mercoledì 31 ottobre 2007

La cena delle Streghe

La nostra amica Coco mi ha invitato a questa cena e partecipo volentieri.

Questa sera nella mia tavernetta, grande festa di Holloween, il mio ragazzo riceve i suoi amici.

Anni fa, volendo fare una festa a tema avevamo pensato di usare delle ricette americane, e da allora alcune di queste le riproponiamo regolarmente ad Halloween.

A proposito, sapete cosa vuole dire Halloween? All Hallows Eve, cioè la vigilia di Ognisanti.





Zuppa di arachidi alla Virginiana

(per 4 persone)
1/2 cipolla tritata
1/4 di tassa di sedano tritato
30 gr. di burro
30 gr. di farina o di maizena
1 litro di brodo di pollo
100 gr. di burro di arachidi (peanut butter)
1/2 tazza di latte
1/2 tazza di panna
sale pepe, arachidi tritate grossolanamente per la guarnizione


Far rosolare la cipolla e il sedano con il burro, aggiungere la farina, mescolare bene, unire mezza tazza di brodo, portare a bollore. Frullare il tutto con il frullatore ad immersione, aggiungere il resto del brodo, la panna, il burro di arachidi, mescolando con una frusta, si deve addensare. Evitare di far bollire la preparazione. Regolare di sale e pepe. Si serve calda o tiepida guardina con le arachidi tritate.


Chili con carne
(per 4 persone)
2 cucchiaiate di olio evo
2 spicchi di aglio tritati
1 piccola cipolla tritata
600 gr. di carne macinata magra
1 bicchiere di birra
1/2 bicchiere di acqua
2 tazze di pomodori tritati
sale, pepe, origano, salvia, pepe di cayenna
1 cucchiaino di cumino
2 cucchiai di chili in polvere
250 gr. di fagioli borlotti bolliti. (qui si possono anche usare i fagioli neri)

Soffriggere aglio e cipolla con l'olio, aggiungere la carne e farla rosolare. Unire la birra e cuocere a fuoco moderato per 10 minuti. Aggiungere i pomodori (anche dei pelati) l'acqua, gli aromi, cuocere a fuoco basso per circa 2 ore. Alla fine mettere i fagioli lessati e far addensare insieme per 10 minuti. Controllare il sale e servire.

Pumpkin pie

2 tazze di zucca cotta
2 uova sbattute
1 tazza di zucchero di canna
1/2 tazza di panna
1 cucchiaio di brandy
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata
1 tazza di farina
1 pizzico di sale
70 gr. di burro
3-5 cucchiai di acqua fredda
Preparare la pasta frolla con la farina, il burro, il pizzico di sale e l'acqua, lavorandola velocemente, poi lasciarla riposare per un ora in frigorifero

Frullare insieme la zucca, le uova, lo zucchero, il latte, la panna, il brandy e le varie spezie.
Stendere la frolla in una teglia di 22-24 cm, foderando anche i bordi. Versarci sopra l'impasto di zucca e infornare per 20 - 25 minuti fino a quando la lama di un coltello non esce asciutta.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente.

Può essere servita cosparsa di panna montata a piacere.



Aggiornato con le foto (mediocri) ma mie. La zucca è stata scavata dal pargolo con l'assistenza della Donzelletta.











Happy Halloween a tutti.

sabato 27 ottobre 2007

BIOITALYEXPO

Questo fine settimana al palazzetto Oval del Lingotto c'è Bioitalyexpo, un salone del naturale, è la prima volta che lo fanno a Torino. A livello di salone l'ho trovato un pochino deludente, è piccolino e con pochi espositori, in compenso due stand del Folletto e uno di telefonia 3. Ci si rende conto che l'interesse per le cose naturali e biologiche interessa ancora troppo poche persone. Inoltre eravamo in concorrenza con Vinitaly (credo che si chiami così) sempre al Lingotto. Comunque c'erano alcuni espositori interessanti, in particolare uno brasiliano, l'importatore di polpa di Acerola surgelata. L'acerola è il frutto più ricco in assoluto di vitamina C naturale, molto meglio usare quella che non la vitamina C di sintesi, anche perchè è molto più bio disponibile, quindi si assimila meglio. In questo modo si riesce ad usare il frutto direttamente invece di comprare in farmacia delle compresse che anche se contengono acerola avranno comunque una serie di eccipienti. Ho scoperto che in Torino ci sono alcuni punti vendita (mi invieranno la prossima settimana l'elenco) e il loro sito in cui si trovano molte informazioni.
Ho anche assaggiato uno strano frutto che si chiama Acaì, sempre in polpa surgelata, si tratta del frutto di una palma brasiliana, tipo un dattero, ma con il gusto che ricorda un miscuglio tra il mirtillo, la mela e un leggero aroma di cacao. Questo frutto è molto nutriente e ricco di vitamine e minerali, se ne può fare un frullato con aggiunta di una mezza banana e sembra che sia un validissimo pasto sostitutivo naturale. Viene zuccherato con dello sciroppo di guaranà.
C'era anche uno stand che vendeva ottimo salmone norvegese e un'altro che aveva dei formaggi veramente ottimi. Ho preso un pecorino stagionato al ginepro che è la fine del mondo, della gorgonzola e della fontina di capra, assolutamente impagabili.
Diciamo che c'entrano con il naturale, ma forse mi aspettavo altro.
In compenso le conferenze erano gestite dalla mia scuola di naturopatia, ne ho seguite diverse tra ieri e oggi, e la maggior parte sono state molto interessanti. Vado ancora domani pomeriggio per seguirne altre.
Durante la pausa pranzo siamo andati da Eataly, la pizza è spettacolare, abbiamo acquistato una scatola delle acciughe che mettono sulla pizza, una vera esperienza mistica, e siamo usciti con una grossa zucca di Halloween da scavare. E vero che si mangia molto bene, ma di sabato occorre appostarsi per riuscire a trovare un posto libero, la folla è incredibile.

Gatti dormienti

Le poche volte che si riescono ad immortalare sono proprio quando dormono.


Bella cerca il caldo e la mia attenzione, quindi si piazza direttamente sulla tastiera, risultato pigia sui tasti e compaiono ogni sorta di tendine ed informazioni varie, mandando in palla il computer.


Sibelius lui rifugge il caldo (ha il cappottino pesante) e dorme sulla poltroncina del terrazzo.

venerdì 26 ottobre 2007

Il Sushi

Siamo molto golosi di sushi e per questo motivo mi sono attrezzata per poterlo preparare anche in casa.

Non è affato difficile una volta che si sanno le basi.

Per prima cosa occorre aver il riso cotto, non serve prendere del riso giapponese, basta prendere del comunissimo riso da minestra.

Il trucco è cuocerlo nel modo giusto, cioè si prende una tazza di riso la si sciacqua , poi si mette in una pentola con il doppio del suo volume di acqua e un pizzico di sale. Si porta a cottura a fuoco basso, senza girare, facendo assorbire tutta l'acqua. Quando l'acqua è stata assorbita, si spegne, si uniscono 2 cucchiaini di zucchero e 2 cucchiai di aceto di riso (io uso quello di mele), si gira e si lascia raffreddare.

Se si vogliono preparare i rotolini (quelli con l'alga nori all'esterno) occorrono delle alghe in fogli, e la tipica stuoia da sushi che serve per arrotolarli. Poi occorrono dei filetti di pesce freschissimo, dell'avocado, un po' di frittata, se c'è anche del cetriolo.

Io generalmente uso il salmone surgelato, lo faggio sgelare quasi completamente ma non del tutto in modo da poterlo tagliare con maggior facilità, preparo delle listarelle di pesce, delle listarelle di frittata, di avocado e di cetriolo.

Una volta il riso raffreddato, metto la stuoia di bambu sul piano di lavoro, ci poso sopra uno strato di alga nori, poi con le mani umide ci aggiungo uno strato di riso, lasciando liberi un paio di centimetri di alga dal lato opposto (quello più lontano da me). Poi poso una striscia di listelle di pesce e una di avocado, sopra il riso lungo il lato più vicino a me, e con l'aiuto della stuoietta, arrotolo il tutto per ottenere un lungo sigaro nero di alga nori, farcito di riso, salmone e avocado.

Bagno il bordo di alga rimasto libero in questo modo si incolla e permette di sigillare il sigaro.

Con l'aiuto di un coltello ben affilato taglio il sigaro a rondelle e il gioco è fatto.

Preparo allo stesso modo altri sigari mettendoci dentro la frittata e il cetriolo, oppure degli asparagi e altro pesce, o delle uova di salmone, insomma basta sbizzarrisi con la fantasia. L'ultima volta che li ho fatti mi sono limitata al salmone e l'avocado, ma per variare ad alcuni ho anche aggiunto una striscia di semi di sesamo nero.

Se si vogliono preparare i sushi classici con sopra il filettino di pesce è ancora più facile, basta fare delle polpettine allungate con le mani umide, sulle quali si mette un leggerissimo strato di salsa wasabi, poi ci si posa sopra un filettino ed è fatto.

Si cerca di presentare il tutto al meglio, accompagnato da wasabi, zenzero in salamoia, salsa di soia giapponese allungata con un pochino di aceto di riso o di mele e magari pochissimo scalogno tritato finemente.

Molto più lungo da raccontare che da fare.
N.B: in uno dei piatti anche una piccola tartare di salmone condita con zenzero fresco, sale olio e limone

EccoVi le foto:





Ho finito lo zenzero in salamoia, da noi va a ruba, ma prevedo di prepararne nei prossimi giorni, ho già acquistato una bella radice a questo scopo, in un prossimo post vi metto la ricetta, l'ho già fatto una volta, è venuto benissimo persino meglio di quello acquistato già pronto, quindi lo rifaccio senz'altro, oltre tutto si conserva in frigorifero per un tempo lunghissimo.

La polenta di casa nostra



Quando in casa nostra si fa la polenta, devono sempre esserci alcuni ingredienti.

Per primo naturalmente la polenta, deve essere abbastanza soda ma non durissima, di farina gialla perchè alla mia mamma quella bianca non soddisfa (in realtà a me piace molto anche bianca, ma mia mamma non ha molte mezze misure quindi quando c'è lei cerco di farla con la farina gialla). Come condimenti, ci deve sempre essere del buon burro contadino, della panna liquida, alcuni formaggi, e un buon sugo.


Generalmente iniziamo da burro e panna, poi si prosegue con una porzione al formaggio e si finisce con una porzione con il sugo.


L'ultima volta che l'ho preparata eravamo insieme ai nostri amici Felice e Luciana, e più siamo più ci sono riti ed abitudini da rispettare. Mia mamma la mangia sopratutto prima al burro e poi con la panna, e di solito finisce li, sia io che l'architetto e il pargolo generalmente ne assaggiamo un po' nei vari modi, per finire con il sugo, Felice invece si prepara una grossa tazza da latte di polenta stratificata con burro e abbondante formaggio possibilmente toma.


Il sugo varia da una volta all'altra, ma uno dei più gettonati è quello con il merluzzo.

Prendo dei bei filetti di merluzzo salato, che metto a dissalare per almeno 24 ore cambiando l'acqua più volte, poi li taglio a pezzi larghi circa 3 centimetri e li infarino bene. Faccio scaldare dell'olio evo e li friggo fino a farli dorare molto bene. A questo punto, preparo un bel sugo, faccio rosolare abbondante cipolla (una grossa o due) tagliata al velo con la mandolina, aggiungo della buona passata bio oppure quella della Mutti che mi piace anche molto, una volta che il sugo è a metà cottura, unisco i pezzi di merluzzo fritti e lascio che il tutto si leghi bene, correggo di sale solo a questo punto perchè il merluzzo potrebbe aver ceduto ancora un pochino di sale, aggiungo una foglia di alloro e il sugo è pronto.


Quando succede che rimane della polenta, la lascio raffreddare bene, poi la taglio a fette che faccio rosolare in padella per fargli venire una crosticina croccante, poi metto le fette in un piatto da portata e le cospargo con del formaggio grattugiato, una delizia.

Il post sulla pizza

Mi ero impegnata a scrivere un post sulla pizza che faccio io, non è niente di eccezionale, ma incontra abbastanza quindi eccovi le foto:


La prima è una pizza classica, la seconda è una pizza panna e salmone che a me piace sempre molto.

Per quanto riguarda l'impasto, niente di particolare, il classico impasto fatto nella MDP, steso, condito e fatto lievitare ancora una volta con tutto sopra, poi infornato il tempo necessario a cuocere l'impasto.

lunedì 22 ottobre 2007

Sibelius

Guardate che belle foto ha fatto il nostro amico Felix al nostro amico a 4 zampe!

sabato 20 ottobre 2007

Rinnovo della patente

Questa ve la devo raccontare.

Se dipendesse da me dimenticherei di rinnovare tutti i documenti, apparentemente no do nessun peso a queste "inezie".

Comunque la scuola guida presso la quale ho preso la patente, diligentemente mi invia sistematicamente la segnalazione della patente in prossima scadenza.

Apprezzo molto ma visto che abito ormai fuori Torino da circa 15 anni, mi rivolgo alla scuola guida di zona. Ieri sera avevo appuntamento per la visita medica alle 18.30.

Dovevo anche farmi fare delle nuove foto tessera, perchè oltre al rinnovo, visto che non ho mai fatto cambiare l'indirizzo di residenza... sempre per il problema di cui sopra, sembra che ormai l'unica soluzione sia far riemettere una nuova patente. Quindi avrò anch'io quella formato carta di credito.

Per tornare a bomba, sono andata verso le 17.30 a farmi fare le foto (che avevo dimenticato di fare) e poi mi avvio alla scuola guida in largo anticipo.

Mi hanno dato da compilare l'autocertificazione di buona salute, ho saltato una domanda visto che avevo un dubbio e mi sono messa ad attendere pazientemente il medico, che, alla fine, doveva arrivare all 18,50 (il responsabile della scuola guida convoca tutti in anticipo per sicurezza). La sala si riempiva man mano, mi stavo chiedendoo con quale ordine ci avrebbe chiamato e quanto tempo avrei ancora dovuto aspettare. Alla fine il medico arriva, iniziano a chiamare le persone e scopro che ero la quinta. La prima esce quasi subito, poi la seconda e a quel punto realizzo che la cosa andava molto velocemente. Arriva il mio turno, mi fa accomodare, lo interrompo per segnalargli che non avevo risposto ad una domanda sulla funzionalità renale, lui tra il turbato e lo stupito mi chiede "ma non è in dialisi?" certo che no! "allora nessun problema" mette la crocetta e riprendiamo immediatamente la visita, non vorremmo rallentare il ritmo. Mi dice di coprire un occhio, mi indica una T a metà tabellone, poi una D nella riga sotto, "si copra l'altro occhio", T sulla riga sopra, T sulla riga sotto. "Va bene, può andare".

Ecco questa è stata la mia visita medica. Alla sette meno 5 ero fuori.

Con quel ritmo di visita, entro le 7 avrebbe passato tutti gli altri.

Non so quanto percepiscono i medici per fare queste visite, ma considerando che eravamo una dozzina e che in tutto si sarà fermato in loco un quarto d'ora venti minuti, che siano "soldi facili" è il meno che si possa dire.

mercoledì 17 ottobre 2007

La pectina fatta in casa

Sono finalmente riuscita a tradurre la ricetta della pectina presa da questo blog

So che vi ho fatto aspettare, ma ho anch'io le mie priorità e purtroppo le traduzioni non sono al primo posto, inoltre questa è particolarmente lunga.


"Come estrarre la pectina dalle scorze dei frutti? molto semplice, basta smettere di buttare nella pattumiera (infatti la maggior parte delle bucce della frutta contengono pectina, e probabilmente più di quanta ne immaginiate). Ogni volta che gettate la scorza di un arancio o di un limone, perdete più pectina di quanta ne occorre per fare un barattolo di marmellata. Quello è strano è che le bucce di una dozzina di arance vi darà tanta pectina quanta il prezzo delle arance stesse. E' facile estrarre la pectina dalle bucce degli agrumi, le bucce delle mele, i torsoli di mela, le scorze di melone ecc..., per arrivare a un prodotto finito del tutto paragonabile alle pectine liquide che si trovano in commercio. Tutte le parti più dure della frutta faranno servizio. occorre avere una percentuale di 50% di scorze di agrumi per avere l'acidità necessaria alla sua estrazione e alla gelificazione del prodotto finale. Nota importante :

Ben lavare la frutta strofinando bene un con panno prima di pelarla. Questa fase è importante per eliminare lo strato di cera che sovente avvolge la frutta e nella quale ci sono i residui di pesticidi.

Nota estetica : non far ossidare le bucce o gli altri ingredienti prima di trattarli. Approfittate dell'abbondanza di stagione e immergete i vostri ingredienti in una soluzione di acido ascorbico prima di cuocerle, oppure congelate le scorze e le bucce in un sacco di plastica a zip facendo uscire il massimo dell'aria. Diversamente la pectina prenderà un colore scuro di frutta ossidata. Sarà comunque buona per la marmellata ma tenderà a scurire le marmellate e sopratutto le gelatine.

Attrezzatura necessaria:
Un robot
Un bagno maria di misura consistente (anche improvvisato)
Un grosso setaccio o un colino
4 strati di garza
Un bicchiere
Una forchetta
Ingredienti :
Bucce di frutta di cui almeno 50 % provenienti da agrumi
(aggiornamento 2007 - Ho fatto della pectina con solo torsoli di mela nel 2006 e i risultati sono stati altrettanto soddisfacenti)
Acqua
alcool (quello per liquori)
succo di limone se dovesse servire per diluire
Procedimento :Vi servirà una buona quantità di bucce Dovrete abituarvi a congelare le bucce in sacchetti ermetici fino a riempimento oppure profittare del periodo delle composte di mele per recuperare i torsoli. Una volta raggiunto il quantitativo, scongelate le bucce e tritatele nel robot. Mettetele nella pentola a bagno maria aggiungere 3/4 di acqua e lasciate scaldare per 2 ore coperto mescolando ogni 15 minuti. Far raffreddare. Per raccogliere il prezioso liquido, versare lentamente attraverso 4 strati di garza nel fondo del colino e lasciar colare tutta la notte. Il giorno dopo avrete una buona quantità di liquido spesso e vischioso, bravi,è la vostra pectina!Controllo qualità: Il tenore in pectina del vostro prodotto varia secondo le bucce usate e il grado di maturazione della frutta, più i frutti sono verdi e duri più il tenore in pectina sarà elevato. Il tenore in pectina deve essere normalizzato per poter sostituire la stessa quantità nelle ricette.

E' di nuovo molto semplice, se la vostra pectina non ha la consistenza di uno sciroppo denso (tra lo sciroppo e la melassa) dovrete addensarlo a bagno maria e lasciare raffreddare prima di fare il test. La pectina deve essere a temperatura ambiente per questo test.Versare 2 o 3 glu glu di alcool in fondo ad un bicchiere, versarci un cucchiaino di pectina, roteare il bicchiere dolcemente, come per il cognac per 10 secondi. La pectina precipiterà (gelatinizza). Mettetela forchetta nel blocco e girare una ventina di volte. togliere la forchetta verticalmente. se il blocco non aderisce più di due secondi, il liquido è troppo concentrato e occorrerà diluire la pectina con tre parti di acqua e una di succo di limone. Se il blocco non aderisce, è buon segno, raccoglietelo con la forchetta come se fosse un alimento. Se invece si attacca alla forchetta come una massa arrotondata, la vostra pectina è perfetta. Se pende e si deforma rapidamente occorrerà addensare, o ancora se non si lasca raccogliere, occorrerà addensare ancora di più. Si addensa a bagno maria, se non siete sicuri delle mie spiegazioni, provate a fare il test usando pectina liquida del commercio per capire quale deve essere la consistenza nell'alcool, questo vi darà una buona idea del risultato finale. Io metto la pectina nei barattoli da 500 ml lasciando uno spazio di 4 cm prima del bordo e conservo in congelatore. ecco!"


Questa è la traduzione del procedimento descritto, non è complicato ma un po' lungo, non ho ancora provato a farlo, ci proverò quando mi arriveranno le arance bio. Vi suggerisco di fare delle prove. Inoltre non ho idea delle proporzioni necessarie per sostituire la pectina in polvere che si trova comunemente da noi, anche in questo caso saranno necessarie delle prove.


lunedì 15 ottobre 2007

Lo sciroppo di rapa

In questi giorni i miei uomini sono raffreddati e hanno la tosse.

Nel tentativo di dargli sollievo e di evitare il più possibile i medicinali mi sono rivolta alle cure naturali. I sintomi non scompaiono immediatamente, ma almeno si permette al corpo di reagire spontaneamente sostenendolo e lasciando che gli anticorpi facciano il loro lavoro.


Una delle cure che uso è il buon vecchio miele, biologico, un cucchiaio sul quale verso una o due gocce di olio essenziale di chiodi di garofano bio. Il gusto ricorda il prodotto che il dentista ci mette nei denti, normale visto che si tratta della stessa sostanza. Se si interviene prontamente ai primi sintomi si riesce a contrastare il mal di gola, diversamente ci si mette un po' più di tempo.

L'O.E. di chiodi di garofano è antisettico potente, va usato con parsimonia ed è da evitare nei bambini e in gravidanza, come la maggior parte degli oli essenziali. Tuttavia rappresenta un buon sostituto a molti farmaci. Fa anche bene all'intestino in quanto combatterla flora batterica cattiva.

Ma torniamo allo sciroppo.

In caso di tosse secca e persistente, anche in presenza di pertosse, un rimedio molto vecchio ma che funziona bene, è lo sciroppo di rape.


Si prendono un paio di rape, si sbucciano, si tagliano a fettine sottili e si ricoprono a strati con dello zucchero, meglio se integrale, ma quello bianco va anche bene. Si lascia riposare almeno una notte, al mattino si travasa il liquido sciropposo e il gioco è fatto. Ha un gusto dolce ma con retrogusto terroso. Per aiutare la conservazione visto che il maritino lo ha portato in ufficio, ho aggiunto un pochino di alcol per liquori, e ho corretto l'aroma con dell'olio essenziale di limone bio (una decina di gocce) si può anche aggiungere delle gocce O.E. di cannella, anche questa è un buon antisettico e il gusto diventa più gradevole.

Se si da ai bambini meglio evitare le aggiunte di alcol e gli oli essenziali che si sciolgono solo in alcol. Conservare il prodotto in frigo, se si vuole si può aromatizzare con un pochino di vaniglia, di cannella in polvere, con un pochino di succo di limone, o con un pochino di radice fresca di zenzero grattugiata se piace.


Questi suggerimenti non devono sostituire il parere del medico, gli oli essenziali possono creare fenomeni di sensibilizzazione, fare sempre una prova di tolleranza.

domenica 14 ottobre 2007

Attenzione all'alluminio - seconda parte

Suggerisco di leggere prima il post precedente per poter meglio comprendere quanto segue.
La permeabilità intestinale accresce l'assorbimento dell'alluminio. (l'intestino diventa permeabile quando non ci si alimenta correttamente, quando si prendono dei farmaci per lunghi periodi, quando non si interviene per correggere la disbiosi intestinale, in tutti questi casi si creano come delle falle dalle quali gli inquinanti passano)
L'acido citrico favorisce ugualmente in modo molto evidente l'assorbimento dell'allumino da parte dell'intestino. Nel cervello, il livello di alluminio aumenta con l'età, i livelli massimi si trovano nella materia grigia. Dopo aver somministrato a delle cavie per 105 giorni acqua addizionata di idrossido di alluminio, i livelli di alluminio sono aumentati del 30 % nei reni del 60% nel fegato e del ... 340% nel cervello!
L'acido citrico E330, un acidificante d'origine naturale o fabbricato artificialmente, molto usato nell'industria alimentare (bibite tipo cola, limonate, sciroppi, marmellate, prodotti dolciari, senape, gamberetti...) facilita il passaggio dell'alluminio nel cervello. Un altro additivo sul banco degli imputati è il Glutammato monosodico (E621), un esaltatore di sapidità di sintesi, presente in migliaia di prodotti alimentari (dadi da brodo, minestre in busta, snacks da aperitivo, chips, prosciutto cotto, salame cotto, piatti pronti) Ogni anno ne viene mescolato ai cibi 1,5 milioni di tonnellate. Un'altro imputato è il maltolo (E636) altro esaltatore di sapidità di sintesi e fonte nascosta di.. glutammato, e anche il molto controverso aspartame (E951) un edulcorante di sintesi che appartiene alla famiglia delle eccitotossine, la cui perculiarità è di eccitare i neuroni fino al loro esaurimento e alla loro conseguente autodistruzione. Anche il glutammato è considerato una eccitotossina. Per evitare gli additivi contenenti alluminio, nonchè gli additivi in grado di trasportarlo fino al cervello, - senza dimenticare le aggressioni all'intestino con aumento della permeabilità - c'è una sola soluzione: lasciar perdere l'alimentazione industriali, ritornare a un'alimentazione semplice, senza artifici, senza veleni, preparati con prodotti biologici e con ingredienti integrali.
In pratica, gli additivi alimentari si comportano come cavalli di troia che permettono all'alluminio di oltrepassare la barriera emato encefalica.
Ecco questo articolo era particolarmente lungo, ma siccome spiega secondo me in modo esauriente il problema, ho tenuto a pubblicarlo quasi per intero.

Attenzione all'alluminio - prima parte

L'articolo che segue è stato tratto dall'ultimo numero di "Belle-Santé" una delle riviste di salute naturale alla quale sono abbonata. Ne ricevo due diverse, perchè quelle italiane non sono quasi mai all'altezza della situazione oppure trattano gli argomenti con troppa superficialità.
Ho suddiviso il post in due parti perchè si tratta di un articolo particolarmente lungo ma preferisco metterlo quasi per intero visto che l'ho trovato illuminante.
L'alzheimer è una affezione cerebrale ad oggi incurabile, porta alla distruzione progressiva dei neuroni. Per le persone anziane vittime di questa malattia, la perdita neuronale si traduce con disturbi della memoria, poi del linguaggio, del riconoscimento (di oggetti e di persone). L'alzheimer si sviluppa in silenzio su un periodo di 20 - 30 anni prima che appaiano i primi sintomi. la media di speranza di vita dal momento della diagnosi è di 5 anni per gli uomini e di 6 per le donne.
Sembrano esserci due tipi di lesioni: da una parte un accumulo di materia all'esterno dei neuroni, che gli impedisce di comunicare normalmente, dall'altra un riempimento dei neuroni di materiale superfluo - reti di filamenti patologici - che intralciano il funzionamento della cellula nervosa al punto che questa finisce per morirne.
Fino ad ora, gli scienziati fanno fatica a definire l'origine esatta della malattia. L'inseme delle conoscenze accumulate fino ad ora porta a pensare che questa malattia sia il risultato di molti fattori di rischio. E' suscettibile di apparire appena l'insieme di questi fattori supera il numero di fattori neuroprotettori grazie all'età e all'invecchiamento delle cellule nervose. Tra i fattori a rischio troviamo gli inquinanti quali i pesticidi e i metalli tossici. Tra i metalli tossici, il pricipale imputato è: L'alluminio.
L'alluminio è tossico per il cervello, ma il mercurio e il piombo lo sono ancora di più. Tuttavia nel caso dell'alzheimer i ricercatori si sono focalizzati sull'alluminio perchè lo si ritrova a livelli elevati nel nucleo nelle cellule cerebrali. E' stato anche stabilito che questo metallo renda più fragile la guaina mielinica che protegge il l'assone del neurone (L'assone è il collegamento del corpo cellulare di un dato neurone con altri neuroni). l'alluminio favorisce l'ossidazione delle cellule e gli da il potere di intralciare l'azione di alcuni enzimi antiossidanti appena si ritrova in quantità elevate nel cervello.
Tutta questa spiegazione per dire che occorre essere molto attenti in fatto di prevenzione.
Occorre quindi evitare l'utilizzo di prodotti che sono suscettibili di contenere questo metallo nelle sue diverse forme. Per esempio nel caso degli antiacidi gastrici o dell'aspirina tamponata (per evitare che leda lo stomaco), di alcuni vaccini (che contengono dosi elevate di ossido d'alluminio), additivo preposto a prolungare la risposta immunitaria agli antigeni inoculati). Lo stesso dicasi per alcuni additivi alimentari come: il colorante E173, i rassodanti da E 520 a E 523, polvere lievitante E 541, antiagglomeranti da E 554 a E 556 e E 559, ma anche l'acqua del rubinetto.
Infatti sono spesso usati sali di alluminio (generalmente solfato di alluminio) per il processo di potabilizzazione dell'acqua. L'uso di questi sali ha per risultato di ridurre l'intorbidimento dell'acqua, ma anche di ridurre il rischio di formazione di sotto prodotti della disinfezione.
Molti studi epidemiologici hanno rilevato l'esistenza di un legame tra l'alzheimer e il livello di alluminio contenuto nell'acqua. Da 0,1 mg/litro di acqua il rischio di alzheimer viene moltiplicato per 2. Occorre anche prestare attenzione agli utensili da cucina: quando si fa bollire per 15 minuti un litro d'acqua in una pentola di alluminio, si recuperano 14 mg d'alluminio, quando la dose massima ammessa a livello europeo è di 0,2 mg/litro.
Attenzione anche alla carta di alluminio che non convive bene con gli alimenti acidi. Quando si prepara il pesce al cartoccio dopo averlo marinato nel limone o nel vino bianco, meglio usare la carta da forno. Le bevande industriali in lattina meglio consumarle con molta moderazione, anche perchè generalmente contengono acido citrico, aspartame, e altre sostanze di cui parlerò poi. Infine alcuni prodotti cosmetici (deodoranti, dentifrici) contengono anche loro chloruro di alluminio).
(segue)

I miei corsi - aggiornamento

Ho appena finito il corso base di riflessologia. Bellissimo, veramente interessante, adesso devo imparare i vari punti e fare pratica nei trattamenti di base poi potrò lanciarmi con i primi trattamenti di riflessologia. Devo cercare di consolidare le conoscenze di base prima di fare il corso di Hon Zon zu. Anche questo è un corso di riflessologia, ma di origine diversa. Quindi con altri 2 fine settimana dovrei poter operare come riflessologa. Avrò ancora un altro tirocinio da fare fra un anno per terminare l'iter, ma nel frattempo devo praticare.


Abbiamo passato il fine settimana a farci illustrare i vari punti e a cercarceli rispettivamente sui piedi. Era tutto un metti e togli ciabatte e calzini. Devo dire che all'inizio c'è un po' di titubanza nel maneggiare i piedi altrui, ma dopo un po' la cosa rientra nei ranghi e si realizza che non è affatto un problema. Persino una delle mie colleghe che non si sentiva affatto portata per questa materia, e che deve fare il corso perchè fa parte del nostro iter formativo, ha superato le sue iniziali diffidenze, anzi ha visto che non era poi male farsi fare i trattamenti, e che le è bastato il poco che abbiamo fatto per farle passare il mal di schiena. Difatti abbiamo già combinato per vederci e farci i trattamenti rispettivamente.

Bene adesso smetto vi ho parlato abbastanza di piedi.

mercoledì 10 ottobre 2007

Scusate il ritardo

In questi giorni mi faccio rara, ma sono impegnata nella stesura di una tesina di sole 20 pagine, ma non avendo più l'allenamento mi richiede parecchie energie.
La prossima settimana spero di ricominciare a scrivere con maggior regolarità, anche perchè devo iniziare la produzione delle mie varie cremine e balsami per le labbra.
Oggi mi sono arrivati dagli Stati Uniti, una serie di contenitori con il pennellino per i balsami per le labbra, e dei roll on adatti sia a balsami che a sieri anti rughe. Devo collaudarli quindi mi devo dare da fare. Spero di non aver troppe difficoltà a riempirli.
Ho dovuto ricorrere agli USA perchè in Europa è difficilissimo trovare quel genere di contenitori, in Italia è praticamente impossibile, e anche in Francia hanno dei costi stratosferici. Non mi sono costati pochissimo, ma ho comunque ridotto i costi ed ho ottenuto la consegna in una settimana.
Non è male, certo che se non si dovessero pagare trasporto e dogana sarebbe meglio.
Quando penso che le materie prime le ordino in Francia, che mi arrivano in 3 -4 giorni, che non pago le spese di consegna e che mi costano meno che se le prendessi qui... Naturalmente la qualità è garantita, ma da loro la cosmesi domestica è molto più frequente che da noi.
Bene torno alla mia tesi, a presto.

domenica 7 ottobre 2007

I Sassi di Marinella

Mi sono accorta di aver dimenticato di postare Leopoldo, quindi eccolo:



Come ho detto in qualche precedente post, mi piace mettermi alla prova con vari hobbies.



Alcuni dopo esserci riuscita, li abbandono, altri mi rimangono nel cuore.



Uno di questi, che ultimamente non pratico molto ma che continuo a voler riprendere, è la pittura sulle pietre. In particolar modo, dipingere animali sulle pietre, mi piace dipingere il pelo.



Molte delle cose che ho fatto nella mia vita sono state a lungo meditate prima di essere intraprese. (D'altra parte prima di iniziare a studiare naturopatia ci ho pensato molto a lungo).



Un'altra di queste cose è stata la pittura sui sassi.



Da ragazzina disegnavo molto e con discreti risultati, non avevo molta inventiva, ma copiavo veramente bene, in particolar modo i ritratti in bianco e nero. Ero anche abbastanza brava a creare oggetti vari riciclando questo o quello.



Poi ho conosciuto l'architetto, che disegna veramente molto bene, e lui le idee le ha naturalmente. I muri di casa nostra sono pieni delle sue opere, quindi per parecchio tempo non ho proprio più toccato ne pennelli ne colori.



Ma qualche cosa covava in me. Un bel giorno ho trovato in una libreria il primo dei libri di Linn Welford "disegnare animali sui sassi" e mi si è aperto un modo nuovo.



Ho iniziato in modo rudimentale, un po' prima di Pasqua di vari anni fa, e ho dipinto una serie di coniglietti pasquali che ho regalato alle mie colleghe di lavoro. Se li guardo adesso li vedo molto grossolani, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.



Poi mi sono impratichita ed ecco alcuni dei miei lavori:








Al momento ho poco tempo per dipingere, ma ho accumulato in giardino un bel numero di pietre che stanno attendendo che mi decida a riprendere i pennelli in mano.

venerdì 5 ottobre 2007

Il Meme dell'Alba

Ecco mi associo anch'io ai nostri amici I Cuochi di carta, e Vi mostro l'alba dalla mia finestra.







Però confesso che un pochino ho barato, questa foto l'ha fatta l'architetto all'inizio dello scorso inverno, con le prime brinate. Bella vero? Quando ci sono queste albe rischia sempre di fare tardi al lavoro per fare le fotografie.

giovedì 4 ottobre 2007

Meme a 4 zampe - Di gatti, cani e altri animali

Seguo lo spunto di Whitewillow per ricordare a tutti che le giornate del 6 e 7 ottobre saranno dedicate agli animali.
Infatti, in molte piazze d'Italia sarà possibile partecipare al referendum
"Le città per gli animali", attraverso cui potremo indicare tre proposte che riteniamo fondamentali per il benessere dei nostri " coinquilini"
E se nella vostra città non trovaste il fatidico banchetto, non temete:
il referedum è attivo anche on line
Vi ricordo anche, che entro il 10 ottobre, mandando un SMS solidale al n°48585
( al costo di 1 euro) potremo riempire la ciotola di un esserino a 4 zampe non fortunato come i nostri assistenti.


MEME' A QUATTRO ZAMPE


Sibelius è molto goloso di brodo di pollo, quindi ho pensato di pubblicare la ricetta del

Brodo di Pollo di Sibelius:

Una confezione di alette di pollo
carota, zucchina, cipolla, sedano, oppure in alternativa una bella cucchiaiata del mio dado vegetale. Quando uso il dado vegetale non aggiungo altro sale, diversamente ne metto un pizzichino.

Metto a bollire a freddo le alette con le verdure e porto il tutto a cottura.

Una volta raffreddate abbastanza, disosso completamente le alette ed elimino le ossa, poi mescolo la polpa in sfilaccetti grossi al brodo, se ho usato le verdure le trito prima di unirle al resto, diversamente le verdure sono già tritate nel "dado".

Distribuisco la zuppa dentro dei barattoli da frigo, copro e lascio raffreddare, poi metto in frigo.

Al momento della pappa, tiro fuori dal frigo il mio contenitore, prelevo l'occorrente e lo passo un momento al microonde per smorzare il freddo eccessivo. Devo fare attenzione a non scaldare troppo perchè il mio non gradisce, inoltre visto che il brodo diventa gelatina e che Sibelius adora la gelatina, cerco di scaldare giusto un pochino in modo da lasciargli il piacere di trovare ancora dei pezzi di gelatina.

Non ho una foto della pappa, ma ecco una foto del micione con l'architetto.
e una da solo, questa posizione gli è particolarmente congegnale.




Invece per Bella, questa sera l'ho fatta felice, sapete che è una crudista, generalmente preferisce il pollo crudo, ma ogni tanto bisogna cambiarle menù perchè si annoia. Generalmente prendo della carne trita, cerco di prendere la carne dal Lidl, dove costa un po' meno e posso prendere una qualità maggiore, oggi pomeriggio non avevano più tritata scelta e le ho preso del carpaccio di manzo. Non vi dico la gioia, lo ha gradito moltissimo. In effetti a volte mi sembra di esagerare, il carpaccio al gatto! Ne ho anche dato qualche pezzetto a Lilli, la cagnolina di mia mamma, che vede che nutro la gatta ed è un po gelosa, sopratutto perchè anche lei gradisce la carne cruda.

Ecco, queste sono le ricette che dedico ai miei assistenti pelosi, non sono particolarmente speciali, ma ho dei gatti piuttosto abitudinari e che accettano difficilmente altre cose, salvo poi annoiarsi e fare un sacco di storie, ma per molti di Voi non racconto niente di nuovo vero?


A proposito, ho da qualche parte delle ricette di biscotti per cani, se possono servire a qualcuno, purtroppo non le ho sperimentate perchè anche Lilli è molto difficile in fatto di cibo, i biscotti industriali le fanno venire l'allergia e mia mamma le da i pavesini!!!! Quando il veterinario l'ha saputo ce ne ha dette di tutti i colori.

Questa è Lilli in Corsica.




Mi raccomando ricordateVi di inviare gli sms, così riempiamo qualche ciotola agli animali meno fortunati dei nostri.

mercoledì 3 ottobre 2007

FREE BURMA

Free Burma!

Ricir, Dario e Gigi hanno attivato un aggregatore di risorse e notizie per free-burma.L'indirizzo è il seguente:
http://www.pageflakes.com/freeburma

Partecipo anch'io all'International Bloggers' Day for Burma del 4 Ottobre

Sosteniamo la rivoluzione pacifica per Burma, iscriviamoci tutti, ecco il link