giovedì 31 maggio 2007

Acqua di Rose

Oggi ho raccolto molte delle mie rose inglesi profumate, per preparare un idrolato di rose.

L'idrolato di rose è simile all'acqua di rose della Roberts, solo che è fatto in casa, con il distillatore che ho ricevuto a Natale.

In pratica ho distillato un bel numero di petali di rose, in corrente di vapore, e ne è venuto fuori un idrolato, ho anche avuto la soddisfazione di vederci comparire alcuni "occhi" di olio essenziale in superficie. Naturalmente per ottenere una dose di olio essenziale misurabile, occorrerebbero campi interi di rose e quelle del mio giardino, per quanto numerose non sarebbero assolutamente sufficienti. Tuttavia, ho la soddisfazione di produrre l'idrolato, un'acqua che conserva le proprietà e il profumo delle rose dal quale è tratto.

L'idrolato di rosa può essere utilizzato da solo come tonico, oppure costituire la parte acquosa delle mie creme per la pelle. E' adatto alle pelli sensibili e delicate, e decisamente consigliato per le pelli mature. Ne ho prodotto circa mezzo litro, non è male, ma spero di riuscire a farne altro anche perchè so esattamente cosa c'è dentro. L'acqua di rose acquistata contiene per forza dei conservanti, io mi limito a metterci una piccola quantità di alcool e lo conservo in bottiglie opache.


In mancanza del distillatore, si possono ottenere delle acque di rosa interessanti anche usando il sistema dell'infusione, in questo caso si mettono due tazze di acqua a bollire, si uniscono una tazza di petali profumati, si lascia riprendere l'ebollizione e poi si copre e si spegne il fuoco. Lasciare in infusione per almeno 8 ore coperto, poi filtrare e imbottigliare.

A questo punto ci sono diverse soluzioni: la prima è di aggiungere 15-20% di alcool e di conservare al fresco e allo scuro, la seconda di conservare il tutto in frigorifero senza aggiunte, ma si conserverà al massimo una decina di giorni, oppure si possono fare dei cubetti di ghiaccio con il liquido ottenuto, una volta solidificati, si mettono in una busta di plastica con chiusura a zip, e si tirano fuori uno ad uno man mano che servono.

Quindi se vi restano delle rose in giardino, pensate a prepararVi la vostra acqua di rose personale, avrete la soddisfazione di usare un tonico molto buono, economico e sicuramente migliore di quelli in commercio. Inoltre adesso che arriva il caldo potete usare un cubetto di acqua di rose direttamente sulla pelle per rinfrescarVi ed idratarVi.

martedì 29 maggio 2007

Pollo Shake and Bake

Quando ero negli Stati Uniti (ormai secoli fa) si trovavano in commercio delle buste già pronte con impanature varie nelle quali far rotolare i pezzi di pollo da passare al forno.


Questa ricetta si rifà a quelle impanature ma gli ingredienti sono stati scelti in modo mirato.


Ingredienti per l' impanatura: pane pesto e corn flakes triturati in parti uguali, 2 cucchiaiate di semi di sesamo, un cucchiaio di fiocchi di cipolla disidratata, un cucchiaio di senape in polvere, un pizzico di aglio in polvere (opzionale), sale, pepe, un cucchiaio di Herbes de provence.


A parte, uno o due uova a seconda del quantitativo di pezzi di pollo che contate preparare, un pochino di latte.


Pollo in pezzi con la pelle (io ho usato delle sovra cosce)


Procedimento:


Mettere in una busta di plastica tutti gli ingredienti della panatura , chiudere il sacchetto con una mano lasciandoci all'interno aria sufficiente, e agitare per mescolare bene gli ingredienti.


Sbattere le uova con il latte e passarci i pezzi di pollo uno ad uno, mettere 2 o 3 pezzi di pollo alla volta nel sacchetto, gonfiarlo leggermente e chiudere il sacchetto strizzandolo con una mano, poi scekerare bene in modo che i pezzi di pollo si rivestano bene del miscuglio di panatura.

Posizionare i pezzi impanati in una teglia da forno, con la pelle verso il basso. Procedere nuovamente così fino ad esaurimento dei pezzi di pollo.

Cuocere in forno caldo, i tempi di cottura variano in funzione del vostro forno e del quantitativo di pollo, meglio se li rigirate a metà cottura, devono diventare dorati e non troppo secchi, per verificare la cottura, pungeteli con una forchetta, deve uscire una goccia di liquido trasparente ma non insanguinato. In questo modo avrete del pollo croccante fuori e succoso dentro. Io l'ho cotto un pochino troppo ed era leggermente asciutto, ma sono facile alla distrazione!


Se vi resta della panatura, legate il sacchetto e conservatela in frigorifero se la usate entro pochi giorni, oppure surgelarla. Io uso il sistema del sacchetto sia per infarinare che per impanare quasi tutto, si sporca molto meno ed è più veloce, inoltre generalmente i pezzi sono impanati molto meglio. Ottimo sistema anche per infarinare il pesce.

lunedì 28 maggio 2007

Crema per il viso alla Rosa e Balsamo rassodante per il Seno

Naturalmente non ho resistito e mi sono comprata l'olio essenziale di rosa, ha un profumo veramente divino e ho prodotto la mia prima Crema per il viso alla Rosa!


Per gli ingredienti: Acqua di rose, Aloe vera, Oleolito di camomilla, Olio di germe di grano, Burro di Karité, Olio di rosa mosqueta, cera d'api, olio essenziale di Rosa, Vitamina E, ....Solo cose buone!


E' venuta molto morbida e con una consistenza veramente gradevole, naturalmente il profumo è proprio quello delle rose antiche. L'oleolito di camomilla è un ottimo calmante, il germe di grano e l'olio di rosa mosqueta sono ristrutturanti cutanei adatti alle pelli normali e secche, L'olio essenziale di Rosa e la Vitamina E rafforzano queste proprietà, e l'Aloe è un idratante meraviglioso. L'ho preparata per il compleanno di una mia amica per la quale ho anche preparato un Balsamo rassodante per il seno a base di oleolito di pratoline.

Si Si, proprio le pratoline che si trovano nei campi, hanno delle proprietà rassodanti e per fare un macerato di pratoline basta raccoglierle quando sono asciutte, quindi non al mattino presto quanto c'è il rischio che siano bagnate di rugiada. Si riempie con le corolle intere (senza gambo) un barattolo di vetro pressando leggermente, e si sommergono con del buon olio vegetale biologico. Io generalmente uso l'olio di girasole spremuto a freddo o l'olio di vinacciolo che viene assorbito molto bene dalla cute. Meglio mettere sotto il coperchio una di quelle reticelle di plastica che servono per tenere immersi i sottaceti, si lascia macerare per tre settimane al sole e poi si filtra attraverso una pezza per poter spremere bene il tutto e si imbottiglia in un contenitore possibilmente di vetro scuro.

Si può già utilizzare così, senza altre aggiunte, diversamente si può preparare un balsamo aggiungendo una piccola percentuale di cera d'api vergine e poche gocce di olio essenziale a scelta. (Per il seno sceglierei un olio di lavanda, di rosa, di camomilla, o di bergamotto, ma eviterei quelli che possono essere più aggressivi vista la zona delicata).

sabato 26 maggio 2007

Questo Week End Iridologia psicosomatica

Oggi abbiamo ripreso Iridologia, dopo i tre week end dell'anno scorso in cui abbiamo fatto iridologia applicata alle malattie e alle predisposizioni famigliari, questo week end è dedicato alla parte psicosomatica. Molto bello, ma continua ad essere una materia non semplice, molto legata all'esperienza che uno deve fare per capire quando i segni che si vedono sono di origine organica e quando sono di origine psicosomatica. A volte le cose si sovrappongono del tutto e solo l'esperienza e il colloquio permettono di capire la differenza.

Non avrei mai pensato che in un iride si potessero vedere così tante informazioni, e in due la cosa quasi raddoppia, ci sono segni che si trovano in entrambe le iridi e altri che sono specifiche dell'iride destra o di quella sinistra. Insomma la materia è alquanto "spessa".

Non mi sono ancora sentita in grado di dare il primo dei due esami, tante sono le informazioni, e poi non amo il "o la va o la spacca" se non mi sento pronta aspetto, preferisco evitare di ridare 20 volte gli esami se riesco.

Comunque devo darmi da fare e preparare anche questi se non mi ritroverò con troppi arretrati.

Fra 15 giorni inizio nutrizione e mi si dice che anche quella è una materia piuttosto impegnativa!

mercoledì 23 maggio 2007

Marmellata di Rose

Vi dovevo la seconda versione della Marmellata di Rose, quindi eccola.

Volevo ottenere una marmellata meno caramellata della precedente, quindi ho usato una tecnica diversa e la pectina di frutta come supporto.

Dopo la produzione dello sciroppo di rose 2, ci restavano i petali scolati delle rose, a questo punto ho aggiunto 500 ml di acqua, una busta di Fruttapec 2:1 (quello che normalmente si usa con un kg. di frutta e 500 g. di zucchero), ho portato a bollore e ho aggiunto 500 g. di zucchero.

Ho poi fatto bollire per alcuni minuti, aggiungendo il succo di un limone (piccolo) e ho dato una passata di frullatore ad immersione (solo un po' in modo da non frullare i petali completamente), ho quindi lasciato raffreddare per verificare la densità.
Una volta freddo ho notato che la marmellata era venuta abbastanza densa, quindi prima di metterla nei barattoli ho aggiunto ancora circa 100 ml di acqua e ho riscaldato fino a bollore e poi imbarattolato come al solito, rigirando i vasetti sul coperchio fino a raffreddamento.

martedì 22 maggio 2007

Shawarma alla mia maniera

Avete presente quei panini arrotolati che si trovano ormai con molta frequenza nelle nostre città nei take away mediorientali? A me piacciono moltissimo. Tempo fa, dopo aver fatto una grossa grigliata mi sono ritrovata con della carne arrostita avanzata, e siccome una volta fredda diventa "stopacciosa" come direbbe Obelix, ho pensato di utilizzarla per fare dei kebab arrotolati alla mia maniera.

Occorrente: del pane pita (pane arabo), io uso quello della Panem, che fa delle piade sfogliate che si aprono molto bene, della carne cotta (meglio se arrostita, ma vanno bene anche avanzi di carne o prosciutto cotto) dell'insalata verde, dei pomodori affettati, eventualmente un pochino di cipolla, volendo delle rondelle di cetriolo o dei dadini di avocado.



Yogurt naturale, succo di limone, Tahin, sale e pepe.
In una tazza si mette un vasetto di yogurt naturale, il succo di mezzo limone, due cucchiaiate di Tahin, sale e pepe e si mescola bene.
Si taglia l'insalata a listarelle, il pomodoro a dadini, la cipolla a fettine sottili, e la carne anch'essa a listarelle.

Si apre ogni piada nel senso dello spessore in modo da farne due e si appoggiano sui piatti con l'esterno rivolto verso il basso. Poi si compongono i panini distribuendo su ogni piadina una manciatina di insalata, della carne, le fettine di pomodoro, le cipolle, si condisce con un paio di cucchiaiate di salsina allo yogurt, si arrotola e si degusta.

E molto semplice ed è un modo alternativo di fare fuori gli avanzi. Serve anche a far mangiare l'insalata ai bambini visto che se ne mette abbastanza.


Li preparo volentieri ed incontrano sempre il gradimento di tutti. Valido per un pranzo veloce e per liquidare gli avanzi.

lunedì 21 maggio 2007

Sciroppo di rose 2 il ritorno!

Oggi ho raccolto le rose profumate del mio giardino, non quelle bulgare, ma le altre dei vari colori,ci sono sia rose antiche e inglesi che quelle moderne, vegliando ad avere una maggioranza di rose rosa e rosse per garantire un bel colore, comunque l'importante è che siano profumate.






Poi come per la ricetta precedente ho fatto lo sciroppo di zucchero e ho messo le rose a macerare, ho però pensato di pesare gli ingredienti. Risultato 1 litro di acqua, 1 kg. di zucchero, il succo di un limone e 100 gr. di petali di rose già pulite (togliendo l'unghia, cioè la parte con la quale i petali si attaccano allo stelo)



Devo dire che è venuto uno sciroppo dal profumo veramente divino, e per il colore direi che siamo di nuovo su una bella sfumatura di rosa, quindi le rose bianche e gialle non l'hanno pregiudicato.


Essendo i petali delle rose da giardino più spessi di quelle bulgare, il lavoro di eliminazione dell'unghia è risultato molto più veloce, ma per la realizzazione della marmellata "di risulta" con i petali scolati dallo sciroppo, occorrerà procedere ad una cottura più prolungata e anche forse anche ad una frullatina. Domani mi occuperò di produrre questa marmellata, quindi appena fatta vi metto il post promesso con la ricetta esatta che userò.
(Le rose delle foto sono fotografate da mio marito nel nostro giardino, se guardate bene sulla prima in basso c'è anche l'ape!)

sabato 19 maggio 2007

Per respingere gli afidi e le formiche dalle vostre piante

Questa è una ricetta naturale, adatta a scoraggiare afidi ed affini dalle vostre rose, non è un vero e proprio insetticida, serve soprattuto a sloggiarli, non fa miracoli ma funziona discretamente bene, soprattuto se all'inizio lo spruzzerete più volte nella giornata per un'azione più efficace. Si può anche spruzzare sulle verdurine del vostro orto.




Per 500 ml di acqua occorrono : 15 gocce di olio essenziale di lavanda, 15 gocce di olio essenziale di tea tree, 5 gocce di olio essenziale di timo rosso, un cucchiaino di detersivo liquido per i piatti, meglio se del tipo altamente biodegradabile. (Si può usare benissimo del sapone liquido naturale). Il sapone serve perchè contiene tensioattivi, l'azione dei tensioattivi viene sfruttata per aumentare la bagnabilità, la spandibilità, per stabilizzare sospensioni ed emulsioni.


Mescolare tutti gli ingredienti in una bottiglia con spruzzatore, agitare bene, e spruzzare generosamente, ricordate di agitare sempre prima di spruzzare. Questi ingredienti non sono nocivi per l'uomo quindi potete usarli tranquillamente sulle vostre verdure.


Questa ricetta respinge anche le formiche, ma non per lungo tempo, quindi se non volete continuare a spruzzare il prodotto meglio usare della polvere di talco sparsa sul loro passaggio. Il talco le disturba molto e smetteranno di passare da li, potrebbero tentare un'altra via, quindi meglio verificare. Io tutti gli anni mi in questa stagione, spargo talco lungo il muro di uno dei miei balconi, sul sentiero delle formiche, e tutti gli anni questo è ampiamente sufficiente a scoraggiarle, al massimo se piove subito dopo lo spargo nuovamente. Uso il talco meno costoso che trovo in commercio, non è nocivo per gli animali domestici e al massimo per qualche giorno ci saranno un pochino di impronte di zampette di gatto o di cane sparse sul terrazzo. Ben poco male, una volta che le formiche sono state dissuase, scopo il tutto e il gioco e fatto.


Attenzione, gli oli essenziali possono essere allergizzanti per le persone sensibili, prima di usarli fate un test cutaneo per assicurarvi di non essere allergici. Quando irrorate le vostre piante vegliate a non avere i vostri animali domestici vicino, soprattuto i gatti che non tollerano assolutamente gli oli essenziali, in quanto il loro fegato non è in grado di sintetizzarli e per loro sono velenosi. Diffidate di coloro che propongono collari antipulci agli oli essenziali.

venerdì 18 maggio 2007

Si, gli assorbenti intimi inquinano molto

Sono perplessa, e anche un pochino delusa dall'animo umano.
Accedendo al portale di libero c'era un sondaggio che proveniva da qui, in seguito al suggerimento di Beppe Grillo alle donne di usare la "moon cup" per smettere di inquinare con gli assorbenti usa e getta. Io ormai sono fuori corsa per raggiunti limiti di età, ma sono convinta che se lo avessi saputo l'avrei provata senz'altro. Sapevo già che l'Italia non è pronta per questo tipo di cose, ma speravo in cuor mio di sbagliarmi. Invece i commenti che sono stati raccolti in questo sondaggio dimostrano quanto poco le persone sono interessate a capire prima parlare. Provate ad andare a per vedere il genere di commenti che questo suggerimento ha generato anche qui. Inoltre per chi invece fosse interessato ad approfondire l'argomento eccovi un link dove avere maggiori informazioni.
Fintanto che le persone si limiteranno a parlare prima di informarsi, si avrà sempre questo tipo di reazioni!

Sciroppo di rose

In giardino ho delle bellissime rose bulgare, quelle con tantissimi petali e altrettante spine, sono profumatissime e sono adatte sia alla profumeria che alla cucina in quanto i petalo sono sottili.


Ho raccolto quindi le rose che erano ben sbocciate e mi sono dedicata a questa semplicissima preparazione, che richiede solo un pochino di pazienza o la collaborazione di un volontario.


Si raccolgono le rose che devono essere asciutte e pulite, è meglio non doverle lavare per non perdere niente del loro aroma.

Poi si staccano tutti i petali e si assume un volontario per togliere ad ogni petalo la puntina bianca che si trova dalla parte dell'attaccatura, questo perchè conferirebbe una nota amara.


Occorrono 4 bicchieri di acqua, 4 bicchieri di zucchero, 3 bicchieri ben pieni di petali puliti, il succo di un limone.


Si prepara lo sciroppo di zucchero, e quando quest'ultimo è ben sciolto si uniscono i petali di rosa, il succo di limone, si abbassa la fiamma e si lascia sobbollire per una decina di minuti. A questo punto si spegne e si lascia in infusione almeno 8 ore (io ho atteso 24 ore). Vedrete che con la cottura e l'infusione lo sciroppo diventerà di un bel colore rosa e prenderà il profumo dei fiori.

Filtrate bene senza premere eccessivamente, e portare lo sciroppo ottenuto di nuovo ad ebollizione. Quando è ben caldo, versarlo nei barattoli, chiudere bene, rigirare i barattoli sul tappo e attendere il raffreddamento come per le marmellate. Io ho usate dei barattoli da succo di frutta da mezzo litro. Pulire bene i barattoli dalle eventuali gocce e poi etichettare. Sigillato a caldo ha un buon livello di conservazione, ma è meglio conservarli in un luogo fresco e scuro. Ne viene circa un litro scarso, di un bellissimo colore rosa intenso.
Si usa sul gelato, per preparare un Kir alla rosa (champagne e sciroppo di rosa), per accompagnare uno yogurt naturale, o per decorare una crema di vostra produzione. A voi di scatenare la fantasia. Inoltre si può usare questo sciroppo per preparare un liquore alla rosa, Basta aggiungere alcool o acqua vite a piacimento.


Attenzione, avete ancora i petali scolati! aggiungetegli pari volume di zucchero e fateli cuocere un pochino, aggiungete il succo di mezzo limone, poi potete mettere questa marmellata di rose in un vasetto per delle colazioni dal profumo molto invitante. Attenzione a non farle caramellare deve solo addensarsi e legare. Constaterete che i petali mantengono una certa consistenza, se li volete più teneri, dovrete frullarli. Io li lascio interi, anche perchè ne viene solo un barattolino se si usano i petali recuperati dopo lo sciroppo.
In un prossimo post vi metto la ricetta della marmellata di rose come la faceva la mia nonna, ma per farla io dovrò attendere che il mio cespuglio ne produca altre.



mercoledì 16 maggio 2007

E' ora di raccogliere il Gelsomino!

Il mio cespuglio di Gelsomino inizia a ricoprirsi di candidi fiori bianchi e profumatissimi.

Attenzione, il Gelsomino bianco è quello che si usa per il profumo e che è commestibile, quello giallo è velenoso!


Per fare l'oleolito di gelsomino, occorre riempire un vaso di fiori pressandoli leggermente, poi si copre con dell'olio vegetale a scelta, io generalmente uso dell'olio di girasole bio spremuto a freddo, lo prendo alla coop dove si trova ad un prezzo ragionevole, ma si può usare benissimo anche l'olio di semi di vinacciolo che penetra molto bene, quest'ultimo si trova nei negozi di alimentari naturali.

Si chiude,si lascia macerare per un paio di settimane e poi si filtra pressando bene i fiori per estrarre il massimo dell'olio. Se si desidera un aroma più intenso, si può sostituire i fiori ogni 2 o 3 giorni per aumentare la concentrazione del profumo. Questo sistema naturalmente farà ridurre il volume dell'olio in quanto ne rimane sempre una parte sui petali eliminati, ma otterrete un'olio più profumato.

L'olio di gelsomino è adatto alle pelli secche e sensibili.


Con i fiori di gelsomino si può fare un'ottimo sciroppo emolliente che va bene per la tosse ma che si può usare allungato con acqua per delle ottime bevande rinfrescanti e magari un Kir al Gelsomino.
Sciroppo di gelsomino

Si prendono 4 bicchieri di acqua e 3 di zucchero e si prepara uno sciroppo, una volta che lo zucchero e sciolto, si uniscono 3 bicchieri di fiori e si lascia per una mezz'ora a fuoco bassissimo.

Spegnere e lasciare in infusione per tutta la notte. Filtrare, spremere bene per raccogliere tutto il succo e refrigerare. Io aggiungerei una piccola quantità di alcool da liquori per facilitarne la conservazione. Ne basta mezzo bicchiere.

martedì 15 maggio 2007

Argentina - La soia della fame

Ho letto questo interessantissimo articolo su Arte.tv, si tratta di uno speciale di fine 2005 che ho tradotto perché penso che sia importante che le persone sappiano quello che succede nel mondo.

Per aver scommesso tutto sulla soia transgenica, l’Argentina rischia di perdere tutto, compresa la sicurezza alimentare.
Era cominciato tutto molto bene, nel 1996, Buenos Aires autorizza la coltivazione di questo OGM concepito dalla multinazionale americana Monsanto per resistere al Roundup (un potente erbicida prodotto dalla stessa Monsanto). In quel periodo L’Europa è colpita dalla mucca pazza. Gli agricoltori argentini investono in soia transgenica della Monsanto, che ora ricopre la metà delle terre coltivabili, e abbandonano le altre produzioni meno redditizie. Ma non avevano previsto l’apparizione di erbacce resistenti al Roundup e quindi la necessità di diffondere un maggior quantitativo di erbicida.
Per convincere gli agricoltori a lanciarsi nella coltivazione della soia transgenica, allora marginale in Argentina, Monsanto propone loro un “pacchetto” interessante: consegnare le sementi e l’erbicida gratuitamente, fino alla raccolta (questo evita loro di richiedere dei prestiti) e non gli fa pagare diritti di proprietà sulle sementi. L’anno successivo i contadini sono quindi autorizzati a conservare una parte del raccolto per riseminare i loro campi senza dover pagare royalties. Questo generalmente non succede mai quando si tratta di sementi brevettate in quanto transgeniche. Inoltre convincono i contadini dicendo che usando questi semi, l’uso di erbicida sarà diviso per 4 con relativo vantaggio ecologico e finanziario.
Dieci anni più tardi, l’esca ha funzionato a meraviglia: approfittando del costo elevato della soia sul mercato, principalmente provocati dalla mucca pazza, L’argentina e diventata il primo esportatore mondiale di prodotti derivati dalla soia (olio, farine). Esportando 95% della sua produzione, come foraggio sia in Europa che in Cina. Ha trasformato 60% del suo territorio arabile in monocultura di soia transgenica, cioè quattordici milioni di ettari nel 2004. L’ampiezza del fenomeno è tale che la stampa parla di «processo di soiizzazione» del paese, e questo provoca conseguenze economiche, sociali e ecologiche.

L’esodo rurale

Secondo uno studio governativo, il numero di unità produttive agricole è diminuito del 24,5% dal 1988, con la sparizione di 103.400 fattorie. Impossibilitati a far fronte agli investimenti di materiale agricolo necessario alla produzione intensiva, molti contadini hanno lasciato le loro terre andando ad ingrossare le bidonvilles dei capoluoghi di provincia, del nord del paese dove regna la soia transgenica.
Inoltre, molti contadini subiscono forti pressioni (anche minacce di morte) per vendere o affittare i loro terreni a grossi produttori, desiderosi di estendere la superficie delle loro coltivazioni. Questi sono sovente filiali di Monsanto o di gruppi che hanno acquistato la licenza di sfruttamento alla Monsanto. Come denuncia Mario Caferio, uno dei pochi deputati coscienti dei rischi di soiizzazione, questo concentra le terre in poche mani, legate a capitali stranieri, e costituisce una minaccia per la sicurezza alimentare del paese.

La riduzione dell’autosufficienza

L’espansione della soia provoca una riduzione drastica delle superfici dedicate ad altre culture o a bestiame. Famosa per la qualità della sua carne, del suo latte e dei suoi cereali, l’argentina produceva, fino agli anni 90 un quantitativo di alimentari pari a 10 volte quanto necessario alla sua popolazione.
Oggi il 30% della popolazione soffre di malnutrizione, la produzione di riso è precipitata del 44% e quella di mais del 26,2%, quella del latte del 20%. Questo ha provocato un aumento vertiginoso dei prezzi degli alimenti principali: 162% per la farina di grano, 272%3% per le lenticchie, 130% per il riso e per la prima volta nella sua storia ha dovuto importare latte dal Brasile.
Non potendo acquistare carne e latte gli argentini iniziano ad usare latte di soia o hamburger di soia, una manna per Monsanto e soci che lanciano un programma intitolato «Soia solidale» che prevede di regalare un kg di soia ogni tonnellata esportata. Questi regali sono distribuiti nelle bidonvilles e le scuole sotto forma di latte di soia e hamburger appunto.

Un disastro ecologico

I timori espressi dai pessimisti (Greenpeace e altri) sono confermati, l’utilizzo sistematico del Roudup sulle monoculture provoca l’apparizione di nuove erbacce, che sopportano il Roundup. Per diserbarle occorre utilizzare 4 volte più Roudup di prima. Secondo le cifre ufficiale il volume di gliphosati sparsi in Argentina è passato da 28 milioni di litri nel 97/98 a 150 milioni di litri nel 2004.

Inoltre il fatto di non fare rotazione di coltivazioni in seguito alla monocultura intensiva, provoca un’aumento degli agenti patogeni nel terreno quindi la necessità di usare più fitofarmaci. A questo si aggiunge l’inaspettata apparizione di una soia ribelle, i cui semi germinano fuori stagione e che si può sterminare solo usando altri erbicidi diversi da Monsanto. Syngenta il concorrente di Monsanto si è infilato in questa breccia facendo una pubblicità appropriata: “La soia è un’erbaccia”
Risultato : il tasso di inquinamento raggiunge livelli catastrofici e colpisce gli animali (morti e aborti), le coltivazioni, ma anche la salute umana )(dissenterie, vomito, irritazione degli occhi, lesioni cutanee) Notare che il Roundup viene somministrato per fumigazione aerea…
Ci sono sempre più lamentele depositate presso i tribunali del paese che richiedono la sospensione delle fumigazioni, e i primi scienziati coraggiosi anno pubblicato le prime inchieste epidemiologiche sulle conseguenze dalla soiizzazione. La corsa alla soia ha creato anche deforestazione anche nelle zone protette come Las Yungas alla frontiera Boliviana, mentre le organizzazioni ecologiste denunciano la costruzione di un canale Hidrovia Paranà-Paraguay, ossia 3442 km destinati a trasportare 70.00 tonnellate di soia al giorno verso i porti. Lo sfruttamento futuro del canale è stato affidato all’America comercial lines, una multinazionale degli stati uniti.

Una dipendenza carica di minacce

Il governo argentino al momento resta completamente sordo alle malefatte della soiizzazione, l’argomentazione ufficiale: un quarto delle entrate del paese proviene dallo sfruttamento della soia, e questo permette di ridurre il debito del paese (198.000 milioni di dollari nel 2003) ma di nuovo gli allarmisti suonano il campanello di allarme: cosa succederà quando il prezzo della soia scenderà (un processo già iniziato)? Moriremo tutti di fame predicono le male lingue.
Oggi l’argentina si trova in una strana situazione : esporta cuoio, cotone, grano, ma importa calzature, tessili, e pasta.


Allora chi è rimasto ancora con me? Vi ringrazio per la pazienza e Vi chiedo: Avete ancora voglia di usare soia transgenica?

lunedì 14 maggio 2007

Le mie orchidee - terza puntata

Vi ricordate che vi avevo parlato della mia orchidea Lemon Candy?

era in un post del 10 di Febbraio, ebbene è fiorita da allora, ci sono ben 10 fiori e adesso si stanno "muovendo", e prevedo che presto spuntino, due nuovi fiori. In pratica è fiorita da ben 3 mesi, sono estasiata! Per la cronaca le altre 4 sono fiorite anche loro, anche se iniziano a perdere i primi fiori, ma ne ho ancora una molto fiorita (con sei fiori) bianca con il cuore porpora.

EccoVi le foto:

domenica 13 maggio 2007

Anatomia - fisiologia - patologia

Fine del primo week end di Anatomia, me ne spettano altri 3, ho scritto quasi ininterrottamente per 2 giorni, dalle 9 alle 18 ieri e dalle 9 alle 17.30 oggi. Il nostro docente è un medico, chirurgo ortopedico e naturopata, uno di quelli che opera il meno possibile e che cura quasi solo con farmaci naturali. Non disdegna la medicina allopatica, ma, visto che i farmaci curano il sintomo, lui preferisce cercare di curare la causa alla maniera naturopatica. Infatti sostiene, per esempio, che l'ernia del disco non vada quasi mai operata.
Chiaramente il corso non ci esenta dallo studiare sui libri, durante i corsi ci danno una falsa riga che ci permette di ritrovarci nei meandri dei libri di anatomia senza perderci definitivamente.
Ho preso oltre 55 pagine di appunti che dovranno essere sistemati, rimessi a posto e possibilmente anche assimilati prima del prossimo corso. Devo preparare l'esame di iridologia perchè fra due settimane ci sarà la sessione d'esame.
Poi dovrò dedicarmi agli appunti e ai testi di patologia per poter essere in pari e poter continuare senza ritrovarmi nelle pesti. Considerando che faccio quasi due anni in uno, devo inserire patologia in mezzo agli altri corsi: fitoterapia, iridologia, medicina energetica cinese.... preparando gli esami delle singole materie di volta in volta. Un bell'impegno! Ma è bellissimo!!!! Il problema è riuscire a memorizzare tutte queste informazioni, non sono più una pulzella e le mie cellule della memoria non sono più ne fresche ne allenate.
Dimenticavo di dire che ho dato l'esame di floriterapia, aspetto l'esito per la prossima settimana.
Speriamo in bene.

sabato 12 maggio 2007

Acqua

E' un po' che ci penso, poi siccome oggi al corso lo hanno ribadito, ho deciso di mettere un piccolo post al riguardo.
Mi riferisco all'uso e alla scelta dell'acqua che beviamo.
Innanzi tutto occorre dire che il corpo umano è composto da circa il 70% di acqua, e in questa acqua (addizionata da varie sostanze) sono immerse tutte le nostre cellule. Le cellule si liberano dalle scorie facendole passare nel liquido nelle quale sono immerse e poi con vari passaggi queste scorie sono avviate verso gli organi che le espellono (l'ho fatta breve!). Perchè questo scambio avvenga nel modo corretto, partendo dal presupposto di un individuo in buona salute, occorre che l'acqua che beviamo sia povera di sali minerali, questo stimola le nostre cellule a cedere il loro contenuto di sali in eccesso. In pratica se l'acqua che beviamo è troppo ricca di sali minerali, è lei che li cede alle nostre cellule, e questo potrebbe portarci ad un eccessivo accumulo di questi minerali facilitando la produzione di calcoli sia renali che alla cistifellea. Ripeto che ho parecchio semplificato la cosa, in pratica per lavare le nostre cellule è meglio usare un'acqua con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l.
Quindi:
- residuo fisso inferiore a 50 mg/l : acqua minimamente minerale, da consumare abitualmente
- residuo fisso sotto 500 mg/l : acqua oligominerale, da usare saltuariamente
- residuo fisso superiore a 500 mg/l: acqua ricca di sali minerali, da usare solo per periodi brevissimi e solo se necessario.

Inoltre occorre considerare il modo in cui l'acqua è confezionata e conservata.
Le bottiglie di plastica cedono all'acqua delle sostanze, in particolare Radon e polivinilcloruri. Pensate alle bottiglie di acqua che in estate, quando i supermercati hanno problemi di stoccaggio, vengono conservate all'esterno, sotto il sole.... In queste condizioni è sicuro che la plastica cederà queste sostanze alla nostra preziosa acqua. Di conseguenza gli imballi migliori sono il vetro, blu o verde che impediscono alla luce di passare.

L'altra cosa da considerare è la data di scadenza, che può raggiungere i due anni dalla data di imbottigliamento (tra i 18 e i 24 mesi), quindi visto che disponiamo solo della data di scadenza, dobbiamo fare un calcolo approssimativo per avere un'idea della data di produzione. Più l'acqua rimane in bottiglia più questa ha delle possibilità di essere maltrattata. Non sto a dirvi che è meglio bere l'acqua del rubinetto, perchè anche li l'ideale sarebbe di far fare un'analisi per capire che genere di acqua ci fornisce il nostro acquedotto e questo zona per zona, ma spero che tutte queste informazioni Vi aiutino a scegliere.
A proposito i filtri al rubinetto sono anche quelli da evitare, perchè non bastano, e anche quando sono abbastanza buoni, bisogna cambiarli molto più sovente di quanto prescritto dal produttore.

venerdì 11 maggio 2007

Salone del libro - Integrazione

Ho fatto una correzione al post precedente, mi sembrava che i libri fossero pochi! Infatti ne avevo dimenticati 2. Sono evidenziati in rosso.

Salone del libro

Ieri pomeriggio ispezione annuale al salone del libro di Torino.
Bello, e come sempre interessante, poi la giornata è stata scelta bene, non c'era troppa folla ancora, solo alcune scolaresche e le persone che si erano prese il pomeriggio o la giornata di ferie apposta. Insomma si riusciva a girare senza pestarsi.
Quest'anno Torino Comics si fa in contemporanea, quindi hanno aggiunto una tensostruttura annessa al salone, con un sacco di fumetti per i patiti del genere, il solo problema è che ci si muore di caldo! mi chiedo cosa faranno tra sabato e domenica quando arriveranno il maggior numero di visitatori!
Comunque il mio bottino è stato il seguente:
- Fiori di Bach per i bambini di Sigrid Schmidt, edizioni Tecniche Nuove,
- Aromaterapia di Jean Valnet, edizioni Giunti,
- La dieta pH - misurare il vostro pH per la salute ortomolecorare del corpo della mente e dell'anima - di Valeria Mangani e Adolfo Panfili, edizioni Tecniche Nuove
- un piccolo dizionario di spagnolo (per sopperire alle mie lacune quando leggo Cannella e perchè in casa mancava solo più quello - la grammatica c'è già-)
- L'ultimo libro di Moni Ovadia: Lavoratori di tutto il mondo, Ridete (mi piace molto il suo umorismo ebraico) e poi Moni Ovadia scrive proprio bene.
Mio marito si è preso :
-un fumetto perchè era disegnato molto bene
-I segreti di Parigi di Corrado Augias, che era un po' che ci pensavamo e poi per poter rivedere Parigi da altre angolazioni.
- Animali Selvaggi un "Cube Book" di fotografie di animali
Poi abbiamo preso due regalini che dobbiamo fare a dei bimbi e basta.
Ci siamo decisamente contenuti, ma non potevo esagerare, anche perchè con i miei corsi continuo ad acquistare libri (domani infatti ne prendo altri 2 o tre) e siccome dobbiamo fare i conti con il portafoglio purtroppo...
Senza contare che il pargolo ci va per conto suo lunedì!
Adesso dobbiamo solo consultare i vari cataloghi che abbiamo recuperato e fare la lista dei desideri futuri!
Ho già dato una sbirciatina ai miei nuovi libri, e sono proprio interessanti, ci sono molti spunti per nuovi post.....

giovedì 10 maggio 2007

Farinata di piselli

La farinata di piselli di Francesca, mi ha spinto a fare un nuovo esperimento, ogni tanto mi prendono i raptus e li devo assecondare, ho pensato che visto che la farinata di ceci è tanto buona, probabilmente anche quella di piselli fatta allo stesso modo forse era gradevole.
Ho quindi macinato nel macina caffè i piselli secchi che avevo, circa mezzo pacchetto, e ne ho fatto una farina abbastanza fine, setacciando e ripassando quello che era rimasto più grosso.

Poi ho messo la farina di ceci in una terrina, e ho aggiunto abbastanza acqua da ottenere un impasto simile a quello della farinata, e ho lasciato riposare il tutto per almeno un'ora e mezza.

Ho poi salato e aggiunto alcune cucchiaiate di olio EVO, ho oliato anche la teglia delle lasagne, ho versato l'impasto nella teglia e ho infornato fino ad ottenere una doratura in superficie.

Funziona! è venuta fuori una farinata di piselli, è un pochino meno cremosa di quella di ceci, decisamente più verdina e sa di piselli, forse avrei dovuto farla cuocere un pochino meno, ma temevo che rimanesse cruda dentro e credo di aver atteso un po' troppo. L'abbiamo spolverata con la noce moscata come facciamo anche con quella di ceci (evitiamo il pepe se riusciamo) e il risultato è stato soddisfacente. Credo che proverò anche con altri "baccelli", magari con le lenticchie, mio figlio suggeriva anche i fagioli, ma temo che il mio macinino non sia disposto a collaborare con i fagioli. Comunque ecco la foto, anche se sembra molto meno verde che in realtà.

Pane al gusto... Pizza?

Ultima infornata, pronto per domani che sarà una giornata intensa, al mattino commissioni con la mamma, e al pomeriggio Salone del libro di Torino! Mio marito non lo mancherebbe per niente al mondo, anche se abbiamo in casa oltre 2000 libri (e questo censimento data di alcuni anni ormai). Adesso poi sto contribuendo all'incremento con tutti i miei nuovi libri di studio e non solo. Sono alla costante ricerca di nuove informazioni sui prodotti naturali, fatti in casa, cosmetici, profumi, detersivi, compro tutto quello che trovo in fatto di oli essenziali e parecchio sulle erbe senza contare che ho tutti i libri di pittura sulle pietre che escono, per fortuna quelli che valgono qualche cosa non sono moltissimi. Ma chissà forse domani ne trovo di nuovi.

Intanto ci vado con il carrello della spesa, non si sa mai!

Dicevo che ho fatto un nuovo pane in MDP, gli ingredienti : farina di grano duro circa 600 gr., acqua tiepida 300 gr., lievito secco una bustina, sale un cucchiaino, zucchero di canna un cucchiaino, pomodori secchi, una bella manciata, una manciata di dadini di prosciutto cotto avanzati da un'altra preparazione, un cucchiaio di olio EVO e una spolverata di origano.

Le dosi ormai le faccio ad occhio, mi limito a controllare che l'impasto raggiunga la giusta consistenza addizionando eventualmente poca farina o poca acqua, mi regolo guardando l'impasto sotto le pale, se vedo che la pasta disegna un cerchio spalmandosi sotto le pale aggiungo un pochino di farina, se al contrario l'impasto è grumoso aggiungo poca acqua, un cucchiaio per volta.

Il procedimento è il solito, acqua, farina, lievito nell'angolo in alto a destra con lo zucchero, sale nell'angolo in basso a sinistra, faccio funzionare con il programma per pane normale, quando suona aggiungo gli altri ingredienti. 3ore e 40 minuti dopo il pane è pronto. La foto non è eccezionale ma il profumino vi assicuro che è interessante!

mercoledì 9 maggio 2007

Il mio gatto

Ho pensato di farvi vedere alcune nuove foto del mio micio, Sibelius. Come tutti i gatti ha un carattere mooolto particolare, questo poi, lo trovo diverso da tutti gli altri che ho avuto, molto più "tigresco". Norvegese di razza, dovrebbe amare il pesce, ma lui no, solo il salmone (magari anche affumicato), diversamente preferisce la carne, anzi dovrei dire le carni bianche. Però adora gli stuzzichini da aperitivo, eccetto le olive e le cose piccanti. Occorre stare attenti a metterli sul tavolino del salotto perchè si va a servire, considera che essendo alla sua altezza è autorizzato.

Tempo fa al mattino avevo preso l'abitudine di fare un toast, il problema era che lui reclamava la sua parte a gran voce ed eravamo costretti a spartire con Lui. E anche un dolcione, gradisce torte e biscotti. Poi è goloso di cioccolato, e si che non gli fa bene per niente, ma a lui piace lo stesso quindi meglio tenerlo sotto chiave.

Oggi ha mangiato molto volentieri la frittata fatta con gli avanzi delle verdure lessate, carote e finocchi compresi.

Comunque una delle cose che gli piacciono di più sono le alette di pollo bollite, (disossate naturalmente) e servite appena tiepide con molto brodo! Si beve dei tazzoni di brodo, per un gatto beve parecchio. Adesso che inizia a fare caldo sta perdendo il pelo invernale e siamo riusciti a tagliargli quasi tutti i nodi di pelo infeltrito che gli vengono alla fine dell'inverno, è un pochino leopardato con chiazze di pelo corto e di pelo lungo, ma a noi piace lo stesso. Non vogliamo portarlo a toelettare perchè non è un gatto facile e dovrebbero addormentarlo, non posso mica fargli fare l'anestesia tutte le volte!

La cosa più strata è che d'inverno, quando fa proprio freddo, lui dorme fuori, sul terrazzo su una poltroncina neanche troppo riparata. Invece adesso che inizia a fare caldo, dorme dentro. Infatti patisce il caldo quanto gradisce il freddo.

Bene ho parlato abbastanza, ecco le ultime foto della belva nelle sue posizioni preferite, e non provate a toccargli la pancia, perchè si arrabbia moltissimo:
A vedere queste foto non sembra poi un gatto tanto "difficile" invece..... provare per credere!

Sapone al Fiele


Ho trovato presso il mio solito Biomercato, del sapone al fiele. Si tratta di un sapone naturale a base di olio di palma e di olio di cocco, fiele di bue, e clorofilla.

Serve per togliere le macchie dai tessuti bianchi o con colori solidi (che non scoloriscono), è efficace contro le macchie di grasso, frutta, erba, biro, sangue ecc...

Facendo una piccola indagine in rete ho trovato che ne fanno anche un tipo liquido, adatto ad essere usato anche per dei bucati particolarmente sporchi, ma non so se si trova in Italia questa versione.

Mi ha ispirato il fatto che fosse completamente naturale e quindi senza strani prodotti chimici che vanno ad inquinare le falde acquifere oltre che ad inquinare noi!

Grappa ai noccioli di ciliegia - con le mie modifiche

Visto che ho messo il post sul liquore ai semi di mela, mi conviene postare anche questa ricetta, così iniziate a raccogliere anche i noccioli di ciliegia data la stagione !


Occorre:

1 litro di buona grappa, 100 di noccioli di ciliegia (non occorre che siano sbiancati, basta sciacquarli) , 350g di zucchero, 250g di acqua, 10 foglie di ciliegio (attenzione che non siano trattate), 5 mandorle di noccioli di albicocca.


Molte ricette prevedono che si schiaccino con un martello i noccioli di ciliegia prima di metterli in infusione, io lo eviterei per i motivi specificati più avanti, usando i noccioli interi. Comunque i noccioli di ciliegia sono aromatici anche se interi, mica per niente si lasciano in molte preparazioni a base di ciliegie. Ho inserito le mandorle delle albicocche che daranno l'amarognolo senza essere dannose.


Mettere tutti gli ingredienti a macerare nella grappa in un vaso esposto al sole per una quarantina di giorni, agitando di tanto in tanto. Trascorso il periodo previsto filtrate. A aggiungete lo sciroppo di zucchero che avrete preparato con l'acqua e lo zucchero, e filtrate nuovamente prima di imbottigliare. lascire riposare ancora qualche giorno prima di consumare, meglio se fresco.


Ho tratto quanto segue dal sito della regione veneto, credo sia interessante, inoltre spiega chiaramente che la mandorla del nocciolo di ciliegia è nociva.


Le ciliegie, oltre ad essere ricche di vitamine A-B1 e B, contengono anche proteine, zucchero, sali minerali di potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo, oltre ai principi disintossicanti e depurativi. Gode, inoltre, di un azione diuretica e antiurica, poiché i suoi principi attivi trasformano l’acido urico in acido ippurico il quale viene poi facilmente eliminato per via naturale. Moderatamente lassativa, e' anche particolarmente indicata per chi deve incrementare la riserva alcalina. Ricche di zuccheri, ma con un minimo apporto calorico: 38 calorie ogni 100 grammi, ideali quindi per una dieta ipocalorica. Presentano un buon assortimento di acidi organici importanti per l’equilibrio acido-base del corpo e una discreta quantità in potassio, elemento fondamentale nel controllo dell’ipertensione arteriosa. Tradizionalmente questo frutto e' consigliato anche a chi soffre di reumatismi e, per le vitamine che contiene, ai bambini e agli adolescenti. In caso di stipsi, basta mangiarne a digiuno una discreta quantità per depurare l’organismo.
Purtroppo i frutti sono disponibili solo in un breve periodo dell’anno: da giugno a fine luglio. Debbono essere scelti con attenzione, sodi, privi di ammaccature e con un picciolo verde vivo e intenso. Il loro periodo di conservazione e' limitato e in un luogo fresco e poco umido, mai in un sacchetto di plastica. La mandorla del nocciolo contiene acido cianidrico, una sostanza tossica per l’organismo, e pertanto non deve essere assolutamente consumata. Per una migliore conservazione debbono essere raccolte nell’esatto momento della maturazione e in ottime condizioni, particolarmente dal punto di vista sanitario. I frutti vengono protetti dalla alte temperature e posti in celle frigorifere entro 4 ore dalla raccolta. Naturalmente oltre al tradizionale consumo, le ciliegie possono essere utilizzate per la produzione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi e sorbetti. L’infusione distillata di questi frutti in alcol offre un liquore bianco dolce di antica tradizione: il maraschino, nato nei silenziosi conventi medievali. Prodotto quasi esclusivamente in Italia, rimane un ottimo liquore da dessert, anche se usato prevalentemente in pasticceria. Numerosi sono i liquori a base di ciliegi e tra i più noti ricordiamo il Kirsch e lo Cherry".


Già che siete a raccogliere i noccioli, mi raccomando continuate ad oltranza, così potete preparare il vostro cuscino di noccioli di ciliegia.


Deriva da un'antica tradizione Svizzera, è praticamente una versione secca della boule dell'acqua calda, con il vantaggio di trattenere molto a lungo il calore.


Una volta che avrete almeno un chiletto di noccioli, dovrete pulirli (e questa è la parte più difficile) e farli seccare bene, poi cucirli in un sacchettino di tela che li contenga non troppo compressi. Si mette il sacchetto a scaldare in forno tra i 70 e i 90° per una decina di minuti e potrete usarla per i vari dolorini, gli svizzeri dicono che è ottima per i reumatismi, ma anche per torcicollo, mal di pancia ecc.... senza contare che serve anche come scalda letto se vostro marito si rifiuta di farsi mettere sulla pancia i vostri piedini gelidi!!!! C'è chi li scalda nel microonde, io lo eviterei, non si mettono ingredienti secchi nel microonde, rischia di rovinarsi.


Per pulire i noccioli, ognuno ha al propria tecnica, comunque uno dei modi che funziona è il seguente, si mettono a bagno in acqua calda per un paio di ore per ammorbidire i residui di ciliegia, poi si strofinano bene con le mani e si sciacqua bene, il grosso è tolto, poi si mettono un po' per volta in un barattolo di latta (mezzo barattolo per volta) e si sheckera abbondantemente, questo sistema meccanico andrà a togliere quasi tutto il residuo, un ultimo lavaggio per controllare ed eliminare gli ultimi pezzetti residui con una spugnetta abrasiva, e si può passare all'asciugatura. Scolarli e tamponarli con un panno, stenderli al sole fino a completa essiccazione.

Ho anche sentito di chi li strofina nella sabbia, quindi a Voi di scegliere il sistema migliore!


Buona raccolta!

martedì 8 maggio 2007

Zucchero Mascobado

Il Tortellino mi chiedeva cos'è lo zucchero Mascobado.

Con il nome di Mascobado viene indicato lo zucchero integrale di canna prodotto con un procedimento tradizionale nelle Filippine: si tratta del succo addensato e cristallizzato della canna da zucchero. Diversamente dallo zucchero raffinato (generalmente di barbabietola), prodotto industrialmente, Mascobado contiene ancora tutti i sali minerali originari: saccarosio (75-80%), fruttosio e glucosio. Lo zucchero industriale contiene invece soltanto saccarosio; ciò vale anche per lo zucchero bruno che si differenzia da quello raffinato solo per il procedimento produttivo, e non certo per il contenuto. Mascobado non contiene additivi chimici e conserva intatto il tipico sapore della canna da zucchero. Guardandolo sembra un pochino "brulicare" come se si muovesse da solo.

Naturalmente è solo un'impressione! Ha un gusto caratteristico molto gradevole come se fosse un pochino caramellato con un leggero aroma di liquirizia.

Io lo uso abitualmente anche per zuccherare il caffè, non essendo raffinato è molto più salutare e può essere utilizzato per fare qualsiasi cosa, naturalmente bisogna tenere conto del fatto che ha un aroma, cosa che lo zucchero raffinato non ha, e poi colora anche i cibi nei quali è messo, quindi tende a scurire il tutto. Ecco perchè nella bavarese non ho usato solo quello, per far si che rimanesse comunque rosa, diversamente avrebbe preso una tonalità rosa antico, un pochino marroncina.

Si presta particolarmente alla produzione di dolci ai quali conferisce un particolare morbidezza, è molto adatto nei dolci al cioccolato.

Lo zucchero raffinato non è buono per la salute assieme a tutti i carboidrati raffinati, perchè sono stati privati di una parte delle sostanze e purtroppo quello che rimane è la parte meno buona, senza le vitamine e sali minerali importanti, che sono molto più facilmente biodisponibili di quelli che si trovano negli integratori. Inoltre i cibi raffinati creano Acidosi dei tessuti e il sangue che deve assolutamente mantenere il suoi Ph stabile, per contrastare questa acidosi va a sottrarre le sostanze basiche dove le trova, nelle ossa, cartilagini ecc... Ecco come vengono fuori i dolori articolari! In un prossimo post aggiungerò altre informazioni di questo genere.

Fave

Lo so, sono a scoppio ritardato, ma l'ho scoperto solo ora! Insomma per coloro che come me non l'ho sanno ancora, per togliere facilmente la pellicina dura delle fave, basta sbollentarle per 30 secondi, le fave rimangono crude ma la pellicina viene via facilissimamente!

lunedì 7 maggio 2007

Pane alla pancetta e fave

Tengo sempre in casa per le emergenze alcune confezioni di farine del Lidl per panificazione, quindi questa ricetta non ha certo richiesto una grande perizia, devo però dire che questi preparati sono molto pratici e si riescono a fare dei pani ai cereali misti o ai semi di girasole che sono molto buoni.

Quindi, siccome faccio praticamente sempre il pane in casa, da quando ho la MDP e che avevo una bella manciata di fave, un bel pezzo di pancetta, e un sacchetto iniziato di preparato per pane ciabatta, ho combinato tutti gli ingredienti e azionato la macchina del pane.

Dopo 3 ore e 40 ecco il risultato:
Non richiede quasi companatico! Molto saporito.

Bavarese alla Fragola

L'ultima volta che siamo stati a cena dai nostri amici (nei giovedì di Ma-Lu), abbiamo avuto come dessert una buonissima bavarese alle fragole fatta da "Monsu Desiderio" una gastronomia ottima vicino a casa loro.

Questo mi ha fatto venire in mente che erano parecchi anni che non facevo più la Bavarese in casa, ed è diventata una piccola sfida con me stessa, quindi sabato al mercato ho preso delle bellissime fragole e mi sono data da fare!


Il risultato è stato la bavarese che vi illustro adesso, è stata molto apprezzata, e dovrò rifarla per farla assaggiare a Luciana e Felice!


Per 8/10 persone
Ingredienti:
500 gr. di fragole
150 gr. di zucchero bianco
100 gr. di zucchero mascobado
400 ml di panna da montare
4 cucchiaiate di zucchero per montare la panna + un pizzico di sale e un pochino di vaniglia
una confezione di colla di pesce (per 500 gr. di liquido)
3 cucchiaiate extra di panna per sciogliere la colla di pesce.
Il succo di un limone

Montare la panna aggiungendo un pizzichino di sale e un po' di vaniglia,
frullare le fragole aggiungendo i 2 tipi di zucchero e il succo del limone,
mettere in ammollo la colla di pesce e poi farla fondere in 3 cucchiaiate di panna liquida
Unire la colla di pesce al frullato di fragole mescolando bene.
Aggiungere lentamente il frullato alla panna montata senza farla smontare e versare il tutto in un contenitore grande o in diversi monoporzione e mettere in frigorifero per almeno 4 ore.


Colla naturale adatta ai bambini

Ecco una ricetta alternativa!

Tutti i genitori, credo che si pongono il problema di mettere in mano ai propri bambini dei prodotti che non siano nocivi e che gli permettano di pasticciare senza rischi.

A questo proposito ecco una ricetta di colla che potrete facilmente preparare a casa e che i vostri pargoletti potranno usare in tutta sicurezza. E' adatta ai bambini in quanto non contiene solventi, ma va benissimo per uso casalingo per incollare carta, fotografie ecc...

100 ml di acqua distillata (o minerale naturale)

10 gr. di amido (mais, frumento,o patata)

20 gr. di glicerina vegetale

5 gocce di olio essenziale di chiodi di garofano


fare sciogliere l'amido nell'acqua calda, incorporare nel miscuglio ancora caldo 10 gr. di glicerina, una volta il tutto è raffreddato, aggiungere gli ultimi 10 gr. di glicerina nella quale avrete mescolato le 5 gocce di olio essenziale. Mescolare bene e mettere possibilmente in uno di quei contenitori per la coccoina, provvisti di pennellino. Va bene anche un qualsiasi altro barattolo. Questo tipo di colla non imputridisce, quindi si può conservare con facilità in un contenitore chiuso.

domenica 6 maggio 2007

Liquore ai semi di Mela



Ho pensato di metterVi questa ricetta, perché ci vuole un po’ di tempo per recuperare la materia prima, io sto già raccogliendo e spero di riuscire a raggiungere la quantità necessaria prima di… Natale?

Occorrono 140 gr. di semi di mele, un pezzetto sottile di buccia di limone non trattata, 2 foglie di mandorlo, 300 gr. di zucchero di canna, ½ litro di alcol da liquori a 95°, ½ litro di acqua.
Versare i semi di mela, la buccia di limone e le foglie di mandorle nell’alcool, chiudere e lasciare in infusione per almeno 2 mesi, poi preparare uno sciroppo con lo zucchero e l’acqua, unire al macerato, filtrare il tutto ed imbottigliare.

Cotes de veau vallée d'Auge

La Bella ricetta di bistecca di brontosauro al pepe verde di Max mi ha fatto tornare in mente una ricetta di tanti anni fa, la faceva una mia amica nel suo ristorantino a Espallion, uno splendido paesino del sud del massiccio centrale, in Francia.
Ho ricontrollato la ricetta e ho scoperto che ci si mettono anche delle cipolline che lei non metteva, quindi eccoVi la ricetta originale, e dopo Vi racconterò anche un aneddoto molto divertente che mi è successo grazie a questa ricetta.

Per 4 persone occorrono 4 bistecche di vitello con l’osso, 500 gr. di champignons affettati, una decina di cipolline piccole pulite e scottate velocemente in acqua, della panna liquida, un bicchierino di calvados, sale, pepe, burro.

Fate saltare al burro le bistecche che porterete fino a metà cottura, a questo punto si uniscono gli champignons affettati e le cipolline scottate, una volta raggiunta la cottura, salare e pepare eventualmente, togliere le cotolette che vanno conservate in caldo in un piatto da portata.
Deglassare la nostra padella con dentro i funghi con un bicchierino di calvados (che la mia amica fiammeggiava), la ricetta originale non prevede la fiamma, unire sufficiente panna per ottenere una salsina cremosa e “nappare” con questa salsa di funghi e cipolline le nostre bistecche, portare subito in tavola.

Tutto questo è molto rapido da fare, e si possono usare con la stessa ricetta sia bistecche di maiale che di vitello, ma si prepara anche con il pollo a fette o a pezzi e con le animelle tagliate a dadini.

E veniamo all’aneddoto. Parecchi anni fa, lavoravo in Danone (quella degli yogurt) e avevo una collega che andava a mangiare a casa a mezzo giorno e si lamentava che, visto il poco tempo a disposizione, non sapeva mai come variare dalla solita bistecca ai ferri e insalata.
Nessun problema, dico io, puoi usare la mia ricetta delle bistecche di vitello, è facile, veloce e molto saporita!

Chi mi conosce sa che uno dei miei difetti è quello di cercare il pelo nell’uovo, inoltre nel tentativo di essere chiara, mi arrovello in spiegazioni a volte superflue.
Risultato, nello spiegare la ricetta, comprensiva di fiammeggiamento, ho specificato che doveva fare attenzione a non esagerare con il calvados perché quando avesse inclinato la padella, questa si sarebbe infiammata con il rischio di una fiamma troppo alta (non conoscendo casa sua, temevo per le sue tende).
Il giorno,dopo la mia collega torna e mi dice che aveva provato la mia ricetta, “è venuta proprio buona, ma non capisco perché ti sei preoccupata della fiamma, non ha preso fuoco! E dire che ho aggiunto anche un altro bicchierino di calvados, ma niente”.
Non credendo possibile la cosa le chiesi di spiegarmi esattamente il suo procedimento per capire dove era il problema.
“Allora, disse, ho fatto saltare nel burro le bistecche, ho aggiunto i funghi, ho portato a cottura, ho tolto le bistecche…. e poi, visto che mi ricordavo quello che mi avevi detto a proposito della fiamma, sono andata sul balcone, ho aggiunto il calvados e ho inclinato la padella…….”
Ecco nella mia premura di spiegare bene tutto, avevo omesso una cosa importantissima, PER INFIAMMARE UN LIQUORE OCCORRE INCLINARE LA PADELLA SULLA FIAMMA, e non sul balcone!
La foto che vi ho messo l’ho presa dalla rete, e si tratta del pollo vallee d’auge, appena posso la sostituisco con la mia versione, e ...buon fiammeggiamento a tutti!

Esfoliante al Caffè

Paoletta mi ha scritto per avere notizie di uno splendido esfoliante al caffè che aveva provato ma di cui non conosceva gli ingredienti.


Ho indagato ed ecco le mie conclusioni:


Innanzi tutto il caffè è un ottimo esfoliante per il corpo, sembra che sia perfetto per fare dei massaggi anti cellulite con effetto drenante, e pare che aiuti anche in presenza di piccole vene varicose in quanto attiva la circolazione del sangue e crea vasocostrizione.

In Indonesia viene usato nelle Spa di vari grandi alberghi per fare dei massaggi, viene mescolato ad oli vegetali pregiati locali, e a volte si aggiunge anche della curcuma.

Io avrei delle remore nei confronti della curcuma in quanto è un ottimo colorante naturale, e temo che si rischi di tingere la cute di giallo! Tuttavia la medicina aiurvedica ne fa grande uso perchè è un ottimo depuratore.

Il caffè viene usato come scrub anche alle isole Hawaii mescolato ad olio di cocco.

Non mi risulta che si mescoli al bicarbonato come segnalato da Paoletta, ma devo dire che il bicarbonato sulla pelle ha un effetto calmante e asciugante, si potrebbe quindi pensare di utilizzarlo assieme al caffè per un trattamento per le pelli impure, ma non metterei l'olio come base per il massaggio, penso che userei più volentieri un supporto tipo lo yogurt.

Tra l'altro il bicarbonato usato ampiamente nell'acqua della vasca, da sollievo e asciuga le bolle della varicella e non è vero che non ci si deve lavare quando si ha la varicella, anzi!

A parte tutto questo, esiste in commercio in America un prodotto esfoliante per il corpo, con marchio 5th Avenue, a base di caffè, zucchero di canna grezzo e olio vegetale, che sembra abbia un profumo delizioso e che funzioni benissimo.

Credo che quest'ultima versione sia molto interessante, si può utilizzare tranquillamente il caffè usato della macchinetta o le cialde usate (l'equivalente di due cialde) al quale si deve aggiungere un'uguale quantità di zucchero di canna (io userei del mascobado che è uno zucchero grezzo sicuramente meno ruvido di quello di canna solitamente in commercio) e poi si diluisce il tutto con olio vegetale, va bene anche un olio di semi da tavola, ma meglio se si fa un miscuglio di olio di girasole biologico e di olio di mandorle dolci, o di semi di vinacciolo (che penetra molto bene senza ungere eccessivamente) si trovano nei negozi di alimenti naturali.

L'olio di oliva va anche bene, ma forse l'odore può risultare un pochino troppo forte, l'importante è che non usiate l'olio minerale che viene venduto per i bebè.

Quest'ultimo è veramente un veleno, è composto principalmente da paraffina e vasellina derivati dal petrolio, che non penetrano assolutamente, e hanno il brutto vizio di provocare le infiammazioni che si cercano generalmente di evitare proprio usando tali oli. Pensate a quei poveri bambini ai quali viene applicato per togliere gli arrossamenti da pannolino e che poi si ritrovano in un giro vizioso, più si usa l'olio baby, più si creano arrossamenti!!!


Per concludere direi : mano ai vostri mestoli e provate, provate!

sabato 5 maggio 2007

Clafoutis

Ieri ho fatto il Glafoutis di Fragole, ricetta facile, veloce e sopra tutto ottima!


Il clafoutis si può fare con tantissimi tipi di frutta, quindi vi può seguire nel corso delle stagioni, e si può fare in versione salata con alcune verdure, tuttavia credo che la ricetta più famosa sia quella del clafoutis di ciliegie, che si usano intere perchè il nocciolo contribuisce a dargli un sapore inconfondibile.

Per tornare al nostro clafoutis dolce, generalmente la frutta più acidula è più indicata, quindi largo a fragole, more, ribes, uva spina, ma anche albicocche, pesche, prugne, ananas, e arance.

Innanzi tutto il clafoutis si serve nel piatto da portata, quindi meglio se è in vetro o in ceramica da forno.

Per 6 persone occorrono 500 gr. di fragole (il peso potrebbe variare in funzione della frutta usata), 250 ml di latte, 3 uova, 50 gr. di burro, 75 gr. di farina, 200 gr. di zucchero, un pizzico di sale e mezza bustina di lievito.


Imburrare la forma anche sui lati e spolverarla bene di zucchero. Disporre le fragole sullo strato di zucchero dividendole eventualmente in 2 se sono molto grosse.

Preparate la crema sbattendo le uova con lo zucchero rimasto, il pizzico di sale, la farina setacciata, la mezza bustina di lievito e aggiungendo poco a poco il latte, deve diventare una crema fluida. Versare questa crema delicatamente sulla frutta e cospargerci sopra il burro a fiocchetti. Mettere in forno caldo a 210° per 30 minuti , deve diventare di un bel color nocciola carico, (controllate che sia ben cotto infilandoci un coltello, deve uscire pulito) sfornare e lasciare raffreddare, prima di servire cospargere di zucchero a velo. Si può consumare sia tiepido che freddo da frigorifero.

Se desiderate farlo salato, dovete imburrare la forma, cospargerla di farina, e preparare la crema sostituendo lo zucchero con del parmigiano, unendo le uova la farina il latte ecc...

Potete usare dei pomodorini, o delle falde di peperone, ma vanno bene anche le zucchine, insomma a voi di scatenare la fantasia!

giovedì 3 maggio 2007

Lemon curd trifle

Paola di ma Toscane, mi ha fatto venire in mente questa ricetta che avevo da parte, si tratta di una ricetta Australiana sicuramente di origine Inglese, quindi eccola:


Per 8 persone


Occorrente:

2 tazze di lemon curd qui

1 torta alle mandorle (sotto)

2 tazze di crema inglese (sotto)

2 cestini di frutti di bosco più uno per la decorazione (frutta a scelta)

250 gr. di panna leggermente montata.

50 ml di sherry dolce


Per la torta alle mandorle: 300 gr. di burro, 1 tazza e mezza di gr. di zucchero, 6 uova, 180 gr. di farina, 300 gr, di mandorle in polvere, un pizzico di sale

Per la crema inglese: 400 ml di latte, una stecca di vaniglia, 4 tuorli.


Preparate il lemon curd secondo la ricetta e fatelo raffreddare in frigo (si conserva una settimana)


Torta di mandorle: montate il burro con lo zucchero, aggiungete i tuorli d'uovo uno alla volta sbattendo bene, unire la farina e le mandorle poco alla volta, montare i bianchi a neve soda, aggiungerli alla preparazione senza smontarli, unire la vaniglia e il pizzico di sale. Cuocere in forno caldo fino a che sia dorata e soda al tatto (dai 20 ai 45 minuti secondo il forno)


Crème Anglaise: Scaldare il latte con la stecca di vaniglia fino al primo bollore, montare i tuorli con lo zucchero ed unirli al latte dopo aver eliminato la vaniglia. Coprire e rimettere sul fuoco basso.

Far addensare mescolando sovente. Filtrare e far raffreddare il tutto.


Assemblare a strati: il lemon curd, le fette di torta alla mandorla, i frutti di bosco, la creme Anglaise, la panna, lo sherry, ripetendo eventualmente. Cercare sistemare il tutto in modo gradevole usando se possibile uno o più contenitori di vetro trasparente. Riservare in fresco e al momento di portare in tavola, finire con il cestino di frutti di bosco riservato alla decorazione.

Anch'io sale colorato!

Mi riaggancio al post di Francescav per dire che oltre ai coloranti alimentari che io generalmente uso per colorare sia i sali da bagno che le mie "cremine", si possono usare anche altri ingredienti commestibili per colorare il sale.

So che una mia amica ha colorato i suoi sali da bagno con delle alghe acquistate in erboristeria che le hanno dato un bellissimo colore verde, ma purtroppo non so di quale alga si tratti.

E con un'altra amica abbiamo in programma di colorarne un grosso quantitativo per riempire un suo vaso lungo e stretto.....

Il sale dell'Himalaya è già naturalmente rosa, poi sto cercando, e prima poi lo troverò, il sale rosso delle isole Hawaii, che è ricchissimo di ferro ed è rosso fuoco.


Esistono altri sali naturalmente colorati, c'è un sale Vickingo che è di un bel color ambra e che ha un aroma affumicato. E so che c'è un sale nero australiano, il tutto trovarli in commercio in Italia, ma non dispero.


Il sale si può colorare con vari ingredienti naturali come la curcuma per dare un bel colore giallo, il succo di barbabietola per un rosa, o mescolarci altri ingredienti per aromatizzare e colorare: i petali di rosa mescolati al sale rosa e aromatizzato, questo per esempio va molto bene nell'insalata. Si possono anche mescolare varie erbe e spezie e il sale assume il colore delle spezie aggiunte e si ottengono dei miscugli veramente interessanti.


Al momento ho già fatto, sale alla rosa, sale alla curcuma, sale alle erbe.... ma ho ancora parecchie frecce al mio arco, dovrete attendere un prossimo blog per scoprirle.