 dicembre 2007

Eccoli i Biscotti di Vetro!

Mi sono ispirata ad un post di Night Fairy della Collina delle Fate

Sono abbastanza facili da fare, l'unico problema è quello di reperire le caramelle dure e colorate che servono per fare il vetro cattedrale.

Io ho trovato una scatola di "drops" in 3 colori, alla fine non sono venuti coloratissimi ma l'effetto è comunque molto piacevole.

Vi metto una foto dei miei biscotti e anche una di night fairy così vedete quello che si riesce ad ottenere se si trovano delle caramelle dai colori intensi.

Per il procedimento basta una pasta frolla standard, si tagliano i biscotti nelle forme preferite, si crea un buco con un taglia biscotti più piccolo, si riempiono i buchi con le caramelle sbriciolate (tra il sale fino e il sale grosso), si ammonticchia un pochino perchè poi fondendo si appiattisce e riempie bene il buco.

Naturalmente occorre mettere i biscotti a cuocere su carta da forno e riempire i buchi direttamente nella teglia. Si cuoce per 10 - 12 minuti e si lascia raffreddare quasi completamente senza toccarli, una volta indurite le caramelle, si possono trasferire e lasciare raffreddare completamente.

Volendo, aggiungendo anche un buchino per il nastro, si possono usare anche per abbellire l'albero di natale.

EccoVi il mio risultato nel piatto (sembrano quelli con la marmellata) e quello di Night Fairy in sospensione.









Il nostro albero

Ecco finalmente le foto del nostro albero, non sono venute eccezionali, aspetto che l'architetto ci riprovi, ma intanto vi pubblico quelle fatte dal pargolo, e già che ci sono vi metto anche qualche nuova foto gattesca.








Ho Ho Ho! Merry Christmas








domenica 9 dicembre 2007

Zenzero Sott'aceto


Come è ormai noto, sono un'amante dello zenzero, in tutte le salse.

Lo avevo già preparato una volta alcuni anni fa, con ottimi risultati, quindi mi sono cimentata nuovamente nella preparazione dello zenzero sott'aceto per il Sushi, è molto più semplice da preparare di quanto sembri.



Ho trovato la ricetta in un mio libro di conserve che si chiama: Golosità Sottovetro



Ecco cosa serve:



Per un vasetto di circa 350 ml: 250 gr. di zenzero freschissimo , sale marino, 250 gr. di aceto di riso (oppure di aceto di mele) un cucchiaio di zucchero e se lo si desidera poche gocce di colorante alimentare rosso (io non l'ho usato).



Pelare lo zenzero e tagliarlo sottile con una mandolina, mettere le fettine in una terrina a strati salandole. Lasciare macerare per un'oretta e poi scolare e mettere in un barattolo capiente.

In una casseruola mettere a scaldare l'aceto con lo zucchero.



Volendo si può aggiungere il colorante a questo punto, ma in realtà lo zenzero si colora naturalmente di rosa per reazione chimica con l'aceto, a volte di più a volte di meno, non è quindi indispensabile usare il colorante. Generalmente lo zenzero più rosa da la sensazione di essere più fresco, ma si tratta solo di un'illusione ottica.



Coprire lo zenzero con l'aceto caldo verificando che sia completamente ricoperto.

Incoperchiare e lasciate raffreddare, poi conservare in frigorifero.

Si conserva per un tempo lunghissimo, la prima volta che l'ho fatto l'ho dimenticato in fondo al frigo per oltre un anno, poi quando mi sono decisa a eliminarlo, visto che sembrava ancora perfetto, l'ho assaggiato e in effetti era ottimo. L'aceto è il sale sono una garanzia di conservazione.



Questa volta l'ho preparato aggiungendoci anche alcune foglie di Perilla rossa, raccolte subito prima che la pianta le facesse cadere. Devo dire che l'abbinamento è centrato, e che sono molto buone anche loro. Il prossimo anno se, come spero, la mia perilla ricrescerà, preparerò dei barattoli di foglie sotto aceto e sale.






sabato 8 dicembre 2007

Tartare di salmone alle alghe

L'estate scorsa, in Bretagna, abbiamo acquistato un sacco di alghe. Servono a dare un aroma di mare ai piatti di pesce, ma sono ottime aggiunte nelle insalate, sulle verdure cotte, o anche nelle zuppe per un pieno di sali minerali e iodio.
In Italia si trovano nei biomercati meglio forniti o nei negozi etnici, dove tuttavia occorre saperle riconoscere in quanto generalmente portano solo il nome orientale.
Le ho usate per preparare una tartare di salmone fresco e ci stanno proprio bene.
Occorrente: un paio di pavé di salmone fresco e spinato, un vasetto di uova di salmone (ma vanno bene anche di trota o di lompo rossi), il valore di una noce di zenzero fresco grattugiato, volendo 5 cm della parte verde di un piccolo porro affettato finemente, il succo di un limone, sale aromatizzato alle alghe (oppure fleur de sel e alghe per insalata, separatamente)
Si prendono i pavé di salmone, e si tagliano a listarelle per poi tritarli al coltello abbastanza finemente. Unire le uova di salmone, lo zenzero grattugiato, le rondelline di verde di porro disfatte a filamenti. A questo punto si può mettere il tutto in un contenitore da frigo coperto e attendere il momento di servire (max un paio di ore).
Prima di passare a tavola, si regola di sale, si aggiunge un bel pizzicone di alghe, si mescola una volta e si condisce con il succo di mezzo limone.
Può essere servito come mise-en-bouche su dei cucchiai (avendo quelli apposta, oppure usando quelle cinesi di ceramica) oppure si possono usare dei crackers che danno anche un tocco di croccantino, io lo servo anche solo in un piatto, con un'ulteriore spolveratina di alghe che essendo scure fanno un bel contrasto, accompagnato da pane scuro.
Non sono riuscita a fare la foto (per la seconda volta) quindi dovrete usare l'immaginazione fino alla prossima volta.

mercoledì 5 dicembre 2007

LA LINGUA COME LA FACEVA MIA NONNA

Questa ricetta, fa parte dei must di Natale, molti la trovano strana, forse perché alla fine si mangia fredda (temperatura ambiente), ma è veramente molto gradevole. Mia nonna era Rumena e le sue ricette le faccio solo io ormai. Mio marito ama questo piatto quindi lo faccio almeno una volta l'anno.



Ecco la ricetta:

Ingredienti:

Una lingua di vitello di ottima qualità, io la prendo direttamente da un allevatore

Un kg di cipolle bianche o dorate (anche un po' di più, diciamo 6 o 7)

1 bicchiere di buon vino rosso,

un paio di foglie di alloro

1 grosso limone biologico

una grossa manciata di olive nere (tipo Cerignola) se le usate denocciolate una scatola da 150 gr. sgocciolate va bene.

3 o 4 gocce di olio essenziale di limone (facoltativo)

1/2 bicchiere di olio


Procedimento:


Prima di tutto occorre lavare la lingua e metterla a bollire in una pentola che la contenga per intero, assieme ai soliti gusti per il brodo, cipolla, carota, sedano.

Lasciarla cuocere per circa 1 ora dal bollore e poi far raffreddare fino a poter maneggiare la lingua.

Mentre la lingua cuoce, occorre sbucciare le cipolle (per piangere meno, è meglio togliere la buccia iniziando dalla parte delle radici, sbucciandole come delle banane, finendo col tagliare la parte del bulbo in crescita per ultimo). Una volta sbucciate tutte le cipolle, occorre tagliarle al velo con una mandolina o con il robot.

Una volta che la lingua si è intiepidita, eliminare la pelle superficiale, che viene via senza problemi.

La lingua va poi fatta a dadini, come lo spezzatino. Io in genere tolgo la parte della punta per circa 10 - 12 cm, e la metto da parte per farla a fettine  con del bagnetto verde, e taglio tutta la parte dietro, quella grossa e nodosa a dadini per questa preparazione.

Il passo successivo è quello di far cuocere in umido il nostro spezzatino, ecco come procedere: mettere in un tegame l'olio evo, aggiungere le cipolle e farle appassire, sono parecchie quindi ci vorrà un po' di tempo, devono colorare ma non devono bruciare, all'inizio meglio stufarle con il coperchio. Quando le cipolle si sono un po' dorate, unire la lingua e continuare la cottura, regolare di sale, aggiungere le foglie di alloro, il vino rosso, e portare il tutto a cottura (la lingua deve risultare morbida ma non disfatta), il vino ben evaporato. A questo punto si aggiungono le olive nere e si mescolare bene. 3 minuti prima di spegnere il fuoco tagliate a fettine sottili il limone, con tutta la buccia, eliminate i semi e aggiungere il limone allo spezzatino. Lasciare cuocere ancora un attimo poi spegnare il fuoco.

Eventualmente controllate nuovamente il sale.


Ecco fatto, a questo punto occorre lasciar raffreddare e travasare il tutto in un contenitore adatto al frigorifero munito di coperchio.

Questo piatto si gusta a temperatura ambiente e si conserva anche per una settimana e oltre, occorre solo ricordare di tirarlo fuori dal frigorifero in tempo per farlo tornare a temperatura ambiente prima di consumarlo.


martedì 4 dicembre 2007

La Torta Rumena

Oggi vi metto la ricetta della torta rumena che è nella mia famiglia da sempre, la faceva mia nonna, ed è stata passata da madre a figlia. In realtà io mi sono fatta dare una lezione privata proprio da mia nonna Natalia quando avevo 20 anni, ero appena tornata dall'estero, la nonna è mancata l'anno successivo e il fatto di aver avuto l'opportunità di una lezione proprio da lei è per me un caro ricordo.

Un'altra caratteristica di questa ricetta è che ne abbiamo sempre preparate 2 contemporaneamente, probabilmente per il fatto che occorre un certo tempo per la realizzazione e perchè poi sparisce con una tale velocità che è meglio raddoppiare le dosi. Inoltre essendo numerosi a natale la torta finisce subito e se ne abbiamo un'altra di scorta possiamo gustarcela nei giorni successivi, si conserva benissimo anche una settimana, conservandola in frigo.

Attenzione : occorre iniziare la preparazione 3 giorni prima del giorno in cui volete servire la torta


Ingredienti (per 2 torte)


Per la crema
100 noci da sgusciare di buona qualità e possibilmente non sbiancate (circa 1,2 kg)
oppure 500 gr. noci già sgusciate
5 cartocci di panna da montare
2 tazze di zucchero
vaniglia
un pizzico di sale

Per le sfoglie
200 gr. di burro
2 uova
200 gr. di zucchero
2 cucchiai di panna
una bustina di lievito, vaniglia, scorza di limone
1 kg di farina
un pizzico di sale
2 teglie da forno basse, uguali meglio se antiaderenti, sul genere di quelle per le pizze o per le crostate.

Per la glassa
l'albume di 4 uova grosse
250 g. di zucchero a velo

In casa nostra il compito di sgusciare le noci compete agli uomini di famiglia, quindi per rispettare la tradizione: chiedete al vostro compagno di sgusciare e separare 100 noci.

1° giorno La crema (io lo faccio di sera)

tritare le noci con il robot, metterle in una terrina, aggiungere lo zucchero, la panna liquida, la vaniglia, il pizzico di sale, mescolare bene il tutto, coprire e mettere in frigorifero per una notte.
Durante la notte le noci e la panna si amalgamano e la crema diventa piuttosto densa.

2° giorno Gli strati
(io li faccio al pomeriggio)

montare i rossi d’uovo con lo zucchero aggiungere il burro, la panna, la vaniglia, il sale, una bella grattata di scorza di limone non trattato, montare i bianchi d’uovo a neve e uniteli al resto, aggiungere la farina setacciata con il lievito, impastare e formare un panetto, lasciare riposare un'ora in fresco e poi dividere in due, ogni panetto servirà per fare 6 strati , quindi dividere il panetto in 6 lasciando l'altro riposare.

Stendere ogni porzione di pasta in uno strato sottile e con questo rivestire la prima teglia imburrata, (si può tirare la sfoglia direttamente nella teglia con l'aiuto del mattarellino speciale, in modo da non rischiare di rompere le sfogle nel travaso, sono molto friabili) mettere in forno per pochi minuti fino a cottura, deve rimanere abbastanza chiaro. Mentre il primo strato cuoce, preparare il secondo usando l'altra teglia e infornarlo quando tirate fuori il primo, si procede così fino alla fine di tutti e 12 gli strati.

Occorre sorvegliarli perché tendono a biscottarsi facilmente. Non è grave se qualche strato diventa un pochino scuro, serve a dare un aromino giusto, ma non devono essere tutti troppo briciacchiati, io quando vedo che il bordo inizia a colorire sforno.

Estraete la crema dal frigo almeno una mezz'oretta prima di usarla, verificate la consistenza, se vi sembra veramente troppo dura (scavando rimane il buco) aggiungete poco latte, mescolate e lasciate fuori frigo. Deve essere abbastanza liquida da poter penetrare negli strati di frolla, ma abbastanza densa da non colare fuori dalla torta, diciamo che deve assomigliare ad una pastella densina.

Man mano che tirate fuori le sfoglie, le dovete rigirarl alternativamente su 2 piatti piani, una sull'altra, in modo che raffreddino progressivamente
Una volta cotti tutti e 12 gli strati, lasciarli raffreddare completamente.
A questo punto potete iniziare a montare le torte.

Prendete due fondi da torta in cartone come quelli delle pasticcerie (possibilmente dello stesso diametro delle torte), mettete su ognuno uno strato di pasta, e uno strato abbondante di crema, circa 4 cucchiaiate, continuare così fino alla fine degli strati e mettere una dose di crema anche sullo strato finale.

Far riposare le torte un’altra notte in frigorifero o in un altro posto fresco e riparato (in questa stagione potrebbe andare bene anche un balcone se non avete gatti in giro o se potete proteggerle in qualche modo), questo serve a far si che gli strati assorbano la crema e che il tutto si amalgami bene, diventando una cosa sola.


3° giorno La glassa

Montare a neve ben soda gli albumi, aggiungere lo zucchero e sbattere bene.

Cuocere questa meringa a bagno maria mettendo il grilletto dentro una pentola con acqua bollente, e continuare a sbattere, è cotto quando la meringa diventa lucida e ben calda, sulle pareti del grilletto si formerà una crosticina bianca. Attenzione a non eccedere nella cottura per non far coagulare gli albumi. (io questa cottura l'ho anche fatta con il micro onde, cuocendo un minuto per volta tirando fuori e sbattendo di nuovo, funziona abbastanza bene ed è molto più veloce). Questa glassa tenderà a indurirsi con le ore che passano e a proteggere la torta, ecco perchè si conserva a lungo, almeno una settimana se conservata in frigo coperta.

Se si desidera una glassa colorata, si può aggiungere una goccina di colorante alimentare, oppure poche gocce di succo di barbabietola per farla rosa, o anche un chicco di caffè non tostato, questo si mette mentre si cuoce la meringa che diventa leggermente verdina.

Una volta preparata la glassa, si passa alla copertura delle torte, che devono essere rivestite completamente. Generalmente noi ci mettiamo sopra delle codette colorate o dei piccoli bombons colorati per decorare.

Ecco fatto avete 2 torte, alle noci, molto saporite, e contrariamente a quanto si può pensare neanche tanto alte. Ecco la foto di quella dello scorso anno.

domenica 2 dicembre 2007

Ho finito il corso di On Zon su!!!

Bellissimo, veramente interessante, adesso devo solo digerire ed assimilare bene tutte le mappe.

Ci sono una serie di mappe sulle quali sono rappresentati tutti gli organi, solo che gli stessi organi si trovano in punti diversi di varie mappe e vanno massaggiati in modo diverso a seconda del problema che si presenta.

Il bello è che si possono trattare disturbi sia organici che emozionali ed è stupefacente vedere come in alcuni casi la risposta sia veloce.

Intanto alcune delle prime cose che succedono sono che si ottiene un bel rilassamento e che si urina molto di più, la ritenzione idrica si tratta con ottimi risultati.

Secondo le persone che ci si ritrova a trattare, è buffo vedere come alcune percepiscono delle sensazioni fisiche o emozionali mentre le si tocca, per esempio toccando punti relativi all'intestino, le persone particolarmente sensibili, hanno una "sensazione" proprio all'intestino.
A me è successo che il docente mi toccasse in un punto alla base dell'alluce e ho sentito una fitta nel punto in cui mi toccava e una puntura riflessa all'anca, nella parte morbida. Una delle mie colleghe di corso è stata presa da una crisi di pianto incontrollabile, sono cose che possono succedere, proprio per il fatto che si mettono in movimento le energie e che si iniziano a sbloccare i problemi irrisolti.
Per fare questo tipo di riflessologia ho dovuto accorciare di brutto le unghie, non devono necessariamente essere rase, ma naturalmente non si possono tenere troppo lunghe per evitare di ferire e per poter trattare con la punta dei polpastrelli in alcuni casi.

Uno dei trattamenti specifici per lo stress prevede addirittura di fare il solletico in un modo specifico e per lungo tempo, una vera tortura chinese!

Alcuni persone hanno punti veramente dolenti e questo permette in un certo senso di fare una specie di diagnosi, nel senso che si percepisce che ci sono degli squilibri energetici in alcuni organi, e quindi si può intervenire per riequilibrare. Per esempio sul tendine di Achille si può valutare la colonna vertebrale sia a livello muscolare che osseo che tendineo, ma anche il fegato, e naturalmente in funzione di quello che percepiamo sarà il colloquio con il ricevente che ci permetterà di capire se la persona che abbiamo davanti ha un problema fisico o emozionale.

La parte dell'operatore on zon su è quella di sbloccare le energie, e riequilibrare il tutto nella misura del possibile, non ci si può certo sostituire al medico, ma si può coadiuvare il suo lavoro.
Insomma, adesso mi attivo ad imparare bene le mappe e soprattutto la relazione tra gli elementi della medicina cinese e poi andrò a caccia di cavie (qualcuna è già stata reclutata ed è in trattamento).
A titolo di curiosità posso dire che un ciclo di massaggi è di circa una decina di sedute a cadenza settimanale e che ogni seduta di massaggio dura, come minimo, 40 minuti. Ci possono poi essere delle sedute di mantenimento per esempio a cadenza mensile.