martedì 27 marzo 2007

I suggerimenti di Marinella - seguito

  • Per impedire alla marmellata di ammuffire tra un utilizzo e l'altro, mettete sulla superfice del vasetto iniziato uno strato di zucchero.
  • Lozione anti-forfora: mettete due pugni di timo in un litro di acqua, far bollire 5 minuti. Lasciate intiepidire pe 5 minuti, firltrate e aggiungete 2 cucchiaiate di aceto. Usate questa lozione per frizionarvi il cuoio capelluto tutti i giorni e conservatela in frigorifero.
  • Per rinfrescare un viso un po' spento, fate una maschera esfoliante con un cucchiaio di miele liquido e uno di polvere di mandorle, massaggiate con movimenti circolari e risciacquate con acqua tiepida.
  • Per evitare che i vostri utensili da giardinaggio si arruginiscano, provate a mettere nella scatola degli utensili alcune palline di naftalina. Assorbe l'umidità e "profuma".
  • Se usate dei funghi secchi, provate a reidratarli nel vino bianco invece dell'acqua.
  • Se avete delle afte in bocca, provate a farvi un bel decotto di malva da sorseggiare con calma. Cercate di dolcificare poco e solo con del miele per non infiammare ulteriormente le afte.
  • Se le vostre unghie si sfaldano, immergetele 2 volte al giorno nella polpa di un limone e fate degli impacchi di olio d'oliva almeno a giorni alterni.
  • Per fare una bella maschera per il viso, mescolate il succo di un'arancia con un tuorlo d'uovo e spennellatelo sul viso pulito con un pennello. Lasciate agire per 20 minuti e risciacquate con acqua tiepida.

Reblochon

Nel post precedente ho dimenticato una cosa importante, il Reblochon è molto buono, ma puzza veramente tantissimo. Metre era nel nostro frigorifero, tutte le volte che si apriva la porta ne uscivano delle esalazioni da richiedere l'esorcista! Era molto ben imballato, ma non è stato sufficente, ho poi dovuto lavare il frigo con l'aceto per togliere l'odore! Quindi consiglio a coloro che vorranno provare questa ricetta di acquistare il formaggio all'ultimo momento.

domenica 25 marzo 2007

Tartiflette

Questa sera abbiamo collaudato una nuova ricetta, nuova per me che non l'avevo mai sperimentata e, visto il tempo freddo e piovoso, forse l'ultima occasione per provarla quest'anno.
La foto non è mia, l'ho trovata in rete, non ci siamo ricordati di farla.

Come vedrete dagli ingredienti, si tratta di una ricetta invernale, adatta ad un piatto unico, abbastanza calorico. L'origine della ricetta è Savoiarda, come lo è il formaggio con il quale viente preparata: il Reblochon, formaggio a pasta morbida e dolce, potrebbe far pensare un po' al Taleggio.

Occorrente per 6 persone: 1 Reblochon intero (la forma misura 18/20 centimetri di diametro) , 200 ml di panna liquida, 1,500 kg. di patate, 1/2 kg di cipolle,1 bichiere di vino bianco, 200 gr. di pancetta a dadini e un piatto di coccio da forno.

Per prima cosa occorre pelare e lessare le patate fino a metà cottura. Nel frattempo pelare le cipolle e tagliarle a rondelle sottili con la mandolina per poi farle "sudare" in pochissimo olio coperte, aggiungere il vino bianco, devono diventare trasparenti e cuocere senza colorire.

Quando le patate sono pronte, occorre scolarle e farle intiepidire, poi si tagliano a rondelle di mezzo centimetro di spessore.

Ora possiamo montare il piatto: si fa un primo strato di patate, sulle quale si mette uno strato di cipolle e una bella manciata di dadini di pancetta, poi si ricomincia fino ad esaurimento degli ingredienti (due o 3 strati a seconda della capienza del piatto) finire con uno strato di patate e irrorare con la panna.

A questo punto si prende il Reblochon al quale avremo grattato la superfice per togliere la polverina bianca che ricopre la crosta, ma senza togliere quest'ultima. Una volta pulito e tolto l'eventuale marchio verde che si trova in mezzo alla forma, si taglia il reblochon a metà verticalmente, e poi ogni metà verrà tagliata nuovamente a metà ma in orizzontale, in modo da avere 4 pezzi di formaggio con la crosta da un lato solo. Si depositano i pezzi di formaggio con la crosta in alto sulle patate, e si mette in forno caldo fino a che non compare una bella crosticina dorata (circa 20 minuti). Sfornare e servire ben caldo. Una verà delizia! E anche un attentato al colesterolo, quindi prevedere di fare penitenza il giorno successivo.

venerdì 23 marzo 2007

Eataly - Gobino




Ieri nuovo raid in quell'antro di bontà chè è Eataly.

Ho provato il bicchierino di cioccolato al gianduja di Gobino!
(Gobino è uno dei migliori artigiani del cioccolato di Torino, con laboratorio aperto dal 1946)

Presso Eataly servono la crema di cioccolato gianduja in piccoli bicchieri di carta, 30 gr. o 50 gr., appena tiepido, da degustare con un cucchiaino! Vi assicuro che si tratta di un'esperienza mistica!!!
Io non sono il tipo che mangia tutto quello che sa di cioccolato purchè sia cioccolato, noblesse oblige, gradisco solo quello veramente superiore, ma questo bichierino vale da solo la gita.
Inotre un giro in Via Cagliari dove si trova il laboratorio, adesso che Pasqua si avvicina.....

Detersvo piatti e lavastoviglie "fai da te"

Oggi vi metto una ricettina simpatica per un detersivo per piatti casalingo, tratta da "Detersivi Bioallegri" naturalmente con qualche mio ritocco.

Molto valido sia per lavaggio a mano che in lavastoviglie, sopratutto se non si tratta di piatti molto unti. Comunque è una buon supporto naturale al solito detersivo che ci permetterà di ridurre l'impatto ambientale e lascerà un ottimo profumo in cucina. Tra l'altro si può usare anche come pulitore anticalcare per il lavandino.
Occorrono: 3 limoni (vanno benissimo quelli poco costosi in retina) , 400 ml di acqua, 200gr di sale, 100 ml di aceto bianco (anche qui quello meno caro fa un ottimo servizio)
Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi, magari facendo delle rondelle, (io ho volontariamente lasciati i semi, visto che si usano i semi di pompelmo, magari quelli di limone avranno analoghe proprietà disinfettanti e poi non possono far male)

Mettere i limoni a pezzi in un frullatore e tritarli con l'aiuto di un po di acqua e il sale, poi mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere il resto dell'acqua e l'aceto e portate ad ebollizione per circa 10 minuti mescolando con una frusta perchè non si attacchi al fondo. A questo punto la ricetta originale dice di far raffreddare e di mettere in un vaso di vetro, io ho invece filtrato a traverso un colino a maglia larga, per togliere i pezzi più grossi, e ho messo in una bottiglietta reciclata dello yogurt con una bella etichetta. Se ne usano 2 cucchiaiate nella lavastoviglie, e a piacere sulla spugna.
Il residuo della colatura l'ho usato per fare un lavaggio igienizzante della lavastoviglie (a vuoto).
Nota:
- per piatti a mano più unti, si può aggiungere un po' di detersivo per piatti a mano.
- per la piatti più unti in lavastoviglie, non si può addizionare il detersivo della lavastoviglie in quanto renderebbe inefficace quest'ultimo. Io la risolvo usando 2 cucchiai di detersivo fai da te e una spruzzata o due di detersivo per piatti a mano. In questo caso il tutto rimane più performante con i piatti grassi e non riempie comunque la lavastoviglie di schiuma.
E chiaro che con la lavastoviglie quando avrete dei piatti molto sporchi e unti l'unica sarà usare un detersivo specifico, ma sarebbe meglio sempre usare un detersivo ecologico, se ne trovano nei biomercati e anche sulla rete per esempio su Officina Naturae che vende anche on line.
Usando un detersivo per piatti a mano a basso impatto ambientale, con l'aiuto di questo detersivo "fai da te", otterrete il doppio vantaggio di usare un minor quantitativo di detersivo acquistato, spenderete di meno, e salvaguardarete i nostri fiumi e i nostri mari!!!!

mercoledì 21 marzo 2007

I suggerimenti di Marinella - seguito

  • Avete la pelle grassa? provate a far bollire 25 gr. di foglie di menta in 1/2 litro di acqua, fate raffreddare, filtrate e aggiungete 2 cucchiai di latte in polvere. Usatelo come struccatore. Si conserva in un contenitore chiuso in frigo, al massimo una settimana.
  • Un prodotto casalingo per pulire i vetri: per mezzo litro di prodotto, mettete in un vaporizzatore 2 cucciai di ammoniaca e due di aceto bianco, completate con acqua.
  • Per pulire gli oggetti di ottone, mescolate il succo di un limone con del bicarbonato di sodio, strofinateri con la pasta ottenuta, lasciate agire 5 minuti e poi risciacquate con acqua calda.
  • Per pulire il vetro del vostro caminetto, provate ad utilizzare la cenere dello stesso, su una spugnetta inumidita, strofinate e asciugate.
  • Le pagine di un libro sono umide e ondulate? sporveratele di talco, metteteci sopra altri libri per pressarlo e tenerlo chiuso per una ventina di minuti.
  • Avete le gengive irritate? provate con un infuso di calendula con il quale fare dei risciacqui quotidianamente.
  • Avete le unghie gialle a forza di mettere lo smalto? Applicate sulle unghie, 2 volte al giorno, un miscuglio fatto con un cucchiaio di acqua di fiori di arancio e un cucchiaino di succo di limone (potete anche usare il succo di limone venduto nei contenitori di plastica a forma di limone) conservate il resto in un contenitore chiuso emeticamente.

martedì 20 marzo 2007

lunedì 19 marzo 2007

Palline al Cocco

Ecco come utillizzare i tre bianchi d'uovo avanzati dalla preparazione dello zabaione con una ricettina facile facile.

125 gr. di cocco disidratato

120 gr. di zucchero

3 bianchi d'uovo

Mescolare bene gli ingredienti in una terrina, foderare una placca da forno di carta antiaderente e fare delle palline della dimensione di una piccola noce che disporrete sulla placca.

Cuocere in forno caldo fino a doratura.

Lasciar raffreddare prima di consumare

Volendo si possono anche passare nel cioccolato fuso

I miei corsi - aggiornamento

Lo scorso fine settimana iniziazione ai fiori di Bach, monto interessanti, le applicazioni possibili mi hanno proprio impressionato. Ho solo trovato un po' lunga la prima parte del corso, una mattinata abbondante sulla vita e le opere del Dr. Bach, non vedevo l'ora di passare ai fatti.
La nostra docente ci teneva molto a che noi comprendessimo come lui aveva avuto le sue ispirazioni, e cercava di farci arrivare il suo messaggio e la sua filosofia. Io sarò un po' impaziente, ma credo che se ci siamo iscritti ad una scuola di Naturopatia, probabilmente è perchè abbiamo già, a nostra volta, fatto una scelta e un determinato percorso. Inoltre il problema era che sembrava una predica, che palle!!! Quando siamo finalmente passati alle cose concrete invece si che mi sono divertita. Dopo Pasqua Fiori di Bach 2 la vendetta, mi devo procurare il kit delle boccette e poi inizio i miei esperimenti. Volontari?

domenica 18 marzo 2007

Zabaione - al micro onde -

So già che qualcuno arriccerà il naso e urlerà al sacrilegio ma, anche se cerco di usare pochissimo il microonde, devo dire che per alcune preparazioni è proprio la soluzione ottimale.

Ingredienti:


3 uova freschissime (meglio bio)

3 mezzi gusci di zucchero

3 mezzi gusci di marsala


Separare i rossi dagli albumi, mettere questi ultimi da parte per un'altra preparazione.

Sbattere i tuorli con una frusta elettrica assieme allo zucchero, devono diventare quasi bianchi.

Aggiungere uno alla volta i mezzi gusci di marsala ben montare il precedente prima di aggiungere il successivo. Uno volta ben montato il tutto, mettere il contenitore nel microonde a 750 di potenza per un minuto scarso, vedrete che lo zabaione si gonfia, tirare fuori il contanitore e dare ancora una sbattutina, poi rimetterlo nel microonde per altri 30 secondi. Lo zabaione si gonfierà e diventerà bello lucido e con delle bollicine intorno. Tirare fuori risbattere e degustare con dei biscottini tipo lingua di gatto oppure come meglio preferite. Se avete dei dubbi sulla cottura, fatelo cuocere 30 secondi per volta controllando sempre il risultato

Si consuma sia caldo che raffreddato in frigorifero, e si può sostituire il Marsala con del moscato, o magari del passito di Pantelleria o dello Zibibbo. Se si usa un vino particolarmente dolce può essere utile ridurre lo zucchero.

Io ho riempito questi supendi vol au vent di meringa che produce la mia pasticceria di fiducia, che ne dite?

Con queste dosi ho riempito 6 vol au vent e 3 coppette piccole.

Dalle mie finestre

Io abito in campagna, a poca distanza da Torino, in questi giorni la primavera anticipata ci sta regalando paesaggi molto suggestivi. L'altro giorno ho pensato di fotografare quello che si vede intorno alla nostra casa. EccoVi le foto (naturalmente senza pretese, mio marito avrà sicuramente molto da ridire sulla qualità delle mie foto)










Poi presa dalla frenesia sono andata poco lontano da casa per fotografare queste Forsizie meravigliose che sono uno spettacolo tutti gli anni e che mi riproponevo di fotografare ormai da parecchio. Pensate che non si tratta di una siepe ma di più file parallele, riempiono mezzo campo!

venerdì 16 marzo 2007

Il mio liquore al cioccolato

EccoVi la mia ricetta del liquore al cioccolato. E' stato ampiamente testato lo scorso Natale!
Denso, scuro, dolce, si può anche usare su una bella coppa di gelato alla crema.

250g di alcool a 90°,
250g di cacao amaro in polvere di buona qualità,
1kg di zucchero,
1 pezzettino di vaniglia,
1 litro di latte.
Alcuni chiodi di garofano, qualche bacca di coriandolo e 5-6 semi di cardamomo pestati nel mortaio
un pizzico di sale


Preparazione
Mettete sul fuoco, in una pentola non di alluminio, il latte, lo zucchero, la vaniglia, il cacao, il pizzico di sale e le spezie pestate, precedentemente mescolati a freddo. Lasciate bollire il composto per 3 minuti, poi togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Una volta freddo, unitevi l'alcool, mescolando bene; otterrete un liquido cremoso. Filtrare con un colino, versare nelle bottiglie prescelte e chiudere bene. Una bella etichetta e il gioco è fatto. (Consiglio di usare bottiglie da circa mezzo litro)
Il liquore sarà pronto per essere degustato dopo una settimana. Ma durerà poco, molto poco.
La foto la metterò prossimamente. Per il momento buona degustazione!

mercoledì 14 marzo 2007

Protezione Civile

Ho sentito questo oggi su Radio Montecarlo.

Vistro l'enorme quantitativo di numeri telefonici residenti nelle rubriche dei nostri cellulari,
In caso di incidente, risulta sempre difficile ai socorritori trovare la o le persone più indicate ad essere avvertite della cosa.
La Protezione civile suggerisce vivamente di registrare sul proprio telefonino con la sigla ICE il numero che desideriamo venga chiamato per avvertire.

Si possono eventualmente inserire più numeri come ICE1 - ICE2 ...

Non ho colto l'esatto significato della sigla, ma dovrebbe essere "In Caso di Emergenza...."

Mi sembra un'ottimo consiglio, quindi premuniamoci e inseriamo subito in rubrica un numero di riferimento, non si sa mai..... e poi, anche per scaramanzia!

Le mie orchidee

Non sono una fotografa provetta, ma sono così belle che non ho resistito e vi metto alcune foto delle mie orchidee.
Voilà!

lunedì 12 marzo 2007

Lemon Curd

Questa ricettina non la potevo non mettere, solo che è una bomba calorica quindi attezione al cucchiaino!

Burro fresco a temperatura ambiente gr. 200
Zucchero 900 gr.
Uova freschissime 12
Limoni sugosi 8

Grattugiare la scorza di uno dei limoni lasciandola cadere in unacasseruola d’acciaio (mai d’alluminio) a fondo spesso.
Spremere dentro il succo dei limoni unendovi il burro ammorbidito e lo zucchero.
Porre la casseruola su fuoco debole e mescolare adagio, finchè il burro si sia sciolto e amalgamato al sugo, che dovrà essere ancora tiepido.
Ora versare dentro le uova sbattute.
Sempre a fuoco moderato mescolare adagio fintanto che la marmellata divenga densa e d’un bel colore dorato. Vigilare costantemente perché non deve assolutamente bollire.
Appena si noterà il primo sbuffo di vapore, che indica l’inizio dell’ebollizione, levare subito la casseruola dal fuoco versando la marmellata in un vaso di vetro ben pulito e chiuderlo ermeticamente, rigirando il barattolo sul tappo. Quando il vaso si è raffreddato, collocarlo in un luogo asciutto ed oscuro. Si mantiene inalterato per almeno tre mesi. Provate ad usarlo al posto della crema pasticcera per una crostata di fragole, oppure all'inglese spalmato sopra un cheese cake.

Soluzione "Strong"

Eccovi una bella ricettina per un prodotto adatto a moltissi usi :
  • Ottimo sostituto dell'ammorbidente
  • Ottimo anticalcare aggiunto al detersivo da bucato
  • Rinforzante del detersivo in caso di ammollo di panni molto sporchi
  • Aggiunto all'acqua calda per una soluzione per la pulizia di tutte le superfici e dei pavimenti
  • Come smacchiatore universale spruzzata sulle macchie, strofinare e poi sciacquare
  • Come detergente del WC spruzzato sulla spazzola prima della pulizia
  • Aggiunto al detersivo da bucato vi permette di ridurre il quantitativo di detersivo stesso
  • Puro su una spugnetta per pulire le incrostazioni dei fornelli
  • Aggiunto all'acqua del bagno come riequilibbrante della pelle
  • Aggiunto all'ultimo risciacquo dei capelli per farli brillare e sostituire il balsamo
Occorrente:
1 recipiente largo e capiente
1 cucchiaio
1 bottiglia di recupero tipo quelle dell'acqua minerale in plastica
400 gr. di bicarbonato di sodio
400 ml di aceto
600 ml di acqua
Metete il bicarbonato nel contenitore e aggiungete man mano l'aceto mescolando. Ci sarà una reazione chimica che genererà molta schiuma. A reazione avvenuta aggiungere l'acqua sempre mescolando bene. Attendete che la soluzione sia completamente calma (non farà più rumore di efervescenza) e travasate nella bottiglia di plastica.
La soluzione si presenterà con un fondo di bicarbonato e dovrete sempre agitare prima dell'uso.
Etichettate chiaramente.
Dosaggio circa 50 ml di soluzione nella vaschetta dell'ammorbidente.
Attenzione: non accellerate la procedura e attendete il tempo necessario onde evitare che nella bottiglia ci sia ancora efervescenza, potrebbe scoppiare (nulla di serio, ma per evitare la doccia e magari di dover ripulire tutto collaudando la soluzione anticipatamente)

Stampi in Silicone

Questi nuovi stampi in silicone sono formidabili, però volevo segnalarvi alcune avvertenze che ho trovato leggendo un articolo su Altro consumo di Marzo.
Hanno messo alla prova gli stampi per dolci per verificare se rilasciano sostanze indesiderate. Risultato: purtroppo al primo utilizzo SI.
L'allarme sembra sia arrivato dalla Francia dove nel 2005 hanno svolto dei controlli di idoneità al contatto con gli alimenti e delle 81 teglie analizzate, 44 sono state dichiarate non conformi.
Queste prove sono state effettuate nuovamente da Altro Consumo per verificare il "calo di peso" dello stampo dopo un riscaldamento di 4 ore a 200°, questo calo di peso corrisponde alle sostanze volatili che si sono disperse nell'aria.
Occorre anche tenere conto che in Italia non esiste una regolamentazione alla quale attenersi per la costruzione di questi stampi. Secondo la le normative francesi il calo di peso deve stare sotto lo 0,5%. Non starò a tediarvi con tutte le percentuali, basta sapere che nella stragrande maggioranza dei casi la migrazione del silicone nell'impasto è stata superiore alla norma.
Inoltre ci sono marche che sono risultate ampiamente fuori norma.
E stata quindi fatta la prova di un lavaggio energico come quello in lavastoviglie e, in effetti al successivo utilizzo, la migrazione risulta decisamente inferiore.
I suggerimenti che ne derivano sono:
Effettuare un primo lavaggio energico "in Lavastoviglie" e considerare di utilizzare lo stampo una prima volta con un impasto a base di farina lievito e olio di semi, da scartare dopo cottura in modo da togliere il massimo possibile di sostanze che possono migrare. Dopo questo trattamento dovremmo essere abbastanza sicuri nell'uso.
Sempre in Francia ai produttori è già stato richiesto di effettuare un trattamento preventivo sugli stampi al fine di ridurre la migrazione al primo uso.
Le marche che non hanno passato il test, anche dopo lavaggio sono Joy, Guardini Baby Chef, Maz le Maxcotte stampo muffins (quest'ultimo però veramente appena il limite)

domenica 11 marzo 2007

Macerati oleici - oleoliti

La primavera è "scoppiata" e i prati si riempiono di fiorellini belli e utili.

Quindi, con l'aiuto della mia mamma, che devo dire è molto collaborativa, ho iniziato la produzione di nuovi oleoliti.

Gli oleoliti si fanno partendo da olio vegetali biologici, generalmente olio di girasole o olio di vinacciolo, nei quali si fanno macerare per un periodo variabile (generalmente almeno 21 giorni) i fiori che ci interessano.

La domanda che "sorge spontanea" è a cosa servono? Generalmente gli oli assorbendo le proprietà dei fiori con i quali sono messi in contatto trasportano queste proprietà nei prodotti finali.

Io uso gli oleoliti per fare balsami per la pelle o per farne delle creme.

Uno dei più diffusi è l'oleolito di calendula, che è altamente cicatrizzante e riparatore della pelle, va benissimo nei balsami per le labbra e generalmente lo uso quasi in tutte le mie creme.

Un'altro oleolito interessante è quello di Bellis Perennis (la comune pratolina) che pare abbia delle proprietà rassodanti e tensori, viene usato come olio per massaggiare il busto a fini rassodanti.

E poi c'è l'oleolito di violetta, questo viene principalmente utilizzato nelle creme di bellezza per le sue qualità addolcenti anche se occorre una lunga macerazione, almeno 6 settimane.

Così, oggi mentre ero al mio corso, la nonna ha raccolto enormi quantità di violette e di pratoline. Per fare un macerato che abbia senso ne occorrono tantissime e pesano veramente poco. Pensate che dopo tanto lavoro è riuscita ad ottenere ben 66 grammi di violette e 100 grammi di pratoline. Per darVi un'idea questo rappresenta il volume di una grossa tazza da latte di fiori senza stelo e piuttosto pressati.

Adesso sono nei barattoli e occorre attendere che cedano le loro preziose proprietà.

Fra un mese potrò preparare un'olio rassodante per il busto e fra un mese e mezzo una bella crema da giorno.

sabato 10 marzo 2007

Ho ricominciato le lezioni

Oggi ho ripreso i miei corsi, Allergie,Intolleranze, Ecosistema intestinale.
Bello! Qualche difficoltà con la parte chimica, ma mooolto interessante.
Naturalmente ho rimediato 2 nuovi libri, e non saranno gli ultimi, mi piace troppo l'argomento.
L'unico problema è che pensavo di finire domani verso le 13, invece ho scoperto che dovrò fermarmi anche al pomeriggio e mi saltano i festeggiamenti del compleanno di mio figlio, Sigh!
Ci rifaremo.

mercoledì 7 marzo 2007

I suggerimenti di Marinella - seguito

  • Domani è l'8 marzo, se il vostro bouquet di mimose sta appassendo, provate a sciogliere un cucchiaino di zucchero in un bicchiere di acqua calda e aggiungetela all’acqua del vaso.
  • Maschera al miele per i capelli secchi :
    Fate fondere a bagno-maria 4 cucchiai di miele e 4 di olio di mandorle dolci
    Togliere dal fuoco, aggiungere 4 cucchiai di panna da cucina.
    Applicare e lasciare agire per 20 minuti poi lavate i capelli come al solito
  • Se il vostro gatto gratta dentro la terra dei vostri vasi, provate a piantarci dentro dei bastoncini di cannella. Lui smetterà e i vostri vasi saranno anche decorati.
  • Un suggerimento al maschile, per calmare la pelle dopo la rasatura applicate per alcuni minuti un asciugamano caldo sul viso.
  • Per togliere le aureole biancastre causate dalla pioggia sulle vostre scarpe, passatele con una spazzola bagnata di acqua e aceto, poi tamponate con carta da cucina e lucidate come al solito.
  • Volete fare una fonduta Bourguignonne?Per evitare che l’olio schizzi mettete dentro l’olio un grosso ramo di prezzemolo.

Lasagne salmone e porri

Tempo fa avevo trovato questa ricetta su una rivista francese e ieri ho deciso di provarla:

Ingredienti:

3 fette di salmone fresco (io ho usato quello affumicato)- 5 porri- 250 g di Mascarpone- 2 uova- 20 cl di panna (io ho usato del latte)-lasagne secche - poco timo - olio di oliva - burro - parmigiano - sale.

Per iniziare occorre lavare e pulire i porri, tagliarli a juliennes e saltarli in padella con un po' di olio, poi aggiungere un pochino di acqua e farli stufare fino a che siano teneri.

Mentre cuocciono si prepara la crema montando il mascarpone con le uova e il latte, il timo e si regola di sale (io non ne ho messo causa salmone affumicato)

Una volta pronti i porri si inizia a montare la lasagna mettendo uno strato di crema sul fondo della teglia, poi le lasagne con sopra uno strato di porri e il salmone a tocchetti se fresco, (io ho distribuito i pezzi di fettine di quello affumicato), poi di nuovo lasagne, crema, porri e salmone, si finisce con uno strato di crema e si cosparge di parmigiano (o di pecorino dolce) e fiocchetti di burro (anche questi evitabili) e si mette in forno fino a cottura, ca. 35 minuti.

Se si dovesse colorire troppo, proteggere con uno strato di alluminio.

Il fatto di usare il latte al posto della panna, rende il tutto un pochino meno grasso (vista già la presenza di mascarpone) e rende la salsina più liquida, questo permette alla pasta di cuocere meglio, inoltre io non uso lasagne di marche note, ma lasagne di produzione biologica che acquisto con un gruppo di acquisto solidale del quale facciamo parte e che sono splendide.
(A proposito dei gruppi di acquisto vi do appuntamento ad un prossimo post.)

Per tornare a noi, ne è venuta una teglia di 20 per 30, quasi interamente spolverata! Da rifare!

martedì 6 marzo 2007

Petto d'anitra all'arancia

Questa è una ricetta veramente semplicissima ma che a noi piace molto.
Per 6 persone occorre un petto d'anitra completo. Io ho usato un petto di anitra acquistato sulgelato con attaccato l'osso delle sterno e con la pelle.

Si fa rosolare con pochissimo condimento uno scalogno e una cipolla piccola tagliate al velo, quando sono bionde si aggiunge il petto d'anitra con la pelle verso il basso e si procede nella rosolatura. La pelle cede parecchio grasso che, dopo aver rigirato almeno una volta il pezzo sull'altro lato, vado a scolare (io lo conservo in un barattolo in frigo per usarlo nei soffritti successivi in quanto è molto buono). A questo punto tolgo con l'aiuto di una forbice lo strato di pelle che lascio comunque nella pentola, in questo modo il petto si cuoce meglio. La pelle serve solo per l'aroma, alla fine la elimino, anche se mi piacerebbe trovare la ricetta per fare i "Krupuk" che fanno in indonesia usando la pelle sia di anitra che di pollo.

Tornando alla mia ricetta, continuo la cottura aggiungendo un bichiere di vino bianco e una volta evaporato il succo di due arance. Porto a cottura aggiungendo eventualmente ancora del succo di arancia, regolo di sale (io uso il mio sale alle erbe che contiene rosmarino, salvia, e buccia di limone) aggiungo un bicchierino di Grand Marnier e poco prima di servire prendo il petto, e lo affetto con il coltello elettrico, elimino l'osso dello sterno e tengo in caldo in un piatto da portata. Riprendo il sugo aggiungo eventualmente acora un succo di arancia per deglassare, passo la salsina al frullino ad immersione e servo le mie fettine di petto di anatra con abbondante salsina calda. Se la salsa è molta una parte va sulle fettine e l'altra va in una salsiera in accompagnamento.

Generalmente è molto gradita e i miei ospiti amano averne in abbondanza.

lunedì 5 marzo 2007

Bicarbonato - seguito

  • E' possibile utilizzare il Bicarbonato sotto forma di pasta (l’equivalente di 1 parte di acqua ogni 3 di polvere) da sfregare direttamente sulle superfici con l’aiuto di una spugnetta.
    Quindi sciacquate sotto acqua corrente.
    L’azione delicatamente abrasiva e le proprietà ammorbidenti del Bicarbonato, ne fanno un ottimo alleato in cucina. Pentole e padelle tornano lucenti e perdono i cattivi odori.
    Una soluzione efficace, economica ed ecologica.
  • Per rimuovere senza sforzo le incrostazioni, ricoprite direttamente i residui di cibo con il Bicarbonato, aggiungete dell’acqua calda e lasciate agire il prodotto per almeno 15 minuti.
    Sciacquate, quindi lavate come di consueto.
  • Per le incrostazioni più ostinate: sfregatele con una spugnetta cosparsa di Bicarbonato e acqua. Sciacquate, quindi lavate come di consueto.
    Oppure riempite la pentola con acqua e 2 cucchiai di Bicarbonato portando la soluzione ad ebollizione per 5 minuti. Lasciate raffreddare e staccate i residui aiutandovi con una spugna. Lavate come di consueto.
  • Lucidare il lavello senza graffiarlo: i cristalli del Bicarbonato, al contrario di altre polveri sono solubili e quindi non sufficientemente resistenti per graffiare le superfici.
    Per rimuovere dai lavelli smaltati o in acciaio residui di cibo e opacità, passate la superficie con una pasta di acqua e Bicarbonato su una spugna (l’equivalente di 1 parte d’acqua ogni 3 di prodotto). Sciacquate abbondantemente con acqua corrente. Asciugate con un panno carta per prevenire la formazione di eventuali aloni.
  • Per prevenire gli odori di umidità che si formano sotto il lavello: riponetevi una scatola di Bicarbonato aperta, da sostituire ogni 3 mesi.
  • Aggiunto al normale detersivo per piatti, ne aumenta l'efficacia e svolge un' azione di rimozione degli odori residui. Agiungere 2 cucchiai all'acqua di lavaggio oppure utilizzatelo sotto forma di impasto acquoso (l’equivalente di 1 parte d’acqua ogni 3 di prodotto) da sfregare con una spugna su stoviglie, piatti e taglieri. Sciacquate e lavate come di consueto.
    Senza dimenticare poi che le vostre mani ve ne saranno grate.
  • Per rimuovere i residui di cibo e unto schizzati sulla superficie del piano cottura o neutralizzare l’odore di aglio e cipolla, è sufficiente spargere il Bicarbonato direttamente su una spugna umida. trofinate e quindi sciacquate con acqua.
  • Per la pulizia del forno, del microonde, degli sportelli del grill e delle superfici esterne degli elettrodomestici, provate una soluzione di acqua e Bicarbonato (l’equivalente di 2 cucchiai ogni litro) d’acqua) da passare con una spugnetta sulle superfici interessate (il forno si pulisce meglio se ancora tiepido).
  • Per detergere e neutralizzare gli odori dalle superfici interne del frigorifero e del freezer è utilizzabile in soluzione: l’equivalente di 2 cucchiai in 1 litro d’acqua da passare con una spugna sulle pareti. Risciacquate, quindi asciugate.

Aspic di gamberetti

Questa è la ricetta per gli Aspic della mia amica Luciana.
A me piace molto e Lei me l'ha gentilmente concessa.

Occorrente per fare 12 aspic singoli usando le formine con il coperchio da entrambi i lati.
Un litro di gelatina instantanea con dentro un cucchiaio di aceto bianco
1/2 kg di gamberetti puliti e sbollentati
3 uova appena sode
una manciata di cetriolini e di cipolline sott'aceto, olive snocciolate (si possono variare le verdure a piacere)

Si mette un dito di gelatina nelle forme singole e si mettono in frigo a solidificare, una volta che la gelatina è dura, si aggiunge una rondella di uovo per formina e poi si mettono, a strati, i gamberetti e i sott'aceti, cercando di curare la presentazione.
A questo punto si ricopre il tutto di gelatina lasciando ancora un po' di spazio per l'ultimo strato, e si rimette a solidificare.
Una volta pronto si aggiunge una fetta di pancarrè, precedentemente tagliata con uno degli stampini e spalmata di paté (lato paté contro la gelatina), si chiudono gli stampiti e si rimettono in frigorifero. Al momento di servire si passano gli stampini in acqua calda e si sformano direttamente nel piatto da portata.

Coquilles Saint Jacques alla julienne di verdure

Per 6 conchiglie.



Tagliare a julienne 2 piccoli porri, una carota e una zucchina media.

Scottare due minuti per parte in un po' di burro i molluschi e tenere in caldo.

Nella stessa padella far dorare prima i porri, aggiungere poi la carota, e dopo un paio di minuti la zucchina, all'occorrenza aggiungere poco burro, cuocerle al dente e tenerle in caldo.

Riprendere i molluschi e fiammeggiarli con poco brandy, deglassare con 2 cucchiai di panna, regolare di sale.

Con le verdurine creare un nido nelle conchiglie o dentro delle coppette, e posarci sopra i molluschi con la loro salsina.

Servire subito

I suggerimenti di Marinella - seguito

  • Mal di gola?: fatevi un bell’infuso con 25 cl di acqua, un cucchiaino di malva per il dolore, un cucchiaino di zenzero fresco tritato lasciare sobbollire 5 minuti coperto poi aggiungete un cucchiaino di menta piperita, lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare e bere nel corso della giornata.
  • Se vi piace il sedano rapa, si può fare una purea usando metà sedano e metà patate, condire come al solito. Se invece vi piace lessato, tagliatelo a spicchi lasciatelo marinare in acqua fresca con del succo di limone e poi fatelo cuocere nel latte invece dell’acqua, servirà a farlo rimanere ben bianco.
  • La vostra salsa si è leggermente attaccata al fondo? Potete rimediare facendo sparire l’aroma di bruciato passandola in un’altra pentola e aggiungendo un pochino di cognac. L’aroma di bruciato sarà perfettamente mascherato
  • Per ammazzare gli acari che si fossero depositati sui peluche dei vostri bimbi, provate a metterli in un sacco per surgelati nel congelatore, per alcune ore, poi lavateli con acqua tiepida.
  • Volete fare una torta? per evitare che si bruci il fondo (nei forni a gas sopratutto) mettete uno strato di sale grosso sulla placca del forno e posateci sopra il vostro stampo.

domenica 4 marzo 2007

Kir alla Violetta


Per preparare questo Kir, ho prima preparato un sciroppo di violette raccogliendo quelle del mio giardino.



Per fare lo sciroppo di violetta, naturalmente occorrono le violette pulite e senza stelo, si mettono in un barattolo, si coprono di acqua bollente e si lasciano in infusione per 24 ore coperte.



Poi si filtra il tutto in un misurino per vedere la quantità. Mettere l'infuso in un pentolino con lo stesso volume di zucchero e far scioglliere senza far bollire, Se lo si vuole conservare, si può mettere in una bottiglietta tipo quelle del succo di frutta con tappo a vite sigillandolo come la marmellata (travasare al primo bollore).



Questo sistema è valido anche per fare lo sciroppo con altri fiori profumati.






Per il Kir basta mettere 1/10 di sciroppo di violetta e 9/10 di Champagne versando direttamente nelle flute.






Molto buono e delicato

Oggi è il mio compleanno

Avendo raggiunto il giro di Boa l'anno scorso, ormai conto all'indietro!

Ecco il menù di oggi:

Kir alla Violetta
Accompagnato da schegge di parmigiano e da schegge di una formaggetta con pezzettini di tartufo buonissima. La tometta l'ho presa da Eataly, il nuovo presidio slow food che è stato aperto recentemente presso il Lingotto di Torino (una gioia sia per gli occhi che per il palato) vale veramente una visita.
Coquilles Sait jacques con julienne di verdurine
Aspic alla Luciana
Crespelle ai carciofi, pecorino e scamorza dolce
Petto di anatra all'arancia
Carote e zucchine all'arancia
Torta meringata (acquistata)
Prossimamente posto le varie ricette.

Torta morbida all'arancia e semi di papavero


Ecco una ricetta presa dal blog francese di Leonine. L’ho provata oggi, la foto non è la mia ma quella di Leonine, non ho potuto usare la mia perché, come al solito, l’ho sformata malamente e non presentava più abbastanza bene per poterla fotografare.


Comunque l’ho trovata molto gradevole, è piaciuta a tutti, molto simpatico quel leggero croccantino dei semi di papavero.
Ecco la ricetta:
115 gr. di burro a temperatura ambiente
115 gr. zucchero
2 uova
115 gr. di farina
un’arancia possibilmente biologica
una bustina di lievito
10 grammi di semi di papavero
un pochino di vaniglia
un pizzico di sale

Scaldare il forno a 180°,
Lavorare il burro in “pomata”
Aggiungere lo zucchero un po’ alla volta
Unire le 2 uova sbattute, poi la farina, il sale, il succo dell’arancia, la sua buccia grattugiata, i semi di papavero, mescolare bene, aggiungere il lievito e la vaniglia.
Mettere in una teglia imburrata foderata di carta da forno (non fate come me che non l’ho messa)
Cuocere in forno per 30 minuti sformare e lasciar raffreddare su una gratella.
Io ci ho aggiunto qualche fiocco di panna montata per il colore.
Semplice, rapida e da provare.